Qualcuno era liberale

Un ratto con un elettrodo impiantato a livello delle zone del sistema nervoso centrale legate al piacere lavorerà per ottenere la sua overdose di orgasmo senza alcuna forma di riposo o tregua. Non importa che alla fine crollerà a terra stremato dalla fatica: il ratto preferisce godere molto nel breve termine piuttosto che interessarsi alla sua vita futura. Stessa storia per gli umani. Non c’è nulla da fare, il sistema nervoso è fatto così: per uno shot di dopamina in più il cervello si venderebbe gli altri organi al mercato nero, così come i tossici si vendono la madre e i ratti la femmina in cerca di attenzioni. La dopamina è il nostro burattinaio dunque: gioca un ruolo predominante nel compartamento umano così come nelle scelte di natura economica. In questa ottica appare chiaro che il socialismo ed il keynesismo sono dottrine economiche che si adattano perfettamente alle esigenze del burattinaio dopaminergico. La spesa pubblica come soluzione dei problemi a breve termine, incuranti dell’infalzione sul lungo, le politiche interventiste necessarie a soddisfare le impellenti necessità emotive dei cittadini e nel contempo sufficienti per scavar loro la tomba. Tutto combacia: l’importante è godere oggi, che domani tanto siamo morti, parola di Giulio Tremonti. Una dottrina psicopolitica da applausi, lo statalismo, costruita a puntino sul cervello degli umani, tant’è che nemmeno con condizioni ambientali avverse ad essa, quali quelle americane, si riesce a scalfirla. E il liberalismo, invece? Poveraccio. Nella sua razionalità sempre più lontana dalla massa, nel suo tentativo di ricordare agli esseri umani che il lungo termine conta più del breve e che la dopamina li sta gabbando. Ci vorrebbe un altro cervello perchè il liberalismo possa avere successo, o forse un’altra configurazione del sistema nervoso. E se in USA, dove i padri fondatori sono Jefferson e Washington il liberalismo ha così poco successo, nell’Italia di Togliatti e De Gasperi, dove i liberali mai sono esistiti, dove il diritto positivo è la materia che plasma gli uomini, la genetica parla comunista e l’ambiente è allergico alla libertà, qualunque riferimento a programmi liberali, a improbabili Ron Paul italioti, a movimenti politici composti da quattro gatti, ma pur sempre aristogatti, non può che suscitare un senso di profonda ilarità. Gente che si straccia le vesti, gente che abbandona la Parte Liberale sbattendo la porta, urlando alla mancata attuazione del Gold Standard o dell’abolizione della banca centrale…. Gente che vive chiaramente su Marte. E sempre più spesso vengo interrogato su quale sia il ruolo dei liberali nel panorama politico nostrano. La risposta è chiara: nessuno. Il cervello degli italiani è programmato per l’accettazione della schiavitù e non ci si può fare nulla. I governi non possono essere liberali, ma possono fare cose più o meno liberali. E per ottenere cose liberali, almeno pubblicamente, bisogna farla finita con il “liberalismo“. Forse in questo modo un Brunetta salta fuori. Forse.

-J1nz0

44 Risposte a “Qualcuno era liberale”

  1. Per carità, tutto vero…
    Certo che ammetterlo costa fatica, e di un’avvilenza tremenda!

    “E per ottenere cose liberali, almeno pubblicamente, bisogna farla finita con il “liberalismo“. ”
    Mises al termine di “Liberalismo” affermava che proprio quando le idee liberali godono di poco consenso a maggior ragione bisogna insistere, a partire dal mantenimento del vocabolo…
    Mio malgrado devo ammettere che aveva ragione su molte cose ma su questa purtroppo sembra aver torto…

  2. io la dopamina la fotto spesso e volentieri

  3. rantasipi Dice:

    Due considerazioni, un po’ sconnesse ma mio figlio oggi non vuole darmi tregua.

    La tentazione di quotare il tuo post senza aggiungere ulteriori commenti è forte. Se provo a resisterle, però, penso che da quanto scrivi se ne dovrebbe dedurre che sia il liberalismo ad essere antiumano e che i fiumi di inchiostro versati per descrivere con dovizia di particolari quanto deleteria sia la dottrina socialista per l’esistenza dell’umanità, siano stati non solo sprecati, ma in definitiva contrari, quindi dannosi per l’umanità.
    Che siano cioé quelle pagine a postulare la palingenesi umana e non i deliri di Marx, Keynes e Tremonti.

    Invece no, sappiamo (e non perché siamo illuminati ma perché il caso ha voluto che ci imbattessimo in quei testi) che “scientificmente” e – più importante – moralmente, il liberalismo ha mantenuto intatto tutto il loro valore. Non fosse così, la classe dominante non avrebbe paura a contrapporgli solidi argomenti con cui confutarlo definitivamente.
    Come sappiamo tutti, invece, il liberalismo viene metodicamente e sistematicamente negato nei modi più subdoli: la disinformazione, il ribaltamento della realtà, la neolingua ed altri mezzucci più o meno ortodossi. In altre parole, la menzogna.

    Allora mi chiedo: anche l’eroina dicono dia sensazioni fantastiche, eppure la maggior parte delle persone oggi non la usa perché è consapevole dei danni che può arrecare.
    Al contrario, quando negli anni 60 di quella merda
    si sapeva poco, “caderci” era molto più facile.
    Lo stesso avviene con lo stato.

    Inoltre, il topo non usa la ragione, e quindi suppongo sia sostanzialmente preda dei propri istinti: gli uomini invece ne sono dotati e possono quindi comprendere che l’elettrodo del piacere infilato nel cervello oggi, domani può assumere la forma della trave tra le terga.

    Io penso che Mises avesse ragione, bisogna insistere e diffondere con ogni mezzo le idee libertarie per far sapere a quante più persone possibile qual’è la loro vera condizione: quella di vittime di un inganno su scala gigantesca.

    Io penso che uno dei grandi problemi del libertarismo sia in definitiva un deficit di awareness riconducibile ad un errato modo di comunicare da parte dei libertari. Io compreso, ovviamente.

    Un saluto.

  4. Benvenuto nel Residuo! Comunque almeno per quanto riguarda semplici ma assai importanti rudimenti economici credo che anche la mia nonnina sappia che non si può mangiare più pane di quello che si ha nella credenza. Eppure la maggioranza della gente non riesce a traslare questo ragionamento dalla cucina alla politica economica. Infatti siam arrivati al punto in cui Tresette si gode dichiarazioni di consenso quando all’ecofin ripropone il progetto che ci farà fare il passo decisivo verso la realizzazione dell’EURSS: gli eurobond.

  5. Sparo un po’ di cazzate:
    - Il periodo di maggior consenso al passato Governo Prodi è stato quando Bersani aveva presentato le “lenzuolate” di liberalizzazioni.
    - Il ministro più apprezzato dalla gente dell’attuale governo è Brunetta, uno che ha cercato di mettere in riga la PA quando nessuno (io stesso) ci avrebbe scommesso un centesimo! Poco? Va beh ma alla fine guardiamo che ministero ha e che potere ha Brunetta, che non è certo un Dell’Utri, un Cicchitto, uno insomma che ha in mano le tessere!
    - Sul caso Alitalia: mi pare che i sondaggi abbiano detto che la maggioranza degli italiani sperava in un suo fallimento.

    Questo per dire che non credo che gli italiani siano più statalisti di altri europei, semplicemente quando qualcuno gli spiega le cose in modo semplice loro tendono a capirlo! Se Bersani dice che con le liberalizzazioni si paga meno pane, benzina, taxi la gente lo capisce, e lo stesso vale per gli altri esempi.
    Se invece i liberali continuano a fare convegni per far vedere che hanno studiato o usano il liberismo come a dire “è cosi perchè è giusto così”, allora non cambierà nulla.

  6. L’eroina la maggior parte della gente la evita perché ne vede le conseguenze e ne ha giustamente il terrore.
    Se si riuscisse a farle collegare le politiche keynesiane con i loro effetti, anch’essi visibili e terrificanti, il problema, penso, sarebbe risolto.

  7. Quoto in pieno Statominimo e rincaro la dose con la solita osservazione e accusa che faccio sempre in qeusto blog: questi dannati liberali si devono organizzare in un partito porca di quella zozza!!! non voglio più sentire think tank, correnti, associazioni… La politica e le decisioni si fanno con i partiti!

  8. Cachorro Quente Dice:

    La tesina che ho portato alla matura si apriva proprio con l’immagine del ratto che si auto-stimola i nuclei dopaminergici… e continuava con Lucrezio e le “Confessioni di un mangiatore d’oppio” di Thomas DeQuincey. Che ragazzino decadente…

    Da un punto di vista neurofisiologico, direi che chi si avvicina più nel panorama dell’economia mondiale al rattus norvegicus autoerotico per via transcranica è il mondo della finanza di Wall Street. I broker (http://www.dailyhaha.com/_pics/money_controlled.jpg) sono evidentemente assuefatti all’eccitazione, come un qualsiasi sfigato che spende i risparmi di famiglia al video-poker.
    E’ evidente che questa irresponsabilità è acuita dal fatto che spesso lavorano per compagnie “too big to fail” (come hanno dimostrato gli interventi dell’amministrazione USA), ma alla sua base c’è la tremenda ideologia edonistica anni ‘80, e i soldi accumulati investiti in beni-rifugio, stock options, fondi sicuri che costituiscono una rete di salvataggio anche quando il moral hazard non è incentivato dalle politiche statali.
    Assomiglia ai ratti dopaminergici anche l’amministrazione reaganiana: indicatori economici alle stelle ma tassi di indebitamento pubblico e privato che sono arrivati a un livello insostenibile.

    L’impressione è che liberalismo e lungimiranza siano un’araba fenice; la contrapposizione è tra un modello socioeconomico americano “alla cocaina” (aumento del debito pubblico, riduzione delle tasse, surplus personale investito in consumi) e uno europeo “alla marijuana” (tasse alte, inflazione, surplus personale investito in tempo libero). Tra i due preferisco il secondo.

    “Nella sua razionalità sempre più lontana dalla massa, nel suo tentativo di ricordare agli esseri umani che il lungo termine conta più del breve e che la dopamina li sta gabbando.”

    Io penso invece che il breve termine conta quanto il lungo; se io ho cinquant’anni non posso pensare solo ai miei figli (o tanto meno ai nipoti). Mi viene in mente la puntata di South Park in cui, per evitare la sovrappopolazione del futuro (con tanto di persone che tornano indietro nel tempo per sfuggire a condizioni di vita sempre peggiori) gli abitanti del presente si danno a orge gay.

  9. mai votare pdl, questa è la mia filosofia, vedo che si inizia a capire che di liberale non ha niente….

  10. quoto non quoto o quoto in parte è certamente cosa da poco. costato che non ha più senso parlare dei soliti quattro gatti libera passerei alla definizione “dei soliti 4 ratti dopaminizzati”. mi sfugge , ma sinceramente non cerco neanche di capirlo il rifarimento agli elettroni in agitazione della parte liberale, ammesso che non si siano già schiantati nell’acceleratore di Ginevra o di vuia del Corso fai un pò tu!. Volevo andare a Roma cambio destinazione e spendo meglio il mio denaro. destinazione Cuba….Libre con molto, molto ma molto ghiaccio per la testa. più che mandare a fottere qualcuno ci vado io almeno godo, terra terra ma godo.

  11. @Gohan:

    Mises diceva pure che il liberalismo non potrà mai vincere con i mezzi della politica però.

    @Astrolabio:

    Nel senso che la freghi e la fumi?

    Rantasipi:

    Attenzione, non ho detto che la filosofia liberale è dannosa per l’umanità, ho detto piuttosto che è utile solo ad aprire gli occhi di qualche illuminato.
    Il liberalismo è senza speranza per questioni morfogenetiche. Non è anti-umano, ma contrario alla forma stessa degli esseri umani. E’ eterogeneo rispetto all’umanità.

    “In altre parole, la menzogna.”

    Secondo me il discorso non deve essere orientato tanto sulla menzogna da parte dei politici, quanto sulla fede da parte dei cittadini. Si tratta appunto di fede. Gli esseri umani devono credere in qualcosa di ultraterreno per sconfiggere la paura della morte. C’è chi crede in Dio e lo identifica con il Leviatano, chi crede nella giustizia sociale e fa altrettanto. Mentire dunque non è il termine più corretto: userei meglio “predicare”. I politici predicano i dogmi religiosi che la gente esige di ascoltare. Per questo parlo di psicopolitica: non sono gli esiti delle riforme ad interessare, ma i presupposti di essa. Un fondamentalista cattolico potrà mortificare irrazionalmente il suo corpo obbedendo ai diktat della Chiesa, così come un marxista potrà lottare con orgoglio per affamare se stesso e il popolo: ciò che conta è la fede in qualcosa.

    “Allora mi chiedo: anche l’eroina dicono dia sensazioni fantastiche, eppure la maggior parte delle persone oggi non la usa perché è consapevole dei danni che può arrecare.”

    Tu dici? Prendi l’alcol o il tabacco ad esempio. Per me è solo questione di modalità di assunzione. Se domani uscissero le canne gusto eroina secondo te quanti milioni di persone le fumerebbero?
    L’eroina resta un vizio per pochi. Ricorda sempre la legge di LeBon: quando c’è di mezzo la massa l’irrazionalità è una legge di natura.

    “Io penso che uno dei grandi problemi del libertarismo sia in definitiva un deficit di awareness riconducibile ad un errato modo di comunicare da parte dei libertari. Io compreso, ovviamente.”

    Questo senza dubbio: d’altronde noi libertari andiamo a dire a chi crede in teorie egualitarie che i parassiti devono morire, mentre ai conservatori diciamo che la morale pubblica è una boiata pazzesca. Ovvio che alla fine subiamo attacchi da ogni dove…. come si deduce chiaramente dai mille ed un banner di insulto che ho nella colonna destra del blog.

  12. @Z3ruel:

    “che anche la mia nonnina sappia che non si può mangiare più pane di quello che si ha nella credenza”

    Sempre la legge di LeBon: la nonnina conosce la storia del pane, un milione di nonnine cominciano a servire in tavola il compensato spacciandolo per pane.

    @PAxtibi:

    “Se si riuscisse a farle collegare le politiche keynesiane con i loro effetti, anch’essi visibili e terrificanti, il problema, penso, sarebbe risolto.”

    Non credo siano ahimè visibili, pur essendo terrificanti. D’altronde i danni sul lungo termine come fai ad associarli direttamente a qualcosa?

  13. cachorroquente Dice:

    “Tu dici? Prendi l’alcol o il tabacco ad esempio. Per me è solo questione di modalità di assunzione. Se domani uscissero le canne gusto eroina secondo te quanti milioni di persone le fumerebbero?
    L’eroina resta un vizio per pochi. Ricorda sempre la legge di LeBon: quando c’è di mezzo la massa l’irrazionalità è una legge di natura.”

    Un mio amico una volta mi ha esposto una teoria (in riferimento alle droghe, non all’economia): la gente non è stupida. Se tante persone fumano e bevono, è perchè fa più bene che male.
    L’eroina (in tutto il mondo) e il crack (negli Stati Uniti) sono state due epidemie che hanno colpito una vasta fetta della popolazione, e come delle vere epidemie si sono attenuate quando è stata raggiunta un’immunità (di tipo culturale – vedi il disprezzo maturato negli ambienti afroamericani per i “crackhead” – visto che la risposta poliziesca è stata, come noto, semmai controproducente).
    Da entusiasta sostenitore delle bevande alcoliche e simpatizzante del tabacco (ipocrita, visto che in realtà non fumo) appoggio questa teoria, non so se si applichi al di fuori del campo dei vizi.

    Io tendo a pensare che la gente non sia nè troppo intelligente, nè troppo fessa. Poca gente però approverà una politica che la danneggia direttamente nel breve-medio periodo. Suppongo che un politico liberale dovrebbe tentare di colpire certi privilegi uno per volta, in una prospettiva riformista, ma in questo modo la sua azione può apparire discriminatoria e a conti fatti finisce che i “liberali” dei vari schieramenti attaccano certe categorie e ne difendono altre.

  14. @CQ:

    “Poca gente però approverà una politica che la danneggia direttamente nel breve-medio periodo.”

    Il discorso dell’eroina è che come droga nel breve medio periodo fa comunque danni. L’hashish invece no: sono milioni a fumarlo e tantissima gente si riduce a dei veri e propri rifiuti dominati dalla dipendenza psicologica. Gente che si fa le canne dopo il caffè, per intenderci.
    Tuttavia sono certo che se l’eroina avesse sistemi di assunzione più semplici della pera ne farebbero uso molte più persone.

    “Se tante persone fumano e bevono, è perchè fa più bene che male.”

    Beh… questa è un po’ la teoria di Russel: il fumo fa bene perchè la gente seduta al posto dei fumatori negli aerei incidentati si salva di più….

  15. cachorroquente Dice:

    L’eroina si può assumere anche per fumo e per inalazione. In verità, grazie alla crescente popolarità di questi mezzi di assunzione alternativi e alla riduzione drastica dei prezzi avvenuta nell’ultimo decennio (grazie a “Enduring freedom”) sta tornando un po’ in voga (pare che venga utilizzata per ripigliarsi da coca e altri stimolanti). Mi pare ragionevole aspettarsi che, per le resistenze culturali di cui sopra, non ci sarà un’epidemia di dipendenza da eroina; in questo caso comunque la modalità di assunzione aggiunge molto al danno, sia per la trasmissione di varie malattie che per motivi farmacocinetici (il rush della “pera” è dovuto al ripido picco della curva della concentrazione).
    Credo che le culture rispondano nel giro di qualche tempo alle sostanze, anche alle più potenzialmente pericolose, mentre l’abuso rimane confinato a una minoranza probabilmente geneticamente e socialmente predisposta (nel caso dell’alcool, questa minoranza ha ancora un peso inaccettabile). Le droghe leggere hanno un target particolare, credo che il grosso del consumo sia dovuto a persone giovani che in buona parte smetteranno col tempo, e in minor percentuale a pochi aficionados.

    “Beh… questa è un po’ la teoria di Russel: il fumo fa bene perchè la gente seduta al posto dei fumatori negli aerei incidentati si salva di più….”

    Ma ora non ci sono più i posti per fumatori!
    Comunque il fumo ha un effetto blandamente antidepressivo. Vista l’elevata prevalenza della depressione nella società umana, il tabacco può essere considerato come una misura di salute pubblica indiscriminata (tipo mettere lievi dosi di prozac negli impianti idrici).

  16. @CQ:

    Però mi dirai che per fumo e inalazione ha una curva farmacologica con un picco ben più spostato a destra rispetto all’endovena. Ad esempio tossicodipendenti che sostengono di aver provato la cocaina endovena dicono di essere rimasti “appesi al muro come l’uomo ragno” per un giorno intero.

    “l rush della “pera” è dovuto al ripido picco della curva della concentrazione”

    Ah… ecco… infatti..

    “Comunque il fumo ha un effetto blandamente antidepressivo.”

    E ti dirò, anche antiparkinsoniano, naturalmente. Sembra che pazienti affetti da morbo di Parkinson godano di effetti benefici da parte del fumo. D’altronde la nicotina sarebbe in poche parole una versione assai depotenziata della cocaina, se non ricordo male perchè si stacca dal recettore in tempi rapidissimi. Alla fine il target è dopaminergico, comunque, sebbene nella via mesolimbica c’era di mezzo pure la serotonina; ma non mi ricordo l’ordine dei neurotipi. Rinfrescami le idee CQ, già che ci sei.

  17. cachorroquente Dice:

    Eh in realtà non ho mai studiato queste cose approfonditamente… la cosa interessante è però che l’azione antidepressiva sarebbe dovuta all’inibizione delle MAO non da parte della nicotina, ma di vari prodotti di combustione del tabacco. In realtà l’azione ricreazionale della nicotina non l’ho mai capita interamente; da un punto di vista filosofico la vedo (insieme a Oscar Wilde) come il piacere perfetto, nel senso di piacere semplicemente in quanto soddisfazione di un bisogno, una gratificazione spoglia di ogni altra caratteristica.
    Poi in realtà c’è l’attivazione nicotinergica che non so bene che vie prenda.
    Pare tra l’altro che la nicotina in sè riduca il deficit cognitivo negli anziani (agendo addirittura come protettore nei confronti dell’Alzheimer), naturalmente il beneficio è cancellato dal fatto che il fumo nel complesso favorisce l’aterosclerosi.

  18. Ops, credevo fossi uno specialista in neurologia/psichiatria, scusami allora. Poi mi vado ad informare per fatti miei sullo Stahl (psicofarmacologia).
    Comunque pensavo non c’entrasse tanto con le MAO quanto con un aumento diretto del rilascio di Dopamina.

    “Poi in realtà c’è l’attivazione nicotinergica che non so bene che vie prenda.”

    Quella mesolimbica, via comune a numerose droghe.

    “Pare tra l’altro che la nicotina in sè riduca il deficit cognitivo negli anziani (agendo addirittura come protettore nei confronti dell’Alzheimer), ”

    Su questo ne sa Fabristol: ricerca su recettori nicotinici alfa 7 presenti a livello del SNC. Forse sono coinvolti, ma alla fine credo sia un discorso abbastanza d’avanguardia.

  19. Non so per quanto riguarda la protezione dall’Alzheimer, ma sì agonisti dei recettori alpha 7 e modulatori positivi allosterici sono usati in terapia per migliorare i deficit cognitivi, ma non come cura dell’Alzheimer stesso. Molti studi evidenziano come in cervelli postmortem di malati di alzheimer la concentrazione di recettori nicotinici sia diminuita notevolmente. Pare pure che l’AB-42 (la proteina responsabile o forse derivata dall’alzheimer) blocchi i recettori alpha7. Il problema di tutta questa storia è che non si sa se sia la proteina a generare l’alzheimer o sia l’alzheimer a generare la proteina (ma qui divago).
    La nicotina è utile anche nei casi di schizofrenia. Gli schizofrenici si autosommnistrano la nicotina fumando come se fosse un farmaco. E i sintomi migliorano notevolmente. Questo vale anche per ansia e depressione. non solo dal punto di vista farmacologico ma anche comportamentale: il rito dell’accensione, i movimenti tipici compulsivi aiutano molti a superare crisi.

  20. fabiobiker Dice:

    scusate se interrompo la dissertazione sul fumo…

    Secondo me il punto fondamentale è stato raggiunto:
    Gli uomini sono tutti abbastanza intelligenti per sapere quale è il proprio interesse nel breve-medio termine: siamo tutti nonnine perfettamente in grado di contare le pagnotte rimaste nella credenza.

    Il passo falso avviene nel cambio di ordine di grandezza: per qualche motivo siamo spinti a credere che, per i grandi numeri, valgano regole diverse… la nonnina si convince che se ci sono mille nonnine e mille pagnotte, allora forse c’è mooolto da mangiare, anche per altre 2 o 3mila nonnine che non hanno cucinato.
    Questo blocco davanti ai grandi numeri forse spiega anche la natura religiosa del rapporto che molti hanno con lo stato: quando dico a qualcuno che lo stato, semplicemente, non esiste e che è solo un nome di comodo che diamo ad una rete di PERSONE delegate a svolgere compiti amministrativi… bè, di solito lo colgo di sorpresa….

  21. ricordo una reazione di sorpresa di sorpresa simile quando uno mi disse la solita “lo stato siamo noi” e io gli risposi “lo stato è chi ha le armi”

  22. jinzo passa a leggere l’ultimo articolo nel mio sito credo che ti piaccia…..

  23. @Fabri:

    Comunque, storia del fumo a parte, un partito liberale non si farà mai semplicemente perchè nessuno è così pazzo da mettere fondi in un qualcosa destinato al fallimento. Se i liberali “italian style” del PLI avevano per tutta la prima repubblica l’1-2% un motivo ci sarà. Figuriamoci se uno può andare a chiedere fondi con il programma di Paul: destatalizzazione dell’etica, abolizione del welfare e delle banche centrali, privatizzazione dei servizi principali… Secondo me qui in Italia la gente ti viene a cercare con il forcone. C’era tempo fa un notevole imprenditore del nord che stava per mettere qualche milione di euro in una nuova impresa liberale purista. Casualmente dopo tante chiacchiere non se ne è fatto nulla.

    @Fabiobiker:

    “Gli uomini sono tutti abbastanza intelligenti per sapere quale è il proprio interesse nel breve-medio termine:”

    Interesse che non concilia con il lungo termine.

    Vorrei fare in proposito una precisazione: la storia dell’eroina non si concilia con quella della spesa pubblica. La gente morta a causa dell’eroina si vede chiaramente, è tangibile, mentre non si vedono i danni dell’inflation tax dovuta alla spesa pubblica dilagante, se non indossando gli occhiali dell’economista. Bene o male la gente se ne accorge solo indirettamente, solo che si beve i capri espiatori che inventano i politici…

    Da qui la caccia alla ricompensa dopaminergica ricomincia.

  24. @ Jinzo

    guarda ho letto qualcosa del nuovo libro di Teodori (Storia dei laici in Italia, lo consiglio) dove esplicitamente dice che se in passato il PLI, il PRI e i radicali del defunto Partito D’azione si fossero alleati la storia d’italia sarebbe stata diversa e forse oggi avremmo una parte della popolazione intorno al 5-10% in posizioni simili alle nostre. Il problema che i personaggi del liberalismo italiano (la malfa, pannella ecc) hanno sempre peccato di superbia e hanno sempre coltivato il proprio orticello. Ci vuole coraggio. Ecco cosa ci vuole…

  25. Sarebbe stata solo una aggregazione di liberaldemocratici molto simili ai liberal americani. Pannella tifava Hillary e poi ora tifa Obama. Non so di che cosa stiamo parlando in termini di diversità rispetto all’attuale.

  26. ci vuole, appunto, una scamionata di soldi a fondo perduto. guarda per esempio cosa è riuscito a fare il defunto panto (state lontani dagli elicotteri, cribbio!) con il suo “pne”. grazie alle sue tv locali e ad una scamionata di soldi suoi ha raccolto un bel po’ di voti in veneto. un piccolo berlusconi

  27. fabiobiker Dice:

    @ Jinzo

    però che cosa siano gli interessi a lungo termine è sempre un argomento discutibile… forse semplicemente si tratta di capirsi su cosa è “lungo termine”: 10 anni, 50 anni, una vita media, 200 anni?
    Tu imposteresti un programma di riforme politiche su quale di questi tempi?
    Secondo me, già spalmare un percorso politico da qui al 2058 è pressochè utopico, visti i tempi che corrono…

  28. “Sarebbe stata solo una aggregazione di liberaldemocratici molto simili ai liberal americani. ”

    E dimmi se non è niente!!! Cazzo sei incontentabile. Rispetto ai fascisti e ai comunisti che ci ritroviamo per il sior Obama e la signorina Hillary sarebbero un successo.

  29. “per il sior Obama”

    intendevo: “il signor Obama”

  30. “Cazzo sei incontentabile. Rispetto ai fascisti e ai comunisti che ci ritroviamo per il sior Obama e la signorina Hillary sarebbero un successo.”

    Fabri, ma scherzi, Obama?!
    Obama-Biden sono super-zecche dal programma elettorale che rasenta la follia.

  31. Ma che c’entra! ma vuoi mettere i democratici americani (sottolineo americani) contro qualsiasi politico nostrano. Gli fanno dieci a zero. E’ ovvio che Obama non è il massimo dal nostro punto di vista, ma io parlo del preferire il meno peggio.

  32. Io continuo seriamente a non capire la differenza tra un Biden e un Ermete Realacci sulle questioni ambientali; tra un Obama e un qualunque democratico nostrano sul ruolo dello stato nel governare le crisi economiche.
    Alla stessa maniera in cui non vedo differenza tra la Robin hood tax e Sarah Palin.

    Tra Bush e Berlusconi invece vedo differenze: nel senso che Bush è peggio. D’altronde il salvataggio di Alitalia costa meno dei 700 miliardi pubblici per salvare le banche, così come le missioni di pace in Iraq costano meno dei 100 anni di permanenza americana.

  33. Jinzo ti posso chiedere un piacere? appena hai del tempo disponibile, e quando ti va, puoi tradurre questo articolo in italiano: http://www.amconmag.com/article/2004/nov/08/00010/ e del direttore del sito antiwa.com il libertario Justin Raimondo

  34. Cacchio Domè… è lungo 8 chilometri…. :-P

  35. e scusami non è colpa mia se ai libertari piace scrivere……hihihihihi
    cmq ti rinvinto a dare un occhiata all’ultimo post sul mio blog: http://brigantilibertari.blogspot.com/2008/10/mercato-propriet-anarchia.html

    per la traduzione vai tranquillo, se ti va, quando hai tempo e voglia…..

  36. e scusami non è colpa mia se ai libertari piace scrivere……hihihihihi
    cmq ti rinvinto a dare un occhiata all’ultimo post sul mio blog Mercato,propietà, Anarchia è il primo post di oggi.

    per la traduzione vai tranquillo, se ti va, quando hai tempo e voglia…..

  37. Fatto fatto. Credo sia quella la strada giusta per diffondere le idee libertarie a sinistra. Una corretta valutazione della psicologia politica del pubblico cui è indirizzato tale articolo. D’altronde se parli ai socialisti di libertarismo con le categorie dei parassiti, ecc…. non fai che suscitare le loro ire. Meglio parlare loro di come il liberismo svantaggi le corporazioni fasciste…

  38. Non credo siano ahimè visibili, pur essendo terrificanti. D’altronde i danni sul lungo termine come fai ad associarli direttamente a qualcosa?

    Se ci sono riuscito io, che non credo di essere un genio assoluto, possono riuscirci anche gli altri. Forse dovremmo “solo” cercare di capire come disinnescare l’indottrinamento di stato.

    Sono d’accordo con te, per esempio, quando dici che “se parli ai socialisti di libertarismo con le categorie dei parassiti, ecc…. non fai che suscitare le loro ire. Meglio parlare loro di come il liberismo svantaggi le corporazioni fasciste…”

  39. @PAxtibi:

    “Se ci sono riuscito io, che non credo di essere un genio assoluto, possono riuscirci anche gli altri.”

    Che ci riesca un blogger che scrive post di economia è un conto, che ci riesca il camionista o la casalinga di Voghera…

  40. [...] ben salde alla poltrona foderata di privilegi che i fedeli gli hanno concesso. Va da sé che, prendendo atto di come la natura umana ci porti a preferire le soluzioni che portano a vantaggi di b…, sia più agevole inventarsi nuove emergenze, magari usando la costruzione “prendo quattro [...]

  41. Che ci riesca un blogger che scrive post di economia è un conto, che ci riesca il camionista o la casalinga di Voghera…

    Non è facile, d’accordo, ma se c’è un momento buono è quando gli effetti nefasti della “fattanza” democratica si fanno sentire, e quel momento è arrivato.

    Certo, si tratta di remare controcorrente, con tutta la grancassa mediatica che strilla “il mercato ha fallito”, ma dalla nostra abbiamo un paio di buone carte: le tasse, e il lusso evidente in cui vivono gli Eletti.

    Andiamo a vedere il loro bluff, poi se si perde pazienza: sicuramente quelli che hanno di più da perdere sono loro.

  42. comunque se l’essere umano fosse drogato di dopamina come i topi la civilità non esisterebbe, evidentemente riesce ad utilizzare strategie che permettono di sopportare scarifici a breve termine per poterne rilasciare di più e più stabilmente in futuro, ad esempio creandosi un’immagine mentale di come sarà il futuro, risparmiare è un sacrificio, ma uno si immagina poi come sara figo quando avrà messo a frutto i prorpi risparmi, creandosi un’immagine mentale del genere uno si gasa e già si becca l’anticipo di dopamina solo a pensarci.
    e questa penso sia una caratteristica meramente umana perchè non credo che esistano animali così fantasiosi.

    orbene, detto questo ci sono certamente propensioni al risparmio diverse da individuo a individuo, quindi non è che un sistema liberale è meglio perchè aumenta il risparmio ed evita gli scialacqui, la cosa che permette è che se ahi voglia di scialacquare lo puoi fare, se hai voglia di risparmiare lo puoi fare, se vuoi diventare un maestro del debito per consumo pure, invece con le politiche simil keynesiane, tutti fanno debiti, tutti consumano tanto eccetera.

    con questo cosa volevo dire? boh.

  43. @Paxtibi:

    “ma dalla nostra abbiamo un paio di buone carte: le tasse, e il lusso evidente in cui vivono gli Eletti.”

    Le tasse sono comunque un cavallo di battaglia di Berlusconi… E’ difficile associarle direttamente al liberalismo. La casta è un discorso del tutto trasversale che poco interessa ai cittadini: d’altronde quando la casta ti trova il posto di lavoro questo è quello che conta, purtroppo.

    @Astrolabio:

    “comunque se l’essere umano fosse drogato di dopamina come i topi la civilità non esisterebbe”

    Le strategie a lungo termine consistono nella schiavitù. Gli esseri umani accettano in silenzio la loro condizione di schiavi più o meno consapevolmente. D’altronde ciò consente di conciliare un buon rush dopaminergico con una sopravvivenza mediocre.

    Il risparmio comunque è un qualcosa che puoi controllare direttamente: gli effetti della spesa pubblica sul potere d’acquisto no. Quindi meglio drogarsi, poi chissà cosa succederà.

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