Poppe(r) a Pera (Marcello)
Quando le cose nel nostro Paese vanno male, o meglio vanno peggio del solito, è atteggiamento comune quello di ricorrere alla citazione popperiana, allo scopo di calmare le acque e placare i bollenti spiriti. E così, quando la democrazia sembra minacciata da un qualunque pericolo, ecco che cani e porci tirano in ballo il filosofo austriaco e snocciolano la sua dottrina sulla società aperta, che ci spiega quanto è bella la democrazia e quanto è diversa dalla tirannide. E le argomentazioni di Popper si adattano perfettamente allo spessore degli individui che se ne servono a spron battuto: trattasi infatti per lo più di una serie di banalità colossali che non distano molto da quelle che un politico medio pronuncia in campagna elettorale. La democrazia dunque deve differenziarsi dalla tirannide; non deve essere la dittatura della maggioranza, ma deve tutelare la libertà delle minoranze, concedendo quei diritti che solo essa può di fatto assicurare, servendosi della politica sana ed integerrima, allo scopo di portare avanti le riforme nonviolente. Che la democrazia poi si configuri effettivamente come la dittatura della maggioranza, o meglio dei parassiti che fingono di rappresentarla a Popper non interessa: per lui esiste la democrazia che funziona e quella che non funziona, la democrazia onesta e quella disonesta. E per rendere la democrazia onesta bisognerebbe moralizzarla (cioè i politici dovrebbero moralizzare la democrazia?!). Seguendo Popper dovremmo dunque intepretare il fallimento globale della democrazia come un problema di moralità dei politici eletti e non come un irreparabile errore sistematico. Ma basta una rapida occhiata alla realtà per rendersi conto che la filosofia popperiana è stracolma di incongruenze ed errori, cosa che ci permette di affermare che è una cagata pazzesca. Ma oltre alla incomprensibile pretesa di spiegarci come possa esistere un sistema democratico giusto che tuteli i diritti di tutti, c’è anche un ulteriore aspetto del Popper pensiero che trovo davvero assurdo: chi ha detto che una società libera debba necessariamente essere aperta? In una società anarchica potrebbe tranquillamente venirsi a creare una situazione in cui la maggioranza della gente discrimina gli omosessuali decidendo di non vendere loro più nulla (Hans Hermann Hoppe parla di simili evenienze) costringendoli magari a non esternare più i loro gusti sessuali. Allo stesso modo la Chiesa cattolica, che predica contro l’uso dei contraccettivi, potrebbe essere avversata in massa da un’orda di giovani modernisti che hanno voglia di trombare e si rifiutano di andare in parrocchia, seguire i precetti religiosi e soprattuto versare fondi privati ai preti. Ecco che senza 8×1000 ed aiuti di stato la porta della società viene chiusa in faccia alla Chiesa.
Gennaio 18, 2008 a 7:51 pm
Concordo al 100%. Di tutto Popper,la cosa che migliore che vi si possa trovare è l’avversione per l’idealismo tedesco,il resto è semplicemente banale
Gennaio 18, 2008 a 7:54 pm
Concordo, anche se la critica all’idealismo tedeco non mi pare comunque un colpo di genio.
Gennaio 19, 2008 a 9:37 am
E’ già molto che non abbiano citato “cattiva maestra televisione”.
Gennaio 19, 2008 a 10:16 am
se mi riesce presto vorri scrivere anch’io di crisi del sistema democratico.
Gennaio 19, 2008 a 11:03 am
@StatoMinimo:
Scrivi scrivi, ti attendo.
@Daisy:
Strano infatti: tirano fuori questo bidone ovunque.
Gennaio 19, 2008 a 11:12 am
non sono un esperto in materia, però almeno il principio di falsicabilità mi sembra cosa buona no?
Gennaio 19, 2008 a 11:27 am
Parlavo della filosofia politica Yoshi, sull’epistemologia credo che invece abbia scritto cose pregne di significato.
Gennaio 19, 2008 a 11:21 pm
Clap, clap, clap..gran post!
Gennaio 20, 2008 a 9:40 am
Grazie Corto!
Gennaio 20, 2008 a 12:06 pm
come scrissi tanto tempo fa, ai nazi conviene essere libertari.
Gennaio 20, 2008 a 12:19 pm
In che senso?
Gennaio 20, 2008 a 12:56 pm
Ahi ahi Jinzo…siccome Popper si prese il copyright dell’antitotalitarismo…chi scrive contro Popper è un nazi, con tanti saluti al fallibilismo…ditelo alla cricca di rcs dove stanno i totalitari… (almeno così sembrerebbe dire Astrolabio)
Gennaio 20, 2008 a 1:03 pm
Non so se Astrolabio è un popperiano… Comunque ti dò ampiamente ragione su Popper. Casualmente non mi pare che il suo nome circoli mai negli ambienti libertari.
Gennaio 20, 2008 a 7:24 pm
ai nazi conviene essere libertari perchè almeno possono essere razzisti, pensa uno del klu klus klan compra un’azienda e licenzia tutti i non ariani, quelli gli fanno causa la vincono ed è costretto a reintegrarli, e si può ritenere fortunato che non gli hanno fatto assumere secondo quote razziali.
per non parlare della possibilità di farsi privatopie nazi, con parate incappucciati e svastiche ovunque.
se la germania degli anni 30 rimane la loro prima sceltà il libertarismo è sicuramente una second best rispetto alla democrazia.
Gennaio 20, 2008 a 7:43 pm
In Snow Crash ad esempio si parla di un Residenclave di nazi chiamato Neo-Sudafrica, in cui all’ingresso c’è un cartello con scritto “I non ariani verranno processati”.
Concordo con la tua interpretazione, ma alla fine a chi non conviene essere libertari? Giusto ai parassiti.
Gennaio 20, 2008 a 8:38 pm
Visto che parliamo di poppe a pera questo video è in tema:
http://www.youtube.com/watch?v=BpE0WSrfRok
;))
Gennaio 20, 2008 a 9:20 pm
Mah…come dice Paul: il razzismo è collettivismo.
In un mondo libertario credo e spero che ad essere isolati saranno i nazi e non i gay, anche perchè libertarismo significa libertà. I nazi come tutti gli estremisti politici possono avere nel breve termine un interesse verso i libertarian per liberarsi del controllo democratico, ma nel lungo periodo o noi o loro.
In un mondo libertario prima di tutto ci deve essere un cultura libertaria, che è la negazione stessa dei nazi. Se in un mondo libertario vedessi sorgere delle enclave Nazi io incomincerei a preoccuparmi per la tenuta del sistema, e anche tanto.
Gennaio 20, 2008 a 10:29 pm
mah, a me una residenclave di nazi non disturberebbe più di tanto, tanto mica ci devo vivere, sgembo, io fossi in te comincerei ad interessarmi alle teorie popperiane o socialiste, perchè dove la gente comincia ad essere lasciata un attimo in pace guarda che ti combina:
http://www.avemaria.com/
Gennaio 21, 2008 a 10:50 am
Uhm…leggevo proprio ieri su di un quotidiano spagnolo della nascita, a Berlino, di una casa di riposo per soli omosessuali…l’esempio calza?
Gennaio 21, 2008 a 1:13 pm
Le posizioni politiche di Popper sono davvero esili… ma non buttarmelo via proprio tutto.
Non salvi neppure la sua filosofia della scienza?
Un saluto
FAbio
Gennaio 21, 2008 a 6:09 pm
@Sgembo:
Ma il collettivismo volontario può tranquillamente essere incluso in una società libertaria.
“In un mondo libertario prima di tutto ci deve essere un cultura libertaria, che è la negazione stessa dei nazi. Se in un mondo libertario vedessi sorgere delle enclave Nazi io incomincerei a preoccuparmi per la tenuta del sistema, e anche tanto.”
In un mondo libertario in teoria non dovrebbe esserci la negazione di nulla che non leda la libertà altrui. Se uno si compra una proprietà e vuole tenere al di fuori di essa i neri, problemi suoi, ma ha comunque il diritto di farlo. Probabilmente un’enclave di nazi in un sistema anarchico soccomberebbe perchè molte aziende e privatopie potrebbero decidere di non commerciare con essa per evitare di fare la parte di chi solidarizza con i razzisti.
Gennaio 21, 2008 a 6:14 pm
@Corto:
Mah… dipende, tu come intendi questa cosa della casa di riposo?
@Fabiobiker:
Salvo l’epistemologia, il resto è banale.
Gennaio 21, 2008 a 7:33 pm
Astro:
“perchè dove la gente comincia ad essere lasciata un attimo in pace guarda che ti combina:”
Ma pensa un po’ i siti porno sono 1000 volte più numerosi di quelli religiosi!
(io fossi un troglodita-libertario rivaluterei Pera, poi affari loro per carità)
Il problema è che i nazi se sono veri nazi non si limitano certo alle enclavi. Il nazismo è una ideologia del dominio e dello sterminio, e non è nemmeno l’unica purtroppo.
Gennaio 21, 2008 a 7:48 pm
jinzo:
Collettivismo volontario mi sembra un ossimoro.
Potrebbero (credo) esistere delle comunità con regole stile villaggio dei puffi (niente moneta, lavoro volontario ecc). Probabilmente morirebbero tutti di fame nel giro un paio di stagioni.
(e sicuramente su questo hai ragione, io i prodotti made in nazi-land nel limite del possibile non li comprerei)
Rimane il fatto che in un mondo libertario perfetto, se è di questo che stiamo parlando, la gente vedrebbe solo individui e non razze o categorie sessuali.
Gennaio 22, 2008 a 2:17 pm
Concordo in pieno.
Ho pure scritto tempo fa a favore del diritto alla discriminazione :P:P
Gennaio 22, 2008 a 2:35 pm
@Sgembo:
“Collettivismo volontario mi sembra un ossimoro.”
Libertarismo non significa assenza di associazione.
“Probabilmente morirebbero tutti di fame nel giro un paio di stagioni.”
Certamente alla fine sarebbe come dici tu. La società si autodeterminerebbe.
“Rimane il fatto che in un mondo libertario perfetto, se è di questo che stiamo parlando, la gente vedrebbe solo individui e non razze o categorie sessuali.”
In realtà in un mondo libertario perfetto la gente vede quello che vuole.
@LibertyFighter:
Sì, nonostante sia da incivili, la discriminazione è un diritto. Resta il fatto che in una società libertaria a lungo andare non pagherebbe.
Gennaio 22, 2008 a 10:51 pm
Scusa per l’OT Jinzo, ma non trovo, sempre che esista, il modo di mandarti un mp…
Ti consiglio di dare una occhiata al documentario di Aaron Russo “America: freedom to fascism” ora dispoibile sottotitolato in italiano. Qui trovi i link ai filmati su youtube http://www.signoraggio.com/index_video.html
Ciao ciao
Simo
Gennaio 23, 2008 a 10:39 am
Jinzo come osi non dire niente sulla crisi??? :)))
ciao!
Gennaio 23, 2008 a 6:14 pm
@Simo:
Ok, adesso me lo guardo.
@Liberista:
Vorrei parlarne, am il tempo scarseggia. Se domani non passano al senato mi scateno. Nel frattempo ho una cosetta in mente.
Gennaio 23, 2008 a 8:54 pm
ok, però associazionismo e collettivismo non sono sinonimi, ma contrari
ciao!
Gennaio 24, 2008 a 2:02 am
“Sì, nonostante sia da incivili, la discriminazione è un diritto. Resta il fatto che in una società libertaria a lungo andare non pagherebbe.”
E’ quello che sosteneva Von Mises in “Liberalismo”.
Una società liberale deve necessariamente essere aperta perchè diversamente la cosa risulterebbe antieconomica.
Gennaio 24, 2008 a 7:09 am
Bravo!
So da fonti certe che Popper è un cacalletto.