One.org cancella il debito di razionalità*
L’altro giorno una mia cara amica, fan sfegatata degli U2 ed antiberlusconiana ruspante, mi ha fatto sapere che il leader del suo gruppo preferito aveva tirato le orecchie a Il Risolutore durante la presentazione di non so quale rapporto ufficiale della fondazione ONE. L’accusa sarebbe quella di non aver rispettato le promesse in tema di aiuti all’Africa. E’ da un po’ di tempo che mi riesce difficile tenere a bada la mia linguaccia, e così, mentre tentavo di contare fino a dieci, mi son reso conto che, più o meno fra il tre e il quattro, il tentativo di evitare la polemica a tutti i costi era già fallito. Al ritorno a casa mi son fatto una rapida ricerchina sulla rete (penso che sarà impossibile far capire alla generazione nata in questi anni che l’umanità è riuscita a campare senza internet per qualche millennio…), visto che pur conoscendo a spanne l’attività di Bono, non avevo mai sentito parlare della sua fondazione. Fra i vari personaggi che la promuovono c’è anche Bob Geldof, la persona che al momento ha tratto i maggiori vantaggi dalla lotta contro la povertà; nel senso che se non fosse per le sue campagne sociali, nessuno al mondo, forse neanche la sua mamma, saprebbe mai che ’sto qui è un cantante. Navigando un po’ sul sito della ONE, mi sono accorto che alla fine, oltre alle consuete proposte terzomondiste tipo cancella il debito o il contrasto agli effetti del global warming, ci son anche cose interessanti riguardanti le politiche economiche (la mia amica non ne sapeva nulla, e credo che se Bono facesse parte di una ronda padana, gli andrebbe comunque dietro senza farsi troppe domande). Finalmente c’è qualcuno (fra i terzomondisti radicalshock) che si scaglia contro i dazi e le politiche agricole della EU(RSS), degli States e del Giappone, denunciando quanto queste barriere siano uno dei principali motivi che finiscono per affamare il continente africano (e farci pagare più tasse e costringerci ad acquistare prodotti agricoli a pezzi artificialmente elevati). E’ sorprendente anche il fatto che si inviti ad investire laggiù, soprattutto nel settore agricolo. Chissà che per una volta, il faccione di Bono non serva a fare aprire gli occhi agli europei e non si riesca a creare una certa massa critica spaccamaroni che permetta di fare un po’ di pressione sul Mangiamento Europeo. Per il resto, si tratta delle tradizionali issues alla Geldof, che meritano solo cori di pernacchie. Ma veniamo alla polemica sulle promesse non mantenute dall’Italia. Ho trovato un servizio del tigì de La7 in cui si vede il re per una notte sostienere che nel 2005 il nostro paese si era impegnato a donare una certa cifra (non dice quanto) all’Africa, e che a distanza di 4 anni i nostri governi hanno versato solo il 3% della somma pattuita. Bono, in un’altra intervista, dichiara addirittura che Il Risolutore non sia degno di presiedere l’ormai prossimo G8. Il premier dal gingillo goloso, ha risposto alle accuse della pop star irlandese e del suo Sancho Pancho, dicendo che gli aiuti economici all’Africa sono uno strumento pericoloso, in quanto i danè possono finire nelle mani di qualche dittatore senza scrupoli e possono quindi finire per divenire un aiuto alla violenza più che alla povertà. Direi che il ragionamento è corretto, in aggiunta direi che da buon libertario, essendo questa una beneficenza forzata (si tratta pur sempre di soldi estorti al contribuente con la forza), le campagne di cancellazione del debito o di aiuti economici a pioggia siano immorali. Peccato che Berlusconi fosse impegnato con quell’angioletto di Geddafi mentre sosteneva quanto vi ho raccontato giusto tre righe fa! La solita coerenza e la solita faccia da culo.
In serata ho chiamato la mia amica per spiegarle che in fondo qualche argomento valido fra quelli portati avanti dalla ONE esiste, e che, se mai decidessero di fare qualche campagna per levare i Ticket Restaurant alle vacche ed ai loro proprietari, potrei anche unirmi a loro.
Come dice sempre Rosamaria Bitetti dell’IBL “Drop the C.A.P.!!!”
*Oggi sono in versione bicchiere mezzo pieno
-z3ruel
Luglio 3, 2009 a 10:57 am
Ma infatti berlusconi li ha già dati i soldi in AFrica: sono tutti in Libia!!!
Luglio 3, 2009 a 2:52 pm
Ma poi scusa, non sono stati proprio i leader africani recentemente a dire di fermare i finanziamenti all’Africa che sono inutili e dannosi?
Luglio 3, 2009 a 3:23 pm
@Rantasipi:
Gli stessi leader hanno anche chiesto di favorire la diffusione degli OGM in Africa, ma purtroppo gli amici del popolo non vogliono e preferiscono vedere la gente morire di fame. In fondo senza la fame nel mondo la loro religione socialista perderebbe in forza.
Luglio 3, 2009 a 4:41 pm
@Ran: avevo letto qualcosa in proposito sul sito di Leonardo Ideas have consequences.
Quando ero in Giappone, ho scoperto che anche in Asia hanno i loro bei cazzi coi sussidi all’agricoltura e delle folli regole di scambi forzati fra paesi dell’area. Il Giappone ad esempio, strafinanzia la coltivazione di riso e non ricordo per quale motivo idiota è pure costretto ad importarne dalla Korea del Sud. Essendo questa importazione un sur plus ed essendo i nippi molto orgogliosi del proprio riso, quello straniero finisce come cibo per le bestie o come componente per la preparazione di alcune bevande.
Comunque avevo messo l’asterisco, direi che è già buona che rompano le balle per i dazi. Io, fra parentesi, li metterei sotto tutti e due con la macchina
Luglio 3, 2009 a 10:18 pm
@j1nz0: ma il socialismo è morte.
@z3ruel: Credo che il jap di oggi sia quanto di più deprimente possa offrire il panorama politico internazionale – assieme agli scandinavi, of course.
Curioso fossero un tempo entrambi gente virtuosa, ancorata a rigidi codici etici, socialmente evoluta e culturalmente superba.
Oggi sono tra i popoli più leviatanici al mondo, carne trita del turbostatalismo.
Luglio 3, 2009 a 10:27 pm
Il Giappone ha svoltato in negativo quando la sua banca centrale ha cominciato a seguire le politiche espansionistiche di quella statunitense, da li in poi è stato il delirio. Quello che hanno in comune forse con gli svervegesi è il senso del dovere e del lavoro, parlo delle persone, non dei politici (che non sono persone
). E’ giunta l’ora della birretta…
Luglio 4, 2009 a 7:37 pm
http://www.corriere.it/spettacoli/09_luglio_04/oasis_rock_politico_u2_coldplay_3839b502-6866-11de-86b2-00144f02aabc.shtml
Articolo liberamente segnalato.
Buon 4 Luglio a tutti, più tardi o domani, rispondo con miei post ai numerosi nuovi articoli già letti.
R3volution!.
Post: comunque il mio blog è aggiornato con filmati pauliani doc per l’occasione in attesa di end the fed!.
Ciao LucaF.
Luglio 7, 2009 a 11:31 pm
Resta il fatto che gente come Bono o i noglobal (nipotini dei leghisti criptodemocristian-fascio-comunisti autarco-protezionisto-isolazionisti) pretendono di usare lo Stato occidentale e l’indebitamento che ad esso ne consegue, dal suo operato, per cancellare o ridurre le soglie di disuguaglianza e di povertà con i Paesi del terzo mondo solo a parole.
In realtà è molto comodo solo in termini radical-chic per immagine, poichè la realtà delle loro proposte (anche quelle più similari a riduzione dazi) si rivelano un abile gioco di parole, per richiedere più regole obamiane, di controllo e quindi il dato di vantaggio di una presunta eliminazione di dazi viene a lasciar posto ad un ben più concreto della situazione vigente.
Per la serie rafforziamo lo Status quo.
Il che a volerla dire tutta è una emerita cavolata, come si può pensare economicamente di ridurre il debito di uno Stato, aumentandone in quello degli altri, senza subire già nella concezione di tale operazione tremontiana (stile eurobond), un trasformismo e una forma di fregatura certa sia nei confronti dei contribuenti occidentali che pagano, che quelli del terzomondo (i quali non riceveranno un euro da tali operazioni di finanziamento delle dittature locali).
E poi sono i primi i cantanti ad essere contro il mercato nero della musica e in favore dei diritti delle multinazionali discografiche, assieme ai governi per ridurre le libertà dei navigatori occidentali.
Perchè non coinvolgono le ricche multinazionali discografiche in queste campagne facendole rinunciare al lauto bottino, dato che i costi di un cd sono già oggi a prezzi “vertigonosi”.
Di che disuguaglianza parlano, di quella che passa tra una libertà a perdere e una schiavitù da ritrovare?.
Agli U2 e forse pure a Gendolf i soldi non mancano, vivono di concerti e dischi e best of, perchè diavolo pretendono che siano i governi a fare ciò che potrebbero fare con i loro immensi patrimoni?.
Perchè cattolicisticamente (almeno per Bono) c’è sempre la volontà di mettere tutto in morale, nella visione socratica del bene necessario e sempre giusto, in particolare dello Stato, perchè deve sempre puntare a politicizzare tutto.
L’idea che i Grandi facciano le cose meglio e più efficacemente dei singoli mi pare sia una emerita idiozia.
Fondi pure lui un partito come i Pirati, e vediamo il PU2 cosa prenderebbe in Irlanda (paese cattolico ma mica così fesso come invece noi!) con tali progettini.
Non capisco perchè nella tipica cultura liberal (vedi anche Rem o altri gruppi musicali) l’impegno musicale debba sempre necessariamente derivare a forme sessantottine nostrane o nostalgiche di “impegno” politico o corporativo.
Non si può fare musica senza essere protagonisti in G8 o tavole rotonde papaline e greenpire?.
Bisogna pure che si limitino e si diano una regolata, dato che la musica sarà pure accettabile (in particolare quella dei vecchi U2), ma non si può trascendere da ciò la vendita di un pacchetto only inclusive, che ponga anche la visione di coercizione (o di circonvenzione) dei fan o pubblico verso ciò che si presume sia giusto e buono.
In particolare nei confronti della sfera politica, dove il bene non esiste e dove praticamente chiedere aiuti ai politici e ai Leviatani mondiali o nazionali, equivale a idolatrare le cause, non le soluzioni dei problemi del mondo.
La visione che ne deriva è sempre quella del deus ex machina e della giustizia sociale ridistributiva, ovvero una forma di superstizione (per dirla alla Hayek) inefficace e inesistente nella sua produttività di sviluppo.
Venga Bono a vedere come è ridotta l’Italia con tali ottiche economiche obamiane nei suoi conti e nel suo debito, e forse inizierebbe a pensare che invece di chiedere soldi al socialista di Arcore, dovrebbe fare qualche disco o fondazione in più per il povero popolo italiota.
Ciao LucaF.
Luglio 15, 2009 a 9:40 pm
[...] applausi. Dopo aver visto cosa ne pensano anche i terzomondisti chic di ONE.org, direi che questo argomento pro-market sembrerebbe esser stato finalmente sdoganato. Drop the [...]
Luglio 25, 2009 a 2:05 am
Bella citazione
che mi ha portata via google alert egocentrico (ma che almento controllo raramente) a questo bel blog e ad un tema che mi sta a cuore. Come conciliare il mio liberismo sfrenato con la mia passione per gli U2? z3ruel ha sottolineato che qualcosa già appare, ma quello che ho sempre pensato è che è un grande fallimento di noi libertari l’incapacità di convincere gente come Bono, ovvero persone appassionate all’idea di aiutare gli altri, che le nostre proposte in effetti sono le migliori per la società e per i più sfortunati. Io voglio la freetrade (perchè è cosa giusta e) perchè è un’occasione di crescita per i paesi più poveri, voglio liberalizzare gli OGM (e no, per quel che ne so i leader africani li rifiutano per paura di non poter poi commercializzare più i loro prodotti in europa) perchè possono risolvere la pace nel mondo, voglio la libertà assoluta perchè è più equa nei confronti di tutti coloro che sono svantaggiati nella piramide del potere. Ayn Rand diceva che il capitalismo aveva bisogno di una legittimazione morale – ma ha anche bisogno di un po’ di buona comunicazione per coinvolgere le persone buone. E kmq grandi U2.
Luglio 25, 2009 a 2:44 am
@RM: Ma ciao! La citazione l’ho attinta da FB. Anche se sotto mentite spoglie, son quel pirletti che ti aveva insegnato come fare “un po’ di pulizia” fra i tuoi amici scassaballe che ti inviavano un tot di inviti ogni dì
Io non sono un fan sfegatato degli U2, li ascolto, ho praticamente tutta la discografia, ma non mi fanno impazzire (sono un ex mujaheddin hip-hop/black music, ma col tempo son diventato genuinamente un onnivoro musicale). In effetti, ne aveva parlato anche il mio padrone di casa, qui sul residenclave, il libertarismo soffre di cattivo marketing. Spiegare come proposte di mercato possano essere delle ottime (in realtà le uniche) possibilità di miglioramento economico e sociale per i paesi del terzo mondo potrebbe essere un buon cuneo per sfondare. La cosa che a livello di media non passa, è che ormai anche parecchi economisti di quei paesi, ed anche qualche leader politico con la mano meno pelosa della media, dichiarano pubblicamente che gli aiuti a pioggia sono irrazionali (al fine della crescita) e che l’apertura dei mercati, l’attrarre investitori e l’abolizione dei dazi siano l’unica speranza. Sperem…
PS Comunque a me Bono sta sulle balle a vista (^_^). Mai come Geldof, naturalmente.
PPS Ofiga, adesso mi toccherà citarti più spesso per farti passare di qui
Luglio 25, 2009 a 9:10 am
Non serve più, oramai sei nel mio greader
Luglio 25, 2009 a 2:06 pm
Bene
Luglio 27, 2009 a 10:25 am
gli stessi africani chiedono non aiutateci con i soldi ma aiutateci insegnandoci a saper fare (poi se si finisce di drogare il mercato con i dazi tanto meglio).
io bomo non lo sopporto proprio e si è riciclato in questa campagna proprio per sopperire al livello ormai non proprio eccelso della sua musica
vitaliano
http://yellowcar.wordpress.com