1985

E’ realmente bizzarro vedere come i libri di Eric Blair, in arte George Orwell, siano completamente estromessi dal sistema dell’istruzione italiana. Se il sottoscritto, che ha frequentato una scuola privata in cui veniva trattato persino Robert Nozick nei programmi di filosofia, non ne ha mai sentito parlare fino a qualche giorno dopo l’uscita dal suddetto liceo, mi chiedo in una scuola pubblica cosa possa realmente accadere. Ironia della sorte, pare proprio che il Grande Fratello abbia giocato un tiro mancino ad Orwell, elevando il cartellino rosso e confinandolo negli spogliatoi delle librerie italiane. Se poi si pensa che 1985, la novella di Anthony Burgess che fa da seguito all’orwelliano 1984, non è nemmeno tradotta in italiano, allora il bilancio si fa deprimente.

1985 si pone sulla stessa linea del più celebre romanzo di Orwell, pur non essendo collegato ad esso per via diretta. Per usare una analogia si potrebbe dire che 1985 sta a 1984 come “L’altra Casta” sta a “La Casta”: esso descrive infatti una realtà totalmente dominata dai sindacati, i quali costituiscono il Grande Fratello di turno, procedendo alla sindacalizzazione e al dominio dell’intera nazione britannica. Il protagonista, Bev, la cui moglie è morta proprio a causa di uno sciopero generale indotto dai sindacati, viene gettato in questo turbine di follia ed incontra anche lui, come Alex in Arancia Meccanica, il dramma della rieducazione forzata, tanto caro ad Anthony Burgess. Il libro, inoltre, propone anche una critica marcata alla progressiva islamizzazione dell’Inghilterra e al multiculturalismo dilagante che si infiltra come un cancro nella società occidentale mutandone progressivamente le radici. Ora credo si capisca perchè quest’opera è sconosciuta ai più.

20 Risposte to “1985”

  1. j1nz0 Dice:

    Attenzione: chiunque avesse eBook di Burgess è pregato di inviarmeli. D’altronde se le case editrici italiane non vogliono proprio stampare le sue opere, quale diritto d’autore potrebbero reclamare?

  2. Cachorro Quente Dice:

    Boh, altro di Burgess non conosco ma secondo me il libro “Arancia Meccanica” è fondamentalmente mediocre (ci sono alcune belle idee che sono state portate a compimento dal film di Kubrick).
    Non mi pare strano che un sequel spurio scritto da lui non abbia avuto tutta questa risonanza (è un po’ come se si studiassero lo Zombi 2 di Fulci o l’Alien 3 di Umberto Lenzi nelle scuole di cinema….).

    Per quanto riguarda Orwell: a noi hanno fatto leggere “La Fattoria degli Animali” (con tanto di spettacolo teatrale) alle medie e “1984″ al liceo, nonostante la programmatica comunistità delle rispettive insegnanti… per dirla tutta, a me pare che le insegnanti di inglese facessero leggere a tutti “1984″, che in Italia è comunque un libro molto popolare (penso esista addirittura una riduzione cinematografica).

    Insomma, sono sempre sospettoso quando si grida alla censura di sinistra in Italia. A me pare che il PCI l’egemonia culturale l’abbia gestita in maniera accettabile (dopo tutto Pasternak l’ha pubblicato Feltrinelli, mica Einaudi…).

    “Per usare una analogia si potrebbe dire che 1985 sta a 1984 come “L’altra Casta” sta a “La Casta””

    Boh, ma anche 1984 è un libro evidentemente anticomunista, intanto nel parallelismo Emanuel Goldstein - Trockij, e poi quando ricordo che quando il protagonista parla con gli anziani per vedere se il passato corrisponde alla propaganda di regime fa domande sul passato “capitalista”.

  3. j1nz0 Dice:

    “Non mi pare strano che un sequel spurio scritto da lui non abbia avuto tutta questa risonanza ”

    Credi sia un discorso di stile? Sono convinto che la pubblicità di Arancia meccanica gli darebbe un grande seguito. Comunque 1985 non è un vero e proprio sequel.

    “per dirla tutta, a me pare che le insegnanti di inglese facessero leggere a tutti “1984″, che in Italia è comunque un libro molto popolare (penso esista addirittura una riduzione cinematografica).”

    Io lo sento nominare spesso, ma legato ad un ambito extra-scolastico e spesso internettiano. Di film ne esistono ben due e nel 2009 arriva il terzo. Quanto alle insegnanti di inglese… da noi non lo nominarono nemmeno, nonostante la nostra prof era destroide (il problema è che era troppo destroide).

    “Insomma, sono sempre sospettoso quando si grida alla censura di sinistra in Italia.”

    Più che censura direi esclusione sistematica silenziosa.
    Prendi Konrad Lorenz, ad esempio: è impossibile escluderlo dall’insegnamento dell’etologia, poichè ne è il fondatore. Dunque escludono la parte della sua vita in cui fu soldato del reich.

  4. statominimo Dice:

    io 1984 l’ho scoperto proprio al Liceo … me l’hanno fatto leggere i prof … bellissimo

  5. j1nz0 Dice:

    Ohibò… allora forse la mia era un’illusione…

  6. statominimo Dice:

    bello anche “La fattoria degli animali”

  7. j1nz0 Dice:

    ;-)

    Di Burgess deve essere fichissimo “Il dottore è ammalato”.

  8. Rebus Dice:

    Non so cosa accada ora, ma io ho letto 1984 nell’ormai lontano 1992, grazie alla mia prof di italiano di allora, che me lo fece portare come tesina aggiuntiva agli esami di scuola media.

  9. j1nz0 Dice:

    Però…. niente male…

  10. statominimo Dice:

    mi è venuta voglia di rileggerlo …

  11. j1nz0 Dice:

    Ehehehhehh… Attendiamo il film del 2009. Ma esiste un trailer o è soltanto una voce?

  12. vitaliano82 Dice:

    1984 l’ho conosciuto alle elementari, poichè su topolino (!!!) c’era una storia intitolata proprio 1984 che traeva spunto proprio dal libro.
    Per curiosità quindi mi avvicinai al libro (anche se ci capì qualcosa in più solo anni dopo).
    penso sia uno dei libri più belli che abbia mai letto e ne ho comprato anche l’edizione in inglese.
    Tra le persone che leggono è abbastanza conosciuto, tra quelle dei reality beh il grande fratello è un’altra cosa! ma non penso che sia colpa della cultura sinistroide.

    vitaliano
    http://yellowcar.wordpress.com

  13. j1nz0 Dice:

    Di che anno è quel libro? Secondo me almeno in principio è stato occultato.

  14. Fabio Ardenghi Dice:

    @ jinzo
    se intendi di che anno è 1984, Orwell lo ha scritto nel 1948. Il titolo nasce dall’inversione di 48 in 84, un futuro decisamente lontano visto dalla fine della seconda guerrea mondiale.

  15. j1nz0 Dice:

    Appunto. Da quanto tempo è che se ne conosce l’esistenza? Un po’ come Lord of the Rings: un libro caro alla destra e per questo emerso solo negli ultimi anni (specialmente grazie al film).

  16. FabioC. Dice:

    Secondo me alle medie è presto per 1984; non si hanno le facoltà per comprenderlo a fondo. Dovrebbe anche essere supportato da una sana dose di filosofia liberale/libertaria…

  17. j1nz0 Dice:

    Altrimenti rischia di diventare l’ennesima appropriazione indebita da parte dei marxisti, che vedono nei cosiddetti prolet il sottoproletariato di cui parla Markuse e nel Grande Fratello lo stalinismo dei compagni che sbagliano….

  18. ariafritta Dice:

    Il libro di Anthony Burgess è stato tradotto in italiano con il titolo “1984 & 1985″, dalla Editoriale Nuova di Milano, nel 1979.

    http://www.fantascienza.com/catalogo/E0236.htm#02702
    http://www.fantascienza.com/catalogo/Cov/02/02702.jpg
    http://www.fantascienza.com/catalogo/Trame/1141.htm

    Su Delos Book ne vendono una copia:
    http://www.delosstore.it/collezionismo/scheda.php?id=12919

    Ignoro il perché il titolo sia stato tradotto in questo modo. Forse per attirare i lettori di “1984″

    —–

    Riguardo a 1984, c’è da dire che è un libro antistalinista; George Orwell fu sempre di sinistra e divenne strenuamente social-democratico dopo aver fatto la guerra di Spagna ed aver visto gli stalinisti spagnoli massacrare anarchici e trotzkisti (leggere “Omaggio alla Catalogna”).

  19. j1nz0 Dice:

    Non credo che nel 1948 si potesse parlare di liberali in Italia, però il pensiero di Orwell sembra per molti versi alieno alla socialdemocrazia. Non mi pare possibile nemmeno la chiave di lettura markusiana dei prolet contro lo stato comunista… Lo dice chiaramente in 1984: i prolet non si ribelleranno mai, perchè i prolet sono i prolet.

  20. j1nz0 Dice:

    *in Europa, intendevo, non in Italia

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