L’antologia di Edipo

Osservate bene le liste del PdL. Chi riesce a trovare il maggior numero di laici vince un bannerino autografato virtualmente da Gabriella Carlucci, da esporre nel proprio blog. Per adesso abbiamo reperito i seguenti candidati:

  1. Benedetto Della Vedova
  2. Giuseppe Calderisi
  3. Chiara Moroni
  4. Nino Paravia
  5. Giorgio LaMalfa
  6. Francesco Nucara
  7. Stefano Caldoro
  8. Luca Barbareschi
  9. Monica Faenzi
  10. Enrico Costa
  11. Gianfranco Miccichè
  12. Antonio Del Pennino
  13. Enrico Musso
  14. Renato Brunetta
  15. Antonio Martino
  16. Battista Caligiuri
  17. Stefania Prestigiacomo
  18. Giulia Bongiorno (?)
  19. Giancarlo Galan
  20. Giorgio Stracquadanio
  21. Lamberto Dini

Date il vostro contributo.

85 Risposte a “L’antologia di Edipo”

  1. Del Pennino che io sappia è stato trombato assieme a Capezzone, Biondi e Rivolta.
    Al massimo si può aggiungere nell’elenco la Boniver e la Prestigiacomo come candidate laiche pro-choice.
    Ma tutto questo appare comunque surreale su 600 e passa deputati e senatori.
    Jinzo c’è già questo elenco aggiornato (mi pare) di liberali:
    http://movimentoarancione.blogspot.com/2008/02/lib-list.html
    Lucaf.

  2. Ho colto la citazione edipica nietzchiana, anche se forse qui era meglio quella pirandelliana (1 nessuno e centomila o 6 personaggi in cerca d’autore).
    LucaF.

  3. Più che Nietzsche era Bartezzaghi… sulla Settimana Enigmistica… :-D
    ma anche il filosofo tedesco può andare.

    Comunque quella lista mi pare un bidone: Isabella Bertolini?

  4. Vabbè mica l’ho fatta io, io te l’ho solo segnalata, per evitarti il “duro lungo compito” (se per questo manca Teso, anche se quest’ultimo non so se lo candidano).
    Comunque “l’Antiedipo” è un testo anche di Deleuze (tanto per restare in tema, forse sarebbe bene che i liberali lo leggessero, altro che valori clericali!)
    LucaF.

  5. Certamente tranne le parti di Vattimo e le interpretazioni contro il mercato, che propone lo stesso Deleuze (in fondo era pur sempre un francese!).
    A meno di non classificare il suo mercato come un mercato di tipo statalistico tremontiano o cinese (anche se il suddetto non propone tali versioni o alternative, l’interpretazione da cogliere e da parzialmente rettificare potrebbe benissimo essere spostata su tali manifestazioni (ovvero di non mercato)
    LucaF.

  6. C’è pure Enrico Nan, quello della legge sulla moralizzazione della rete sulle immagini sessuali. Demenziale.

  7. Nel senso che non c’è la sua candidatura e l’hanno tolto, o lo fai ricadere nella lib-list come “liberale”?.
    Guarda io non so neppure chi siano questi del movimento arancione.
    Me li hanno segnalati come indirizzo, ma che ci vuoi fare, mi pare che la marmellata partitica ormai proponga mezze figure e luci ombre in un teatro dell’assurdo beckettiano (tanto per restare con le citazioni colte).
    Oramai ho sentito pure Bertinotti a Porta Porta dichiararsi liberale (ma non liberista perlomeno!).
    A questo punto il termine liberale è obsoleto, appare sempre più rozzamente e ridicolmente quale essere (dall’intelligenza dubbia) che muove la bocca a vanvera e poco il sedere.
    Per questo come ti ho scritto nelle pagine precedenti, dobbiamo puntare tutto sul Pli nel medio-lungo periodo in Italia e in Ue per puntare ad avanzare con le proposte anarcocapitaliste libertariane.
    LucaF.

  8. Nel senso che hanno messo Enrico Nan nella lib lista anche se non c’entra molto.
    Temo che il PLI non sia anarcocapitalista e libertariano, ma certamente in confronto a Berlusconi è il LP americano.

  9. Anch’io aggiungo la Boniver.
    Ma Del Pennino non era stato trombato?
    Quindi 15 su 945 (senatori e deputati) rappresentano il 1.5% di laici appertenenti al centro destra. Se sommiamo quelli del centrosinistra non credo che si arrivi comunque al 10% tra Senato e Parlamento. E poi dicono che c’è una lobby laicista trasversale…

  10. Ok, mi sta bene l’accostamento LP Usa Pli italiano, l’importante è iniziare a collaborare più strettamente con quelli del PLI (De Luca a parte , in parte a me sconosciuti anche come volti e nomi); per promuovere il partito e cercare di ammodernarne il suo appeal e contenuto.
    Mi pare come ti ho scritto che forse dovremmo creare una piattaforma blog o contenitore (tipo neolib.it degli esordi) per promuovere tale alternativa liberale (e in previsione si spera potentemente libertarian).
    Mi pare che Libertari.org e pure Gaylib potrebbero rientrare nella partita con noi.

    LucaF.

  11. Adesso devo andare a lezione, ne riparliamo al tel. nel weekend (chiamo io), leggi la mail che ti ho inviato.
    Ciao.
    LucaF.

  12. @Fabri:

    Il problema è che i laici del csx in economia non mi piacciono, eccetto il solito Morando… C’era Zanone, ma naturalmente è stato trombato. Lobby laicista trasversale? Se non sbaglio lo disse Luca Volontè… O era la lobby radicale (bah!).

    @LucaF:

    Inutile perdere tempo con il PLI come partito, credo che si debba più che altro insistere con decidere.net, allo scopo di creare questa benedetta corrente libertarian nel pdl. Per adesso iniziamo con il voto di protesta al senato. Alla camera io credo voterò pdl, per aiutare i laici che naturalmente hanno posto in bilico nelle liste, come Chiara Moroni.

  13. Putroppo hai ragione da vendere. Le candidature del PDL sono una vergogna per chiunque sia liberista, o libertario.

    Non c’e’ scampo.

    Demonio Pellegrino

  14. Forza ragazzi, che a 20 su 400 ci arriviamo!

  15. Caligiuri, candidato nella mia Calabria al Senato. La sua candidatura è stata sostenuta dalla casa editirice Rubbettino e da ambienti liberali.

    Jinzo, vorrei sapere se è possibile aggiungere tra i tuoi link il blog che gestisco insieme ad altri amici liberali e di centrodestra.

    http://www.falcodestro.altervista.org

    Saluti liberali, LIBERAMENTE

  16. Ah, sei tu quello del Falco, LIBERAMENTE.
    Bene, ti aggiungo tra le cortecce frontali.

  17. sono disinformato forse, ma perchè barbareschi?

  18. Firmò l’appello libertario e partecipò ad una manifestazione dei salmoni.

  19. da quando chiara moroni è scesa in piazza per difendere il diritto dei farmacisti a essere gli unici venditori di aspirina non mi sta più simpatica

  20. Vabbè ognuno poi ha le sue magagne…
    Biondi ad esempio difendeva l’ordine degli avvocati…

  21. Si parla di laici, non di liberali, infatti.
    Personalmente della lista salvo solo Della Vedova, Calderisi, Barbareschi, Brunetta e Martino. Gli altri mi stanno vagamente sulle palle.

  22. ale.ga. Dice:

    Stracquadanio e Dini. Purtoppo però la Moroni e Del Pennino non sono in posti blindati.

  23. La casellati ha promesso che porterà la legge sulla liberalizzazione della prostituzione. E’ candidata in Veneto

  24. @Alega:

    Se mi dici il nome di stracquadanio lo aggiungo alla lista.

    @Orso:

    Se parliamo di liberali allora scendiamo veramente a 4 persone.

  25. @StatoMinimo:

    La Casellati sinceramente non l’ho ancora classificata. Sull’aborto mi pare un po’ clerico, più che pro-life alla Ron Paul.

  26. Io aggiungo un nome di un certo peso che qualche speranza dovrebbe suscitare in tutti noi: Il governatore del veneto Galan che, oltre a essere un sincero liberista anti-tasse e federalista, si è sempre rivelato tollerante e laico nei temi eticamente sensibili rintuzzando puntualmente le sparate omofobiche e razziste dei suoi avvinazzati corregionali compagni di coalizione. Potrei azzardarmi ad affermare che Galan è un po il nostro Ron Paul

  27. Giorgio Stracquadanio e Lamberto Dini.

  28. Primadeltemporale Dice:

    Neanch’io sono in grado di classificare la mia corregionale Casellati.
    Una domanda: ma Caldoro non si chiama Stefano? O si parla di un altro?

    Buon weekend,
    Alessandro

  29. Si chiama Stefano, ho fatto confusione.

  30. Aggiunti gli altri nomi, buon week-end a tutti. Se nel frattempo riuscite a trovare qualcun altro, mi raccomando fatemi un fischio. Siamo a 20, forza con i nomi. E poi facciamo girare questa lista.

  31. Guarda che se questa lista viene intercettata dalla magistratura potrebbero accusarti di anticristianesimo e chiuderti il blog. ;)
    Scusa ma questo post mi ricorda la lista di prof ebrei pubblicata su un blog del cannocchiale e che poi fu chiusa.

  32. Vero, infatti, bisognerebbe stare molto attenti: potrebbe darsi che nelle prossime elezioni fanno sparire pure questi. Ad esempio la candidatura di Miccichè, che si dichiarò assuntore di cocaina, già mi sembra incredibile.

  33. In Sardegna l’unico laico candidato nelle liste PDL è l’ex presidente della Regione Mauro Pili, alla Camera.
    Però non è liberale: era un giovane socialista riformista, fino al ‘93. Poi fece una lista civica tra l’anti-politica e l’anti-stato, una via di mezzo tra le idee leghiste prima maniera in salsa isolana-municipale (fu sindaco della mia città a soli 26 anni…) e la prima Forza Italia, quella del ‘94. Poi confluì, direi naturalmente, in Forza Italia. E’ in gamba, ma purtroppo non è propriamente un liberale.
    P.S. Scusate, ma il solo termine “laico” non mi dice niente. Preferisco un credente liberale in economia e nei diritti civili che un laico statalista.

  34. Leggendo le liste del PDL, mi sono imbattuto in altri nomi, che sottopongo al vostro giudizio. Magari non sono propriamente liberali, ma magari non sono nemmeno clerical-statalisti-fascistoidi. Proviamo:
    Margerita Boniver (Camera-Piemonte-sicura)
    Lucio Stanca (Senato-Piemonte-sicuro)
    Giuseppe Vegas (Senato-Piemonte-sicuro)
    Adolfo Urso (Camera-Veneto-sicuro)
    Giancarlo Galan (Senato-Veneto-sicuro)
    Fiamma Nirenstein (Camera-Liguria-sicura)
    Alessandro Gianmoena (Camera-Liguria-difficilissimo)
    Franco Frattini (Camera-Fruili-sicuro)
    Paolo Romani (Camera-Lombardia-sicuro)
    Luigi Casero (Camera-Lombardia-sicuro)
    Antonio Palmieri (Camera-Lombardia-sicuro)
    Giulio Cazzola (Camera-Emilia Romagna-sicuro)
    Simone Baldelli (Camera-Marche-sicuro)
    Mario Baldassarri (Senato-Marche-sicuro)
    Paolo Guzzanti (Camera-Lazio-sicuro)
    Giancarlo Lehner (Camera-Campania-sicuro)

    Inoltre Chiara Moroni, Stracquadanio e Del Pennino sono praticamente sicuri, soprattutto in caso di successo del PDL (anche gli altri “giudizi sull’elezione” partono da questa costante).
    Di contro, vedo che Bittarelli, il capo della rivolta dei tassisti (sic!), è in posizione particolarmente difficile nel Lazio al Senato, quindi potrebbe e dovrebbe restare fuori. Bene.

  35. Io infatti al senato confermo il mio voto per il PLI. Quanto ai nomi da te fatti:

    la Boniver mi sembra retrocessa su posizioni clerico.
    Urso credo sia clerico.
    Galan è già in lista.
    Guzzanti mi sa che è clerico.
    Baldassarri potrebbe essere laico.

    Gli altri non li conosco bene.

  36. Cari Jinzo e Luca F, visto che vi permettete di sputare sentenze sul lavoro altrui (sono l’autore della “Lib-List”), v’informo che basta guardarsi il profilo Wikipedia di Isabella Bertolini, x scoprire che nella Prima Repubblica era iscritta alla Gioventù Liberale. X qto riguarda Enrico Nan, trattasi di deputato ligure del gruppo Biondi-Costa che, credo, siano due storiche figure liberali del centrodestra. E cmq, basta saper leggere x vedere che:

    a)Quella non era una lista di candidati, dato che è stata pubblicata ben prima della compilazione x queste Politiche, ma di personalità liberali (almeno “ufficialmente”) nei vari partiti/schieramenti;

    b) L’articolo premetteva la possibilità di qualche dimenticanza ed invitava ad eventuali integrazioni.

    Non facciamo quelli “contro” a tutti i costi…

  37. Primadeltemporale Dice:

    Caro Federico Zuliani,

    sicuro che l’autore di questo blog ti risponderà per chiarire qualsiasi equivoco ci possa essere stato, mi complimento intanto per il lavoro che state facendo con il Movimento Arancione (ho visitato diverse volte il vostro sito). A me non è sembrato, caro Federico, di aver mancato di rispetto o sputato sentenze, in fondo tutti possiamo inciampare su sviste.

    Il fatto che la signora Bertolini abbia fatto parte della Gioventù Liberale, nel presente, conta relativamente poco – le sue attuali posizioni assomigliano più a quelle di Volonté. Lo stesso si potrebbe dire di ex radicali come Marcello Pera (colui che dice che se c’è qualcuno che, in Italia, dice qualcosa di laico questi è proprio il Papa, non sapendo di declassarlo in questo modo, e che ultimamente si è scagliato anche contro l’aborto in quanto omicidio) e Gaetano Quagliariello, i rutelli del PDL. Ora c’è anche Eugenia Roccella, ex radicale, a dar loro man forte.

    Jinzo, non so se Urso sia clerico (probabilmente hai ragione tu), di certo mi è sempre sembrato uno dei membri meno statalisti del suo partito. Non so se la Casellati sia laica, l’ho vista l’anno scorso in una trasmissione tv dove si parlava di Coraggio Laico e Family Day e le sue tesi mi sembravano contrapposte a quelle di Massimo Teodori.

    Saluti a tutti,

    Alessandro

  38. Vorrei gettare un po’ di acqua sul fuoco: è ovvio che qualsiasi lista è opinabile. Credo che Federico abbia perciò usato un criterio condivisibile, cioè quello di essere “inclusivi” nel senso di elencare anche figure controverse. Nel dubbio se mettere o meno qualcuno, meglio metterlo e discuterne che dimenticarsene del tutto. Poi di Federico mi fido, è un vero esperto di queste cose… Ne sapessi io la metà di lui!

  39. @Federico:

    1) Non ti incazzare.
    2) Nessuno ha sputato sentenze sul tuo operato. Ma anche se fosse, i post sono fatti per essere commentati, quindi se ho da ridire su un tuo post lo scrivo. Se non vuoi sottoporti a critiche perchè scrivi post?
    3) Se la Bertolini era liberale nel ‘32 sinceramente poco importa… Anche Ferrara in passato era comunistia; di certo non lo metterei in una commie list.
    4) Enrico Nan è il promotore di una legge talebana oltre che demenziale sulla moralizzazione della rete, se non sbaglio. Ma attendo di essere smentito.
    5) Per il resto io apprezzo il lavoro del movimento arancione, nonchè il tuo e questo attacco da parte tua mi lascia perplesso.

  40. @Francesco:

    Il problema sta nel momento in cui si includono figure realmente incomprensibili. Un conto è l’inclusione di La Malfa, ad esempio, un conto quella della Bertolini.

    @Alessandro:

    Urso credo sia comunque liberista, almeno rispetto agli altri del suo partito.

  41. Thank you, You can visit http://nghecon13.googlepages.com“>
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  42. Ok, ma può sempre capitare una svista o una scelta poco ‘rigorosa’. Non dobbiamo essere troppo polemici fra di noi… Comunque dai, credo sia stato solo un malinteso. A presto.

  43. Il mio non voleva essere un attacco, ma una puntualizzazione. X qto riguarda le critiche, io sono uno che le sa accettare, basta leggersi il commento che ho lasciato a Gohan, quando ha usato addirittura un post x criticarne uno del mio blog personale. Semmai, mi altero quando le critiche appaiono gratuite e superficiali, visto che in alcuni passaggi sembrava che io avessi compilato la lista pescando a caso dai nomi dell’elenco parlamentare (o del telefono…). Ribadisco, quella lista è fatta da persone che, almeno sulla carta (x così dire), sono/si dicono liberali. Se poi, da liberali. fanno i talebani, allora possiamo discuterne finchè volete, xò la “colpa” è eventualmente loro che si dicono A e fanno B, mica mia…

    E con questo, credo che potremmo chiudere qui l’ “incedente”, almeno x qto mi riguarda. X il Movimento risponda Francesco, x le altre persone coinvolte, facciano loro…

    Saluti [liberali, non romani, eh?! :) ]

  44. Primadeltemporale Dice:

    Dopo aver letto la sua ultima sparata, Ciarrapico (non fascista ma “guelfo”) potrebbe essere il portavoce della “sana laicità”. Leggere per credere :D

    http://www.dire.it/HOME/ciarrapico_le.php?c=9331&m=3&l=it

    Ma possibile che costui, appena entrato nel PDL, già inizi a far danni?

  45. @Francesco – Federico:

    Il caso è chiuso, ridiamoci su. :-D

    @Primadeltemporale:

    Io ricordo che quando era presidente della Roma il pubblico gli cantava “Ciarrapico boia”.

  46. Sul “caso”: andata!

    Sul Ciarra: grazie a lui, l’inno del PdL non sarà “Menomale che Silvio c’è”, ma la nota “hit” di Gianni Morandi, “Uno Su Mille”… :)

  47. Da parte mia non c’era nessuna intenzione di attaccare il movimento arancione; quindi mi scuso se sono stato frainteso.
    Sui nomi, mi pare voler cercare il classico ago nel pagliaio, è inutile illudersi con 15 individui, i quali avranno intenzioni (graduali) pure liberali e liberiste, ma che politicamente entro il partito contenitore, non conteranno nulla; dato il loro ruolo di meri schiaccia-pulsanti.
    Quel che conta al di là dei mestieranti della politica nel PDL è la cultura rappresentata dal partito PDL a preoccupare.
    La presenza liberale in questo contenitore, pare essere il classico specchietto per le allodole (dato che a livello regionale, le liste presentano come capofila in Palramento coloro che non sono liberali, quindi chi vota il PDL vota indirettamente inanzitutto per tali personaggi.
    Inoltre il voto del PDL non garantisce l’ingresso a tutti questi liberali, dato la loro distribuzione per circoscrizioni, differenti, in varie zone d’Italia.
    I liberali dentro il PDL, paiono esserci più per necessità personali che per voler cambiare le cose nel PDL, è la natura del contenitore PDL.
    Il quale pone come sua apparente sospensione di giudizio su temi etici la precondizione formale e cieca adesione al modello PPE, in salsa italica clerico-papista.
    In sostanza non si vuole puntare con il megafono alla rissa frontale, ma piuttosto continuare come fin d’oggi a incamerare voti da tutte le parti e poi tirare l’acqua verso il mulino papale.
    Ma avete sentito le dichiarazioni di questi giorni di Rotondi, Formigoni, Lupi e Tremonti?.
    Tra paradiso e santi, tra protezionismo e valori etici, non mi pare proprio nonostante tutti i nostri sforzi di ubriacarci con 15 nomi di poter comunque sperare in un vero cambiamento verso il liberalismo lib lib lib laico da parte del PDL.
    Inoltre sulla vicenda Martino, pare esserci stata un suo sistematico ridimensionamento decisionale e d’immagine, dopo la proposta lanciata e inseguito ritirata a proposito delle missioni all’estero (possibile che non si sia prima consultato con Berlusconi?, e come mai poi quest’ultimo ne ha preso le distanze?).
    Per non parlare dell’indietreggiamento di Berlusconi in ambito economico, con il rilancio per una nuova riforma del welfare alla Confcommercio, e la sua successiva smentita (causa pressione sindacati, UGL compresa).
    Mi pare che si continui a puntare a livello nazionale e locale (v. Malpensa) alla difesa delle aziende italiane e di bandiera, puntando a ridurre gli spazi di mercato e di liberalizzazioni.
    Il cattoliberalismo non è liberalismo ma socialconservatorismo assistenzialista e populista da Opus e CL.
    Mi pare che stiamo perdendo tempo e ulteriormente la faccia, se ci illudiamo che il PDL rinunci ad essere il partito dei democristiani cattolici papisti reazionari.
    Onestamente i temi etici e gli esponenti pro choice non vengono neppure menzionati nei dibattiti, entro il PDL, si punta semmai a rappresentare l’omogeneità in tali tematiche che contraddistinguerebbe il PDL rispetto alla dialettica interna (apparente) nel PD.
    L’epurazione dei liberali veri è servita a questo, per cercare di contendere il voto cattolico rispetto a Casini e al tandem Veltroni-Guru.
    Jinzo, penso onestamente che le possibilità di poter contare ora e in futuro sia in economia che nei diritti civili nel PDL, sia pari a quella singolarmente presa e considerata nei due campi rispettivamente della SA che nell’UDC.
    Il PLI sarà pure vecchio come mentalità, non aggiornato con le nuove tecnonologie, confuso e sconosciuto nei programmi e nomi, però abbiamo una base di partenza su cui poter lavorare tranquillamente e onestamente in futuro fruttuosamente e in modo autenticamente liberale (basterebbe aumentare il peso dei blogger e dei liberali scontenti entro le organizzazioni del PLI).
    Mi pare che il PLi porti avanti il programma di Decidere.net, non mi pare che il PDL possa fare e dire altrettanto.
    Certo il PLI non raggiungerà una soglia significativa per andare alla Camera o al Senato, ma senza le preferenze, teoricamente i pochi liberali che andranno in Parlamento, ci andranno limitati della loro libertà di opinione ed espressione; con la paura di mettere in discussione le gerarchie e i programmi nel PDL (rischio esclusione futura).
    Inoltre ti ricordo che queste elezioni varranno per circa un anno, sia per lo stallo al senato quasi sicuro, sia per la scadenza del referendum che modificherà la legge elettorale (sebbene su due punti su tre personalmente sia contrario, dato che giustificherebbe una situazione all’incirca simile a questa).
    Il referedum non reinserisce le preferenze, ma solamente l’impossibilità di candidarsi in più circoscrizioni in una delle due Camere; dubito che tali due Chiese partito PDL-PD possano reintrodurle in parlamento, in futuro, dato che questo produrebbe attriti e caos entro le due “macchine da guerra” .
    Insomma non mi pare che con il ricatto delle nomine, questi liberali potranno aldilà di qualche polemica (atta a mantenere la parvenza di una presenza liberale e di un loro virtuale elettorato) essere liberi di decidere.
    Mi pare che dovremmo in qualche modo dare una mano al PLI, mettendo link, banner e sopratutto costruendo una piattaforma che li possa sostenere sul web.
    LucaF.

  48. Francamente non ritengo ottimale, contribuire a tale pagliacciata PDL, dando il voto liberale a coloro che per il 98.8% non sono liberali.
    Sarebbe una giustificazione e un significativo riconoscimento e accettazione dell’attuale condizione del contenitore PDL.
    Alla pari di quanto succede nel PD con veltroni e il Guru (sebbene nel PDL forse con più patetica rassegnazione), non mi va che Berlusconi alla pari dell’altro clone, possa fregiarsi del riconoscimento e del patentino liberale, con solo 4 gatti liberali al suo interno e con la totale assenza di programma liberale in economia e nei diritti civili.
    LucaF.

  49. Io ho affrontato la questione nel mio ultimo post… http://www.movimentoarancione.it

  50. http://mediacenter.corriere.it/MediaCenter/action/player?uuid=14ab80ac-f594-11dc-9514-0003ba99c667
    Candidiamo anche questo alle elezioni (per lo meno come pianista!)!.
    LucaF.

  51. @LucaF:

    Diciamo che in economia, fatta eccezione per il nauseabondo blocco sociale, il resto sembra positivo, sebbene le dichiarazioni dei leader sembrano essere del tutto in opposizione alle liberalizzazioni e ai tagli fiscali di cui si parla nel programma.

  52. oh Jinzo guarda su TV nella homepage chi c’è tra i post più votati delle lultime 48 ore:D
    ahahahhah che figata la città è popolata di pericolosi liberisti anti pd e pdl:D

  53. Diciamo che Berlusconi e Tremonti insistono nel voler salvare uno dei più colossali sprechi economici dello Stato italiano.
    Diciamo che Brunetta e BDV sono in forte minoranza e che Martino lo usano come parafulmine per alcune sparate senza coraggio dei fatti.
    Molte delle iniziative PDL poi sono rivolte alla penalizzazione dei single e dei non sposati (v. quoziente familiare) in stile UDC (sebbene al 35%).
    Io li chiamo provvedimenti da lotta di classe etica.
    Non mi pare che onestamente poi se guardiamo ai diritti civili si vada meglio, e allora perchè insistere con tale “pannellata”?.
    A parte la riduzione delle tasse del 0.1% e la detassazione degli straordinari; non c’è altro; solo vecchiume, maggior spesa e vecchie storie.
    Ripeto se vogliamo cambiare il PDL inanzitutto non votiamolo (e se è il caso è meglio pensare a rinforzare a livello locale e d’appeal il vecchio PLI, è onestamente l’unica alternativa e possibilità di incidere per il futuro, da parte di noi veri liberali liberisti libertari e laici).
    LucaF.

  54. silvestro Dice:

    ehm, micchichè????

    quello della fondazione federico II??? secondo me appena ti informi lo depenni con sdegno dalla lista.

    ciao

  55. Se non sbaglio è pure antiproibizionista…

  56. silvestro Dice:

    e grazie, sniffa peggio del folletto…

  57. Vero, però lo ammette, a differenza di tutti gli altri. Il che significa che va sostenuto.

  58. silvestro Dice:

    jinzo, lo ammette una cippa. l’hanno beccato a farsi portare la coca al ministero e lui ha parlato di polizia deviata.
    mentre ha tranquillamente votato la legge fini in consiglio.

    in più fa tranquillamente lo scambio del voto per posti a tempo indeterminato in fondazioni patrocinate e finanziate dalla regione sicilia.

    e non dico questo per partito preso perchè un biondi od un costa sono libertari almeno in materia di diritti civili sul serio. come un barbareschi.

    miccichè sarebbe tra i motivi per cui non te la senti più di votare berlusconi. ed è uno dei motivi per cui vado a votare io contro nonostante anch’io debba mangiare merda per mettere quella crocetta.

    io appoggio in pieno la tua iniziativa nonostante penso che di economia non capisci una mazza ;-) ma se un partito liberista esistesse sul serio e fosse composto da persone degne, come minimo migliorerebbe anche il centrosinistra (questo è un caposaldo del libero mercato), o comunque mi darebbe un’alternativa credibile.

    quindi inghiotto anche del pennino e la prestigiacomo tranquillamente (brunetta abbi pietà ma non me la sento) ma miccichè proprio no.

    ciao

  59. “jinzo, lo ammette una cippa. l’hanno beccato a farsi portare la coca al ministero e lui ha parlato di polizia deviata.”

    Veramente ha detto: “non sono uno spacciatore, sono solo un consumatore di cocaina”.

    “mentre ha tranquillamente votato la legge fini in consiglio.”

    In consiglio? La legge Fini è nazionale, lui non era alla regione?
    Comunque trovare politici realmente antiproibizionisti nel PdL è difficile, c’è da ammetterlo. Ma preferisco senza dubbio le posizioni moderate di BDV alla stanza del buco pubblico della sinistra arcobaleno.

    “in più fa tranquillamente lo scambio del voto per posti a tempo indeterminato in fondazioni patrocinate e finanziate dalla regione sicilia.”

    Quella se non sbaglio è tendenza di tutti i politici.

    “io appoggio in pieno la tua iniziativa nonostante penso che di economia non capisci una mazza ma se un partito liberista esistesse sul serio e fosse composto da persone degne, come minimo migliorerebbe anche il centrosinistra (questo è un caposaldo del libero mercato), o comunque mi darebbe un’alternativa credibile.”

    Che di economia non capisco una mazza potrebbe essere vero: accetto tranquillamente critiche da chi si intende di economia. E questo significa che non accetto critiche da chi fa uso di paradigmi socialisti ;-) . D’altronde il dialogo tra un economista ed un socialista, di Bastiat, credo dica molte cose a riguardo. :-P
    Per il resto hai ragione, il PdL sui temi liberisti non è credibile.

    Quanto a Brunetta: non capisco perchè tutti se la prendono con lui. In fondo è uno dei pochi liberisti (moderati) e laici del centrodestra (4 sì alla procreazione assistita).

  60. ciao a tutti, volevo soloaugurare Buona Pasqua ma ho letto il post e alcuni commenti… lungi da me la volontà di riaprire casi già chiusi perchè mai aperti … ma vorrei chiedere a Federico (grande plauso al “MOvimento Arancione”), sprando che non si offenda. Isabella Bertolini è la coordinatrice emiliana di Forza Italia e di laico o di liberale ha davvero poco. Per lo meno questo è quel che sembra al sottoscritto (che di FI, in emilia romagna ha fatto parte, anche sotto l’egida dell’IsaBertolini). Ottima persona, certamente, ma quanto alla sua vocazione liberale …
    Io, comunque, voterò PLI.

  61. silvestro Dice:

    miccichè era viceministro all’economia ed onorevole.

    http://archiviostorico.corriere.it/2002/agosto/28/Entro_Tesoro_con_accredito_Micciche_co_0_0208285370.shtml

    e brunetta è semplicemente perchè lo trovo antipatico, ma è una questione personale, manco di pensiero.

    eppoi non chiedevo tanto, solo un depennamento di gianfranchino, che ti costa? tanto uno più uno meno non farebbe differenza e sarebbe più coerente.

    ciao, buona laica pasqua

  62. Credo che Bertolini sia la ‘cosa’ più lontana dal liberalismo che io abbia mai visto….spara su diritti civile dei gay, su eutanasia, su aborto e su sperimentazione. Spara sui ‘laicisti’. Parla di Valori cristiani…Insomma secondo me è proprio una tragedia, altro che liberale….
    Il resto della lista di Jinzo mi pare corretta. Su Urso so che non è proprio un filo-clericale, ma spesso abbassa la testa su certi temi per ordini di scuderia.
    Per il resto mi rifiuto di votare un qualsiasi partito che faccia dei laici l’uno per cento dei suoi candidati….

  63. Dopo le invereconde fregnacce del berlsuca sulla questione alitalia propongo la creazione una lista enumerante i liberisti candidati nel pdl, anche se temo che il loro numero sarebbe inferiore a quello dei candidati laici.

  64. Forse i radicali avrebbero dovuto non entrare nel PD, anche se gli sarebbe costato caro. Del resto spariranno comunque dalla scena politica, basta vedere come stanno trattando la Bonino.
    A questo punto, per un liberale, è dura decidere per chi votare e se votare.
    Se invece i radicali si fossero presentati a queste elezioni come lista autonoma, avremmo avuto un partito liberale di una certa consistenza, almeno rispetto al citato PLI. Sarebbero stati comunque un riferimento politico importante per tutti i liberali veri, invece ora abbiamo un dannosissimo vuoto politico.

  65. Teoricamente si Illaicista; Tuttavia cosi facendo come avrebbero potuto i radicali pagare il costo della burocrazia parassitaria di via di torre argentina? riesci ad immaginare i coraggiosi combattenti della libertà dell’associazione coscioni e dintorni alle prese con la ricerca di un vero lavoro? e i soldini del finanziamento pubblico dove li mettiamo?

  66. Se i radicali sono quelli dei fondi pubblici parassitari alla ricerca stiamo freschi, anche se, rispetto al reddito minimo o al salvataggio di Alitalia, riconosco che sono dei campioni di libertà.

  67. Il problema vero non è certo il Guru, ma come portare avanti quel poco di giusto che i vecchi radicali (non il fantasma attuale che si aggira tra Torre Argentina e il Loft PD) hanno portato a casa negli scorsi decenni.
    Mi riferisco non solo ai diritti civili, ma anche all’idea di un liberalismo vero e anglosassone da portare avanti in questo paese con serietà e senza svolte populiste o del “turarsi il naso” .
    Logicamente così dicendo dichiaro esplicitamente che tali due contenitori PD e PDL non rappresentano l’alternativa o il modello anglosassone (men che meno quello liberale in tutte le sue declinazioni), ma solo quello sudamericano o putiniano.
    Il problema è il futuro del liberalismo e mi dispiace tutto e tutti ma come più volte ribadito non si possono votare tre o quattro gatti (nel PDL e forse nel PD), solo per legittimare la caratterizzazione di partito liberale liberista o laico (non dico libertario per ovvi motivi culturali interni ai due schieramenti!!!) al restante 98% di coalizione.
    Basta poi vedere quest’ultima settimana per vedere che vi è l’assenza totale nei media di temi e tematiche liberali.
    Insomma i partiti (PD e PDL) non mostrano alcuna volontà di proporre riforme e cambiamenti: gli uni promesse (PD e Veltroni), gli altri (PDL) propaganda e miracoli impossibili (salvare Alitalia, nuove scale mobili).
    Mi pare logico che la scelta di esclusione preventiva dei candidati liberali, è la conseguenza del fatto che il PDL è legato ad una logica corporativo local-nazionale priva di qualsiasi possibilità di riforma e di sua autoriforma interna in senso liberale.
    Pare quasi che il PDL cerchi addirittura sull’Alitalia il sostegno dei sindacati e della SA per cercare la via interna nazionale o per darla in mano momentaneamente a quattro amici di fiducia (altro che mercato e nuove offerte!).
    In televisione compaiono tutto il giorno una sfilza di trozkisti e di neonazi che non propongono altro che le medesime fallimentari opzioni portate avanti da PDL, PD, Ps , Destra, SA con specializzazioni di programma.
    Il PLI è stato accennato in due tg per 2 second (in una settimana!)i, manco un intervista o una comparsata.
    Difficile sperare di poter contare, ma questo è anche colpa dell’indolenza di noi liberali, che c’è la tiriamo e poi non facciamo nulla di concreto (me compreso!); da anni.
    insomma dobbiamo metterci nella testa che per come sono fatti questi partiti, per come sono fatti gran parte degli italiani, per come siamo messi, dobbiamo fare una campagna culturale prima ancora che una campagna elettorale.
    Forse inanzitutto dobbiamo fare pure una campagna di conta e di riorganizzazione delle presenze per il da farsi post elettorale.
    Ma Insomma il dato certo è che archiviate le liste, il liberalismo non solo individuale dei personaggi ma pure quello culturale e riformatore in questa campagna elettorale è sparito dai riflettori, e non illudiamoci senza un vero e sincero apporto spontaneo di noi base web telematica, non si farà vedere in futuro tanto facilmente nelle camere di regia partitica e politica.
    Mi pare giusto rilanciare (sperando che qualcuno possa ascoltarmi) di una nuova piattaforma aperta all’intervento e alla partecipazione del vero mondo liberale dissidente, scontento di tale situazione e che punti al rilancio dei temi liberali, laici e riformatori assenti sulla scena, in prospettiva politica europea e italiana.
    La pronta creazione di un blog o di una pagina web per esprimere (con raccolta web di firme) le nostre critiche e motivati dubbi su questa situazione politica per indurre a puntare al voto del PLI unico spazio liberale (e guarda caso ignorato) della attuale scena politica italiana.
    Auspicando in questo voto non solo una mossa di breve respiro ma un nuovo inizio dei liberali di tutti i gironi in Italia, per ridare spazio, volto e contenuti liberali alla politica italiana per i prossimi anni.
    Bisogna puntare all’integrazione del mondo del web con quello della dirigenza del PLI, puntando a creare un canale privilegiato o di ascolto per organizzarci e per tirare una calendarizzazione di eventi, proposte e progetti alternativi e in grado sin dalle realtà locali di potersi sviluppare.
    LucaF.

  68. http://www.partitoliberale.it/page1/files/cae7994ad53752c8b5ce4a5c5310f970-250.html

    Finalmente si fa sul serio con il PLI.
    Articolo liberamente segnalato e diffuso da LucaF.

  69. E’ realmente difficile, torno a dire, dare una entità politica a ciò che vuole distruggere la politica. I liberali sono delle persone illuminate che lottano non contro una parte politica, ma contro un intero sistema.

  70. Ok, ma qui bisogna fare inanzitutto una campagna di diffusione di cultura liberale; se vogliamo che il sistema cambi, bisogna fornire e far comprendere valide opzioni liberali in economia e nei rapporti pubblico-privato e nei confronti dello Stato agli individui (prima che ai elettori).
    La campagna elettorale è solo tappa della conta, ma quel che a noi tutti dovrebbe interessare è la prospettiva su cui lavorare per rinforzare la presenza liberale liberista, laica libertaria libertarian in Italia ed Europa (paradossalmente l’unica protezione contro il protezionismo isolazionista di Tremonti futuro).
    Non governare il Paese con gli attuali strumenti e le attuali clientele e corporazioni da sfamare (come pensano alcuni del PDL).
    Certamente il PLI per come è strutturato è creatura un pò debole, non ha spazi (ieri sera Vespa ha cercato filoberlusconianamente di invecchiarlo e di farne un grottesco ritratto qualunquista, ma comunque De Luca si è difeso bene, anche se poteva parlare di più di contenuti e meno di passato) ma non erano certo meglio gli RL o l’attuale presenza liberale nel PDL (solo che quest’ultima non ha diritto di proposta autonoma).
    Mi pare utile aldilà delle elezioni, fornire al PLI un valido supporto anche per orientarlo a scelte più coraggiose in materia di diritti civili e libertà individuali minarchiche.
    Ora come ora è già buona come materiale (ben sapendo che i provenivano da una cultura lib-dem), certamente bisognerà aumentare il peso locale delle iniziative e su web e naturalmente svecchiare un pò l’immagine anagrafica innestandovi un pò di gioventù,
    Ripeto il PLi può essere il LP all’italiana con ampie prospettive (in vista dell’inciucio PD-PDL e del fallimento di questi due contenitori compresa l’uscita di scena di Silvio), dobbiamo solo maggiormente puntare a rinforzarlo e a dargli una caratura libertarian libertaria a ciò che è già presente.
    Ciao LucaF.

  71. Caro Luca, io faccio mia la tua scelta di votare per il PLI alle prossime elezioni. Ti consiglio però di guardare con un certo disincanto al partito liberale italiano. Gli esponenti del PLI erano maestri inarrivabili nelle elegie e nelle apologie del pensiero liberale poi puntualmente contraddette in parlamento e dovunque avessero un qualche potere. Ciò premesso cercherò personalmente di fare in modo che quante più persone votino per il PLI alle prossime elezioni.

  72. Concordo con l’analisi di RadiconM: il PLI storicamente è sempre stato un partito conservatore e moderato. Attualmente però come voto di protesta può andare. Tuttavia personalmente il PLI mi dà l’idea di un manipolo di individui veramente tristi.

  73. Non mi sfugge RadiconM e Jinzo che il Pli storicamente provenendo da una tradizione crociana e lib-dem non sia esattamente ciò che noi abbiamo in mente quando parliamo di oggettivismo o di anarcocapitalismo, però, c’è da dire che la situazione dei liberali in Italia è attualmente drammatica e che certo non cambierà in futuro nel PDL con l’uscita di scena di Silvio o con la costituente del PDL (di fatto già avvenuta con le liste elelttorali e il programma dei valori).
    Ora sapendo bene che in parlamento i deputati possono fare i “Mastella” della situazione, mi pare altrettanto evidente che in molte occasioni pure quelli del PDL hanno nella ultima legislatura votato come quelli del PRC in materia di politiche per la sicurezza sul lavoro.
    E più volte noi stessi abbiamo ipotizzato intese trasversali su certe battaglie politiche (vedi i diritti civili).
    Che poi il PLi possa votare quel pochissimo di buono che possono fare BDV e gli altri in parlamento beh qui nessuno osa metterlo in discussione, ma ricordiamoci i fondamenti da cui partiamo (cioè l’assenza di liberalismo nel PDL e l’esclusione sistematica dall’alto dei liberali e laici).
    Che il PLI attuale possa andare stretto a tutti, questo è chiaro e lecito, ma qui noi dobbiamo darci una mossa e cercare di migliorarlo nel tempo, valutando attentamente che benchè potenzialmente il voto dei liberali e la presenza liberale possa anche essere quantitativamente importante tra gli elettori (ma ne siamo sicuri), ora come ora sia a livello di elettorato che di rappresentanti politici questi sono 4 gatti presenti nei due macrocontenitori.
    Manca quindi nonostante la possibile eventuale maggioranza e il 40% del PDL la qualità liberale (e senza qualità a che serve la quantità percentuale?).
    Io guardo ben aldilà di Berlusconi e di questa campagna elettorale (tanto che i postcomunisti salgano o che salgano i postfascisti oramai non essendoci più la mina SA con Veltroni, mi pare un rischio equipollente e poi ci sarà l’inciucio comunque).
    Le vecchie parole sono superate, bisogna semplicemente puntare ora a contenuti liberali puri e duri nuovi, serve una nostra politica filosofica e culturale, basta con il servilismo a capo chino per poi non ricavare nessuna riforma (perchè Silvio in più di 8 anni di politica e di governi con ampia maggioranza non ha ricavato nulla di liberale e di riformatore, ricordo che Reagan aveva fatto qualcosa in tale lasso di tempo).
    Il PLI è la realtà che fa per noi iberali, certo non ha per il momento l’attenzione che meriterebbe (rispetto a fascio e comunisti) certo non ha neppure la possibilità di entrare ora in parlamento (ma a far cosa la casta?), e certamente i suoi personaggi sono un pò vecchiotti.
    Però, però ribadisco è uno spazio dimensione che credo possa diventare vantaggioso sia per noi che per i membri del PLI, inanzitutto perchè ha bisogno di linfa giovane per svecchiarsi quindi lascerebbe maggior libertà di azione per tutti noi di poterci esprimere e di collaborare realmente (se poi si radicasse di più sul territorio) più degli “attacchini del Silvio” , in secondo penso che il rapporto liberale con l’Europa e l’ELDR possa diventare sempre più importante anche per contrastare le scemenze economiche di Tremonti.
    Terzo penso che con il nostro apporto il PLI possa differenziarsi maggiormente ottenendo consensi e spazi alla lunga politici tra elettori e media, divenendo una sorta di LP italiano senza i crismi del pannellianesimo degli ultimi 10 anni.
    Quarto il fatto che sia in posizione marginale evita la presenza di politicanti in carriera dediti al posto fisso assicurato e privi di capacità politica e in materia liberale (anche se permettetemi il fatto che io non conosco gli attuali vertici e dirigenti del PLI nè le loro strategie territoriali e partitiche sia con le altre forze politiche che entro il partito stesso).
    Quinto la dimensione nostra e la dimensione del PLI si bilanciano e coincidono per interessi perfettamente (molto più che la “riserva indiana” nel PDL e le sue posizioni in materia di diritti civili, mercato e laicità).
    Quindi penso che bisogna superare sia i vecchi clichè di Silvio e di Fi ‘94 sul PDL come quelli del PLI della prima repubblica se vogliamo andare avanti con le proposte.
    Dobbiamo coinvolgere anche le associazioni come quella di Facco e di Gaylib, per aumentarne il peso del PLi al voto; il quale ripeto uscendo dalla mentalità lib-dem si sta ponendo comunque entro un cammino di meno stato e meno welfare (anche se certamente bisogna insistere e aumentarne il peso delle iniziative).
    Logicamente rilancio l’idea di una pagina web di sottoscrizione o di appoggio al programma del PLi e al suo voto elettorale da pubblicare con le motivazioni della nostra scelta.
    post:
    Il problema sarebbe anche quello delle sedi locali del PLI, nella mia città ad esempio non è presente, bisogna quindi cercare di raggiungere l’1% per ottenere fondi di finanziamento (vabbè sono pubblici ma non è che se non li prendiamo noi messi così male come situazione gli altri non ne facciano uso) utili per puntare al rilancio del progetto.
    Ripeto l’anno prossimo si rivota dopo inciucio istituzionale tra PDL e PD e poi ci sono le europee; e nel frattampo l’elettore sarà già deluso dei due conteniori da imbonitori.
    ciao LucaF.

  74. Luca non ha tutti i torti.
    Probabilmente, sovrastima le reali possibilità del PLI ed anche le reali intenzioni dell’attuale dirigenza. Però mi sento di sottoscrivere l’appello lanciato alla blogosfera: chi è in grado di farlo (…. :-D ) faccia una sorta di logo o volantino da far girare su internet, per proporre tale voto di protesta liberale.
    Così vediamo in quanti sono disposti a dare seguito alla delusione con un comportamento conseguente.

    Che ne dite?

  75. Mi permetto di suggerire di concordare ogni tipo di iniziativa telematica a sostegno del pli con i dirigenti del partito. Viceversa rischieremmo di creare spiacevoli quanto inutili fraintendimenti ed invasioni di campo.

  76. Perfettamente d’accordo con NicolaR e RadiconM sul documento web a favore del PLI e per un voto libero e liberale.
    Cerchiamo di coordinarci velocemente attorno a un documento che spieghi e motivi il disagio liberale a fronte delle modalità di costruzione del PDL, nelle sue prospettive,, nelle sue proposte d’assenza umana e carenti di proposte liberali per una riforma rivoluzionaria liberale, logicamente indirizzando la delusione degli incerti, degli elettori di cdx verso la costruttiva direzione di appoggio al PLI e ai suoi candidati alla camera e al senato per dar segno tangibile dell’importanza della componente elettorale liberale in Italia.
    Logicamente dobbiamo anche raccogliere firme sottostanti all’appello e bannare poi il sito rendendolo il più accessibile a tutti.
    LucaF.

  77. Nel senso che il clero-marxismo monopartitico del PD e PDL, mostra sempre più forti analogie tra cattocomunismo di sinistra e cattosocialismo di destra; in vista dell’inciucio di un anno (sempre più vagamente posto in discussione come probabilità in caso di pareggio al senato).
    D’altronde da forme ideologiche stataliste e illberali non ci si può attendere chissà quale svolta di mercato e antistato.
    Logicamente se Veltroni fa il finto liberale, Berlusconi deve fare parallelamente il neocomunista statalista sociale (per acchiappare operai e voti local-statalisti leghisti).
    Il problema su Malpensa e sul programma del PDL è proprio quello di cambiare pochissimo l’attuale situazione di sistema (usando ideologicamente il calo delle tasse proprio come dei post-comunisti o dei socialisti che guardano rozzamente alla meccanica delle cose e poco al suo ambito di sviluppo); cercando piuttosto di racattare il voto presso l’elettorato stufo e confuso dalla sinistra e dal cambiamento verso il centro del PD.
    Per la serie se l’odiato originale rischia di essere più “coerente” (o coglione?) della copia veltroniana in tale ruolo…..!.
    insomma Silvio non promette più rivoluzioni liberali ma continuità e conservazione dell’attuale status quo con poco calo delle tasse e compagnie nazionali finanziate da corporazioni o da giri di valzer statali (protoIRI).
    Crede di prendere più voti tra i cittadini puntando sul corporativismo e sulla difesa consociativa di un entità statale (non ultima la difesa delle province!) in modo da rendersi il meno ideologico possibile, tale da attrarre il voto degli elettori statalisti di centro di destra e di sinistra (v. Alitalia, lega e sindacati).
    insomma le premesse di una gara tra Berlusconi e Veltroni che non sarà con colpi a sorpresa o visibili, ma che punterà a costituire il più grande contenitore di corporativismo e di mero potere sociale e politico-partitico prima dell’avversario Veltroni, puntando a costituire una sorta di dinamica putiniana di potere per il potere senza orpelli ideologici antiquati (e se vogliamo pure il non più richiamo al liberalismo è per il Berlusconi-pensiero confacente a ciò) nella sua gestione e per attrarre in modo populistico e assistenzialistico le persone.
    La volontà di cancellare la par condicio rientrta in tale sistema di potere di tale finto bipolarismo bipartitico.
    Insomma l’Italia continua a seguire la Russia come suo modello di sviluppo politico piuttosto che gli Usa.
    Tempi duri per i liberali segregati all’interno del contenitore.
    Meno male che il PLi c’è!.
    Votiamo il PLI.

    post: se ci mettiamo d’accordo possiamo dividerci il compito per la realizzazione del sito per pro votoPLI (anche come possibile base di rilancio di una iniziativa di raccolta del mondo liberale del web dopo la svolta negativa di Neolib.eu); cercando da parte mia di scrivere già nel prossimo week end una bozza del testo da approvare, inviare e pubblicare nel sito (da realizzare da parte degli altri con spazio raccolta firme) con motivazioni, obbiettivi, del rilancio della campagna liberale elettorale voto-proPLI (prendendo spunto dal sito del PLI e dalle critiche rivolte da vari articoli e blog).
    E’ ora che i blogger si facciano sentire, si contino e facciano pesare il proprio ruolo mediatico e d’influenza culturale e politica.

    LucaF.

  78. Primadeltemporale Dice:

    Sono d’accordissimo con l’ultimo intervento di LucaF. e anch’io vorrei rendermi disponibile, tempo permettendo, per un rilancio vero e proprio “dalla base” (e dai blog) del Partito Liberale Italiano di De Luca; purtroppo al momento non ho un blog operativo, ma seguo spesso con interesse le discussioni in questo e in altri della galassia Tocqueville. In ogni caso, ci si potrà comunque scambiare qualche contatto (e-mail, per esempio) per organizzare il tutto, nonostante manchino circa dieci giorni al voto.

    Alessandro

  79. In questi giorni ho raccolto il materiale presente nel sito del Pli e da alcuni blog liberali, per puntare a una documentata sintesi delle critiche nei confronti del PDL e PD e dei loro programmi, e allo stesso tempo un confronto e proposte e ricette proposte dal PLi e dal mondo liberale blog e da enti come IBL e decidere.net per il futuro dell’Italia.
    Il tutto verrà ricomposto per dare forma a una serie di documenti che diano voce e spinta ulteriore per il rush finale al PLi (anche se ora come ora le elezioni potrebbero pure slittare.
    Dato le mie scarse capacità di web master punterei a inviare via mail il materiale (con qualche indicazione di disposizione grafica del sito) per poi lasciare ad altri la gestione e la costruzione del sito indipendente e autonomo dei liberali del web a supporto del PLi inzialmente per la raccolta delle firme a sostegno dell’iniziativa politica del Pli e del voto liberale e per la lettura dei vari documenti proposti 8ma con un possibile seguito anche dopo le urne).
    Nei prossimi giorni ne saprete qualcosa di più.
    Ciao LucaF.

  80. In questi giorni ho raccolto il materiale presente nel sito del Pli e da alcuni blog liberali, per puntare a una documentata sintesi delle critiche nei confronti del PDL e PD e dei loro programmi, e allo stesso tempo un confronto e proposte e ricette proposte dal PLi e dal mondo liberale blog e da enti come IBL e decidere.net per il futuro dell’Italia.
    Il tutto verrà ricomposto per dare forma a una serie di documenti che diano voce e spinta ulteriore per il rush finale al PLi (anche se ora come ora le elezioni potrebbero pure slittare.
    Dato le mie scarse capacità di web master punterei a inviare via mail il materiale (con qualche indicazione di disposizione grafica del sito) per poi lasciare ad altri la gestione e la costruzione del sito indipendente e autonomo dei liberali del web a supporto del PLi inzialmente per la raccolta delle firme, indirizzi e nominativi degli interessati firmatari a sostegno dell’iniziativa politica del Pli e del voto liberale e per la lettura dei vari documenti proposti (ma con un possibile seguito anche dopo le urne).
    Nei prossimi giorni ne saprete qualcosa di più.
    Ciao LucaF.

  81. Le critiche da fare sono le seguenti:

    PD: è un partito di servi del Leviatano.

    PdL: è un partito costruito sulle bugie.

  82. Le critiche che ci sono da fare sono che ambo i due partiti sono copia della copia del Leviatano.
    Al massimo sono una ripetizione differente o una variazione sul tema di un sicuro fallimento annunciato.
    Insomma Jinzo votiamo il PLi e sosteniamolo su internet.

    post: Hai letto della mia proposta d’iniziativa di un blog proPLI per spronare l’elettorato web liberale a tale scelta di coerenza?.

    LucaF.

  83. Sì l’ho letta, anche se non ho intenzione di perdere tempo con un partito che voto per dare un significato alla mia astensione.

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