Liberali: serve astenersi?

Sono giorni che continuo il mio ascolto silenzioso. Guardo le tribune politiche pomeridiane quando capita, quattro salti su Porta a Porta, Radio Radicale alla sera. Scrivo poco, ultimamente, perchè la nausea è veramente forte. Ascolto i comizi del PdL incuriosito da mercatismo e dazi. Sento di anarchia sull’etica e partito della vita, di liberismo e Alitalia, di taglio della spesa e bonus bebè. Quando parlano gli esponenti del PD cambio direttamente canale: il tempo, specialmente in questo periodo, scarseggia. Mi ascolto Leo Facco sempre più spesso, invece. Riesce sempre a strapparti una risata, l’editore libertario, con le sue brutalità pronunciate con aplomb britannica; e forse, al giorno d’oggi, è la persona che si occupa di politica realmente più credibile in circolazione, tant’è che l’idea di iscrivermi al clan libertario di Roma mi salta spesso in mente in questi giorni. Tuttavia la strada del nonvoto che Facco porta avanti su Enclave mi sembra poco efficace, primo perchè sono certo che alla fine la maggior parte degli “iscritti” al partito dell’astensione, vedi V-day di Grillo, votano comunque (e votano comunista); secondo perchè di fatto le astensioni non hanno significato politico: possono essere confuse tranquillamente con i comportamenti dei menefreghisti che preferiscono andare al mare, fascisti, libertari o comunisti che siano. Per dare un reale significato politico all’astensione, al contrario, l’unica via è il voto di protesta. Laddove non ci sono candidati laici e liberali in posizione precaria nelle liste del PdL, ritengo opportuno votare il PLI. In Veneto, invece, dopo l’intervista di Pagliarini al ML, credo si possa votare ”La Destra” al Senato: tanto, bene che va, verrà eletto solo Pagliarini che è capolista (cosa comunque proibitiva).

46 Risposte a “Liberali: serve astenersi?”

  1. Eh Jinzo, sono ancora indeciso pure io.
    Sicuramente non mi asterrò. Lo ritengo un errore, per i motivi che hai elencato efficacemente tu.
    Però sono combattuto fra tre ipotesi:
    1) votare PLI alla Camera e al Senato: è il voto di protesta più limpido ed efficace
    2) votare PDL alla Camera e PLI al Senato: alla Camera, infatti, c’è il premio di maggioranza nazionale ed in posizione ballerina ci sono alcuni esponenti liberali, quali Calderisi, Del Pennino e Barbareschi. Al Senato, invece, nella mia Sardegna ci sono soltanto loschi figuri democristi, quindi, no problem
    3) votare PDL sia alla Camera che al Senato: è la soluzione peggiore dal punto di vista della coerenza politica ed ideale, e non permetterebbe l’emersione della protesta e della delusione lib-lib-lib, ma quando sento i candidati e gli elettori di sinistra che parlano di Berlusconi, o quando leggo le fregnacce dei giornali sul PDL e sul leader, mi nasce un moto di ribellione che mi spingerebbe a turarmi nuovamente il naso e votare PDL per evitare poi le manifestazioni di giubilo di certi personaggi.

    Insomma, sono in difficoltà. Molto dipenderà da questi ultimi dieci giorni di campagna elettorale. Domenica 13 voterò in base agli ultimi pensieri sul tema. :-)

  2. Concordo pienamente con te. Io sono orientato verso l’opzione 2, cioè di votare PdL alla Camera per aiutare i nostri in difficoltà e PLI al senato. Tuttavia, ciò che affermi nella 3 è del tutto vero. Sentire la sinistra che maltratta il PdL con motivazioni demenziali fa salire il veleno. Sentivo l’altro giorno un imbecille dell’IdV che propagandava contro Berlusconi le sue solite porcate giustizialiste… sinceramente mi sono incazzato parecchio. Realmente in un paese in cui la magistratura è quello che è avere dei cretini che la idolatrano mi sembra davvero intollerabile.

  3. Il problema è che i pochi candidati liberali sono eleggibili e presenti entro il PDL solo in alcune circoscrizioni e non sempre con possibilità di vittoria.
    Quindi ritengo doppiamente negativo sperare di sostenere l’iniziativa liberale nel PDL attraverso il voto della camera a livello nazionale, in quanto i capolista e i personaggi illiberali delle prime posizioni sono realisticamente gli unici che beneficeranno di tali voti a livello circoscrizionale.
    Certo a meno che non siano tra i primissi posti nella propria regione (figuriamoci!) col PDL, ritengo opportuno per i liberali a questo punto (raggiunto il livello del trasformismo veltrusconiano massimo pre-elettorale) ritengo fatica sprecata credere al cumulo di fregnacce pseudoliberali di Berlusconi e company.
    Tali idee servono solo a contenere i danni e niente di più, il PDL non è un partito liberale punto.
    Il PLI sebbene non abbia molto spazio e possibilità di successo è per lo meno basato su una forma partitica coerente e forse con pure migliori prospettive future del PDL in totale sbando ideologico illiberale.
    Rilancio la proposta a Jinzo e altri di costituire entro la prossima settimana un blog (stile ron paul Italia), dove siano presenti le motivazioni del nostro non voto al PDL, il programma del PLI, le nostre motivazioni per la scelta e un modulo di raccolta dei blog e dei nominativi che sostengono l’ipotesi di voto del PLI (alla Camera e al senato).
    Un area commenti, il banner del PLI e link per video e interviste su you tube e altri media del PLI.
    Dobbiamo distinguere la nostra protesta, da quella populista e comunista, con una qualità liberale liberista laica e libertaria funzionale al liberalismo in Italia lontano dai due macrocontenitori illiberali e ademocratici statalisti.

    post:
    Ditemi un pò come la pensate, se siete daccordo sull’iniziativa (anche perchè bisognerà pure coinvolgere e dare maggior spazio mediatico al PLI anche sul web e coordinare la libera scelta del voto liberale alternativo se davvero vogliamo da una parte migliorare il PDL e soprattutto migliorare e intensificare la presenza politica del PLI e del liberalismo in Italia) vi mando qualche bozza dell’idea del sito e dei documenti da pubblicare forse già domani via mail.
    Al massimo Jinzo ne parliamo stasera al cell, verso le 19.00 se non hai impegni.
    Ciao LucaF.

  4. Jinzo, sai qualcosa del “contenitore liberale” che dovrebbe nascere in vista delle Europee del 2009?
    Da alcuni “rumors” giunti alle mie assetate orecchie di liberale, se il PLI dovesse raggiungere l’1% su scala nazionale (alla Camera, quindi), con i rimborsi elettorali potrebbe essere in grado di organizzare qualcosa (tipo qualche sede almeno regionale ed alcune iniziative pubbliche) in vista di quella competizione (so bene che è quasi impossibile che raggiunga tale soglia….)
    Sai, saperne di più potrebbe spingerci a scegliere chi votare oggi con un occhio al domani.

  5. Io sono veneto, mi piace Pagliarini, ma mi viene male votare La Destra!!!!

  6. Chi vuole essere un coerente liberale vota il Pli, tutto il resto è aria fritta.
    (anche perchè non si spiega come mai se ci lamentiamo per la non coerenza lib-lib-lib del PDL e poi noi in termini buonisti e caritatevoli ci mettiamo a votare tutti quanti quatti quatti per loro, come se nulla fosse).
    E’ il momento di essere duri e puri fieramente lib-lib-lib, visto il rischio di inciucio e sopratutto visto che la soglia dell’1% è certamente fattibile per il Pli per ottenere i finanziamenti.
    Poi altra cosa è l’ingresso del parlamento, ma mi pare che se le voci sono vere, bisogna ben sperare nel Pli anche dopo le urne.
    LucaF.

  7. http://www.partitoliberale.it/page1/files/fcecef77406f266baf9387eb1ff3f304-259.html
    Nuovi appuntamenti televisivi del PLi

    Link liberamente segnalato da LucaF.

  8. vitaliano82 Dice:

    ragazzi ho il vostro stesso problema e sono ancora indeciso.
    faccio un ragionamento opposto al vostro: dovrei votare PDL al senato (anche se in puglia la maggioranza dovrebbe avercela) per una questione di governabilità, mentre alla camera non so.
    il problema che questo PLI proprio non lo conosco (è un refuso del vecchio PLI?)…
    vitaliano
    http://yellowcar.wordpress.com

  9. Io sono tentato di votare PLI alla camera e PDL al senato

  10. @LucaF:

    Guardati la lista dei candidati del PdL, laddove ci siano candidati liberali in bilico è opportuno votare per loro. Anche se non dovessero farcela tanto i candidati illiberali nelle prime posizioni sono comunque eletti. Almeno così abbiamo rappresentanza in parlamento, anche se esigua.
    Quanto al PLI non faccio alcun affidamento su di esso. Lo voterò come voto di protesta. Sono convinto che l’unica strada percorribile è quella dei grandi contenitori con il voto di preferenza, in stile americano. Poi a sentire De Luca sinceramente mi sale la tristezza… Cavour, Malagodi…. Ma chissenefrega, Santa Madonna….
    La soglia dell’1% potrebbe essere raggiunta comunque, c’è da ammetterlo, anche se in effetti dovrebbe raddoppiare i voti (solitamente il PLI è allo 0,5%).

  11. Ho sentito la conferenza stampa di De Luca del PLI proprio ieri sera ed ho escluso la possibilità di votarlo. Certo, molte cose buone e giuste come l’abolizione del valore legale del titolo di studio, l’invocazione alla supremazia del mercato nei casi recenti di Alitalia-Malpensa e contro il colbertismo di Tremonti, ma…quanto vecchiume! A favore del bicameralismo perchè “da vecchio parlamentare ritengo necessario il doppio passaggio di ciascuna legge per evitare errori grossolani”, il riferimento culturale a Croce (quello che ha coniato il termine dispregiativo “liberista”), la possibilità di una collaborazione con i partiti che storicamente sono stati vicini al PLI (citando esplicitamente il Partito Socialista)….
    Insomma, aggiunge confusione alla confusione…

  12. Old style liberals…. che ci vuoi fare. Credo che come voto di protesta possa andare comunque bene. Certamente non reputo opportuno fare iniziative convinte a loro favore. Semmai un qualcosa sul voto di protesta.

  13. Personalmente ieri De Luca non mi è dispiaciuto, anzi devo dire che si è comportato molto bene (fluido conciso e determinato), lasciamo perdere qualche strafalcione come sul PS e qualche retorica su Croce (comunque da comprendere almeno in alcuni passaggi chiave elettorale e identitaria della politica liberale di metà ‘900 e da non idolatrare in toto), ritengo che si sia espresso chiaramente su mercato, laicità e posizioni liberali.
    (D’altronde mi pare che Berlusconi si sia riferito più volte politicamente e personalmente a Craxi nel corso del decennio).
    Non mi pare che altri esponenti politici e del PDL sino ad ora si siano espressi così chiaramente in termini liberali (comunque non poi così vetero lib-dem|!).
    Ricordo che l’altro ieri Berlusconi alla tribuna politica ha intravisto in Cina testuali parole: “un paese che si sta aprendo alla democrazia” (evidentemente non ha visto il Tibet), arrivando pure alla gaffe di dichiarare (“beh cosa vuole che faccia il governo con miliardo e 300 milioni”); oltre a escludere la possibilità di boicottaggio delle olimpiadi (in puro stile prodiano).
    Mi pare superfluo dichiarare di votare il PLI sia alla camera che al senato.
    Sul voto per i liberali del PDL ritengo che la loro occasione per meritarsi la mia personale fiducia politica e voto, si sia esaurita a fronte della totale incapacità politica di rilanciare il liberalismo entro il PDL e nel rivolgersi al loro elettorato di questi anni (onestamente mi paiono meri specchietti per le allodole in carriera, affetti dalla sindrome del pannellismo di poltrona).
    Inoltre ricordo che mi pare di non aver alcun serio candidato liberale entro la mia circoscrizione appartentente al listone PDL.
    Ricordo poi che per fare le riforme di tipo americano bisogna che ci siano personalità e cultura liberale anglosassone.
    Mi pare di vedere per lo più nel PDL gente che non vuole cancellare neppure le province e che si richiama a vecchi “valori” e corporativismi di bandiera.
    Se si vuole ancora credere alla favola Berlusconiana è un conto, se si vuole condurre realmente i liberali entro una posizione politica di visibilità il 13 e 14 aprile, bisogna votare il PLI e non certo la congregazione CL e Opus dei del PD(L).
    LucaF.

  14. Ciao Jinzo se vuoi venirmi a trovare il sito (di cui ti ho parlato ieri è questo) passa pure a trovarmi quando vuoi.
    Ti ho già linkato, so che anche tu farai altrettanto.
    Se puoi cerca di indirizzare più persone che puoi.
    http://iovotopli.wordpress.com
    Ciao da LucaF.

  15. Ad essere sincero nemmeno la crociata laica mi ha convinto e il riferimento a Ferrara papista. Mi pareva un intervento inopportuno a caccia di laici di centro. Ma se vogliamo che si faccia chiarezza su cos’è il liberalismo e cosa non lo è, bisogna avere il coraggio di dire che l’aborto non c’entra nulla nè col liberalismo, nè con la laicità. Il liberale difende sempre l’individuo dalle aggressioni esterne. Se quindi consideri un embrione o un feto come individuo, da liberale devi essere antiabortista, se non lo consideri un individuo devi essere “abortista”. Ad ognuno il suo parere. A Ferrara riconosco il merito di aver detto le cose chiaramente, cioè “feto=bambino” -> “aborto=omicidio” -> “moratoria contro l’aborto”. Non fa una piega. Come non fa una piega “feto=non individuo” -> “aborto=normale intervento chirurgico” -> libertà di aborto. Personalmente mi danno molto più fastidio posizioni alla Bonino del tipo: “L’aborto è sempre un dramma, ma chi meglio della madre può prendere una decisione così drammatica?”. Discorso abbastanza scemo visto che per lo stesso principio si dovrebbe consentire l’impunità alle mamme che gettano i neonati nei cassonetti (salvo multa se lo buttano nel bidone del secco, ovviamente).

  16. JA:

    Non se ne può veramente più della questione aborto: fra gente che attribuisce diritti alle muffe e gente che usa l’aborto come contraccettivo, possiamo dire che ci siamo veramente rotti i maroni.

    @LucaF:

    Ciao! Ho visto il tuo sito, appena posso ti linko. Non ti appoggio tuttavia nel merito: ho già precisato che votare PLI è semplicemente un modo per dire al PdL che salvare Alitalia non si può.

  17. simolatrottola Dice:

    Io sono ormai al 90% di convinzione per la scelta del non-voto. La percentuale di incertezza aumenterebbe se fossi residente in una regione in bilico o se fossi residente in Veneto (voterei La Destra al senato per dare una chance al vecchio Paglia) ma visto che qui nel varesotto il PD non ha speranze direi che la gita fuori porta potrebbe essere la decisione finale. Il voto ai parrucconi del PLI (meno male che non avete visto la tribuna politica con Altissimo!) avrebbe senso solo se fossimo veramente in tanti a fare questa scelta (parlo dei liberali stanchi di votare Berlusconi). Inutile dire che mai come in questa occasione le ragioni per il non voto non mancano affatto!

  18. Il non voto non ha significato politico: è una soluzione inutile, a mio parere.

  19. il non voto invece secondo me il significato politico ce l’ha.
    a parte che anche votare, diciamolo, non serve a una cippa semplicemente perchè a votare sono in troppi, le probabilità che il nostro voto sia determinante a mandare qualcuno in parlamento è più o meno la stessa che la vita nasca dal caso :-)
    comunque a parte questo, metti che a votare ci va solo il dieci percento, non cambia nulla, dici te, perchè il meccanismo elettorale non prevede quorum e quindi il parlamento si forma uguale; ma immaginiamoci cosa succederebbe realmente all’indomani di tali elezioni.
    chi vince sicuramente dirà che è una cosa normale nelle democrazie mature e segno di grande civilità.
    Chi perde rosica però, quindi comincerà a discreditare il vincitore dicendo che “non l’ha votato nessuno” e così via, qualsiasi iniziativa del governo sarebbe accompagnata da un “governa contro gli italiani e senza il loro consenso” ogni manifestazione in piazza avrebbe numeri paragonabili alla percentuale di votanti.
    in poche parole i politici avrebbero le mani legate.

  20. Si Astrolabio, ma solo se i numeri dell’astensione fossero veramente imponenti. Se si reca alle urne più del 70% degli elettori, è già una cifra elevata (sebbene il dato sia sempre stato in Italia intorno all’80%) e non si capirà che l’astensione aveva un significato politico. e poi che significato politico è se in quel 30% che non va al voto c’è quel 20% che non è mai andato, un 2% di supercomunisti duri e puri, un 2% di superfascisti duri e puri, un 2% di anti-politici alla Grillo, un 1% di liberali delusi, un 1% di socialdemocratici delusi, un 1% di cattolici delusi, etc…
    Insomma, è un magma indistinto di gente che ha motivazioni completamente differenti. Il significato, insomma, non ci sarebbe.
    Diverso è se una lista piccolissima riceve una valanga di voti inaspettati e non intercettati dai sondaggi, perchè c’è stato un voto di protesta mirato.
    Ma tanto, mi sa che non c’è questo pericolo…..

  21. Non credo che i politici si dispiacciano che qualc’uno non va a votare … anzi non gliene frega niente. Si dispiacerebbero di più di fronte a voti che migrano.
    Quando la Lega cominciò a prendere parecchi voti allora tutti i partiti hanno cominciato a parlare di federalismo.

  22. Infatti, ai politici non frega nulla del non voto. A volte sfruttano il magma indistinto del non voto a proprio favore, per dire che la gente di destra o di sinistra non vota per questo o quel motivo. Ciò che dice Astrolabio non convince: il non voto non ha significato e dunque può essere interpretato da ciascuno a proprio piacimento. E’ un’incognita X. Il voto ad una lista piccola, il voto di protesta, come fu quello del ‘96 per i radicali che presero l’8%, quello sì che ha significato politico. E’ il voto di chi realmente si è rotto i coglioni della partitocrazia….

  23. No dai, l’astensione proprio no. Sarà un caos il pdl ma non si può darla vinta a Veltroni.

    Baci Lupin ;)

  24. Ho inviato una lettera allo stesso Leo Facco, che mi ha pure risposto, nella quale spiegavo l’assurdità dell’astensione. Nessuna delegittimazione della casta, che scrolla tranquillamente le spalle di fronte al 49% di astenuti e allo stesso tempo nessun chiaro riferimento alle idee liberali. Io torno a dirlo: voto il PLI perchè non ho candidati liberali in lista nel Lazio.

  25. fabiobiker Dice:

    mi spiace ma io non ce la faccio.
    Io non vado a votare.
    A 36 anni sono già 18 che mi sento preso per i fondelli ad urne chiuse.

    Non sopporto più queste gare elettorali al ribasso verso il non-senso.
    Non sooporto più di vedere la logica democristiana al potere, indipendentemente dal colore di chi ha vinto.

    Questo paese è in coma profondo e stiamo fingendo che si tratti di una pennichella.
    Potrà essere generato un nuovo sistema? Non lo so.
    Ma di certo con questo siamo all’accanimento terapeutico: meglio staccare le macchine e lasciarlo al suo destino.

  26. Ieri ho parlato con l’on. Giustina Destro, non ho avuto molto tempo ma le ho detto che c’è bisogno di coraggio, che devoo essere prese delle decisioni liberiste. Poi le ho detto di affacciarsi al mondo di internet e di parlare con i giovani. Mi ha annuito, ha detto che si sta organizzando per internet e mi ha dato la sua e-mail.
    Parere mio? Non gliene fregava niente …. però mercoledi sera io torno alla carica con lei!!!
    Poi ho incontrato Alberto Ruggin (il ragazzo gay escluso dal coro parrocchiale perchè omo), mi ha detto che è molto vicino a Neolib, che condividiamo battaglie comuni e che sente spesso Benedetto della Vedova.

  27. non esiste che io voti i fasci old style, anche se pagliarini è il capolista
    il pli può essere un bel “voto di protesta”. certo, se il voto di protesta arriva allo 0,04…

  28. Tanto anche se la destra superasse la soglia passerebbe solo il capolista.

  29. sì ma è il pensiero che conta :)

  30. Vorrei mandartici Yoshi. :-P

  31. simolatrottola Dice:

    Jinzo, io ho deciso: me ne sto a casa, proprio non ce la faccio. Capisco il tuo volere dare un segnale votando PLI ma credo che per quanto il mio non voto possa finire annegato nel mare (spero) o nella pozzanghera (più probabile, visto che alla fine soprattutto a sx anche chi si lamenta finisce poi per andare a mettere la croce sul PD) degli astenuti avrà il significato del “non ne posso proprio più” e del fate pure ma senza il mio consenso. La mia coscienza questa volta non mi lascia scampo.

    Certo che se arrivassimo ad una percentuale di astenuti elevata la cosa non potrebbe passare inosservata…

  32. Simo, ho letto in proposito un commento di Liberty Fighter sul sito dei libertari. Dice che in USA l’astensione è sempre altissima e non gliene frega nulla a nessuno.

  33. Ragazzi, oggi a Carbonia (dove lavoro come giornalista) c’era Franco Giordano, segretario del PRC, per un comizio.
    C’erano si e no 100 persone! Un flop clamoroso, in una città rossissima (il sindaco attuale ha preso l’80%!!! e la sinistra ha sempre vinto tutte, ma proprio tutte, le elezioni).
    Questo significa una cosa: che l’elettore di sinistra ha capito l’antifona, si tappa il naso e vota PD.
    Mi sta venendo voglia di fare la stessa cosa, turarmi il naso e votare PDL.
    Non posso pensare ad altri 5 anni di sinistra, di tasse, di socialismo strisciante e di saputelli sboroni….
    Veramente, mi stanno portando a tracciare ancora una volta la crocetta sul nome Berlusconi. Anche stavolta che per meriti propri non lo avrebbe conquistato.
    Sono combattuto, ma mi sa che devo scegliere il meno peggio, per evitare il peggio.
    Anche perchè, da fonti “sinistroidi”, ho saputo che l’accordo tra Veltroni e Bertinotti per il Senato è già pronto….

  34. Chi si asterrà dovrebbe avere la decenza di non lamentarsi del governo futuro …

  35. “Chi si asterrà dovrebbe avere la decenza di non lamentarsi del governo futuro …”

    non vedo perchè, anzi, già so che chiunque vinca mi lamenterò

  36. Sì, è già pronto Nicola, ma era scontato. Tutta questa manovra dell’andiamo da soli è un bidone. Lo diceva pure Capezzone mesi fa…. vedrai che tireranno fuori la storia dell’”atto di responsabilità”.

  37. simolatrottola Dice:

    Statominimo, chi voterà pdl dovrebbe avere la decenza di non lamentarsi quando si accorgerà che il futuro governo non sarà che l’ennesimo governo di pescecani statalisti. (come ho già detto forzerei la mia coscienza solo se fossi residente in una regione in bilico, che sia chiaro che anche per me la vittoria del PD sarebbe il peggio del peggio)

    Jinzo, negli States è forse anche più “fisiologica” l’astensione, visto che per votare bisogna anche farsi lo sbattimento di registrarsi. Non so se sia per quello che la percentuale dei votanti sugli aventi diritto sia tradizionalmente fra le più basse del mondo. Cmq c’è sempre l’esempio del Portogallo: due elezioni a fila con % di astenuti attorno all’80%.

  38. Io ritengo che per come è la situazione l’unico voto decente e onestamente liberale (sebbene con qualche piccola venatura lib-dem) è quello del PLI, data la situazione non c’è da andare tanto per il sottile.
    Mi pare che De Luca nei suoi interventi televisivi sia l’unico ad aver denunciato apertamente l’isolamento dei liberali e il fatto che il PDL si basa su principi e criteri ademocratici e illiberali nei diritti civili ed economici e nelle modalità costitutive interne.
    Mi sembra che il Pli abbia puntato sul pro-choice senza schierarsi in termini statalistici o pannelliani nella difesa del diritto positivo.
    De Luca in questi giorni stia parlando chiaramente di vendere Alitalia e di iniziare a spendere meno, privatizzando acqua, luce, trasporti e sanità.
    Ma voi le avete sentite ste cose col Silvio?.
    Finora si sa solo che Tremonti governerà ancora in economia alla faccia di Martino e BDV.
    Io sento da PD e PDL solo delle fregnacce moraliste e senza senso da gente che ambisce ad essere al governo, pur senza meriti e senza lodi raggiunte sul campo.
    Che poi l’astensionismo non paghi è cosa nota, ma per lo meno in Usa c’è lo spirito individualista e antistatalista radicato e la politica è molto meno pressante che da noi.
    Noi purtroppo dobbiamo fare una battaglia politica per riformarlo con strumenti legislativi e politici, e per far ciò bisogna avere i voti.
    Ora mi pare un conntrosenso limitare il voto al PLi al solo voto di protesta e non integrarlo (alla maniera dei vecchi neolib) tra un partito e la sua base proponitrice e sostenitrice.
    Mi sembra intutile puntare su un liberalismo inesistente nel PDL, i liberali sono pochi, siamo minoranza fisiologica nazionale, embè se lo siamo che ci mettiamo pure a non votare per un partito liberale.
    Se il PLI è liberale stai tranquillo che finchè non cresce, Silvio se ne sbatte del liberalismo, lui imita soio quello che lo può impensierire in termini di voti ed immagine.
    Queste sono le contraddizioni che permettono a Berlusconi di tirare a campare e impedire un ricambio di classe dirigente politica, idee nuove e la riscossa delle idee liberali e del liberalismo in Italia: che i liberali non votino liberali preferendo i fasci sociali!
    Ciao LucaF.

  39. vitaliano82 Dice:

    caro Luca,
    dobbiamo prendere atto del fatto cha anche in italia si sono formati due “contenitori” elettorali dove ci può essere tutto e il contrario di tutto.
    in questo senso, purtroppo aggiungo io, dobbiamo scegliere il meno peggio o per lo meno il gruppo che sembrerebbe più liberale.
    un voto al PLI non avrebbe senso, poichè non arriverà neanche allo 0,5% e sarebbe un voto che non ci permetterebbe di esprimerci in parlamento.
    sappiamo quanto questa legge lettorale sia insidiosa al senato e per questo, come già detto, voterò PDL lì.
    alla camera possiamo avventurarci in un voto al PLI (anche se a dire il vero De Luca non mi convince proprio) ma dobbiamo renderci conto che sarà ecslusivamente un voto di protesta senza alcuna possibilità che questo gruppo possa crescere.
    per quanto mi riguarda dobbiamo fare in modo che i gruppi liberali del PDL (martino, della vedova, capezzone) abbiamo la meglio.
    dobbiamo scegliere e fare in modo che le nostre idee in quel “contenitore” diventino la maggioranza.

    vitaliano
    http://yellowcar.wordpress.com

  40. “dobbiamo scegliere il meno peggio o per lo meno il gruppo che sembrerebbe più liberale”.

    Appunto io scelgo tra tutti il Pli.

    “in italia si sono formati due “contenitori” elettorali dove ci può essere tutto e il contrario di tutto”.

    Che in Italia si siano formati due contenitori è vero, che questi siano gli unici e i soli è falso, che contengano di tutto (aggiungerei tranne che i liberali e le loro proposte) è motivo in più per non andare come i pecoroni dietro a tali “buoni pastori”, e rivendicare una differenza di pensiero.
    D’altronde fosse come dici te perchè negli Usa esiste il LP oltre ai due?.
    Inoltre non mi pare che i liberali abbiano molte speranze, spazi, rappresentanza e libertà entro tale partito.
    Mi pare ovvio poi che se bisogna andare solo con i potenti, ci si incammina verso la strada del bieco e cieco servilismo e della schiavitù clericofasciocomunista.
    Che De Luca possa anche non convincere, è una tua legittima opinione d’altronde è politico che conosce il fatto suo, sebbene a volte si lascia un pò trasportare dal passato e dalla retorica.
    Comunque sta dicendo cose liberali liberiste e libertarie (oltre che laiche, aspetto non indifferente a fronte del serivilismo papista del PDL).
    Il PLI è un vero partito non un contenitore monarchico autogestito da Silvio, sarà pure piccolo quanto vuoi (per il momento, ovvio che Silvio & co. lo hanno ghettizzato dai media per tutto questo tempo) ma almeno è liberale ed è nell’ELDR in Europa.
    La protesta può essere costruttiva e a medio lungo periodo vincente più del servilismo.

    “dobbiamo fare in modo che i gruppi liberali del PDL (martino, della vedova, capezzone) abbiamo la meglio.”

    Scusami ma francamente mi viene da ridere (non per la tua frase, ma per la realtà attuale), mi spieghi come solo 3 persone (dato che forse gli altri politici elencati in questo sito non li collocheresti di certo entro l’anarcocapitalismo possono cambiare 400 persone elette in parlamento su diktat di Silvio, Bondi e Cicchitto e della compagnia clerico-fascista?.
    Mi spieghi come 3 gatti liberali i quali uno non è stato manco invitato alle elezioni, l’altro che per disperazione si è buttato a fare l’ambientalista liberale e l’ultimo a occuparsi di difesa a tempo pieno (per non litigare con Tremonti) possono migliorare onestamente il partito!.
    Ma di liberali francamente ne trovi di più nel PLI (anche se/di non eletti) che in tale contenitore!.
    inoltre non mi pare che sia Capezzone e BDV siano riusciti in questi 2 anni a tirare fuori “un ragno dal buco”, dato che uno ha fatto un movimento che non gliene è mai fregato nulla della propria base e di dar risposta su neolib ai nostri appelli ma solo della sua visibilità e carriera.
    Laltro ha mollato il Guru e creato un movimento di opinione e proposte liberali e non è stato malgrado le “leccate di fondo” a Bondi, nominato in parlamento (al massimo farà il portaborse di Tremonti!), mentre Martino è irraggiungibile a qualsiasi proposta o dialogo (ovvero gli interessa il proprio quieto vivere).
    Se tu pensi che questi 3 campioni (di cui 2 di scuola pannelliana) possano rivoluzionare il PDL, stai fresco!.
    Mi dispiace ma io preferisco fare 4 o 5 anni fuori dai giochi della casta, piuttosto che essere entro tale ambiente totalitario.
    E poi non è detto che i sondaggi abbiano ragione, c’è il 40% di indecisi.
    Inoltre mi pare che i liberali non possano tirare a campare su Berlusconi in declino psicofisico e di proposte politiche ancora per molto.
    I suoi eredi sono Fini e Tremonti, con Casini alla porta, se tu vuoi stare in questa DC fai pure, io sto con il mio pensiero e la mia libertà.
    Saluti LucaF.

  41. Adesso spiego cosa in realtà penso del PLI con un post.

  42. vitaliano82 Dice:

    caro Luca, per risponderti il LP in usa (purtroppo è in minoranza e riesce a far poco).
    capisco che tu possa aspettare 5 anni per vedere crescere questo PLI.
    se posso dirti la mia questo PLI puzza di pentapartito e forse, in un certo punto di vista sebbene predichi laicità e faccia discorsi liberali è più vicino alla DC del PDL.
    con questo non voglio essere assolutamente un “tifoso” del PDL, che non mi piace per niente, ma bisogna prendere atto (per me ripeto) che bisogna schierarsi e “stare” da una delle due parti.
    per questo sceglierò il male minore. non lo farò con gioia o tanto peggio con servilismo, ma dal mio punto di vista è fondamentale.
    tu aspetterai 5 anni, io mi voglio illudere che senza l’UDC si possa fare una politica meno clericale, sperando che si possa fare una politica quantomeno decente.
    preferisco poche persone, che nessuna.
    a chiosa di ciò ti voglio garantire che non svendo il mio pensiero, non è un voto al PDL che farà di me un novello Faust, ma lo vedo come un voto in attesa di qualcosa, che anche in Italia si sviluppi un vero LP (che non puzzi di pentapartito…) che guardi al futuro e non al passato.
    vitaliano
    http://yellowcar.wordpress.com

  43. Se per Pentapartito vuol dire trovare accordi parlamentari trasversali su coppie di fatto e diritti civili che non costino al cittadino e che possano dare maggior libertà di scelta, vada per il pentapartito (logicamente ognuno rimane con le sue idee, identità politiche e vota solo ciò che ritiene utile e dopo un serio dibattito interno tra programmi e proposte politiche).
    Che poi il PLi possa votare anche in parte elementi legislativi proposti da BDV e il PDL è lecito, purchè siano questi liberali e convenienti per i cittadini e il nostro elettorato (se questo può sembrare democristiano e terzista lo è, ma con la grande differenza è che noi lo facciamo non per entrare in una grande coalizione, o per aiutare il vaticano e l’aumento etico di spesa pubblica, ma per dare visibilità ai liberali e a ciò che serve).
    Il PDL (come conseguenza anche della vecchia FI) è stata una esperienza politica e partitica frustrante peggio che il centrosinistra negli anni’60 che il vecchio pentapartito per i liberali.
    Fi era composta più da socialisti, clericali, democristriani, opus, Cl ed ex comunisti che da liberali.
    A ben pensarci era peggio degli esempi precedenti.
    Purtroppo come anche tu ammetti onestamente il PDL rischia solo di amplificare questi errori ed orrori ideologici e clientelari, facendo sparire del tutto i liberali (cosa già in parte avvenuta gradualmente), in pratica anche senza Casini (ma con Giovanardi), a rimetterci in termini di immagine è sempre il liberalismo nel PDL.
    ciao LucaF.

  44. vitaliano82 Dice:

    Luca, come penso tu abbia capito non è che mi piaccia il PDL, lo voto solo perchè nonstante la presenza clericale (odiosa, ma spero minore ora) è l’unico partito che entrerà in parlamento a fare qualcosa di minimamente (anche solo in parti piccolissime liberali).
    ripeto De Luca mi è sembrato uno che ha rinvangato il passato (sembrava rimpiangere i “bei” tempi con DC e PSI) e a questo punto tanto vale dare il mio voto (al senato) a quella forza politica che così potrà governare con più stabilità.
    alla camera vedo il mio voto come voto di protesta, l’avrei dato anche al PLI, ma non mi ha convinto.
    Naturalmente diversa sarebbe la faccenda se ci fosse stata all’elezioni un forza liberale nuova, “fresca”, che non puzzasse di vecchio e di nostalgico sulla quale si sarebbe potuto costruire qualcosa di importante per il futuro, ma questa dobbiamo prenderne atto, non esiste.
    ciao vitaliano
    http://yellowcar.wordpress.com

  45. vitaliano82 Dice:

    fatto
    PLI alla camera (la lista pdl non mi conviceva)
    PDL al senato

  46. Same as me.

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