Parassiti in cattedra

La classe degli insegnanti è per lo più costituita da esseri subumani elevati al ruolo di professori da chissà quale prodigio burocratico o sindacale. Tra i pochi mestieranti a godere di un lavoro part-time pagato come full, forse i soli in assoluto ad avere tre mesi di ferie all’anno, che sistematicamente negano sbandierando a destra e a manca mille corsi di aggiornamento ed ulteriori banalità da tenersi nei mesi estivi, sicuramente essi costituiscono una delle categorie che più ci frantumano i maroni con proteste demenziali, cortei e via discorrendo, cosa che diventa ancora più grave se paragonata ai risultati che gli stessi producono in termini di educazione. Diciamoci la verità: il liceale medio in Italia ha più o meno la cultura di un primate non antropomorfo. Sul piano delle connessioni e e dell’arricchimento sinaptico, tuttavia, il termine di paragone scende al livello di un comodino. Il fatto è che, come da copione leviatanico, la responsabilità di tutto ciò non è attribuibile a nessuno. I Cobas dei professori se la prendono con i politici, i quali danno la colpa ai professori, i quali danno la colpa agli alunni, che sbraitano contro il sistema e di nuovo da capo… 

A leggere le linee guida del ministro Gelmini, ne vedremo ancora delle belle, chè al peggio non c’è mai fine. E forse dovremo anche assistere all’aumento degli stipendi dei professori parassiti che infestano il nostro Paese, mentre tutte quelle belle parole sul buono scuola, profuse in quantità durante la campagna elettorale, sono scomparse anche questa volta nel nulla.  L’unica consolazione che ci resta risiede nello sperare che prima del folle aumento Brunetta riesca nella sua opera di pulizia, eradicando la zizzania anche da questo settore. Ma in effetti, più che una riforma, qui servirebbe un bel colpo d’ascia.

59 Risposte a “Parassiti in cattedra”

  1. I giudici e il pubblico impiego sono caste intoccabili, chi le tocca si brucia. Per questo Brunetta, pur bravo, non ce la farà. Anche perchè il ministero può fare direttive, norme, ordini di servizio, ma poi è la P.A. che li mette in pratica e solitamente tra dipendenti pubblici ci si da una mano, si chiude un occhio, ecc.

  2. Già, hai assolutamente ragione.

  3. come sempre Watson :-D

    Ah una cosa … se siete iscritti a Facebook ditemelo che ci “troviamo” la … sapete che non esiste un gruppo libertario italiano??!! Scandaloso

  4. Io no… però potrei iscrivermi. Aspetta…

  5. si cosi almeno saprete se sopravviverò a lunedi 16 (esame di dir. amm.vo)

  6. Più Tutori shiavi-greci per tutti!!!Il resto a zappare a far da legionario!beata re-volutio!un saluto

  7. @StatoMinimo:

    In culo alla balena. A fine mese tocca a me.

  8. io son di diritto internazionale a fine mese, ahimè… Condivido il vostro destino… :)

    se qualcuno ha una pagina di myspace, può trovarmi là (aprirmene una pure su facebook non mi sembra il caso…). Ma secondo me nei social networks devi iscriverti ai gruppi esteri, in modo da essere sempre al corrente di come i libertari si muovono negli altri paesi. Parliamo già fra noi sui blog e sui forum, dubito che ci siano libertari che si nascondono dalla blogosfera per apparire sui SN (oddio, nulla è impossibile)

  9. Dammi un po’ la tua pagina myspace….

    Comunque la tua idea di iscriversi a gruppi libertari stranieri sembra ottima.

  10. Dolcezza mi sono già iscritto alla Global Libertarian Society, ovviamente :-D
    Dacci Myspace vecchio lupo di mare :-D

  11. Comunque era un modo per tenerci in collegamento tra noi oltre al blog … che va e viene.

    Altra cosa: dir. int. è l’inconsistenza per eccellenza, però anche dir. amm. è una porcheria inattuabile

  12. The second annual Liberty English Camp for Slovakia, Poland, and the Czech Republic will be held 20-27 June 2008 in a resort area near the Low Fatras, a scenic mountain range near the border of these three countries. Our venue will be the Hotel Piatrová, located just outside the town of Vrútky, a short distance east of Žilina, in a beautiful wooded valley, which is popular in winter as a ski resort, and in summer as an ideal destination for hiking, camping, and other outdoor activities.

    This is an event for anyone who seeks intensive discussion in English of the theory, practice, and history of political liberty and free markets. Together, we will explore ways of applying classical liberal principles to real-life projects such as starting a business, or publishing books and articles in English. Students will also enjoy meeting and forming new networks with their peers in nearby countries

    http://www.languageofliberty.org/

  13. ve l’ho inviata a quelli che per qualche motivo ho segnato in passato come vostri indirizzi e-mail (me li avete dati voi, li ho rubati -possibile- o me li son sognati? vabbè, se non vi arriva niente in nessun vostro indirizzo mail fatemi sapere).

    Se avete anche voi Myspace mi aspetto una richiesta di add :)

    x statoMinimo:

    in realtà diritto internazionale è una bella materia (la consuetudine è l’unica vera forma libera in diritto). La parte inconsistente è quella legata all’organizzazione internazionale, ma per fortuna nel mio programma è minor pars.

    Un’ultima cosa: la prossima volta che mi chiami “dolcezza” ti fucilo!! :D :D

  14. Ok mi è arrivata!
    Non so come tu faccia ad avere la mia e-mail … comunque meglio cosi.

  15. Mi è arrivata la mail. Purtroppo non ho myspace, però in effetti potrei rimediare….

  16. Secondo me facebook è meglio … puoi metterci applicazioni. My Space è disordinato

  17. forse so spiegartelo io… se sei loggato con quella mail quando lasci commenti sui blog, la tua mail viene registrato a tua insaputa ed è visibile solo al proprietario del blog. fatti una mail ad hoc per il blog, se quella lì è la tua personale. Io certamente la tengo per me, ma se commenti molto magari poi ce l’hanno in giro un po’ tutti…

  18. Myspace è libertario! Facebook omologa! :D

  19. ti pareva … ormai mi hanno schedato! Enemy of the State … kill him!

  20. “Enemy of the State” nel senso della canzone grind dei Necrophyle?

  21. ehm non conosco …

  22. vabbeh, se poi tu vai a commentare i blog delle forze di pubblica sicurezza quando sei loggato con la tua mail… :D

  23. In effetti mi hanno interrogato i serv. segreti e ho dato il tuo nome :-D

  24. collaborazionista! ecco scoperto chi era la talpa! dovrò cambiare di nuovo nascondiglio! :D

    ehm

    1) stiamo tutti e tre sotto esame e stiamo tutti e tre cazzeggiando da due ore come se fossimo su msn messenger

    2) stiamo andando off topic da due ore privando un post di un argomento attuale dei commenti appropriati

    :)

  25. Anarchici…. Valli a capire. E comunque, per precisare, io sto studiando. Qui a cazzeggiare siete voi. :-P

  26. Già … è tutta la caffeina che ho in corpo che mi procura queste reazioni.

    P.S. per le forze dell’ordine che stanno spiando il blog sottolineo che ho scritto CAFFEiNA, quella sostanza ancora non vietata che è presente nei caffè. Sono una persona pulita io … per sostanze stupefacenti perquisite Montecitorio :-D

  27. apposto! è letteralmente partito… :|

  28. Stato Minimo:

    Bravo cazzone, mi raccomando, non dormire, così i meccanismi di memoria a lungo termine funzionano col ciufolo.

  29. Lavoro (non per finta) nella scuola pubblica, e non posso che confermare quel che dici, ma non condivido i toni che mi paiono eccessivi, specialmente se penso a quei pochi docenti che fanno il proprio dovere (a volte anche di più), con serietà e coerenza. Per pochi che siano, esistono e andrebbero rispettati.

    E questo te lo dice chi ha il dente avvelenato verso questa categoria, certamente privilegiata e…non aggiungo altro, per educazione, diciamo così.

    Perché ce l’ho con loro?
    Perché nella stragrande maggioranza dei casi, non fanno il loro dovere.
    Spesso impreparati (potrei farti leggere cosa sono capaci di scrivere alcuni docenti di lettere, una cosa da piangere…) e quasi sempre superficiali nello svolgere il loro compito.
    Premiare gli alunni peggiori, chiudere gli occhi di fronte a qualsiasi comportamento, pur di non aver noie, assicurare la promozione anche a chi ha solo scaldato la sedia, produce un danno ai ragazzi e al paese incalcolabile.
    E non mi riferisco solo alla preparazione culturale e professionale dei ragazzi, ma anche alla loro formazione.
    Il discorso è lungo ed è tardi, per ora la finisco qui, e vado a nanna. :)

  30. A proposito di professori e giudizi di merito; io sul mio sito ho dato i voti al governo.
    Se volete giudicarli, visitatelo.
    Ciao LucaF.

  31. Oggi, mio figlio ha avuto la prova scritta di matematica, ebbene la Prof. di italiano (che, tra l’altro, scrive come nemmeno un bambino di quinta elementare) si è premurata di comunicare i risultati ai ragazzi e di dare loro qualche consiglio per risolvere gli esercizi.
    Questo è il livello della scuola in Italia.

  32. @IlLaicista:

    “Per pochi che siano, esistono e andrebbero rispettati.”

    Vero, anche se trattasi di autentiche mosche bianche.

    Comunque, la scuola italiana è davvero una chiavica. Basta un semplice giro all’estero per rendersene conto.

  33. Jinzo son in parziale disaccordo con te in merito al fatto che la scuola italiana sia una chiavica, in particolar modo se raffrontata con la scuola estera. Giusto per citare un esempio di un paese a me caro, le scuole superiori britanniche sono semplicemente ridicole. In Italia abbiamo una scuola elementare universalmente ritenuta di buon livello in ambito internazionale, una pessima scuola media, tipico esempio di disastro socialista che pone sullo stesso piano chi vuole continuare a studiare e chi no, e per finire una scuola superiore che presenta una realtà a macchia di leopardo. Il problema di fondo che secondo me non hai toccato nel tuo post è quello del numero di anni di obbligo formativo. Innalzare il suddetto obbligo significa abbattere il livello qualitativo della scuola superiore.

  34. Guarda, facciamo una cosa: tu entra in una università italiana ed inizia a parlare inglese. Vediamo in quanti ti capiscono.

    Poi vai a Brashov, in Romania, e fai la stessa cosa.

    Scommettiamo che in romania lo parlano più persone? ;-)

    Io l’estate scorsa sono rimasto sbalordito da ciò. Se tutto è rapportabile alla conoscenza della lingua straniera la tesi del mio post non può che uscirne doppiamente rafforzata…
    Poi non so se ricordi le statistiche dei più ignoranti, uscite tempo fa… L’Italia era tra i paesi più primitivi…. Mi pare.

  35. Se io avessi in un figlio ora, non lo manderei nella scuola pubblica italiana (e non sono un ricco signorotto veneto). Di sicuro manderei mio figlio o alla Scuola Britannica o ad altre scuole private. Può piacere o no, ma proviamo un attimo a pensare perchè chi esce generalmente dalle scuole private (in Italia in mano ad ordini religiosi) è meglio preparato per l’università. Forse perchè queste scuole sanno che vivono solo se hanno “clienti” disposti a pagare caro … e in cambio sanno che devono dare un servizio ottimo altrimenti muoiono.

  36. Be guarda sulle lingue straniere ti do completamente ragione. Io per via di trascorsi associativi universitari ho avuto modo di girare in lungo e in largo l’Europa e di conoscere letteralmente centinaia di studenti stranieri e ti dico tuttavia che se il criterio di conoscenza delle lingue lo applichiamo alla Spagna o alla Francia o peggio ancora all’Inghilterra allora ne usciamo a petto in fuori. Il criterio linguistico non può essere l’unico, benchè importante, per questo tipo di valutazione. A statominimo dico che se mandasse il figlio in una scuola pubblica britannica non si rivelerebbe un padre attento all’educazione dei propri figli. Senza scomodare l’opinione del filosofo conservatore Roger Scruton al riguardo, mi è capitato nei miei anni universitari di prestare assistenza ad erasmus britannici studenti di corsi di laurea in lingua e letteratura italiana. Ti posso assicurare che facevano pena e pietà.

  37. @Stato Minimo:

    Io che non ho mai messo piede in una scuola pubblica, ma frequento una università proletaria, posso capire benissimo di cosa parli. C’è anche da dire che molte scuole private campano con il “paghi e ti promuovo”.

    @Radicons:

    “se il criterio di conoscenza delle lingue lo applichiamo alla Spagna o alla Francia o peggio ancora all’Inghilterra allora ne usciamo a petto in fuori.”

    Dici? Io tutti gli spagnoli che ho visto qui in Italia parlavano inglese benissimo. Sulla conoscenza delle altre lingue da parte degli inglesi ti dò ragione. Sono i meno preparati tra le nazioni più avanzate.

  38. Jinzo ti posso assicurare che si trattava di spagnoli atipici:-D Sapessi quanti “I bould”…. Una disgrazia. Ogni volta che sono in Spagna e mi azzardo a comunicare in spagnolo con portieri d’albergo, tassisti e via discorrendo, ripiego subito sul’italiano visti i loro problemi linguistici. Magari in ambito scientifico è differente…..

  39. Ah dimenticavo…questa è veramente grossa e merita di essere condivisa con gli amici libertari che frequentano questo blog:-) da ragazzino (tipo 15/16 anni) pareva proprio fossi destinato a incamminarmi lungo la strada del sinistrismo becero e stantio fino a chè, passando dal ginnasio al liceo, mi sono imbattuto in una professoressa di italiano che mi ha convertito al liberalismo. Converrete spero che simili conversioni, all’interno delle mura di una scuola pubblica italiana meritino di essere raccontate….:-P

  40. @RadiconM:

    Incredibile. Questa professoressa è stata per caso eliminata dal regime scolastico sinistrorso?

  41. No no,purtroppo però è dovuta andare in pensione per seri problemi di salute:-( . Tu pensa , col passare del tempo era pure diventata atea…

  42. Ma dai… Atea? E come mai?

  43. Ma guarda, era un personaggio singolare; donna di profonda cultura dotata di un amore sconfinato per la propria materia e per il proprio lavoro. E’ stata cattolica per gran parte della propria vita fino a che, in preda a un turbamento interiore, ha abbracciato quello stesso ateismo che a me aveva sempre amichevolmente rinfacciato:-)Pertanto ricapitolando credo di essere stato uno dei pochissimi studenti di una scuola pubblica italiana che abbia usufruito dell’insegnamento di una professoressa aventi le seguenti caratteristiche: Competente, colta, dedita al proprio lavoro, liberale e atea :-)

  44. Comunque alla fine credo che l’ateismo ed il liberalismo non viaggino sugli stessi binari.

  45. Mi pare di aver letto, recentemente, che la scuola privata per quanto riguarda la preparazione scientifica, è ben peggiore di quella pubblica, il che dice tutto.

    Forse la scuola media inferiore inglese è un’eccezione in Europa, avvicinandosi molto a quella italiana.
    Un amico con parenti in Inghilterra, mi diceva spesso che la preparazione degli alunni della scuola media inferiore inglese, è ancor peggiore della nostra. Eppure, peggio, mi pare proprio impossibile!!!
    O avete notizie diverse?

    Certo se poi anche le superiori sono ridicole come dice RadiconM, non so più che pensare…

    Comunque sia, i dati dicono che la scuola italiana non è tra le migliori d’Europa, e questo mi pare incontestabile, anche se già lo sapevamo. :)

  46. “Mi pare di aver letto, recentemente, che la scuola privata per quanto riguarda la preparazione scientifica, è ben peggiore di quella pubblica, il che dice tutto.”

    Nella mia scuola privata il professore di matematica-fisica era un fisico dei materiali che insegna all’università.

  47. chissa Jinzo……io la penso all’esatto opposto. Personalmente sono un ateo convinto è sono sempre contento quando persone che stimo e apprezzo approdano all’ateismo

  48. Io sono sempre più un deista. Credo che alla fine la analisi razionale di cui il liberalismo si serve e su cui si fonda porti al deismo. Alla fine Locke era deista, Jefferson anche. I liberali mi pare si siano sempre mossi contro papisti ed atei, contemporaneamente. La Rand al contrario è atea, ma il suo ragionamento mi sfugge: visto che tanto la ragione non può occuparsi di Dio, allora Dio non esiste…. Mi pare veramente un ragionamento del cactus questo.

  49. Per come la vedo io , l’unico elemento che realmente lega l’individuo all’universo che lo circonda, è la consapevolezza del proprio esistere e, conseguentemente, del proprio ruolo di potenziale creatore, in quanto dotato di intelligenza e pertanto della capacità di modificare la natura circostante. Il liberalismo, che pone al centro della propria dottrina l’individuo e la sua Libertà, è l’inevitabile conseguenza politica dei suddetti presupposti.

  50. Vero, ma non capisco perchè tutto ciò precluderebbe all’esistenza di Dio.

  51. io sono credente, ma ciò non mi sembra infici in alcun modo le mie idee libertarie.

    la capacità dell’uomo di modificare la natura circostante è indubbia, ma più che attività creatrice io la definirei distruttrice :)

  52. @Jinzo

    Non sono in grado di dimostrare che i folletti non esistono, ma mi riesce difficile capire cosa ci sia di strano nel non credere, fino a prova contraria, nella loro esistenza.
    Stessa cosa dicasi per Zeus o Shiva e tutta una lunga serie di entità la cui esistenza (o inesistenza) è per principio indimostrabile.
    Per non credere a qualcosa non è necessario avere la prova che quell’entità non esista, cosa che mi pare per altro, irraggiungibile.
    Mi basta che non ci siano prove a favore, altrimenti dovremmo credere ad un’infinità di invenzioni, solo perché non siamo in grado di dimostrarne l’infondatezza.

    Chissà, forse la Rand intendeva dire proprio questo.

  53. Faccio dire le stesse cose a chi sa dirle meglio di me. :)

    “D’altro canto, la prova dell’esistenza di una qualsiasi “entità” incombe su chi tali “entità” proclama. L’affermazione dell’esistenza di Dio e quella opposta della sua non esistenza (o dell’anima immortale, o di qualsiasi altra “entità”) non costituiscono due proposizioni simmetriche, nel senso che andrebbero entrambe positivamente dimostrate.
    Chi crede nell’esistenza di Dio e nella vita ultraterrena, e vuole affermare questa credenza anche secondo ragione, ha il dovere di provarla. Sull’ateo non incombe invece nessun onere di provare la non-esistenza di “entità” la cui esistenza non sia stata già corroborata. Tutte queste “entità” non esistono, fino a prova contraria. Altrimenti si potrebbe spacciare per esistente qualsiasi cosa.”
    (Paolo Flores D’arcais, Atei o credenti?)

  54. vitaliano82 Dice:

    è molto difficile dirsi credenti e lo è molto di più dirsi atei.
    io non credo (o meglio sono portato ad esserlo) ma sono sempre pronto a cambiare idea se ne avessi le prove.
    dirsi atei è come aver meso il punto finale sulla propria ricerca, ed io non mi sento ancora pronto.

    poi secondo me religione e poltica viaggiano su due binari differenti ( come scienza e religione) le scelte dell’una non condizionano le scelte nell’altra.

    vitaliano
    http://yellowcar.wordpress.com

  55. Voglio quotare in maniera provocatoriamente distorta le parole di un celeberrimo (e noiosissimo ) antilibertario: Dostoevskij. Spero che tutti apprezzerete l’ironia data dalle implicazioni libertarie insite nelle affermazione ” Dio è morto; tutto è permsso” :-D

  56. @IlLaicista:

    “Non sono in grado di dimostrare che i folletti non esistono, ma mi riesce difficile capire cosa ci sia di strano nel non credere, fino a prova contraria, nella loro esistenza.”

    Il problema è che l’esistenza dei folletti non contiene in sè alcun problema filosofico. Quella di Dio al contrario è l’unica soluzione razionale all’esistenza della realtà. Salvo dire, come fa la Rand: siccome non posso avere una soluzione, allora dico che non esiste.

    “Per non credere a qualcosa non è necessario avere la prova che quell’entità non esista, cosa che mi pare per altro, irraggiungibile.”

    Allora fai come la Rand: tutto quello a cui la scienza non può arrivare non esiste. Mi sa che faccio un post sull’argomento.

  57. vitaliano82 Dice:

    @ jinzo
    sicuro che l’esistenza di dio sia razionale come spiegazione?

  58. Vedi qualche post sopra.

  59. “Alla fine credo che l’ateismo ed il liberalismo non viaggino sugli stessi binari.”

    Dipende Jinzo, cosa reputi per ateismo; d’altronde c’è gente sinistrata ma anche destrorsa che si considera atea o atea devota proponendo in sostanza una forma clericale travestita o peggio una forma parallela e convergente di moralismo, assistenzialismo e di diritto positivo limitante dell’uomo.
    Il liberalismo si può legare all’ateismo, in quanto deismo (come dici tu) posto come chiave ontologica che supera il giudizio morale e rappresentativo o puramente speculativo su una religione e su molte religioni.
    Logicamente l’assenza di un principio divino costitutivo pone la presenza in essere necessaria della possibilità intepretativa e ideativa di innumerevoli forme religiose nel corso dei secoli e dei millenni (v. chiese protestanti).
    Ciò impedisce di fatto il raggiungimento di una superiorità di una fede piuttosto che un altra ecco perchè nel mondo anglosassone e lockiano la fede è privata e la politica è laica o ateodeistica nella considerazione del giudizio religioso nella società, che deve non accontentare gli dei ma accondiscendere una platea di uomini non di fedi a livello politico.
    Ognuno è rappresentante di un culto diverso e il dato di verità viene ad essere soggettivo e relativistico di fatto per sua natura nel confronto e dialogo.
    Poi altro discorso è se noi valutiamo l’esistenza di dio in quanto entità di fatto, logicamente ciò è impossibile da dimostrare in quanto ente ideale e convenzionale (in chiave contrattuale protestante, in chiave punitiva ebraica, in chiave misericordiosa e tracotante cattolica).
    Tral’altro in chiave cattolica bisognerebbe valutare la figura di Dio con quella del Papa e valutare entrambe le cose connesse e limitanti di fatto (abbiamo il papa che sostituisce Dio) e al contempo ossessivamente imperanti (il Papa è il solo Dio in terra!).
    Logicamente da nichilista laico nella pratica, ma ateo (nella convinzione personale non nel giudizio o nell’imposizione agli altri come invece i sinistrati) ritengo che Dio e il principio creatore si sia esaurito.
    Che l’anima non esista, e che questa sia legata ai sensi (ti ricordi ne avevamo già parlato a riguardo di Averroè e di Pomponazzi anche se le si potrebbero legare in chiave neoplatonica ontologico-esoterica, non quella neoplatonica speculativa).
    Si potrebbe addirittura commentare ciò mediandolo in chiave pure in chiave creazionista, a partire dalle sue stesse opere, Dio si è esaurito.
    insomma Dio ha esaurito il suo potere e la sua creazione in quanto ha creato noi stessi e ha terminato il suo ruolo e la sua combinatorietà, quindi potremmo dire che il limite del divino siamo noi stessi, il nostro esserci (e naturalmente il nostro crederci!).
    A questo si rifà la visione ontologica che tende a vedere nell’opera e nell’individuo sia in una chiave postcreazione, sia in quanto entità direttamente coinvolta in causa l’idea che la morale e il giudizio in chiave platonico e metafisico sia riduttivo e limitante delle potenzialità dell’individuo (v. Rand).
    Quindi noi se lo vogliamo possiamo assumere e sussumere al nostro interno i principi “divini” creativi riproducendoli differentemente nell’arte, nella cultura e nel nostro fare.
    E ciò porta alla molteplicità incarnatasi sia nel suo creatore (noi) sia nelle nostre opere, esaurendoci e contenendo il nostro messaggio e il nostro “spirito” entro tali opere in eterno (v. libri, cultura o arte).
    Logicamente il molteplice siamo noi, quindi Dio (tradizionalmente parlando) è discorso esente da ciò di fatto.
    Semmai dobbiamo iscriverlo entro il principio contrattuale e dirimere attraverso il liberalismo in politica la tolleranza e il nostro convivere con gli altri (alla pari delle precedenti forme di fedi v. inzio discorso) attraverso la libera iniziativa individuale (di noi creature individuali incarnanti il molteplice), in termin di non violenza tra individui e tolleranza; ovvero tra forme di molteplicità e di divinità oltreumane o transumane.
    Logico che l’eterno ritorno sta non nel dare sfogo al nostro senso idealistico, crociano o hegelian-marxista, ma semmai nel raggiungere tale consapevolezza di molteplicità e nel passare progressivamente da forme religiose suntuarie e rappresentative a una forma di consapevolezza interiore ed esistenziale fenomenologica-ontologica (fede privata, fede in noi).
    E questo nostro darsi o Esserci diviene un Essere tra le cose, Esserne, nel mercato, tra domanda e offerta e nella libertà e democrazia.
    Questo mi pare personaggi quali Jefferson o Locke, Rand intendevano.

    “Io sono sempre più un deista. Credo che alla fine la analisi razionale di cui il liberalismo si serve e su cui si fonda porti al deismo. Alla fine Locke era deista, Jefferson anche. I liberali mi pare si siano sempre mossi contro papisti ed atei, contemporaneamente. La Rand al contrario è atea, ma il suo ragionamento mi sfugge: visto che tanto la ragione non può occuparsi di Dio, allora Dio non esiste…. Mi pare veramente un ragionamento del cactus questo.”

    Perfettamente ragione, la religione purtroppo nonostante sia inutile come forma superstiziosa e suntuaria celebrativa non può essere eliminata, e la sua sostituzione (ateismo nella versione marxista) è analoga forma mentis.
    D’altronde ti ricordo esistono innumerevoli forme di ateismo, gnosticismo, razionalismo, dipende a quale sottobranca ci si riferisce, logico ci sono anche qua le forme fondamentaliste e fanatiche che improntano medesimi schemi mentali dei loro bersagli.
    L’unica forma da adottare è la massima apertura e tolleranza per la presenza di numerose fedi e religioni che si compensino e si limitino tra loro, solo il modello americano quindi è funzionale a tal senso.
    Logico che la laicità vera si risolverebbe nella consapevolezza della non possibilità di alcuna religione di imporsi e di essere più vera delle altre.
    In questo senso il relativismo delle fedi, o politeismo deista è il risultato che può paradossalmente ma logicamente portare alla laicità e a meno fede unica e rappresentativa connotativamente nello Stato.
    Logico che gli Usa lo siano e l’Italia no (a causa del papismo e del Dio cattolico papa e teologico), logico quindi che bisogna che ci siano agenti moderati e tolleranti tra le fedi in questione e non una accozzaglia di fondamentalisti fanatici che litigano tra loro o sono uniti contro i tolleranti e i riformatori.
    Logico che la società anglosassone e la cultura religiosa e storica dei padri pellegrini sia fondamentalmente basata fin dalle origini dalla presenza di molte fedi e molte version distinte di Dio, e questo pur nella sostanziale differenza ripetuta ha portato come conseguenza, una sostanziale tolleranza e laicità.
    D’altronde il protestantesimo lo si può benissimo considerare sostituito a livello propulsivo dal mercatismo e dal liberalismo, versioni più universali e di più facile accesso anche individuale e personale e non solo pubblico.
    Ecco perchè il Papen c’è l’ha su con il protestantesimo, l’individualismo e il relativismo ontologico.
    Ed ecco pertchè in Italia il bipartitismo non potrà mai funzionare (in quanto i politicanti sono zelanti esecutori di una rappresentazione dozzinalmente religiosa, clericale e non individualmente e privatamente religiosi, inoltre essendoci una unica fede dominante la sua influenza politica ed elettorale si fa sentire più che in Usa).

    “Per come la vedo io , l’unico elemento che realmente lega l’individuo all’universo che lo circonda, è la consapevolezza del proprio esistere e, conseguentemente, del proprio ruolo di potenziale creatore, in quanto dotato di intelligenza e pertanto della capacità di modificare la natura circostante. Il liberalismo, che pone al centro della propria dottrina l’individuo e la sua Libertà, è l’inevitabile conseguenza politica dei suddetti presupposti.”

    Perfettamente d’accordo RadicoM con quanto da me espresso sopra.
    ciao LucaF.

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