Parassiti in Lutto
Marciano a lutto, i parassiti. Sempre più grotteschi, un tantino meno umani di ieri, quasi kafkiani, nel loro tentativo di fa passare per giustizia quello che giusto non è. Si aggrappano al Leviatano, come larve al ventre di una blatta e piangono per la imminente e necessaria epurazione che pende sulle loro teste. Il lavoro, dicono, il diritto al lavoro che viene loro strappato, piangono. Non importa che lo ottennero rubando, imbrogliando… messi lì allo scopo di tappare la buca che lo stato apriva per loro il giorno prima. Oggi il tombino salta ed il ministro si rende conto che la scuola italiana è allagata dal liquame. Costi insostenibili, personale non richiesto, livello di istruzione garantita pari a quello di un cercopiteco, occupazione sindacale e corporativa di ogni spazio. Allora si inventa il colpo di genio, il ministro e comincia a spalare merda cacciando via chi lì dentro non dovrebbe nemmeno stare. E dunque giù con una quantità di manifestazioni: reduci del ‘68 con striscioni, megafoni e ricordi della loro ultima doccia. Ma soprattutto tanta buona volontà di gravare sulle spalle dei produttori, pretendendo il diritto ad un posto di lavoro che semplicemente non serve a nessuno. Si inventa il Maestro unico, Maria Stella, probabilmente il monopolio dell’idiozia, questo è chiaro, ma senza dubbio un modo per addolcire la pillola della cacciata, un Mon Cherì al veleno, diciamo. I parassiti non chinano la testa al regime fascista e marciano a lutto. Tocchiamoci le palle.
J1nz0
Settembre 16, 2008 a 8:11 am
Io il provvedimento sul maestro unico lo trovo giusto …
P.S. hai preparato la Carfregna?
Settembre 16, 2008 a 8:15 am
Non ho ancora avuto tempo. Il Maestro unico è una soluzione centrista per risolvere un problema che per fortuna è stato messo in luce: quello dei parassiti che infestano il settore dell’istruzione.
La Gelmini doveva avere molto più coraggio invece di proporre questa riformetta del cactus centralista. Siamo molto lontani da una soluzione al caso scuola-italiana.
Settembre 16, 2008 a 8:18 am
Va beh ovvio che non è l’ottimo, però è un qualcosa…
Settembre 16, 2008 a 8:19 am
Beh… non è il peggior ministro dell’istruzione della storia.
Settembre 16, 2008 a 8:19 am
…come invece dicono i sinistrati.
Settembre 16, 2008 a 8:21 am
si beh … continuano a dire che le elementari in italia sono le migliori in Europa e quindi perchè cambiare? Ma porca miseria sono le elementari, che eccellenza vuoi che ci sia?
Settembre 16, 2008 a 8:23 am
Sì vabbè… ma questi apprezzamenti sulla scuola italiana li scriverà al massimo il nazifesto…
Settembre 16, 2008 a 9:21 am
Cerrto tre maestri al posto di uno con lo stesso stipendio sarebbe stato ottimo. Sulla Gelmini….. beh… sulla CarFregna con la Bramba la vedrei bene. Con l’aria da maestrina a cui rifilare il pistolotto a memoria per la carnale ricompensa…si…. la monterei proprio sulla CarFregna… ho dubbi che sia capace di grandi “Cà” di petto, però……
Settembre 16, 2008 a 9:25 am
Bella l’idea dei tre maestri al posto di uno…
C’è da dire che Brambilla e Carfagna ci hanno già fatto vedere molto. Ora tocca alla Gelmini, come minimo. Atto dovuto, come il posto dei maestri cacciati.
Settembre 16, 2008 a 10:01 am
Oh. Non avrei potuto dirlo con parole migliori.
Il tombino salta, il liquame dilaga. Qualcuno vorrebbe spalare via la merda, i parassiti tirano fuori dall’armadio gli striscioni e i megafoni.
Per dire le cose fuori dai denti: la scuola italiana così com’è ora non è costruita per rispondere alle esigenze del discente, ma a quelle del docente. Meglio, a quelle delle sigle sindacali del docente.
Ecco, in una situazione del genere, anche se la riforma non è la migliore possibile, è comunque una idrovora piazzata nel bel mezzo di una stanza dove il livello di liquame sale senza sosta…
Settembre 16, 2008 a 10:03 am
Già, almeno sul settore pubblico il nostro governo mena, per fortuna. Peccato ci sia Tremonti a rovinare tutto il resto.
Settembre 16, 2008 a 10:31 am
beh stavolta boh nella scuola italiana è verissimo che c’è un mare di gente che va presa a calci nel culo, ma il resto boh
che asilo e elementari Italiane sono tra le migliori in europa lo dicono le classifiche (poi secondo me sono un pò viziate da alcune eccellenze).
e poi credete davvero che questa sia una riforma decente?
lasciando perdere se uno è per la scuola pubblica o privata se esiste credo dovrebbe funzionare e la prima cosa che serve alla scuola Italiana è qualificazione e valutazione degli insegnanti, e soldi.
questa riforma a me sembra semplicemente un modo per dire riduciamo i costi poi che succede succede, ma questo significa continuare a pagare cmq per un servizio che sta via via peggiorando, solo che invece di dieci pagheremo 9
Settembre 16, 2008 a 10:35 am
Diciamo che è una riformetta, in stile indulto, cioè che risolve i problemi sul breve termine. Tipico di tutti i governi. Se si pensa a Fioroni e Berlinguer, tuttavia, andiamo in senso giusto. Quelli erano i governi delle assunzioni illimitate, naturalmente. Governi servi dei sindacati. Questo invece, almeno su questo versante, fa certamente cose positive. Nessuno dice che la scuola italiana crescerà con questa riforma. Sicuramente però spenderà meno. Il chè è già molto.
Settembre 16, 2008 a 10:52 am
Metafore colorite, però…
a) i costi saranno “insostenibili” per un libertario, ma sono inferiori (pro studente) al resto d’Europa
b) non è certo la scuola elementare a fare schifo, anzi è una delle poche cose che funzioni bene nell’istruzione italiana
c) il parassitismo c’è sicuramente: nei provveditorati, nei ministeri, nella famigerata casta dei bidelli (che io segretamente ammiro…). Non vedo cosa c’entrino i poveri insegnanti delle elementari; fanno sicuramente poche ore (considerando che rispetto ai colleghi delle medie inferiori e superiori hanno poco lavoro aggiuntivo) ma prendono anche stipendi modestissimi, per fare il loro lavoro piuttosto bene
d) la riduzione degli orari comporta sicuramente un disagio per le famiglie. Naturalmente questo farà sorgere un efficientissimo sistema privato in cui ognuno potrà scegliere la scuola dei figli secondo le proprie esigenze; nell’attesa del Sol dell’Avvenire Libertario, però, le famiglie regaleranno ai preti e alle suore ben più dei pochi soldi che hanno risparmiato di tasse sul taglio di qualche infimo stipendio. Hallelujah! Amen!
e) sottolineo che non sono anti-gelminiano. Per quanto riguarda il mio piccolo orto privato di neo-laureato in medicina, sta facendo mille volte meglio di quell’incompetente di Mussi, è molto attiva e collaborativa, e poi su grembiuli, voti in condotta, esami di riparazione io ci metto la firma. Ma questa è una riforma da accattoni peraltro giustificata con teorie pedagogiche farlocche (il “riferimento unico”? Ma andate a cagare!). Ditelo: non abbiamo i soldi, l’economia è in merda, non possiamo più vivere come negli anni ‘70 e ‘80, magari ci scatta anche una colletta per pagarvi la benzina all’auto blu.
Questo è il liberismo dei poveri, così come le lenzuolate di Bersani andavano bene per esaltare i liberali dell’ultimissima ora (dagli ai notai e agli avvocati!) questi provvedimenti sono un contentino ideologico. The Leviathan is alive and well.
“si beh … continuano a dire che le elementari in italia sono le migliori in Europa e quindi perchè cambiare? Ma porca miseria sono le elementari, che eccellenza vuoi che ci sia?”
Bè ma allora che vantaggi ci sarebbero con un sistema privato? Costi ANCORA inferiori?
Settembre 16, 2008 a 11:10 am
Beh dei “lavoratori” con 3 mesi di ferie all’anno e che lavorano qualche ora al giorno … io nel privato non li vedo!
I vantaggio di un sistema privato è che posso decidere se far fare a mio figlio il tempo pieno o ridotto (personalmente sono contrario al tempo pieno), o la scuola con strutture migliori, con maestri veneti o inglesi, con costi minori o maggiori …
Settembre 16, 2008 a 11:24 am
P.S. Facciamo un po’ di matematica, per favore. Non so bene come funzioni con il tempo normale; da me alle elementari avevamo 8 ore al giorno per 5 giorni a settimana, il che fa 40 ore. Leggo che l’orario di un insegnante alle elementari è di 24 ore, quindi nelle classi a tempo pieno sono 20 ore di lezioni effettive per ognuno dei due insegnanti più sorveglianza ricreazione, consigli, e altre menate. Lo stipendio parte da 1100 euro al mese (per le medie inf. e sup. da 1250, con 18 ore settimanali; c’è da dire che in teoria richiede un impegno superiore per preparare le lezioni e correggere i compiti).
Ora mia sorella per fare la cassiera part time (25 ore a settimana) prende 770 euro al mese. Con tutto il rispetto per il lavoro di cassiera, non mi sembra scandaloso che il lavoro di insegnante (ricordiamo che ora per legge dev’essere laureato), tutt’altro che riposante by the way, sia pagato un tantino di più. Dunque abbiamo 2 insegnanti per classe che fanno 24 ore a testa. Arriva la Gelmini e fa l’insegnante unico.
Le ipotesi sono due (mi riferisco sempre al tempo pieno): o l’insegnante unico è assunto per 48 ore settimanali (orari da bambino pakistano che fa le Nike), evidentemente con uno stipendio doppio (risparmio per il contribuente: zero), o farà 25-30 ore (ricordiamo che il vostro idolo Gelmini sta promettendo di alzare gli stipendi).
Quindi ci ritroviamo con i pomeriggi da coprire… le ipotesi sono due, o i “parassiti” in esubero (a parte i precari a cui non verrà confermata l’assunzione) non saranno licenziati, e si arrabatteranno a coprire i pomeriggi con laboratori, attività di gruppo o altre stronzate, o invece tra il tripudio generale saranno licenziati e il tempo pieno, contrariamente alle promesse della Gelmini, non sarà mantenuto per somma gioia delle mamme che lavorano che pagheranno fior di quattrini qualche istituto religioso per aver dove sbolognare la prole.
Ma vuoi mettere la soddisfazione di sbattere a casa gli insegnanti fannulloni?
Settembre 16, 2008 a 11:27 am
“I vantaggio di un sistema privato è che posso decidere se far fare a mio figlio il tempo pieno o ridotto (personalmente sono contrario al tempo pieno)”
Guarda che già oggi ci sono classi a tempo pieno o a tempo normale, almeno quando ero bambino era così!
“o la scuola con strutture migliori, con maestri veneti o inglesi, con costi minori o maggiori …”
Tu coi tuoi bambini fai quello che vuoi, ma a me gli inglesi sanno un po’ di pedofili. La scuola con maestri veneti sembra uscita fuori da un articolo di propaganda anti-leghista dell’Unità. Argh! Poi mi ritrovo un figlio con l’accento padovano e mi tocca affogarlo nella vasca da bagno.
Settembre 16, 2008 a 11:53 am
Settembre 16, 2008 a 11:58 am
Io quando ero pubblico dipendente facevo 36 ore e prendevo 980-990 euro al mese
Settembre 16, 2008 a 11:59 am
… e non avevo 3 mesi di ferie …
Settembre 16, 2008 a 1:12 pm
@CQ:
Non era il nazifesto che diceva che i fondi sono molto alti per le scuole inferiori ed eccessivamente bassi per le università?
“non è certo la scuola elementare a fare schifo, anzi è una delle poche cose che funzioni bene nell’istruzione italiana”
Secondo me se fai un giro nel Sud potresti cambiare idea.
“Non vedo cosa c’entrino i poveri insegnanti delle elementari; fanno sicuramente poche ore (considerando che rispetto ai colleghi delle medie inferiori e superiori hanno poco lavoro aggiuntivo) ma prendono anche stipendi modestissimi, per fare il loro lavoro piuttosto bene”
A cosa servano, tuttavia non è chiaro, visto che una sola persona può coprire i loro turni. Saranno pure bravi, però, visto che la scuola fa acqua da tutte le parti, possono anche essere eliminati. Giusto per pagare un pochino di più un insegnante qualificato, facendolo però lavorare come un comune individuo.
“nell’attesa del Sol dell’Avvenire Libertario, però, le famiglie regaleranno ai preti e alle suore ben più dei pochi soldi che hanno risparmiato di tasse sul taglio di qualche infimo stipendio.”
Ma la Gelmini non ha detto che il doposcuola resta? Non ho capito da dove saltano fuori le polemiche. Resta il fatto, poi, che bisognerebbe eliminare le tasse per chi iscrive i figli ad una scuola privata.
“Ma questa è una riforma da accattoni peraltro giustificata con teorie pedagogiche farlocche (il “riferimento unico”? Ma andate a cagare!).”
Su questo confermo alla grande. Il buono scuola di cui parlano e sparlano nei convegni di FI dove sta? Se lo sono fumato anche questa volta per darci questa riformicchia centrista del cactus.
Sul PS:
Il problema è tutto qui: “o l’insegnante unico è assunto per 48 ore settimanali (orari da bambino pakistano che fa le Nike)”
L’insegnante unico che avevo io alle elementari (private) lavorava dalle 8.30 di mattina alle 16. Sono 7.30 ore giornaliere. Senza considerare ricreazione e orari di ginnastica e inglese, riusciva a coprire tranquillamente la giornata. Attualmente nel posto di lavoro pubblico che occupo io ci sono precari sottopagati che lavorano anche di domenica come stakanovisti. Non ho francamente capito che cosa si intenda per bambino pakistano che fa le Nike. Tenere i bambini fino alle 18, fino alle 20? La scuola pubblica praticamente deve allevare i figli della gente?
Facciamo male a parlare di parassiti, o è la classica fissazione dei libertari?
Settembre 16, 2008 a 1:19 pm
Ma se proprio vogliamo metterla libertarianamente: se le mamme non hanno tempo per curare i figli, io che colpa ne ho? Perchè io devo pagare il diritto positivo della gente a fare i figli? Per quello ci sono i preti. Don’t tread on me, diceva qualcuno, no?
Settembre 16, 2008 a 1:43 pm
“Ma la Gelmini non ha detto che il doposcuola resta? Non ho capito da dove saltano fuori le polemiche. Resta il fatto, poi, che bisognerebbe eliminare le tasse per chi iscrive i figli ad una scuola privata.”
Vabbè, ma allora vediamo quanto sarà il risparmio… e al doposcuola sinceramente preferisco un tempo pieno.
Settembre 16, 2008 a 2:07 pm
Vediamo è la frase che volevo sentire da te. L’empirismo accompagnato da una visione teorica si chiama analisi.
Settembre 16, 2008 a 3:13 pm
Boh vabbè, ma qui non stiamo parlando di diritto positivo, stiamo parlando di una riforma dell’istruzione. Io non riesco sinceramente a vedere un insegnante delle elementari come parassita; nella mia esperienza sono persone che fanno il loro lavoro con dedizione, prendono uno stipendio decisamente non principesco e subiscono anche una certa dose di stress (vabbè io sono di parte perchè bastano 3 bambini in una stanza a mettermi agitazione, 20 mi sa di attacco di panico).
Comunque effettivamente mi sbagliavo: la spesa pro-capite per l’istruzione elementare è superiore alla media europea (non trovo i dati precisi; per le scuole materne lo scarto è parecchio, per le elementari facendo due conti minore).
Superiore alla media è però anche la percentuale di genitori soddisfatti (il dato si riferisce sia alle elementari che alle medie inferiori), e le classi sono anche nettamente meno affollate (e scusate ma questo è un vantaggio non da poco). Insomma si spende un po’ di più ma sono soldi che ritornano.
Il fatto che l’università italiana abbia spese pro-capite nettamente inferiori alla media europea è una cosa che mi ha sempre stupito, considerando l’enorme numero di personale accademico inutile (e dannoso). Evidentemente riusciamo a spendere poco e male. Ma questo è un altro discorso.
La riforma del maestro unico potrebbe essere anche considerata economicamente razionale mantenendo lo stesso numero di ore, perchè i maestri sarebbero pagati di più per le ore in più che fanno ma si ridurrebbero i costi pro capite della forza lavoro (che so, contributi, maternità, tasse e balzelli vari…). Però il mio solito DNA socialista mi impedisce di gioire per le persone che perdono il posto; io capisco a livello teorico e intellettuale i principi libertari, la razionalizzazione, la ricerca dell’efficienza, ma è la applicazione pratica che mi perplime ogni volta (come con la sanità). Mi sembra un treno in corsa dove tutti si adoperano per aumentare la velocità senza mai interrogarsi su quale sia la direzione.
Al momento abbiamo un’istruzione elementare di qualità quantomeno accettabile (se dobbiamo abolire tutto quello che al Sud non funziona facciamo prima a radere al suolo l’Italia con le bombe termonucleari), non costosissima, che impiega (d’accordo, grazie a politiche sindacato-mediate: ma alla fine, chi se ne frega?) un gran numero di persone che evidentemente preferiscono essere pagate poco per un bel lavoro che pagate un po’ di più per stare in un ufficio o in una banca. Mi pare che non ci perda quasi nessuno, se non, è vero, quelli che mandano i figli alla scuola privata (ma che percentuale delle tue tasse finiranno a finanziare la scuola pubblica? Poca roba, direi).
Settembre 16, 2008 a 4:10 pm
infatti ottimo articolo……ci rifaremo con i nostri figli, tutti con l’istruzione domestica….
Settembre 16, 2008 a 5:18 pm
@CQ
La scuola assorbe il 13% del “monte-imposte” versate dai contribuenti italiani. No so quanto tu guadagni, ma un reddito annuo di 20.000 euro lordi “produce” circa 11.000 euro di tasse-imposte-contributi. Di questi 11.000, circa 1.400 vanno alla scuola, in media.
E’ molto? E’ poco? E’ giusto? Così su due piedi, non so valutarlo appieno. Ma considerando che praticamente stai pagando solamente gli insegnanti (libri, quaderni, grembiulino, cancelleria e spostamenti li paghi di tasca, a parte), non mi sembra così poco (sono 150 euro al mese per i 9 mesi di scuola). E considera che i contribuenti sono in numero decisamente maggiore degli studenti (cioè il valore di spesa pubblica per studente è ancora maggiore).
Settembre 16, 2008 a 5:34 pm
cachorro non venirci a dire che le maestre guadagnano poco, ti prego, fai brutta figura, ho due miei amici che si sono sposati da un anno, lui rosica perchè spesso in un mese guadagna più la moglie, solo che lui è un manager di un’industria di ceramiche, lei è una maestra supplente.
Settembre 16, 2008 a 5:36 pm
Non risolviamo molto, ma vedere che i sinistri sono incazzati di solito è buon segno… La storia dei precari del settore scuola ha del ridicolo: un individuo si laurea, fa un corso e diventa un professore precario. Questo meccanismo diviene infernale se unito alla concezione che la repubblica popolare italica è fondata sul lavoro e quindi, secondo i parassiti, questi precari hanno il diritto positivo al lavoro. Non sono entusiasta dell’idea del buono scuola, perchè elimina solo una piccola parte dei problemi, ma sarebbe già qualcosa arriva re al sistema della Svezia, sempre tanto citata dai socialdemocratici everywhere. Mi pare che LibertyFirst ha scritto qualcosa su come funziona il sistema dei buoni lassù.
Settembre 16, 2008 a 5:40 pm
I professori italiani, come più o meno quelli di tutto il nostro continente, se fossero bravi ad organizzare il proprio tempo avrebbero la possibilità di fare soldi, fra l’altro senza versare un euro di tasse. Il tempo che passano a scuola e quello di cui hanno bisogno fra correzione dei compiti e preparazione delle lezioni (sempre che qualcuno lo faccia…) assieme all’enorme periodo di ferie lasciano spazio a lezioni private di recupero o altre occupazioni. Se poi vogliono che lo stato gli organizzi anche il tempo libero che continuino a campare con 1400 euro al mese e non rompano le palle al contribuente!
Settembre 16, 2008 a 6:30 pm
Il mio prof del Liceo, scuola privata, lo faceva, naturalmente in nero. Guadagnava un sacco di soldi, perchè faceva ripetizioni ogni giorno, anche se non era sposato…
Settembre 16, 2008 a 6:35 pm
ecco bravi chiamatela col suo nome: epurazione.
i veri parassiti sono quelli che non pagano le tasse non certo i dipendenti pubblici. i dipendenti pubblici, anche quei pochi che non fanno un cazzo, sono quelli che mandano avanti l’economia del nostro paese.
qualcuno in questi giorni drammatici per l’economia mondiale dovrebbe darsi una lettura a Keynes
Settembre 16, 2008 a 6:38 pm
Scusate, ma scrivere come un maestro delle medie del 1800 per voi è una dimostrazione di Grande Cultura? Scusate ma ’sto tono ieratico da dannunziano in sedicesimo totalmente fuori moda, questa allusività che dopo 3 righe ha fracassato i coglioni per la noia, più che impressionare fa cacare addosso dal ridere.
Settembre 16, 2008 a 6:39 pm
@cachorro: tu ti deprimi per la perdita di posto di lavoro (fra l’altro chiamare lavoro essere in lista per l’insegnamento come un bel po’ dei cosiddetti precari della scuola mi pare uno stupro alla logica…) perchè non pensi che tutti i figli della burocrazia che si attaccano alle nostre tasche, invece che essere pagati per intralciare la nostra vita, potrebbero fare lavori produttivi per loro stessi, per me che non li devo pagare e che mi levo dalle balle un gatto nero grosso come un lottatore di sumo e anche a te che con una visione socialista di questo mondo vedresti un vantaggio per la collettività (maybe…).
Settembre 16, 2008 a 6:45 pm
Vede Jean LaFitte, lei è tipo davvero distratto, se lo faccia dire.
Anche al più avventato dei commentatori apparirebbe da subito chiaro che il qui presente è un blog anarco-capitalista, come si deduce dal sottotitolo.
Di conseguenza il sottoscritto e i suoi clienti, oltre a ritenere la tassazione un furto e la PA un cancro da estirpare, considerano JM Keynes nulla più che un mentecatto, le cui politiche economiche demenziali contribuiscono in buona parte al declino dell’umanità.
Settembre 16, 2008 a 6:48 pm
Suvvia Franco, sia paziente, il tono ieratico serve appunto a suscitare il riso e a sbertucciare gli stolti con più gusto. Vuole provare di persona?
Settembre 16, 2008 a 7:10 pm
Ricordo a tutti che stiamo ancora parlando di elementari, non ci mettiamo in mezzo anche il liceo (o l’università) che se no complichiamo solo le cose.
)
Un maestro delle elementari italiano viene pagato meno che nella maggior parte dei paesi del Primo Mondo (http://www.progettoitaliafederale.it/elementari2003.html; la statistica è tarata sul potere d’acquisto).
Abbiamo deciso che spendiamo comunque un po’ di più per studente delle elementari; questo motivo è legato al fatto che
a) le classi sono meno numerose rispetto alla media europea (il che è un bene)
b) gli insegnanti hanno un monte ore più basso rispetto alla media europea (il che è un bene? Alla fine i miei genitori all’epoca gridavano in piazza “Lavorare meno, lavorare tutti!”
Siccome le statistiche OCSE dicono che le elementari italiane hanno standard piuttosto buoni, evidentemente
a) i soldi in più che spendiamo non sono totalmente buttati
b) le peculiarità del sistema italiano (classi meno numerose, doppio insegnante) forse sono positive.
Dunque se fossi nei panni di un governo che vuole risparmiare, non comincerei dalle elementari. E non parlerei di parassitismo.
Su un piano più generale: al di là delle velleità libertarie o liberiste di qualche esponente della CDL, il Leviatano esiste e gestisce le risorse. In tutti i paesi civili la quota di Tesoro riservata all’istruzione e alla ricerca è drammaticamente più alta che non in Italia, a partire dagli USA. La ricerca finanziata dallo stato è fondamentale, in un sistema di libero mercato imperfetto, perchè le aziende non sono sempre propense a foraggiare la ricerca pura o borse di studio che non siano precipuamente adattate alle proprie esigenze di forza-lavoro (non dico che debba essere necessariamente così; dico che HIC ET NUNC è spesso così, specie poi se parliamo di imprenditori italiani).
Noi siamo in un paese che non attira studenti dall’estero (20% negli USA, ca. 10% in Francia, UK e Germania, le briciole da noi), in cui l’investimento in ricerca e sviluppo delle imprese è infimo, in cui la percentuale di persone che sanno usare un computer è risibile.
E’ giusto tagliare gli sprechi nell’istruzione (soprattutto a livello universitario, come chiunque abbia esperienza dell’ambiente accademico può dire). E’ sbagliato tagliare gli sprechi nell’istruzione CON L’OTTICA DEL TAGLIO DELLA SPESA, perchè la spesa dev’essere tagliata altrove e perchè si rischia di buttare via il bambino con l’acqua sporca (vedi i ricercatori che si fanno il mazzo e mandano avanti l’università).
Settembre 16, 2008 a 7:20 pm
Franco, a sto punto la domanda è: ma perchè perdi il tuo tempo a leggere questo noioso condominio di bloggers? Che so, potresti trovare la soluzione che ci salverà tutti, magari potresti fermare il global warming?!
JLF, mi spieghi in che modo la pubblica amministrazione svolge una qualche minima funzione sociale (ed economicamente vantaggiosa), a parte quella di distribuire pasti caldi coi miei dindi? E’ un po’ come pensare che si impiega meno tempo a fare i 400 ostacoli rispetto a quelli piani…
Settembre 16, 2008 a 7:26 pm
@CQ:
” E’ sbagliato tagliare gli sprechi nell’istruzione CON L’OTTICA DEL TAGLIO DELLA SPESA, perchè la spesa dev’essere tagliata altrove e perchè si rischia di buttare via il bambino con l’acqua sporca”
Non ci crederai, ma questo ragionamento lo fanno persino i tizi delle comunità montane, quando si avvicinano i tagli.
Altrove è la parola più usata, in quei casi.
Settembre 16, 2008 a 7:38 pm
Ma si lavorare meno, lavorare tutti… quasi quasi chiudo la ditta vado a vivere in Sardegna, faccio lo stagionale 4 mesi, mi becco l’assegno sociale per gli altri 8 e naturalmente faccio qualche lavoretto in nero.
Lo so che scherzavi, ma non son riuscito a tenere a bada le dita…
Comunque che la voragine della spesa non siano le elementari è pacifico.
Settembre 16, 2008 a 7:42 pm
la spesa va tagliata ANCHE altrove.
Settembre 16, 2008 a 7:43 pm
“qualcuno in questi giorni drammatici per l’economia mondiale dovrebbe darsi una lettura a Keynes”
comincia tu che a quanto sembra dal commento che hai scritto non l’hai mai fatto.
Settembre 16, 2008 a 9:33 pm
“qualcuno in questi giorni drammatici per l’economia mondiale dovrebbe darsi una lettura a Keynes”
Si beh, vivadio c’è ancora un Paese dove se il suo Presidente nazionalizza delle banche il suo partito lo prende a sberle!! In questi giorni drammatici non c’è regolamentazione dei mercati che possa servire a nulla! Una bella banca che muore è il miglior modo per indurre le banche a fare più attenzione (tra l’altro se questi sono i grandi manager … una massaia sarebbe più oculata!), altro che un governo che vuole salvare una compagnia stracotta e i suoi sindacati viziati a spese di tutti ….
speriamo che vada in fallimento sto catorcio di stato.
Settembre 17, 2008 a 7:39 am
Proposta interessante di Brunetta: http://www.corriere.it/politica/08_settembre_17/brunetta_didore_coppie_fatto_70f2b496-847a-11dd-be21-00144f02aabc.shtml
aspetterei il testo ma credo che sia una buona cosa
Settembre 17, 2008 a 7:56 am
@StatoMinimo:
Banche centrali già all’opera per salvare il mondo dalla crisi bancaria.
Si parla come al solito di svalutazione della moneta.
Banche centrali = satana
Settembre 17, 2008 a 8:06 am
si avevo scritto il commento prima della questione AIG :/
Settembre 17, 2008 a 8:18 am
Grande Brunetta comunque! Appoggiamo la sua proposta!
Settembre 17, 2008 a 8:33 am
da dire che la proposta è di Brunetta e Rotondi … non ho parole …
Settembre 17, 2008 a 8:53 am
Io quando dicevo che Rotondi per queste cose toccava tenerselo da conto sono stato naturalmente denigrato…. Ecco il risultato.
Settembre 17, 2008 a 8:56 am
si mi ricordo
Settembre 17, 2008 a 11:44 am
@ jinzo e statominimo
perchè questa proposta di Brunetta sarebbe così carina?
Da anarchico, mi aspetterei che lo stato rinunciasse al “diritto” di riconoscere le unioni sentimental-sessuali, omo e/o etero, e lasciasse a ciscuno gli strumenti per tutelare privatamente se stesso ed il proprio partner.
Insomma, sarebbe interessante se Brunetta proponesse la riforma del diritto di famiglia e l’abolizione del matrimonio di stato, piuttosto che si contorcesse nella definizione di una coppia-di-fatto-che-però-guai-a-chiamarla-matrimonio…
Queste sciocchezze lasciamole fare a Prodi e alla sua Bindi…
Fabio
Settembre 17, 2008 a 11:45 am
La proposta riguarda il diritto privato, a quanto ho capito. O no?
Settembre 17, 2008 a 11:52 am
In tutti i casi trattasi sempre e comunque di una norma che imedisce allo stato di limitare i diritti della gente. Alla fine riguarda sempre e comunque i diritti negativi, non c’è spesa pubblica… Al massimo una condivisione etica pubblica, anche se non si tratta di una equiparazione con il matrimonio.
Settembre 17, 2008 a 1:08 pm
Odiavo la manipolazione selvaggia che mi veniva imposta al liceo…potete quindi immaginare quanto detesti un trattamento analogo dei bambini delle elementari. Una piccola riflessione sull’insegnante unico. I sinistri dicono che questo sia un ritorno all’ottocento, per non dire di peggio; ma se ricordo bene, quelli della mia generazione, che alla fine delle elementari eravamo notoriamente cime rispetto agli undicenni di oggi, hanno tutti fatto le elementari con un maestro solo. La verità è che non esiste una vera esigenza educativa che richieda più di un insegnante per classe di scuola primaria: alla base di tutto questo c’è soltanto una concezione di scuola sfornastipendi e porto sicuro di zappe allucinanti “che tanto nessuno manda via”. (Sì sì, d’accordo: magari per l’inglese un insegnante serve. Ma quante ore si fanno a settimana? Potrebbe benissimo esserci un insegnante solo per più classi.)
Inoltre, non per fare la passatista, ma avete dato uno sguardo a uno dei testi scolastici in uso oggi? Spiegazioni astruse (parliamo di bambini, la semplicità e la chiarezza dovrebbero essere tassative), come solo i pedagoghi potrebbero fare. Ah, i pedagoghi: come quelli che capiscono solo l’unità didattica, il modulino, il pezzettino, perdendosi per strada la formazione a tutto tondo.
Settembre 17, 2008 a 4:23 pm
concordo con Jinzo, è un riconoscimento di diritto privato infatti non ha implicazioni sullo spesa sociale. Non ci vedo nulla di male fino ad ora.
Settembre 17, 2008 a 7:39 pm
Clap clap. Un applauso al libertario che cancella i commenti sgraditi. Questo a casa mia si chiama fascista. D’altra parte il fondo nero parla chiaro…
Settembre 17, 2008 a 7:48 pm
@Provocatore:
Vede, diciamo che lei ha fatto il passo sbagliato sin dall’inizio. Sa, l’assenza di argomentazioni accompagnata da insulti, per lo più demenziali, ha fatto sorgere in me il dubbio che lei sia un imbecille, per giunta anche zecca.
Ergo, se ha letto il Ghost Controller nella colonna a destra, si renderà conto che commenti come i suoi non hanno alcuna possibilità di spravvivere su questo blog, capisce…? Non è liberale questo? Eccome se lo è: noi siamo proprietaristi e quindi dentro la nostra proprietà privata siamo autentici dittatori.
Adesso, dunque, si metta a cuccia, e tenti di argomentare, oppure continui così e sperimenterà una costante cancellazione di ogni suo coprogramma. Che ne dice?
Settembre 17, 2008 a 8:02 pm
Se lei avesse letto qualcosa in più rispetto agli appunti psichiatrici di Herbert Markuse o ai testi delle canzoni della Banda Bassotti, si sarebbe reso conto che i libertari sono favorevoli al diritto di poter usare violenza su chi agisce indebitamente sulla loro proprietà. Si renderà conto, dunque, che se io elimino la spazzatura da lei prodotta, lo faccio in totale spirito liberale.
Non è chiaro? Inizi lei a leggere i libri.
Settembre 17, 2008 a 8:15 pm
Guardi, è davvero un piacere darle del lei per evitare ogni parentela con la sua persona. Rimarco con piacere che lei ha diritto di insultarmi, mentre io non l’ho nei suoi confronti. Poco male, il pessimo servizio che lei si rende da solo mi rende inutile la fatica.
Le argomentazioni possono essere evidentemente soltanto di un tipo: quello a lei gradito. Infatti, in questo thread non hanno cittadinanza le opinioni diverse dalle sue. Vediamo se anche stavolta mi cancellate.
Non volete la scuola? Questo è un vostro problema, ma non vi potete permettere di toglierla anche a chi la vuole. La Gelmini, con tutte le sue belle operazioni di facciata su grembiulino e voto in condotta, sta distruggendo la scuola pubblica. Bene, allora non un centesimo deve finire alla scuola privata, viceversa tutti i vostri piagnistei contro lo stato non sono altro che l’ennesima presa per i fondelli dei “furbi” che non pagano le tasse perché lo stato è brutto e cattivo.
Cancelli pure, ma mi raccomando: lasci i sui alti riferimenti culturali alla Banda Bassotti.
Settembre 17, 2008 a 8:27 pm
@ Wallace
Ma se ti rompe quello che c’è scritto qua fa a meno di venire a leggere!
Qua è pieno di gente che non la pensa come Jinzo (leggiti gli altri post), chi ha buoni argomenti non viene censurato
Settembre 17, 2008 a 8:52 pm
Ahi ahi… adesso fa anche il furbetto… Guardi che i suoi commenti sono tutti registrati. Il ruolo della verginella non le si addice. D’altronde coglioni e culi caldi non l’ho scritto io: lo ha scritto lei. Ergo io ho eliminato la spazzatura da casa mia.
Cachorro Quente, come può ben vedere, ha una opinione difforme rispetto a quella del tenutario del blog e dei suoi clienti, tuttavia Cachorro resta. Lei no, invece. Lei viene cancellato, almeno finchè non verrà civilizzato e/o evoluto completamente.
Tentiamo di rispondere al suo tentativo di “argomentazione”:
“Questo è un vostro problema, ma non vi potete permettere di toglierla anche a chi la vuole. La Gelmini, con tutte le sue belle operazioni di facciata su grembiulino e voto in condotta, sta distruggendo la scuola pubblica.”
A lei sfugge un dato fondamentale: siccome sia noi che lei paghiamo le tasse, la sua opinione in materia di scuola vale quanto la mia. Se lei vuole la scuola se la paghi da solo, dunque, ma giù le mani dai nostri soldi. Altrimenti, prima di difenderci dall’esattore-ladro, saremo costretti a citare Rothbard-Friedman-ecc…. Giusto per soddisfare le sue esigenze di riferimenti culturali.
La Gelmini è solo una delle tante pedine del Leviatano, ma almeno è una che invece di assumere altri zozzoni parassiti li sta per fortuna cacciando. Che poi questa riforma sia una riformicchia lo legge anche nei commenti di sopra. D’altronde noi siamo libertari: miriamo come obiettivo finale al radicale smantellamento del settore pubblico.
“ene, allora non un centesimo deve finire alla scuola privata, viceversa tutti i vostri piagnistei contro lo stato non sono altro che l’ennesima presa per i fondelli dei “furbi” che non pagano le tasse perché lo stato è brutto e cattivo.”
Giusto, non un centesimo alla scuola privata… E chi ha mai detto questo. Semmai la possibilità di rimuovere le tasse dell’istruzione pubblica a chi frequenta la privata. Mica pretenderà che io, che vado in motorino, paghi l’abbonamento dell’autobus a forza….
“asci i sui alti riferimenti culturali alla Banda Bassotti.”
Ma si figuri. Quello era solo per ridurre al suo livello la conversazione. Mica pretenderà che mi metta a parare con lei dell’intepretazione neuroeconomica delle teorie austriache… Su…
PS: lei d’altronde è venuto qui sostenendo perle come:
“Parassiti sono quelli come voi che producono… cosa? neanche sapendo perché, che sono libertari perché non vogliono pagare le tasse. Salvo poi piagnucolare perché mancano le infrastrutture. Buon divertimento, avete i vostri rappresentanti al governo, se qualcosa va male, piangete pure con i vostri Brunetta, Gelmini”
Quale credito vuole che uno le dia? Gelmini, vostri rappresentanti al governo… Ma si rende conto della demenzialità di tali affermazioni, in questa sede?
Settembre 17, 2008 a 8:58 pm
Sono purtroppo costretto a rettificare le sue errate citazioni, avendo ella rimosso il mio post originario.
“co…oni” non è completo, nella frase era “co…oni a tutto tondo”
“culi caldi” è invece decisamente errato. Era “libertari dal culo al caldo”.
Purtroppo l’intervento aveva un senso complessivo che non può essere ripreso da questi pochi brani.
Rimarco comunque che i miei “insulti” sono ben misera cosa a confronto con i suoi, che si permette di insultare un’intera categoria (quella degli insegnanti) definendoli “parassiti”, anzi giusto adesso “zozzoni parassiti”.
Certo lei deve aver avuto brutte esperienze scolastiche, suppongo.
Quanto alle sue risposte, se lei vuole le strade per rombarci sopra con il suo Suv, se le faccia da solo e non rompa i mindellint allo stato, alla regione, alla provincia o al comune. Se vuole l’acqua corrente poi, si costruisca (o si paghi) da solo l’acquedotto, le tubature, la fogna, ecc. Lei vuole pagarseli da sé? Faccia pure. Io preferisco che li faccia il cattivo stato. Quanto al “giù le mani dai nostri soldi” lei è davvero originale: rimuovere le tasse dell’istruzione pubblica a chi frequenta la privata? E perché mai? Se lei ha i soldi per pagarsi un insegnante privato, buon per lei. Ciò non toglie che l’istruzione sia un diritto per tutti e che anche lei, volente o nolente, debba contribuire, in quanto cittadino di questo stato. Che lei non voglia fa sempre parte del “datemi i servizi, ma non fatemeli pagare”. Comunque lei è sempre libero (come le piace questa parola, eh?), se ne può andare in un altro stato dove le tasse non si pagano, se ne trova uno.
Non si preoccupi più di ridurre il livello della conversazione. Sto già scavando per mantenermi al suo.
Settembre 17, 2008 a 9:34 pm
“Purtroppo l’intervento aveva un senso complessivo che non può essere ripreso da questi pochi brani.”
Vedo che dall’assenza di insulti siamo passati al “senso complessivo” e alla “pesatura” degli insulti. Curioso, non trova?
Attenzione poi, non mi metta in bocca parole che non ho detto. Io mi riferivo non alla categoria degli insegnanti, ma alla categoria degli insegnanti pubblici che esigono il posto come diritto positivo e ciò, ne converrà, è ben diverso. D’altronde se lo stato viene qui e mi costringe a pagare per i loro stipendi, cioè per gli stipendi di chi non serve a nessuno, io comincio a parlare di parassiti.
“Certo lei deve aver avuto brutte esperienze scolastiche, suppongo.”
Ahimè, avendo frequentato sia il pubblico che il privato devo ammettere che avuto esperienze negative. Inutile dire in che settore.
“Quanto alle sue risposte, se lei vuole le strade per rombarci sopra con il suo Suv, se le faccia da solo e non rompa i mindellint allo stato, alla regione, alla provincia o al comune. Se vuole l’acqua corrente poi, si costruisca (o si paghi) da solo l’acquedotto, le tubature, la fogna, ecc. Lei vuole pagarseli da sé? Faccia pure.”
Giusto, ma prima bisogna far saltare il problema che mi impedisce di fare ciò: lo stato.
“Io preferisco che li faccia il cattivo stato.”
Lei preferisce che lo faccia il cattivo stato con i soldi dei produttori. Cioè, per dirla alla Gigi de Marchi, che lo facciano i burocrati con i soldi di chi produce.
“E perché mai? Se lei ha i soldi per pagarsi un insegnante privato, buon per lei. ”
Non dica castronerie, su. Se io ho i soldi per pagare la macchina, devo pagare pure il biglietto dell’autobus a forza?
Singolare questa teoria. E perchè se io ho i soldi per pagarmi la scuola privata dovrei pagare anche la scuola pubblica? Ci illumini, suvvia. Ci spieghi l’arcano filosofico dietro questa enorme idiozia che lei sostiene.
“Ciò non toglie che l’istruzione sia un diritto per tutti e che anche lei, volente o nolente, debba contribuire, in quanto cittadino di questo stato. ”
Senta, ma la sessualità è un diritto si o no? Sì.
Allora mi porti monica bellucci perchè la devo trombare. E’ un mio diritto inalienabile.
PS: la sto prendendo per il culo. L’istruzione è un diritto positivo, cioè non è un diritto, o meglio è un diritto per chi se la può pagare.
Lei è un giuspositivista dagli argomenti veramente sciocchi, se lo faccia dire. Vada a studiare, è meglio. Sconsiglio le scuole pubbliche. si trovi una privata amricana seria. Magari proverà l’ebrezza di stati un pochibno più liberi del nostro stato socialista.
Lo Stato è abusivo, è diritto di tutti rescindere un contratto sociale che non abbiamo mai firmato.
“Non si preoccupi più di ridurre il livello della conversazione. Sto già scavando per mantenermi al suo.”
Ecco, bravo, lavori con la vanga, le si addice.
Settembre 17, 2008 a 11:12 pm
Grande jinzo,mi diverto troppo a leggere le tue risposte a Jean LaFitte e a “wallace”,certo che sono di una prevedibilità incredibile,smontarli,nei loro deliri pro leviatano è talmente facile da diventare una scocciante seccatura.
Sul tema invece,spero che sul grembiule scherzasse,su questo sono abbastanza fermo,una proposta così non gliela firmerei neanche col rasoio da barba.
Non so,ma una marea di marmocchi tutti uguali,coi loro grembiulini colorati mi da tanto l’idea di un carcere,in cui spersonalizzare e umiliare l’individuo,che invece la scuola dovrebbe incoraggiare a eccellere,non a uniformarsi ad una massa informe.
Mi sa da provvedimento troppo “ugualitarista” e mi disgusta profondamente.
In ogni caso i problemi della scuola sono altri,e ben più gravi.
La qualità dell’istruzione,in primis.
Hanno livellato tutti i programmi verso il basso con il risultato di aumentare il numero di promossi “ci penserà poi il mondo del lavoro a smaltirli”,e ok,bocciare alle elementari non ha senso,ma medie e superiori dovrebbero operare una selezione seria,visto che dopo si presume di avere a che fare con individui adulti,coscienti e responsabili,si presume,appunto.
Per il resto è ben accolta ogni soluzione alternativa alla spremitura dei contribuenti,se in questo si crea l’occasione per suonare qualche fannullone statale ancora meglio.
Ps.
Saluti anche ai due nuovi co-autori.
Tsutomu Shimomura.
Settembre 18, 2008 a 7:13 am
secondo me solo per il bene dell’educazione e dei fanciulli un pò di illich applicato non farebbe male…..
però stato=scuola=demagogia= sardina in scatoletta…
Settembre 18, 2008 a 7:47 am
@Tsutomu:
“Grande jinzo,mi diverto troppo a leggere le tue risposte a Jean LaFitte e a “wallace”,certo che sono di una prevedibilità incredibile,smontarli,nei loro deliri pro leviatano è talmente facile da diventare una scocciante seccatura.”
Esatto, una scocciante seccatura. Capirai che l’ennesimo sciocco che tira in ballo cretinate giuspositiviste o keynesiane non può che essere sbertucciato senza tregua. Tra l’altro alcuni di questi patetici individui si incazzano pure e ci invitano a leggere i libri. Il problema è che se poi uno va ad aprire un libro di economia sul serio è facile passare direttamente all’insulto nei loro confronti.
Sul grembiule contrario anche io per le tue stesse ragioni egualitarie. sul mondo del lavoro che elimina i meno validi è una cazzata che i socialisti da anni ripetono impunemente. Solo che quando entri nel mondo de lavoro spostano il target al mondo della pensione. Da qui al giudizio divino che elimina i malvagi. E’ tutto un ciclo…
Settembre 18, 2008 a 11:17 am
sulla storia grambiule: guardiamo le scuole anglosassoni private, li c’è una divisa, io non ci trovo nulla di male, da un senso di appartenenza (quando sono personalizzate alla scuola) e di ordine.
Settembre 18, 2008 a 11:30 am
Io ho avuto il grembiule. Ero in una scuola privata alle elementari: lo imponevano per un fatto di uguaglianza. Ad esempio a carnevale non ci si poteva mascherare, se non con le mascherine con l’elastico per la faccia: questo perchè non tutti quelli che vanno a scuola privata sono ricchi. Molti ci vanno grazie ai sacrifici dei genitori, che tuttavia continuano a pagare per un qualcosa che non usano, cioè l’istruzione pubblia, costretti dal regime e dai suoi accaldati servi: dimostrazione qualche commento sopra.
Settembre 18, 2008 a 11:47 am
Eh eh, ma difatti io sono a favore del grembiule, però è molto poco libertario e anzi un tantino maoista!
Scusa, non per farmi i cazzi tuoi: ma come mai i tuoi genitori hanno deciso per le elementari private?
Per il liceo è già un discorso diverso, cambia molto da zona a zona, ad esempio qua a Trieste i licei “prestigiosi” sono quelli pubblici e i privati sono diplomifici, a Milano per dire ci sono dei licei privati molto famosi e pare buoni (però con un’utenza che rispecchia in tutti i modi gli stereotipi che si possono avere).
Settembre 18, 2008 a 11:51 am
Perchè entrambi i miei genitori hanno frequentato scuole private e università pubbliche. Credo sia attualmente la combo migliore. Tutto sta nel beccare le scuole private migliori, cioè quelle tendenti al fallimento, marchio di granzia del fatto che non promuovono nessuno aggratis.
Settembre 18, 2008 a 11:53 am
Vado un attimo OT: posso dire che secondo me Brunetta è un grande? E non me ne frega se dice di essere keynesiano, fossero tutti come lui … http://www.corriere.it/cronache/08_settembre_18/de_bac_brunetta_medici_6d455ef0-8549-11dd-bcd5-00144f02aabc.shtml
Settembre 18, 2008 a 11:56 am
Rispetto a Tremonti Brunetta è austriaco.
Settembre 18, 2008 a 2:16 pm
Mah, intento forse lodevole, ma l’idea è una cazzata. Tanto per cominciare, struttura privata o pubblica che sia, tu non ti metti nelle mani di un chirurgo (o di un medico) ma di un’equipe (insomma non sei tu a decidere chi effettivamente in sala sarà il “primo”). E poi, come ampiamente osservato, i c.v. sono assolutamente inaffidabili e la loro pubblicazione causerebbe delle gravi deformazioni (rifiuto di operare i pazienti più gravi).
E’ semplicemente la versione “di destra” della pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi fatta da Visco. Stessa demagogia.
Settembre 18, 2008 a 2:20 pm
Brunetta è bravo nell’individuare il problema, un po’ meno nel proporre una soluzione.
Stessa cosa accade con l’anagrafe dei politici, per i radicali.
Settembre 18, 2008 a 5:05 pm
non concordo, fin che esiste una struttura pubblica pagata con i soldi dei cittadini io ho diritto a conoscere se un medico ha avuto provvedimenti disciplinari, dove ha studiato, che trascorso ha avuto. E questo non ha nulla a che fare con quello che ha fatto Visco, perchè lui ha reso pubblico dei dati privati che non avevano nessun fine se non quello di curiosare.
Brunetta ha perfettamente ragione e credo che a forza di discutere sul metodo giusto non si arriva a niente, proviamo un po’ vedere anche cosa fanno all’estero …
Settembre 18, 2008 a 5:09 pm
Ciò che più mi lascia perplesso di inziative come queste è che il registro lo compila sempre lo stato. Non vorrei finisca come 1984, cioè con la comparsa e sparizione arbitraria di elementi dai documenti ufficiali.
Settembre 18, 2008 a 5:15 pm
ma nemmeno se fosse un’agenzia privata saresti comunque sicuro, perchè i medici potrebbero pagare per ripulire il loro cv. La roba migliore sarebbe la privatizzazione della sanità … però se aspettiamo questo in italia …
a me già basterebbe sapere se il medico si è laureato in una università pessima e dalla gestione dubbia. Ad es. da noi gli studi legali storcono la bocca quando si presenta un tirocinante laureato a Ferrara piùttosto che a Padova … per ovvi motivi…
Settembre 18, 2008 a 5:17 pm
Se fosse un’agenzia privata i gargoyle messi in giro dalla concorrenza i assicurerebbero senza dubbio ottime garanzie.
Settembre 18, 2008 a 5:19 pm
si ma in un sistema libertario … adesso no
Settembre 18, 2008 a 5:26 pm
Quello sicuro….
Adesso resta però il fatto che basta una mazzetta ad un burocrate per far passare un macellaio per un primario. Tanto, se qualcosa va male, di chi è la colpa? Di nessuno…
Settembre 18, 2008 a 6:45 pm
quante ne avrei da raccontare sui medici e policlinici universitari avendoci lavorato nei paraggi …
Settembre 18, 2008 a 6:47 pm
Figurati io che ci sono dentro…
Settembre 18, 2008 a 6:49 pm
esatto … io ho provato a tenere conto delle tresche sessuali, politiche, famigliari …
Settembre 18, 2008 a 6:58 pm
Io persi il conto soltanto al concorso di ingresso… Padri e figli, corsie preferenziali… La mafia della mafia della mafia.
Settembre 8, 2009 a 1:48 am
“Esatto, una scocciante seccatura. Capirai che l’ennesimo sciocco che tira in ballo cretinate giuspositiviste o keynesiane non può che essere sbertucciato senza tregua. Tra l’altro alcuni di questi patetici individui si incazzano pure e ci invitano a leggere i libri. Il problema è che se poi uno va ad aprire un libro di economia sul serio è facile passare direttamente all’insulto nei loro confronti.
Sul grembiule contrario anche io per le tue stesse ragioni egualitarie. sul mondo del lavoro che elimina i meno validi è una cazzata che i socialisti da anni ripetono impunemente. Solo che quando entri nel mondo de lavoro spostano il target al mondo della pensione. Da qui al giudizio divino che elimina i malvagi. E’ tutto un ciclo…”
bla bla bla bla bla…. fuffa. non sei neanche capace di sostenere una conversazione da te iniziata. messo con le spalle al muro (non è difficile visto le tue “argomentazioni”) non sai come uscirtene che con insulti e deliri vari. piuttosto patetico, direo.