La r3VOLution come lotta di classe

Il 12 Luglio qualche persona avrà l’ardire di marciare a Washington D.C. in nome della libertà, contro il Big Government ed ogni sua intromissione ingiustificata nella vita dei cittadini. Una marcia nonviolenta per dire no all’oppressione fiscale, alla burocrazia, all’esportazione forzata della democrazia, all’immigrazione clandestina, allo stato come Grande Fratello, alla banca centrale, alla spesa pubblica incontrollata, all’inflazione, al welfare parassitario. Una nuova lotta di classe che nasce dal basso, quella, per dirla come il professor De Marchi, dei produttori contro i burocrati.

HT: InVisigoth

19 Risposte a “La r3VOLution come lotta di classe”

  1. Speriamo solo che accanto acanto ai sopra menzionati e in larga parte condivisibili no, non vi sia anche l’affermazione del no al pieno esercizio del diritto assoluto di proprietà privata sul proprio corpo da parte di un individuo di sesso femminile (libera scelta in merito a tempi e modalità di un eventuale ricorso all’aborto) o alla Libertà per adulti dello stesso sesso di stipulare liberamente un contratto che preveda vincoli di solidarietà e mutua assistenza e il cui peso economico ricada sul patrimonio dei contraenti (unioni omosessuali) . Lo dico a beneficio dei bizzarri libertari , sempre più numerosi in Italia, che ritengono che l’affermazione della Libertà individuale passi attraverso la sua negazione in ossequio a principi religiosi e tradizionali.

  2. @RadiconM:

    Paul è per la destatalizzazione dei temi etici. Cioè per la rimozione dei fondi federali a ricerca sulle staminali, aborto, unioni gay, ecc….

    Posizione senza dubbio condivisibile.

    “Lo dico a beneficio dei bizzarri libertari , sempre più numerosi in Italia, che ritengono che l’affermazione della Libertà individuale passi attraverso la sua negazione in ossequio a principi religiosi e tradizionali.”

    Quelli sono semplici conservatori che si spacciano per libertari. Nulla più. La cartina tornasole è il referendum sulla legge 40.

  3. Anch’io condivido il principio di destatalizzazione dei temi etici ( a tal riguardo ricordo a chi contesta Bush che in America, a differenza dell’Italia, la ricerca privata sulle staminali è perfettamente legale e soprattutto libera) che peraltro applicherei a tutti gli ambiti. Io mi riferivo, come del resto hai ben compreso, ai presunti libertari pro legge 40, per i quali lo scandalo dell’intervento statale in materie etiche sussiste solo quando è di natura laica e mai quando è confessionale o corrispondente ai voleri delle gerarchie vaticane.

  4. Solitamente i libertari pro legge 40 difendono la loro astensione sostenendo la loro contrarietà a pagare le tasse per finanziare la ricerca sugli embrioni, che ritengono esseri umani. Cosa questo c’entri con un referendum abrogativo non è chiaro. La vittoria dei 4 sì avrebbe solo cancellato una legge che non funziona: da qui si sarebbe partiti con una serie di nuove proposte.

    Comunque, solitamente questi individui sono i cosiddetti libertarian papisti, quelli contrari a tutte le corporazioni eccetto quella clericale (bah!).

  5. Conciliare libertarismo con una proibizione dello Stato (in questo caso il divieto di ricerca) mi sembra un po’ un controsenso. O si è libertari o non lo si è. Non ci tengo alle etichette più di tanto, ma non vorrei che la parola “libertarian” facesse la fine di “liberale”: usandola tutti per tutto, la si svuota di ogni significato. Magari neanche io sono libertario -in fondo reagire alla’onnipresenza dello Stato mi viene naturale, non è che ci sia un pensiero politico profondo dietro :) -, ma sicuramente non lo è chi auspica qualunque proibizione di Stato su temi eticamente sensibili (aborto, marijuana, ricerca sugli embrioni, eutanasia, etc…).
    Un libertarian credente è un conto, un libertarian che pensa che la sua fede debba portare proibizioni anche agli altri soggetti che in quella fede non credono, semplicemente non è libertarian. Poi ognuno è libero di darsi le definizioni che vuole, per carità… A me piace definirmi un socialdemocratico Obamiano! :D

  6. ” A me piace definirmi un socialdemocratico Obamiano!”

    Ma vattene affanculo (simpaticamente). :-D

    Comunque per fortuna, grazie anche all’ottimo nucleo libertarian che abbiamo costruito nella blogosfera, abbiamo sempre meno di questi casi.

  7. :D ormai non ci casca più nessuno (devo smetterla di postare sempre l’immagine di Obama con il cappello da asino… da quando sono iniziate le primarie l’avrò messa una ventina di volte) :D

  8. essendo un wigga ( http://www.urbandictionary.com/define.php?term=Wigga ), fossi cittadino usa voterei di sicuro per obama :)

  9. il problema è che se mi diventano socialisti pure gli States, io dove c@##o emigro? :|

  10. @Yoshi:

    Parli di Obama, il Tremonti nero?

    @InVi:

    Hong Kong.

  11. sì, proprio quello. ma vuoi mettere quanto è più cool in confronto a tremonti?? :D

    vabbeh, in realtà penso che starei a casa

  12. @Yoshi:

    Dalla prospettiva wigga, direi di sì.

  13. Come vedi Jinzo ho inserito anch’io il video di Ron Paul ma francamente mi pare per lo più improntato su una visione liberal sinistrata che vede la guerra e l’attuale situazione come la solita manifestazione imperialistica americana.
    Io credo che Mc Cain ridurrà i costi delle spese del Big government e l’influenza delle lobby e francamente non capisco tutto questo astio dei libertarian per lui (forse per la guerra in Iraq e per la sua non ortodossa passione per la proprietà delle armi).
    D’altronde Mc Cain è diverso da Bush, (vedi su Guatanamo).
    insomma realisticamente io credo che Mc Cain possa essere il nuovo Reagan, certo i rischi in materia ecologista e di collaborazione con i democratici Usa ci sono, ma piuttosto che Obama!!!!……
    Per questo spero che i libertarians di Paul si decidano a sostenere prima o poi chiaramente Mc Cain (dato che il rischio del termontismo obamiano è ben peggiore che una disfida interna a un GOP già in crisi di suo).
    Ora va bene che Bush ha le sue gravi colpe, va bene che esportare la democrazia possa anche non riuscire o fallire per il 99% dei casi, ma mi pare che pensare nel prossimo futuro di non bombardare l’Iran (con annesso il rischio di una guerra regionale su vasta scala), mi pare altrettanto utopistico e fallimentare.
    Senza contare che così facendo si mette sul piatto della bilancia l’intera popolazione israeliana sacrificandola ipocritamente.
    Insomma non mi pare nonostante la simpatia che mi fa Paul che questi siano i tempi giusti per criticare il GOp (che sta cambiando uscendo dall’egemonia teocon) e per mettersi a fare gli isolazionisti (era forse meglio fare tali battaglie all’epoca dei Clinton).
    Post: Mi pare che il GOP comunque non sia il PDL, quindi è meglio non disperderci in lotte intestine dopo gli “asinelli”.

    LucaF.

  14. McCain è favorevole ad una maggiore spesa pubblica, ad un potenziamento delle strutture federali a scapito di quelle statali, interventista in politica estera ed assurdo a livello ecologico. Non solo non è il nuovo Reagan, ma volendo potrebbe anche far rimpiangere G.W. Bush…

  15. Mi pare che si circondi della stessa gente di Giuliani e pure di Grover Glenn Norquist, ex esponente del Libertarian Party.
    Inoltre non mi pare che la carriera di Mc Cain contro le lobby e le corporazioni non produca in sostanza un aumento del mercato, della concorrenza e dell’iniziativa privata.
    A livello ecologista concordo sull’assurdità, per quanto riguarda la politica estera, deve smarcarsi dai democratici accentuando alcune cose e far contenta la base Gop.
    Comunque è diverso da Bush e la sua tattica (v. Petreus) sta funzionando in Iraq.
    E poi la realtà dei fatti deve pur essere affrontata senza isolarci o illuderci di vivere “nel migliore dei mondi possibili”; anche perchè esistono pure neolibertarian favorevoli alla guerra al terrorismo e all’esportazione della democrazia, certo Paul non è tra questi.
    Non è il nuovo Reagan spiegamelo perchè non dovrebbe esserlo, ha un curriculum quasi 50ennale al congresso e ha appeal tra giovani, vecchi, lavoratori e indipendenti (oltre che democratici del nord alla Lieberman).
    Mi pare ideale più di un mormone, un suonatore di benjo evangelico e di un predicatore democratico di colore.
    inoltre è favorevole all’uso delle staminali (sebbene in aborto non si un granchè ma questo non ti farà rimpiangere Bush! ;-) ).
    Ciao LucaF.

  16. Bah, io non è che ne farei un vanto della sua amicizia con Lieberman. McCain ha collaborato con il Senatore Democratico alla stesura dell’Advance Democracy Act – un progetto del 2005 poi riconfermato nel 2007, in cui si chiesero e ottennero stanziamenti federali, un ufficio ministeriale con poteri speciali e operazioni ad hoc per sostenere i gruppi democratici nel mondo e promuovere le loro iniziative (sovraspesa pubblica, nuovi apparati federali).

    In merito al tema della ricerca sulle cellule staminali, è vero, si è dimostrato favorevole; ma con che strumenti? Un finanziamento da parte dello Stato, appoggiando lo Stem Cell Research Enhancement Act nel 2005. (sovraspesa pubblica: lo stato sui temi etici deve essere neutrale, non legiferare nè in un senso nè nell’altro… non è che ci si dimentica dei principi liberali se la cosa gira a nostro favore: non si possono usare i fondi derivanti dalla tassazione di gente contraria alla ricerca per finanziarla).

    MCain ha criticato i tagli alle tasse dell’Amministrazione Bush, e non certo perché poco consistenti ma in sè (no comment, qua veramente non mi sento di aggiungere altro).

    Per non parlare della sua visione imperialistica di esportazione della democrazia.

    In conclusione: RINO (republican in name only). Potrebbe anche essere discendente diretto di John Locke, ma come Tremonti insegna, il fatto che ci stia sulle balle Visco non è motivo sufficiente per dare il c*lo al suo avversario.

    Tanto alla fine il problema non si pone. L’unica è sperare nel vice di Obama, che lo riporti sulla Terra le sue idee e sopratutto lontane da follie socialisteggianti. Chi crede inizi a pregare

    Ciao :)

  17. @LucaF:

    McCain mi pare un po’ un banana republican (quelli alla Bush, si intende). Vedremo cosa intenderà fare. Per adesso mi pare che c’azzecchi poco con le idee libertarie, specialmente in tema di welfare ed interventismo economico. McCain è un neocon, parliamoci chiaramente.

    “Come vedi Jinzo ho inserito anch’io il video di Ron Paul ma francamente mi pare per lo più improntato su una visione liberal sinistrata che vede la guerra e l’attuale situazione come la solita manifestazione imperialistica americana.”

    Mi sono convinto del contrario: Paul ha votato favorelmente per l’Afghanistan. Sull’Iraq credo abbia ragione ormai: pensare di esportare la democrazia con la guerra è un’idea non più sostenibile. Nel senso che quando culturalmente non vuoi essere cambiato, c’è poco da fare.

    “Ora va bene che Bush ha le sue gravi colpe, va bene che esportare la democrazia possa anche non riuscire o fallire per il 99% dei casi, ma mi pare che pensare nel prossimo futuro di non bombardare l’Iran (con annesso il rischio di una guerra regionale su vasta scala), mi pare altrettanto utopistico e fallimentare.”

    Bombardare l’Iran? Basterebbero solo dei B2 contro i siti di arricchimento dell’uranio, senza inutili guerre il cui risultato in termini di esportazione della democrazia sarebbe scontato. Interventi militari mirati e poco dispendiosi quando la diplomazia smette di essere utile.

  18. “McCain ha collaborato con il Senatore Democratico alla stesura dell’Advance Democracy Act – un progetto del 2005 poi riconfermato nel 2007, in cui si chiesero e ottennero stanziamenti federali, un ufficio ministeriale con poteri speciali e operazioni ad hoc per sostenere i gruppi democratici nel mondo e promuovere le loro iniziative (sovraspesa pubblica, nuovi apparati federali).”

    Beh Mc Cain è a favore anche della lega delle democrazie e per l’espulsione della Russia dal G8, non mi pare che viste le minacce iraniane e internazionali del terrorismo e del terzomondismo tale proposta sia da scartare, in particolare visto che l’Onu non funziona e la Ue non esiste di fatto.
    Poi sulla spesa di soldi federali per tali cose( che esistevano anche durante la guerra fredda per Polonia e oltrecortina mi pare che possa dare maggiori frutti e minor costi rispetto a una esportazione diretta militarmente della democrazia).
    Insomma bisognerà pur formare un minimo di inziativa e coordinamento liberale e democratico, ti dò ragione che è un costo, però gente come quel liberal di Soros (discutibilissimo!!!) viene con Freedom House e con altre organizzazioni a finanziare i movimenti arancioni di Georgia e Ucraina e comunque qualche risultato ne è saltato fuori per distruggere da dentro i regimi.
    Insomma qualcosa bisogna pur fare se vogliamo più democrazia e libertà e meno totalitarismi e dittature.

    “In merito al tema della ricerca sulle cellule staminali, è vero, si è dimostrato favorevole; ma con che strumenti? Un finanziamento da parte dello Stato, appoggiando lo Stem Cell Research Enhancement Act nel 2005. (sovraspesa pubblica: lo stato sui temi etici deve essere neutrale, non legiferare nè in un senso nè nell’altro… non è che ci si dimentica dei principi liberali se la cosa gira a nostro favore: non si possono usare i fondi derivanti dalla tassazione di gente contraria alla ricerca per finanziarla).”

    Io considero certamente utile la sua apertura verso la sperimentazione e la ricerca di cellule staminali, certo sarebbe auspicabile che il governo e la politica lasci fare alla ricerca privata, ma quel che io intendevo dire era che Mc Cain farà proseguire la libera ricerca privata e sarà più flessibile rispetto a Bush e ai teocon e alla deriva clericoide (tral’altro lui e i teocon sono in rotta di collisione da sempre) e ciò permette di essere un baluardo di laicità e di apertura per l’espansione della ricerca e degli investimenti anche delle industrie private nella medicina e nella genetica.
    Insomma continuerà a passare l’idea che la ricerca medica e scientifica è altra cosa rispetto al giudizio etico moralistico religioso personale.
    Poi certo su aborto non mi entusiasma però è più ambiguo su tale argomento, e chissà l’influenza di Rudy Giuliani può far il “contromiracolo”

    “MCain ha criticato i tagli alle tasse dell’Amministrazione Bush, e non certo perché poco consistenti ma in sè”.
    Mc Cain è tornato su posizioni molto più liberiste, sia con Norquist che con lo staff di Giuliani, inoltre ha parlato di difesa della libertà individuale di impresa, di concorrenza e maggior libero mercato (a differenza del populist Obama); non proprio Tremonti!!.

    “Per non parlare della sua visione imperialistica di esportazione della democrazia”.
    E’ pur sempre un male minore, la democrazia ma è pur sempre una tappa da raggiungere e di passaggio da ottenere per poi intraprendere ulteriori “battaglie culturali” per le libertà e per la loro espansione.
    D’altronde noi potremmo essere considerati imperialisti delle libertà con tal forma mentis ( ;.) ).

    “Tanto alla fine il problema non si pone. L’unica è sperare nel vice di Obama, che lo riporti sulla Terra le sue idee e sopratutto lontane da follie socialisteggianti. Chi crede inizi a pregare”
    Stiamo freschi allora!.
    Tra Caroline Kennedy, Al Gore, Hillary Clinton, Edwards o qualche altro populista non c’è nè uno a favore del mercato o non socialisteggiante più del teodem Obama!.
    Mi pare assurdo attaccarsi a tale speranza e controproducente sia per i nostri obbiettivi ideali, sia per la tradizione politica e la cultura americana sperare in tali simili individui.
    Mi pare ovvio che Mc Cain sia la scelta migliore nel lotto dei candidati e stai sicuro che Mc Cain abbandonerà molti discutibili atteggiamenti, una volta eletto, d’altronde negli Usa per essere presidente bisogna cercare di essere votato da più gente possibile.
    Mc Cain inoltre riesce a convincere maggiormente gli elettori indipendenti e gli indecisi, quindi forse anche qualche neolibertarian.
    ciao LucaF.

Leave a Reply