Fenomeni di addicting

Lo statalismo potrebbe essere tranquillamente assimilato ad una sostanza di abuso. Una volta che sono insorti meccanismi di dipendenza, diventa realmente durissimo smettere da un giorno all’altro. E’ un po’ come la scena di Trainspotting in cui i genitori di Mark Renton segregano il figlio in camera impedendogli di assumere eroina e al tempo stesso negandogli pure il metadone. Il nostro antieroe riesce ad uscire dalla droga, ma solo dopo essere piombato in un inferno di allucinazioni e dolori. In questo Paese drogato dallo statalismo, dunque, le strategie sono due: legare il paziente al letto e privatizzare tutto, tagliando le tasse del 70%, come sostiene Leo Facco, oppure fornire una terapia a base di metadone, più lenta, ma meno dolorosa. In quest’ultima ottica, potrei anche giustificare la questione del protezionismo di Tremonti, in fondo, quando parla di dazi, se facesse riferimento a misure regressive con cui proteggere le imprese in attesa che le tasse possano essere radicalmente tagliate, il mercato del lavoro liberalizzato, i sindacati destatalizzati, ecc…. potrebbe essere credibile. Il problema è che i libri di Tremonti, così come le sue apparizioni in tv, sembrano costituire un attacco ideologico alla globalizzazione e al libero mercato, non una serie di proposte pragmatiche. E l’evidenza di ciò si ha nel momento in cui i liberali che si trovano dalla sua stessa parte lo “difendono” usando la tesi di Angelo Panebianco, che descrive un Tremonti ministro impossibilitato a portare avanti le sue tesi no-global a causa delle eccessive resistenze interne. Per una volta le nostre speranze sono fondate sul fatto che un politico non mantenga le sue promesse; dunque, almeno in teoria, potremmo dormire tranquilli.

23 Risposte to “Fenomeni di addicting”

  1. statominimo Dice:

    Brunetta ministro!!!!!

  2. j1nz0 Dice:

    Se accade mi commuovo…

  3. fabiobiker Dice:

    Io scelgo Facco.
    Ma lo so, sono un libertario sognatore…

  4. Maurizio Dice:

    Tagliare le tasse solo del 70%? Ma è un moderato questo Facco :)

  5. j1nz0 Dice:

    Parlavi in termini di programmi politici. Ma a sentirlo non è che mi sembra l’emblema della moderazione…. :-D

  6. Corto Maltese Dice:

    Tremonti pone un problema chiaro…ora mi avventuro in un campo non mio (io di economia non capisco un caizer)…ma credo che il campo della critica geoeconomica di Tremonts sia belle’ che macroeconomica…cioè non si tratta di un programma per governare l’Italia…ma di come l’Italia e l’Europa se lo sono preso nel sedere…è Ron Paul a proporre il più rigido isalozionismo nei confornti di quelle mafiose organizzazioni come il WTO, Trilateral ecc…o sbaglio?

  7. phuonglili Dice:

    Congratulation! both of your blog, and this post are high ranked in
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  8. LucaF. Dice:

    Boicottare le olimpiadi cinesi.
    http://www.corriere.it/esteri/08_marzo_14/tibet_violenze_5e3481e4-f1be-11dc-869a-0003ba99c667.shtml
    notizia segnalata liberamente da LucaF.

  9. LucaF. Dice:

    Se dobbiamo sperare per il bene del Paese che un politico italiano non faccia il programma per cui ottiene voti e stipendio, vuol dire che siamo un paese finito e alla frutta.
    Tremonti vuole il leviatano U(RSS)E con annesso debito pubblico europeo da aumentare, è soltanto un criptomarxista con riflessi clericali e statalisti gentiliani.
    Alle elezioni votiamo tutti il PLI.
    LucaF.

  10. LucaF. Dice:

    http://www.camilloblog.it/archivio/2008/03/14/david-mamet-si-dimette-da-liberal-lobomotizzato/
    Sulla via di Broadway…..
    LucaF.

  11. statominimo Dice:

    quanto può prendere il PLI? Mettiamo che lo voti al Senato … che cosa cambia? Se poi non arriva ad almeno un senatore

  12. statominimo Dice:

    Quasi quasi voto Lega Nord … non ne posso più di pagare le tasse per i fannulloni meridionali

  13. j1nz0 Dice:

    Il voto al PLI credo serva solo ad indicare al pdl che salvare Alitalia è veramente troppo…

  14. j1nz0 Dice:

    In effetti di parassiti qui al meridione (io sono del centro, ma per la lega non credo conti) ce ne sono parecchi…

  15. statominimo Dice:

    perchè secondo te con l’1% al PLI a Berlusconi fa paura? Semmai Berlusca si preoccuperebbe di più del 6-7% che ha votato UDC

  16. j1nz0 Dice:

    Secondo me sì, visto che le scorse elezioni sono state perse con meno dello 0,5 di differenza. E ciò lo si intuisce da quello che sembra sia stato tentato per impedire la candidatura del PLI…. anche se sono voci di corridoio, a quanto ne so io.
    Comunque stiamo cercando di tirare le somme del numero di liberali presenti nelle liste del PdL.

  17. LucaF. Dice:

    http://www.opinione.it/pages.php?dir=naz&act=art&edi=51&id_art=2104&aa=2008
    http://www.opinione.it/pages.php?dir=naz&act=art&edi=51&id_art=2103&aa=2008
    A proposito di astensione liberale e voto al PLI.
    LucaF.

  18. LucaF. Dice:

    http://lanostracina.corriere.it/
    Per sapere le ultime sul Tibet e la reppressione di queste ore da parte di Pechino.
    LucaF.

  19. statominimo Dice:

    Certo che il PLI se vuole prendere voti è meglio che cominci a fare campagna elettorale … c’ha un sito che è un cesso, per niente aggiornato, brutto … il programma è un tema …

  20. j1nz0 Dice:

    @Statominimo:

    Trattasi di gente molto antiquata. Dovevi vedere il vecchio sito internet. Da brivido.

  21. libertyfighter Dice:

    Io scelgo Facco.
    Comunque, riguardo a Tremonti, mi piace di più quando invoca un ritorno a Bretton Woods.
    Non trovo invece condivisibile l’idea del temporaneo protezionismo. Primo perché diverrebbe automaticamente infinito. Secondo perché non ne abbiamo bisogno.
    Perché, nonostante la delocalizzazione, la Cina che invade i mercati di prodotti low cost etc, abbiamo migliaia di cinesi che scelgono di venire a lavorare in Italia?
    Se il lavoro si trovasse ormai solo in Cina, non si spiegherebbe l’emigrazione verso posti destinati a “morire”.
    Considerato inoltre che dopo 4 anni di lavoro in Italia questi vanno tutti in giro con Mercedes e BMW da un pacco di soldi, si trae la conclusione che in Italia il lavoro ci può essere e può essere redditizio.
    Certo, evadono le tasse. Ma allora il problema NON E’ la globalizzazione, ma la tassazione.
    E qui ritorna Leo Facco…

  22. Primadeltemporale Dice:

    Intanto anche la stampa e la blogosfera estera si stanno occupando del “nostro” Giulio Tremonti e delle sue critiche al “mercatismo”, almeno stando al link di ieri trovato sul blog “Liberalizzazioni” dell’Istituto Bruno Leoni:

    http://blog.acton.org/archives/2247-Bashing-Globalization-in-the-Name-of-European-Values.html

  23. gio sowersiv Dice:

    ciao,
    purtroppo trovo il campo con aratura,
    cioè trovo i solchi dentro i quali muoversi.
    Infatti trovo desolante, in questo sito,
    ritrovare ragionamenti che tutti fanno.
    Non incontro niente di nuovo.
    Infatti e mi ripeto vorrei incontrare
    altre logiche:
    LIBERTA’ di scelta contro lo stato dell’obbligo.
    Leggendo qua e là trovo i soliti discorsi:
    paragoni, raffronti, ipotesi ecc. ecc.
    Io penso che non si possano avere idee libertarian
    se si vuole imporre ad altri una certa politica economica.
    Oggi a differenza del passato abbiamo uno strumento che può fare la rivoluzione culturale,politica, sociale ecc.ecc.
    :questo strumento è l’informatica.
    Quindi ognuno potrà liberamente fare un contratto con lo stato sociale, perchè questo stato è sociale e solidale(vedi costituzione) e quindi tutti i ragionamenti in merito si scontrano con questa realtà, quindi, come dicevo si potranno acquistare o rifiutare
    i “servizi statali” (es: pensione, sanità, scuola, ecc) senza vietare a chi crede nello statalismo ad abbandonarlo!!!!
    Questa in sintesi è il fondamento del mio pensiero politico,
    la base su cui custruire uno, due , tre….mille,
    UNO STATO LIBERO
    dove la libertà venga effettivamente liberata!!!!
    ciao ciao gio sowersiv
    A.com-vt

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