L’angolo dell’ignorante

Le regole dei mercati finanziari mi risultano oscure quanto la teoria delle stringhe e il cinese mandarino. Ergo, di fronte alla crisi bancaria odierna e al piano di salvataggio dell’amministrazione Bush sono un utonto che ha bisogno di rassicurazioni da parte dei media (mainstream o meno). Quanto meno in merito alle familiari categorie ideologiche. Invece mi trovo Phastidio e il mio blog di sinistra radicale di riferimento in totale accordo nel definire il piano Paulson un furto ai contribuenti, notando un moral hazard grosso da qui a qui. Giavazzi sul Corriere della Sera, invece, da una parte nega che si possa parlare di crisi del capitalismo, dall’altra difende Bush e paragona il piano alla nazionalizzazione (con successiva rivendita) attuata dalla Svezia in una simile circostanza (esempio che non trova il consenso di Seminerio su Epistemes). Aridatece il PCI, io ho nostalgia della guerra fredda. Chi sono i cattivi? Nel dubbio, credo che comincerò a stipare in cantina bottiglie d’acqua e cibo in scatola, che non si sa mai.

- Cachorro Quente

19 Risposte a “L’angolo dell’ignorante”

  1. dai non divenirlo anche tu, proprio ieri guardavo un documentario sull’america, riguardo all’anno 2000, si diffuse la paura per la fine del mondo civilizzato, nell’ultima settminana solo il popolo usa (con cifre drastiche) svuotò i supermercati per portare il più possibile a casa in attesa della fine, insomma la colpa va ai repubblicani e alle ultime politiche, diciamocelo chiaro il popolo usa vive con la paura… paura di che? terroristi! neri! attentati!…. ma che diamine nessuno che ha paura dello stato?

  2. Beh domenico, le paurre sono la manna per i politici di tutti i fronti. Il surriscaldamento globale antropico con teorie di sommersione completa delle città costiere non l’hanno tirata fuori i repubblicani. Cachorro, io consiglio di fare scorta d’oro in cantina (^_^)

  3. si hai ragione la paura è tipica dei politici qualsiasi essi siano….

  4. Alla lunga il liberista vero – e destinato all’irrilevanza – si distingue dal convertito, seppur brillante (Giavazzi). Ecco la risposta alla tua domanda:

    http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=7107

  5. Qualche idea me la sono fatta su questa crisi economica (gli articoli sono a puntate e di prossima pubblicazione sui pro e contro della crisi); venite pure a trovarmi e lasciate pure un messaggio (vi risponderò quanto prima).
    http://iovotopli.wordpress.com/
    post: Ehi Jinzo che ne pensi della pannellata (o meglio capezzonata) di Paul con il CP?.
    Francamente ora come ora voterei Barr alle elezioni.
    Ciao LucaF.

  6. Continuo a ripetere che soltanto una analisi psicopolitica delle cause dei fenomeni può realmente consentire di sbertucciare il terrorismo mediatico montato su dai politici di ogni epoca. Il bidone del riscaldamento globale sembra realmente costruito per fare leva sulla psiche di chi nutre una avversione di fondo verso il capitalismo.

    Consiglio di leggere l’articolo che segnala Pignolo comunque. Una buona risposta all’interrogativo sollevato.

    @LucaF:

    Ma non eri sostenitore di McCain? Comunque spero che comunque vada Obama perda. Il senatore nero è un folle che rischia di mettere in seria crisi il mondo intero con le sue assurde politiche socialiste.

  7. Su Ron Paul:

    Nessuna pannellata: Baldwin aveva endorsato Paul. Ora Paul gli rende il favore. Il LP aveva ufficialmente detto che Paul non era endorsabile perchè parte del sistema bipartitico. Sono loro a fare pannellate.

  8. [...] Snow Crash , l’articolo [...]

  9. Cachorro, scusa se vado OT, ma potrei sapere il nome e l’autore del quadro che hai usato come immagine per questo pezzo? Thx

    Sulle elezioni americane continuo a pensare che avere candidato Barr sia stato un errore, i capoccia del LP puntavano al suo passato conservatore per catturare parte dei voti del GOP e fare il botto (qualcuno parlava di arrivare al 9%) a patto di sputtanarsi la già barcollante reputazione. Il risultato sarà il solito 1%, anche laggiù l’effetto paura di vedere il peggiore dei due peggiori spinge la gente a votare per uno dei due grandi partiti. Sto rimanendo piacevolmente sorpreso dalla resistenza di parte del partito repubblicano al piano di salvataggio di quel socialista alcolizzato di Bush. Insomma che Ron Paul e quello del contratto con gli americani (mi sfugge il nome) si schierassero contro era palese ma che riuscissero a portarsi dietro alti congress-men non era affatto scontato. Forse col sistema di elezione uninominale qualche congressista ha paura di perdere il sostegno dei propri elettori. Mentre qui in ItaGlia si grida alla reintroduzione delle preferenze dimenticandosi che l’arma vincente è l’uninominale secco.

  10. Io l’ho postato: è Magritte.

  11. cachorroquente Dice:

    A proposito, grazie per l’editing, io non avevo ispirazione per la foto.

    Io comunque torno a dire: bottiglie d’acqua minerale e cibo in scatola. Se vivessi in America, probabilmente sarei un survivalist con tanto di AK-47 e granate.

  12. il piano è fallito. Ron Paul si è ritrovato con un grandissimo reglao di compleanno postumo per Mises :)

  13. @CQ:

    Prego, attendiamo solo l’editing del tuo avatar ora. :-D

    @JCF:

    Mi sono perso qualcosa?

  14. Beh, mi sembra presto per cominciare a farci i pompini a vicenda! Dopo l’affaire alitalia non mi aspetto che in qualche maniera troveranno modo di fare passare il provvedimento freezer…

  15. Cachorrooooo! Mi hai fatto venire voglia di scrivere un post. Dimmi se aiuta a chiarire i tuoi dubbi.

  16. Cachorro Quente Dice:

    Ottimo post, sui mutui mi ha molto chiarito le idee, e poi sposo questa affermazione: “…una volta che il governo interviene, avere meno regolamentazione non è necessariamente meglio che averne di più.”

  17. Sostenevo Mc Cain convintamente ma il punto è che è stato troppo debole e bipartisan sull’opposizione GOP interna dei liberisti libertari e conservaotri contro gli statalisti GOp, dei Dem e della fed.
    Ritengo che un candidato presidenziale debba mostrarsi con una sola parola (non con promesse di tagli e con compromessi al ribasso da Bush con Obama) e che debba mostrarsi in grado di creare opinione pubblica a suo favore.
    Ovvio che se Obama è statalista, Mc Cain avrebbe dovuto essere liberista (al 100%); purtroppo mi pare che lo sia al 50% e in questo momento non possiamo accontentarci.
    Mi pare che altrettanto logicamente i deputati GOP dissidenti da Bush abbiano dato una lezione di principio anche a Mc Cain che invece si era troppo accodato.
    Ora la politica estera conta poco, conta l’economia ed entrambi mostrano deficit (in tutti i sensi) economici spaventosi.
    Mi pare che forse sarà bene considerare ancora mc Cain come male minore e in particolare se si dà una mossa.
    Ma ritengo che ora come ora convenga “votare” la coppia LP Barr-Root; per dare un messaggio ideale sull’America che vogliamo.
    Ovviamente Paul mi pare un pò alla spasmodica ricerca di una egemonia politica sui libertari, se Washington il 12/7 e il Rally di Minneapolis erano ottime iniziative; quelle di appoggiare i teocrati del CP mi pare una iniziativa surreale tra il berlusconian-pannelliano e l’autolesionismo dei libertari (simili a quelli di casa nostra nelle alleanze e nel giocare le proprie carte).
    Ciao LucaF.

  18. @Luca:

    “Ovviamente Paul mi pare un pò alla spasmodica ricerca di una egemonia politica sui libertari, se Washington il 12/7 e il Rally di Minneapolis erano ottime iniziative; quelle di appoggiare i teocrati del CP mi pare una iniziativa surreale tra il berlusconian-pannelliano e l’autolesionismo dei libertari (simili a quelli di casa nostra nelle alleanze e nel giocare le proprie carte).”

    Ehmm…. Credo che Paul sia indicato da tutti come il leader dei libertari di ogni dove. Non credo debba andare alla ricerca di ciò che già possiede. Tra l’altro il CP è un partito di PaleoCon che condivide moltissime cose con il pensiero di Paul. Non capisco francamente dove sia la pannellata. Paul sui temi etici è assolutamente un conservatore che considera l’aborto come un omicidio: non sutpisce che abbia endorsato il CP, un partito comunque liberista e anti-war.

  19. «Quel piano era statalista: il mercato si salverà da solo»
    L’economista Miron, che si è schierato contro Bush
    01-10-2008

    Jeffrey Miron è uno dei 166 economisti che hanno firmato la lettera al Congresso contro i 700 miliardi di dollari di aiuti pubblici agli istituti finanziari, contribuendo a bloccarli. Docente a Harvard, libertario in politica e liberista in economia, Miron è contrario per principio a qualsiasi intervento dello Stato sul mercato. «È lo statalismo che ha causato la crisi — dichiara —. È inaccettabile che la debbano pagare i contribuenti, la paghino le banche». Secondo l’economista, «se permetteremo al mercato di fare il mercato» la crisi verrà superata entro un anno o poco più, e si eviterà una grande depressione come negli anni Trenta. «Per ridare fiducia agli investitori americani e stranieri — sostiene Miron —, anziché interferire nella finanza privata, il Congresso e il governo dovrebbero ridurre l’indebitamento pubblico e i deficit del bilancio e degli scambi». La maggioranza degli operatori di mercato è per i 700 miliardi di dollari, vi accusa di aggravare la crisi per motivi ideologici. «È comodo salvarsi a spese altrui. Ma la verità è che il boom dei mutui subprime, il cui crollo ha provocato la stretta creditizia, è colpa dello Stato. Lo Stato ha creato le due agenzie semigovernative Fannie Mae e Freddie Mac che li hanno finanziati e ne ha garantito il debito. Le due agenzie non avrebbero rischiato se non fossero state certe della protezione pubblica, e non avrebbero rischiato nemmeno le banche. I mutui subprime sarebbero stati pochissimi ». Ma il governo e il Congresso non potevano lasciarle fallire, si sarebbe verificato un disastro. «Perché? In America, una società in bancarotta finisce spesso in amministrazione controllata, non chiude i battenti, diventa proprietà dei creditori, può riprendersi almeno in parte. Il danno va a carico dei vecchi azionisti, è la legge del mercato. Invece di sperperare 700 miliardi di dollari dei contribuenti, che non c’entrano nulla e che sono le vere vittime di questa crisi, lo Stato liquidi la Fannie Mae e la Freddie Mac». Non provocherebbe altri dissesti? «La realtà è che altri dissesti sono inevitabili, molti istituti finanziari si sono esposti troppo. Ma è inutile piangere sul latte versato ed è pericoloso fare del terrorismo, come accade adesso nel governo e al Congresso. Ci sono e ci saranno fusioni bancarie, Wall Street si ristrutturerà. Questo non è il bis del crack della Borsa del ‘29. Siamo come un paziente che è appena stato operato, avremo una dura convalescenza, ma ci riprenderemo ». Quindi la Camera ha fatto bene a dire di no ai 700 miliardi? I repubblicani, i più rigidi, non ne risentiranno alle elezioni? «Non siamo stati solo noi 166 economisti a opporsi al pacchetto del governo, vi era e vi è ostile anche una gran parte del pubblico. I contribuenti hanno tenuto dimostrazioni di protesta, e i repubblicani l’hanno recepito, non vedo perché dovrebbero soffrirne alle urne. Una recessione, non depressione, è inevitabile». Gli economisti moderati e liberal affermano che la genesi della crisi è da cercare nella deregolamentazione selvaggia dei mercati negli ultimi anni. «Non sono d’accordo. La regolamentazione non è mai stata una bacchetta magica, anzi è controproducente, e comunque i mercati trovano modo di aggirare le normative troppo rigide». L’Europa ha invitato l’America ad assumersi le sue responsabilità, ha messo in discussione il vostro modello economico. «La nostra immagine è scalfita dall’indebitamento nazionale e dai deficit del bilancio e degli scambi. Il rimedio è incentivare in maniera forte il risparmio dei cittadini, che attualmente è zero, ridurre la spesa pubblica e rilanciare gli investimenti con un taglio dell’imposta sul capitale. Il nostro modello è valido, non bisogna lasciarsi depistare dalle presenti difficoltà».

Leave a Reply