Come è bella la città
Nicola R. mi avverte che il PLI ha deciso di supportare, dopo un primo turno astensionista, il candidato del partito democratico Francesco Rutelli, in quanto dotato di formazione politica liberale. Evidentemente con questa affermazione si fa riferimento al periodo radicale di Rutelli, quello che seguiva il suo incipit vaticano e che nel contempo precedeva il suo rientro nelle schiere bianche. Tuttavia Rutelli fu segretario radicale nel periodo antecedente alla svolta liberista degli anni ‘90,il che significa che di liberale non aveva proprio nulla. Al contrario, quando “Er cicoria” uscì dalle schiere del partito radicale, nel momento in cui questo faceva voto di non-partecipazione diretta alla vita politica, divenendo Partito Radicale Transnazionale, si candidò nelle cosiddette liste Verdi, Arcobaleno ed altre amenità di questo genere, insieme a personaggi provenienti da Democrazia Proletaria. Ma a prescindere da questo e cioè dal fatto che Rutelli non ha basi liberali, credo che in fondo basti fare un giro per le periferie di Roma per rendersi conto di quale sia la realtà. Se volete il sottoscritto si offre di farvi da guida in un tour notturno per il mio quartiere. Vi verranno mostrate le seguenti attrazioni allestite dal regime sinistrato a Roma: le puttane minorenni con cui i poliziotti si fermano a scherzare, gli zingari arboricoli stipati nelle foreste, gli autovelox illegali per riempire le casse del comune, i ghetti criminali tollerati, i burocrati parassiti che vessano i cittadini, le campagne elettorali vinte a colpi di nomine, la spazzatura, le opere pubbliche iniziate e mai concluse…. Come si suole dire: Venghino siori, venghino…
Aprile 27, 2008 a 4:41 pm
per lo meno casa tua non è un topificio (neologismo che sta per fabbrica di topi) come lo era il quartiere della periferia sud-est romano dove abitava la mia ragazza o dove gli scippi erano una simpatica abitudine o dove si era indetta la lotteria per la uqale se tornavi a casa dopo le 21:00 e nesuno ti faceva del male avevi vinto!
vitaliano
http://yellowcar.wordpress.com
Aprile 27, 2008 a 5:26 pm
Il presidente della Direzione Lazio del PLI Maurizio Irti ha risposto ad alcuni commenti che andavano dallo scettico allo schifato, e assicura che non è stata una decisione presa a cuor leggero (dice infatti che l’onorevole Alemanno per le ultime elezioni assicurò al partito le firme necessarie per presentarci, per poi tirarsi indietro, mentre Francesco Rutelli ha cercato personalmente Stefano De Luca). “E comunque tenete presente che è una scelta programmatica, contingente e circoscritta a Roma e non POLITICA”.
Non sono romano, quindi non devo pormi il problema se preferire Rutelli o Alemanno (non apprezzo particolarmente né il primo né il secondo). Forse sarebbe stato meglio proporre la “libertà di coscienza” o confermare la scelta per l’astensione, ma ormai la decisione è stata presa.
Alessandro
Considerazioni del tutto personali:
A seconda dell’angolazione, cambierebbe il candidato da preferire. Una sconfitta di Rutelli porterebbe per forza ad una riflessione sulla strategia e sulla leadership del Partito Democratico, che potrebbe finalmente fare un congresso e strutturare eventuali correnti interne, in modo che, nonostante l’egemonia di dottrina sociale della Chiesa e post-marxismo, ci possa essere spazio anche per altre culture politiche. In più Alemanno non rischierebbe di avere un incarico di governo alle Attività Produttive.
Da un punto di vista “laico”, mi sembra che entrambi siano una tragedia: Rutelli ormai si è trasformato da tempo in un baciapile (non mi stupisce che ad esempio Giuliano Ferrara lo sostenga) mentre l’altro mescola simboli religiosi e pagani, ha fatto “benedire” l’ufficio dove prima c’era Pecoraro Scanio, va dalla chiromante. Ha un passato politico turbolento e inoltre è esponente di spicco dell’ala sociale di AN; durante il dibattito a Ballarò si è riempito la bocca di “italianità di Alitalia” e altre delizie.
Aprile 27, 2008 a 6:08 pm
@Vitaliano:
“per lo meno casa tua non è un topificio”
Veramente qui da noi i topi vivono in colonie nei ghetti criminali e sono grossi come foche.
Aprile 27, 2008 a 6:27 pm
benissimo!
a parte le battute, da aspirante cittadino(penso di venire a vivere lì appena finirò la scuola di specializzazione) e assiduo frequentatore romano, trovo inaccettabile lo stato di (scarsa) igiene che vi si trova.
è impensabile a giorno d’oggi uscire di casa e trovare topi grandi quanto gatti che ti attraversano la strada.
se poi pensi che ne è trovati parecchi nelle zone non così periferiche come il pantheon o il gianicolo…
Aprile 27, 2008 a 6:29 pm
“a parte le battute”
Quali battute?!
“se poi pensi che ne è trovati parecchi nelle zone non così periferiche come il pantheon o il gianicolo…”
Dimentichi piazza Cavour.
Aprile 28, 2008 a 8:51 am
Eppure Rutelli, nel Parlamento Europeo, siede da sempre tra le fila dell’ELDR: figurati che, secondo alcuni innominabili, la “prova del nove” per verificare il “sincero” liberalismo di questo o quel politico è proprio l’accertamento del suo stato di servizio nelle istituzioni comunitarie…vabbè.
Aprile 28, 2008 a 2:50 pm
l’unica battuta era:
“benissimo!”.
poi i topi sono veri, anche se a piazza cavour non li ho ancora visti.
vedere il degrado di piazza del pantheon è emblematico…
Aprile 28, 2008 a 2:59 pm
Vedi che era giusto non votarli?
Io non apprezzo Alemanno, perché sono liberale.
Ma Rutelli qui ha governato 10 anni…
E non è possibile appoggiarlo nemmeno se sei un sincero elettore del PD.
Non si tratta neppure di questione politica.
E’ proprio una questione personale. Prima che ex-radicale, ex-verde, neo PDino, Rutelli è un perfetto incapace.
A parte il dipingere di blu tutti i parcheggi romani perché la moglie con Costanzo gestisce l’azienda della riscossione dei ticket…
Aprile 28, 2008 a 3:31 pm
@Ismael:
Stiamo parlando dell’ELDR? Il gruppo in cui siede pure Di Pietro? La collocazione europea conta realmente quanto il due di coppe quando regna bastoni…. Tra l’atro Rutelli è fondatore con Bayrou del partito democratico europeo e presto salterà fuori dall’ELDR.
@LibFighter:
Mi hanno pure censurato un commento sul loro sito… Avevo scritto semplicemente che avrei smesso di considerarli persone serie.
Aprile 28, 2008 a 3:49 pm
Liberale o no, sta rimediando una pettinata di proporzioni imbarazzanti…comunque ho verificato sul sito dell’ELDR, e la loro cartina con snapshot sui partiti nazionali aderenti ovviamente non contempla più Margerite e fiori vari. Sul criterio dell’appartenenza al gruppo liberaldemocratico europeo, no comment: taccio per carità di patria il nome del suo principale estensore.
Rileggendo quello che scrivevo oggi, devo apportare una correzione: è più giusto dire che Rutelli ha “militato” anziché “seduto” tra le fila ecc. ecc. Tanto per essere precisi!
Aprile 28, 2008 a 5:22 pm
Te pareva che c’erano pure i tassisti ad acclamare il vincitore! Mi consolo: almeno non potrà far danni alle Attività Produttive. Se poi dimostrerà, al di là della propaganda sulla sicurezza, di essere un buon sindaco, tanto di cappello.
Aprile 28, 2008 a 6:31 pm
Ciao
ho provato a scriverti un commento ieri ma proabilmente WordPress me lo ha filtrato a causa del link. Comunque ho traslocato anch’ io su WordPress!
Aprile 28, 2008 a 6:41 pm
Evviva, era ora….
Aprile 29, 2008 a 8:23 am
Almeno non potrà fare danni al welfare (ministero che si sarebbe beccato).
Sul PLI ripeto che sono questioni locali, scelte tra il meno peggio (inoltre c’era da vedere se il PDL ha richiesto l’aiuto del PLi come invece per Rosa bianca e Storace); comunque avrei preferito per l’astensione anche se poi il danno non sarà così rilevante.
Per quanto riguarda il “bello piacione” è ora che vada a lavorare (in cantiere come muratore per il padre), dato che senza una laurea si è messo a fare danni a livello di interscambi culturali con i musei americani, ponendosi alla stregua del fiscalismo vischiano nella riappropriazione dei beni patrii in una gestione personalistica e nostalgica.
Inoltre era ora che ci fosse una seria resa dei conti del sistema romanocentrico del PD (altro che partito del nord o del centrosud!).
Se ne vedranoo delle belle, intanto pare pure che il guru dopo Di Pietro voglia fare il suo minigruppo e lì se ne vedranno delle ulteriori.
Per quanto riguarda Alemanno, non aspettiamoci “rose e fiori” dato che i problemi di Roma sono epocali e non credo risolvibili in un paio di anni e con chi si mette a fare “l’amico del popolo”.
Inoltre mi pare che la sua vicinanza ai tassinari e la sua ideologia sociale e egualitarista popolar-rurale non porterà a soluzioni vere e durature laddove servirà.
Magari si metterà a disquisire su Ara pacis o sul festival di veltronlandia, ma estetica dozzinale a parte, non penso toccherà molto.
La vittoria di An complica ulteriormente le castagne a Silvio per le poltrone, il quale su Alitalia e pure Ferrovie si mette a fare il fascio-socialista dichiarando la loro utilità di stato e nazionale.
Inoltre mi pare che anche qua al nord parole a parte la Lega nel suo bastione veronese non abbia cambiato molto la presenza di mendicanti, spacciatori, magnacci e prostitute serali tra la stazione ferroviaria e le aree circostanti restano.
Ritengo che forse a livello periferico abbia fatto qualcosa ma ben meno di quello che si dice, ha solo incrementato il proprio potere clientelare divenendo sistema social-democristiano.
Su Alemanno cosa attendersi il mutuo sociale, 2 taxi per 20 turisti o il controllo delle municipalizzate de sinistra?.
Non mi pare che ci sia molto da fare con questo centrodestra che vincerà pure (dato l’empasse culturale e mentale della sinistra), ma sul governare e gestire bisognerà vedere.
Inoltre si dovrà vedere anche le concessioni che dovrà fare a Storace, Alemanno per la vittoria oltre che per la sfilza dei clerico che lo hanno sostenuto, insomma non così diversamente da quanto sarebbe accaduto con Rutelli e i centri sociali o con i palazzinari…
Certo è un cambiamento ma c’è da vedere se ci sarà discontinuità e serietà nella gestione, io da non romano non lo posso giudicare (mi ricordo della metro di Roma nel 2002 e delle buche in strada) ma posso certo dire che è stata una gara tra il meno peggio e lo slogan mentale più attinente e promettente nella situazione in cui ci troviamo.
Logico che l’originale vinca sulla brutta copia; quanto a risultati…..
Quel che importa è che si spera che dato il controllo di Roma del PDL l’ala sociale e l’ala di An possa interessarsi meno di questioni governative e cose più locali (limitando i danni, scusa Jinzo!).
Sul Rutelli ricordo che faceva parte dell’ALDE componente centrista insieme a Bayrou, non legata all’ELDR come collocazione partitica, ma sua alleata esternamente come componente autonoma.
Logicamente sia Di Pietro che Rutelli ora nell’ELDR non ci stanno più!.
Io comunque ritengo per concludere che se il PDL non farà un programma liberale e liberista non migliorerà la situazione, non avremo più SA e PD al potere, ma le cose ristagneranno come ai tempi della DC senza migliorare, senza dover spostare le colpe o le critiche alla bislacca strategia del PLI.
Tralaltro il rischio di un socialismo al potere o una demosocialità camuffatta tra pacche a Putin e trmontismo rampante nel centrodestra, non risolve la situazione, ma rischia solo di occupare il vuoto spinto della sinistra impedendo la presenza di una impronta liberale al centrodestra; con tutte le conseguenze che ne possono derivare nel medio-lungo periodo.
Ora che la sinistra è stata battuta sul suo terreno ci vuole un ben diverso cambio di passo, difficile aspettarlo da chi non passa mai e da chi si circonda di incapaci non dissimili da “Rutelli di cdx”; logico che i liberali devono prendere posizione (anche perchè se non si vogliono revival o ritorni al passato recente o remoto i liberali devono sostituire questi incapaci nel PDL, (dove tral’altro Formigoni e Lupi CL saranno sempre più determinanti!) culturalmente, politicamente e individualmente.
Dopo la sinistra bisogna sconfiggere la destra cattosociale!.
LucaF.
Aprile 29, 2008 a 8:43 am
scusa luca, brevemente: ma a me De Luca durante la campagna elettorale è sembrato rimpiangere i “bei tempi” di alleanze con PSI e DC (proprio il periodo che tu chiami in causa come periodo di ristagnazione), non proprio il massimo…
vitaliano
http://yellowcar.wordpress.com
Aprile 29, 2008 a 9:53 am
A proposito di quanto detto sui “bei tempi”….
http://www.corriere.it/politica/08_aprile_29/berlusconi_letta_sottosegretario_656ffe48-15c2-11dd-acde-00144f02aabc.shtml
Sveglia, che è subito sera!.
LucaF.
Aprile 29, 2008 a 10:44 am
letto speriamo sia solo una provocazione!
Aprile 29, 2008 a 5:02 pm
Temo propro di no…
E il fatto che personaggi come Brunetta, Martino, Capezzone o Della Vedova non compaiano in nessun toto-governo (non risultano in lizza per un posto di ministro, viceministroo almeno sottosegretario) non promette niente di buono…
per Luca F.:
ma il tuo blog era solo un blog “eletorale”?
Spero di no, perchè l’avevo già messo tra i miei preferiti…
Aprile 29, 2008 a 9:41 pm
trenitalia + alitalia = un sogno psichedelico.
immaginiamo solo quello che potrebbe venire fuori con le sinergie…tipo un treno in ritardo di un’ora che arriva in un aereoporto nel quale il volo che devi prendere è in ritardo di due ore
Aprile 30, 2008 a 8:46 am
Per Gohan
Ciao Gohan mi fa piacere rileggerti; per quanto riguarda il sito iovotopli non trattandosi per il momento di un blog personale, certamente è iniziato come piattaforma elettorale personale in supporto del PLI, ma penso che possa divenire un utile strumento organizzato dei dissidenti liberali e dei blogger esterni e autonomi dal PDL per promuovere una seria e coerente visione di distinzione liberale liberista libertaria e laica a quanto sempre più in realtà clerosocialsocialismo del PDL.
Cercherò durante la pausa vacanza (1 maggio) di scrivere un pò di articoli sulla situazione attuale (qualche argomento totoministri, Alitalia ecc..) da pubblicare quanto prima.
Ti ringrazio per avermi visitato e per aver sostenuto anche te una autonoma lettura politica, d’altronde non potendo navigare e aggiornare con continuità dati i miei impegni di studio per la preparazione degli esami universitari e di connessione web, ho pensato che la nuova grafica del sito del PLi sarebbe potuta bastare per il momento, aspettando le prime magagne del nuovo governo.
Comunque l’iniziativa credo che si debba ampliare e certamente in vista delle europee credo che nel medio lungo periodo possa integrarsi in una cornice più compartecipata con altri blogger e interventi indipendenti per creare una piattaforma gestita in termini condivisi non dissimile al vecchio e originale neolib.it.
Logicamente la tua disponibilità mi fa piacere, anche perchè mi spinge ulteriormente a continuare nell’iniziativa oltre che eventualmente a coinvolgerti direttamente se tu lo vuoi.
Ciao LucaF.
Aprile 30, 2008 a 9:52 am
Intanto oggi scopriamo pure che Capezzone non vuole far correre liste italiane per l’ELDR, e punta alla riforma putiniana elettorale quando si dice libertà e pluralismo!.
http://www.decidere.net/home/2008/4/28/capezzone-avanti-con-le-riforme-elettorali-per-le-politiche.html
Quante sorprese ci riserva il PDL!.
Tral’altro mi pare che questa notizia non possa che confermare la reazione stizzita del trombato per eccellenza:
http://archiviostorico.corriere.it/2008/aprile/29/Cauti_gli_europopolari_Watson_ora_co_9_080429041.shtml
che se poi aggiungiamo a queste considerazioni….
http://sitesearch.corriere.it/gallery/Politica/vuoto.shtml?2008/04_Aprile/voto/10&1
Comodo allora vincere con plebisciti senza avversari veri, più difficile avere a che fare con gente che ti critica per quello che non fai e per quello che non sei più.
Il PDL all’estero viene interpretato come interamente neofascista e cosa fa per discolparsi vuole accentrare ulteriormente il suo peso eliminando ogni dissidenza, roba da ‘25; proprio “rivoluzionario”!.
LucaF.
Aprile 30, 2008 a 10:20 am
luca ma perchè sei contrario alla soglia di sbarramento, che fa sì che esistano forze politiche (che in questo modo prendereberro soldi dallo stato ed esisterebbero solo per quello) che arrivano all’1%.
ma tu vedi una “rivoluzione fascista” in una soglia di sbarramento che elimini i casini (in tutti i sensi) di gente che vuole essere l’ago della bilancia con i ricatti per i loro voti in cambio di poltrone?
io sarei contento (come è successo ora) in due gruppi politici, magari con un terzo gruppo cospicuo di liberali come in inghilterra.
poi se vogliamo parlare di neofascismo e stare sempre a vedere quello che dicono gli altri di noi stiamo freschi!
se non fossi un liberale convinto mi sembreresti un antiberlusconiano militante. questi discorsi sul fascismo li sento ormai dal 1994…sono pure passati 14 anni!
vitaliano
http://yellowcar.wordpress.com
Aprile 30, 2008 a 11:01 am
Concordo con le osservazioni di LucaF.
Spero che venga fatta chiarezza una volta per tutte: il PDL è un partito conservatore, corporativista e dirigista che di liberale non ha nulla (lo dimostrano pure le sparate sull’acquisto di Alitalia da parte di Ferrovie dello Stato se la UE si mette di traverso) e che è sicuramente spostato a destra. Ieri a Ballarò c’era il neo sindaco Gianni Alemanno che assicurava che, pur avendo avuto in passato diversi screzi con Tremonti, adesso c’è più sintonia tra le due anime del PDL perché “finalmente ha abbandonato l’ideologia secondo la quale il libero mercato risolverebbe tutti i mali”.
Meriterebbe attenzione l’editoriale di Francesco Giavazzi pubblicato oggi sul Corriere della Sera. “Il mondo sembra andare in una direzione diversa da quella auspicata da chi, come me, vorrebbe meno Stato e più mercato. I cittadini non sembrano preoccuparsene: anzi, premiano chi promette «protezione» dal vento della concorrenza.”
E ancora: “non mi pare che i cittadini reclamino più regole: la protezione che chiedono – e che alcuni politici promettono – è quella dei dazi e dei vincoli all’immigrazione, non l’antitrust. A me pare che i liberisti debbano porsi un compito più modesto: spiegare ai cittadini che l’alternativa al mercato, al merito, alla concorrenza è una società in cui i privilegi si tramandano di generazione in generazione, i fortunati e i prepotenti vivono tranquilli, ma chi nasce povero è destinato a rimanerlo, indipendentemente dal suo impegno e dalle sue capacità. Convincerli che il modo per difendere il proprio tenore di vita è chiedere buone scuole, non dazi.”
Infine:
“Quando un Paese non cresce le opportunità scompaiono e ciascuno si tiene stretto quello che ha: mentre mercato, merito, concorrenza – i fattori la cui assenza è all’origine della mancata crescita – spaventano. I cittadini preoccupati chiedono protezione, qualcuno la promette e il Paese si avvita.”
Non vorrei che nei prossimi cinque anni lui, Tito Boeri, Oscar Giannino e lo staff dell’Istituto Bruno Leoni diventassero predicatori nel deserto, ancor più di quanto lo siano stati, purtroppo, fino ad ora.
Alessandro
Maggio 3, 2008 a 6:53 pm
ora che sono trascorsi piu di 6 anni dal attentato di new york,ho deciso di raccontare alcuni fatti avenuti tra la fine degli anni 80 e l’inizio dei 90.quando frequentavo le scquole medie parlai casualmente in classe del inizio della 4 guerra mondiale,nel settembre 2001,ed inviarono 2 esperti,che manifestarono scetticismo l’uno livore l’altro,che diceva di collaborare con i servizi segreti.successivamente quando frequentavo le scquole superiori un prof ex poliziotto,mi propose a nome del questore di infiltrarmi nei black block,che sapevano gia di li a venire,non se ne fece niente,ma mi chiesero informazioni sulla banda della uno bianca,e gli dissi che era formata da poliziotti,come avevo apreso da un ragazzo di bologna un sabato sera,presero molto a male quello che gli dissi,e per rivalsa mi segnalarono al ministero del interno,che apri un fascicolo su di me,in seguito arrestarono i savi.iniziarono cosi a considerarmi un loro confidente ed a interessarsi a quello che avevo scoperto,dissi loro che nel settembre 2001 dei terroristi di area saudita avrebbero dirottato degli aerei di linea e li avrebbero schiantati sulle twin tower,che in seguito ci sarebbero stati altri attentati ,tra cui la stazione di madrid e il metro di londra.successivamente mi dissero che non si sarebbe fatto nulla in proposito.
Maggio 3, 2008 a 10:11 pm
Quando torni a scrivere Jinzo? Sei sotto esami?
Maggio 4, 2008 a 4:03 pm
No, sono impegnato con la tesi di laurea e le vacanze.
Maggio 4, 2008 a 4:42 pm
Alla fine i romani hanno preferito il pragmatismo alle vane feste del cinema, la vicinanza alla gente rispetto alle periferie abbandonate.
Maggio 4, 2008 a 5:21 pm
Tesi di laurea? Grandissimo!!!! Allora devi invitarmi
Maggio 5, 2008 a 10:09 am
In bocca al lupo per la tesi!
Maggio 6, 2008 a 9:39 am
“uca ma perchè sei contrario alla soglia di sbarramento, che fa sì che esistano forze politiche (che in questo modo prendereberro soldi dallo stato ed esisterebbero solo per quello) che arrivano all’1%.”
No francamente se fossimo un paese civile dove le storie politiche e culturali avessero almeno una parvenza di significato, sarei senz’altro contento di avere una soglia di sbarramento alto (anche se ciò amplifica distorsivamente il numero di seggi a chi prende anche poco al di sopra di tale sbarramento), il problema è che in Italia non siamo un paese come gli altri e men che meno anglosassone.
Qui c’è bisogno di porcellum e di inciuci per avere due partiti, c’è bisogno di negare le preferenze e le primarie vere per ritrovare i soliti incapaci a far la morale e i soliti disastri; ora pure a livello di europee 2009!.
Le due caste del PD e PDL sono uguali a sè stesse da dopo tangentopoli, mantenendo e custodendo gelosamente la possibilità di partecipazione politica evitano qualsiasi autocritica e apertura verso un vero cambiamento.
Negli altri paesi esistono primarie e preferenze, qua da noi a livello elettorale sono state bandite, inoltre il sistema elettorale inglese non prevede premi di maggioranza e quello tedesco è proporzionale uninominale senza sbarramenti abissali come l’8% del senato (roba da Turchia dove i lupi grigi comunque sono entrati!).
Insomma il rischio è che con la scusa di eliminare artifiosamente il problema comunista e fascista dal parlamento (non nella società e nella mentalità di tali partiti!), si vogliano aumentare le limitazioni di un vero pluralismo politico e democratico.
Insomma se l’incapacità dei componenti principali del PDL (futuri ministri) è nota, il rischio sia quello di continui trasformismi, cambi ideologici, partitici nominali, accuse nei confronti delle alleanze (discutibii) ma non la messa in discussione dell’assetto autocratico sempre più seguito dal PDL e dal PD e dei loro dirigenti.
La limitazione della partecipazione alle europee, per il rischio di un allontanamento o voto disgiunto da parte dell’elettorato votante nelle ultime elezioni è il rischio maggiore.
Ma dato che il PLI fa parte dell’ELDR e che nè PD e PDL appartengono a un gruppo europeo sicuro, mi pare la cosa alquanto paradossale e strumentale, da parte loro!.
Come mai il PD non si mette a urlare e ad esternare, ma anzi se ne compiace?. Semplicemente perchè il sistema fa comodo anche a loro, poichè chi ha una scarsa cultura liberale e democratica, antimercatista, fa fatica a cercare di guadagnare i voti e i consensi sul campo.
Vuole semmai impoverire il dibattito, limitando le scelte per far ricadere il consenso sul suo vuoto e sulla sua inutile proposta.
Lo statalismo del fascismo in Italia è rimasto intatto anche dopo il 25 aprile, ha solo cambiato colore e gestore, ma è ancora tuttora in vigore e lungi dall’essere sostituito o smontato rischia di essere l’obbiettivo da raggiungere da entrambe le caste PD e PDL (senza dimenticare gli altri presenti in parlamento).
I due grandi partiti il finanziamento pubblico se lo beccano lo stesso e più di prima in quanto si è esteso di gran lunga il loro rendiconto anche eliminando la concorrenza. Date le quote in proporzione allo sbarramento restanti (per non parlare di quelli che hanno preso il 2% e rotti che il finanziamento se lo beccano anche senza essere in parlamento!) anche in futuro pur con pochi gruppi in parlamento ci saranno continui e progressivi aumenti della quota da redistribuire come finanziamento pubblico ai partiti e alle loro fondazioni..
Insomma in un modo o nell’altro i soldi se lli beccano, è una guerra tra parassiti, tra partiti di plastica e meri epigoni dell’avversario.
Non mi pare che tale scenario possa essere paragonato ad una vera democrazia; nè che i liberali c’entrino molto (dato che non entrano o se ci sono sono pura tapezzeria).
“ma tu vedi una “rivoluzione fascista” in una soglia di sbarramento che elimini i casini (in tutti i sensi) di gente che vuole essere l’ago della bilancia con i ricatti per i loro voti in cambio di poltrone?
io sarei contento (come è successo ora) in due gruppi politici, magari con un terzo gruppo cospicuo di liberali come in inghilterra.”
Anche io sarei contento di essere in un paese come l’UK, (dove i lib-dem zitti zitti quatti quatti, sono 2° forza politica nazionale), il problema è che non lo siamo e peggioriamo sempre di più, da una prima repubblica con parvenza di dialettica politico partitica interna, verso una 2/3 repubblica che ne ha eliminato pure l’interiorizzazione del dibattito data l’inutilità nel produrre i medesimi o peggiori risultati.
Il problema sta nella cultura rappresentata da tali personaggi corporativi illiberali e statalisti, ovvero non liberali.
Se Tremonti cita la Cina e alla Russia (non tanto poi velatamente), quali modelli di stati forti quasi da seguire, che hanno capacità di resistere al mercato e alla globalizzazione, il rischio c’è ed è sempre più evidente.
Che la sinistra di Veltroni sia una brutta copia di FI è evidente, che FI non abbia una democrazia e un dibattito interno è storia, che il PDL non sia altro che un vuoto contenitore elettorale dove girano sempre quei tre nomi (illiberali di sempre) lo si è visto dalle nomine politiche.
Che il PD proponga un centralismo democratico dove il culto di Veltroni e il potere romano era (e in parte è ancora), presente entro il loft e le sue altre amenità in stile occhettiano è evidente.
Insomma sia il PD che il PDL puntano a risolvere i problemi dell’Italia volendo cambiare le regole senza cambiare i contenuti realmente, e non perchè siamo a che fare con dei decisionisti liberali nel migliore dei mondi possibili, ma perchè con gente che vuole nascondersi il problema della propria incapacità e inadeguatezza politica e paritica, non si va da nessuna parte.
Nascondersi dietro ai diktat (pure esistenti) delle piccole forze, estreme o non pur avendo l’80% della coalizione e dei voti, è la dimostrazione preventiva di quello che sarà il fallimeno implosivo dall’interno da parte dei due contenitori vuoti PD e PDL.
Il punto è che tali politicanti non hanno alcuna intenzione di migliorare le cose, ma solo salvaguardare e accentrare ulteriormente il loro potere.
Che poi gente come il guru che ha parlato di regime e di monopartitismo imperfetto da sempre, ora si schieri con una dei due clan per debiti, sono affari suoi!; le cose sono ora più disgustosamente evidenti che prima; quando si supera un certo limite, poi non si sa più porre un freno e si finisce con un leaderismo populista da terzomondo!..
Io ritengo che da gente che esce da vecchie scuole e ideologie dove la fedeltà al capo e il culto della persona, sono e rimangono nell’ordine del giorno e dove la democrazia alla pari del mercato viene ad essere da sempre considerata una mera limitazione del proprio potere, non credo ci si debba attendere nulla di straordinario.
Che quelli usciti dal parlamento, siano la medesima cosa è evidente, ma allora il punto vero è che il voto utile, ha solo concentrato tali spinte populiste e dittatorial-cesariste da sudamerica, sempre più entro i protagonisti di una non politica di palazzo.
“poi se vogliamo parlare di neofascismo e stare sempre a vedere quello che dicono gli altri di noi stiamo freschi!
se non fossi un liberale convinto mi sembreresti un antiberlusconiano militante. questi discorsi sul fascismo li sento ormai dal 1994…sono pure passati 14 anni!”.
Io sono liberale liberista libertario e laico (e pure nichllista) e ritengo che le cose vadano giudicate nel tempo e nel frattempo.
Il Berlusconi odiato dalla sinistra nel ‘94 era quello della promessa rivoluzione liberale, quello del 2008 è quello dell’Alitalia in mano alle Fs e non mi pare ci siano stati girotondi o indignazione su questo.
Mi pare evidente che tale cambiamento punti a voler limitare e limare i livori da parte di una sinistra che comunque saà pure allo sbando ma che controlla ancora le leve del potere industriale e corporativo italiano.
Mi pare evidente che se il centrodestra vuole governare con voti ecumenicamente provenienti anche dalla sinistra, date le premesse di sopra, ciò comporti la necessità di esserne sostituta provvisoria nella gestione del sistema e non avversa oppositrice del sistema, in chiave liberale e liberista.
Mi pare evidente che Berlusconi tramite tremontismo, leghismo del nord e socialità del centrosud, ponga le premesse per una sorta di alternativa senza alternanza (per dirla alla guru), dove le Dc si sono moltiplicate in due e conglomerate nel voler mantentere la poltrona e il potere mentre il Paese affonda e va alla Deriva.
Ora che il PD abbia messo in cantina l’antiberlusconismo, non vuol dire che il clima per noi liberali sia cambiato in meglio, ma solamente che Berlusconi non viene più considerato una pericolosa variante del gioco e della storia.
Silvio si è istituzionalizzato, si è logorato e sedimentato nel tempo divenendo parte del palazzo, del sistema, del potere.
Non ha cambiato nulla e pure il PD sa che ciò è funzionale nel mantenere in vita i due sistemi bipolari PD e PDL, evitando di toccare le corporazioni e le cooperative, gli statali, i raccomandati clientelari e la burocrazia amica di ambe due le sponde, gangli vitali del loro consenso.
I partiti offrono favori in cambio di voti, non soluzioni ai problemi, se soluzioni esistono queste sono solo a difesa dei loro due interessi (v. finanziamento pubblico in aumento e porcellum), e quindi aldilà di qualche polemica giustizialista da parte di qualche nostalgico del recente passato, il clima è cambiato e lo statalismo non è più un tabù neppure per la classe politica di centrodestra che si dichiara ancora “liberale”.
Essere per il mercato, per la concorrenza e per il merito sempre più in Italia sta divenendo una antitesi con il veltrusconismo dei due partiti egemoni, volenti o nolenti per coerenza e principio.
post: In bocca al lupo per la tesi Jinzo!.
LucaF.
Maggio 6, 2008 a 8:48 pm
caro luca,
condivido molte delle cose che hai detto, soprattutto per quanto riguarda soglia di sbarramento e affini.
l’unica cosa che ci differenzia è che io nel pdl vedo (con molto ottimismo) il male minore per la politica italiana, poichè ha una parvenza (grazie a qualche minima presenza) liberale.
tu hai deciso di seguire il pli, io nel pli non vedo coerenza e ho scelto di turarmi il naso per l’ennesima volta, nella speranza di non pentirmi.
se in italia ci fosse una VERA forza liberale stai sicuro che l’appoggierei.
vitaliano
http://yellowcar.wordpress.com
Maggio 7, 2008 a 8:54 am
Io vedo il PDL come uno dei mali del nostro sedimentato passato, Silvio è già il passato che non vuole passare; questi lascia una eredità di stagnazione economica che non verrà minimamente scalfitta neppure in tale legislatura e rimette in carreggiata esponenti politici iiliberali, statalisti e poco propensi alle libertà individuali economiche e civili.
Mi domando sempre più se questi storicamente parlando non abbia limitato più che favorito alla fin fine una bencheminima rivoluzione liberale dopo il’94 sino ad oggi.
Dato anche il sistema di alleanze, dichiaratamente infruttuose eppure sempre rilanciate e ribadite, compreso con l’ultimo trasformismo in PDL.
Il partito del liberali lo dobbiamo creare noi con le nostre idee e con la nostra volontà, io non sono direttamente legato al PLI come conoscenze e contatti, però sono sicuro che un rilancio delle idee e prospettive di priorità liberale passa necessariamente da quella parte, e che bisogna che tutti quanti (direzione del PLI compresa) si diano da fare come possono, con novità e contenuti verso tale direzione lib-lib-lib.
Diamo al tempo il tempo e verificheremo se le attuali sensazioni si riveleranno giuste o sbagliate.
Quel che si può già dire è che sicuramente fintanto che ci facciamo scarrozzare con ideologie, proposte e personalità illiberali, vinceremo pure, ma di passi avanti e di credibilità non ne vediamo comunque…
Ciao LucaF.