Che cos’è il relativismo?
“Noi abbiamo deciso di imporre con la forza i valori dell’Occidente a popoli che con questi valori non sono compatibili. Sarebbe come se i talebani prendessero le armi contro di noi per imporre alle donne occidentali di indossare il burqa”.
- Massimo Fini

Non credo ci sia bisogno di ripeterlo: la Rai è uno pseudo-servizio pubblico dalla utilità discutibile, in virtù del quale i cittadini vengono derubati del canone per pagare sozzoni e parassiti di sorta, ottenendo in cambio realmente una TV che definire vomitevole è un eufemismo. Tuttavia, e dico, tuttavia…. Quando ci troviamo di fronte ad affermazioni quali quella di Massimo Fini, la pazienza del contribuente, che è solito pagare in silenzio, viene realmente messa a dura prova, e pensare che i propri denari in qualche modo vengano utilizzati per consentire a qualcuno di propagandare simili idiozie provoca realmente il salto della mosca olfattiva. A me sembra davvero singolare che in Occidente ci siano individui capaci di andare in tv a propagandare il punto di vista dei talebani contro l’Occidente stesso, con tanto di Luca Giurato che annuisce. Sarà che il sottoscritto, assolutista etico conclamato, considera i talebani come un semplice gruppo di terroristi il cui punto di vista conta quanto la saponetta che poggia nel portasapone del mio bidet, ma francamente credo che non ci sia alcuna possibilità di difendere la posizione di Massimo Fini se non affermando che il reato non sia determinato dal “cosa”, ma dal “dove”, il che si riduce al solito esempio: lapidare una donna in Occidente dovrebbe essere reato mentre in Iran no. Se qualcuno vuole provare a difendere il concetto di diritto come atlante geografico si accomodi pure nei commenti, ma sono praticamente certo del fatto che alla fine per sostenere le proprie posizioni sarà costretto a tacere. Nel frattempo io rivendico la necessità di trovare una nazione o almeno un luogo in cui la cultura dominante consenta di gambizzare gli imbecilli. Potrebbe essere sempre un buon asso nella manica quello di invitare qualcuno a prendere un tè con una 357 sotto il tavolo.
Dicembre 28, 2007 a 11:01 am
Sarà che il sottoscritto, assolutista etico conclamato,
Posso chiederti che cosa intendi per assolutismo etico? Cioè, cosa vuol dire che un’etica è “assoluta” ?
Un neuroscienziato, Sam Harris, ha recentemente sostenuto una tesi a mio avviso importante: non è vero che l’unica alternativa alla legge di Dio è il relativismo morale. Al contrario, la moralità potrebbe essere un fatto oggettivo, poiché le questioni morali riguardano la sofferenza e la felicità degli esseri senzienti: ma allora la scienza può in linea di principio indagare sulla morale, e potrebbe un domani scoprire ciò che è morale e ciò che non lo è. Harris chiama questa posizione “realismo morale”.
Harris fa anche notare che, affinché noi si possa essere “realisti morali”, non è necessario che ogni quiz morale abbia una soluzione; cioè non è necessario che riusciamo sempre a dire quale di due alternative è quella morale. Al contrario, il giusto e lo sbagliato potrebbero essere come il cibo e il veleno: non esiste un cibo migliore in assoluto, ma questo non elimina ogni distinzione tra il cibo e il non-cibo, o tra il cibo e il veleno.
Il discorso intero lo trovate tradotto qui.
Ciao
Dicembre 28, 2007 a 11:53 am
Intendo un’etica fondata sulla conservazione del sè, ossia un’etica valida sempre in ogni luogo, che si fondi sulla ragione e non sulla trascendenza.
Anche io credo che il relativismo non sia l’unica alternativa alla legge di Dio. Credo sia solo la più distruttiva. Quanto alla ricerca etica, di cui tu parli, sono un sostenitore della neuroetica, sebbene comunque ritengo che l’etica si possa costruire a priori mediante inferenza logica. Mi leggerò il discorso di Harris. Trovo l’idea del realismo morale molto interessante. Tuttavia credo possano esistere dei criteri oggettivi per dire che nella scala dei sapori qualcosa sia più gustoso di qualcos’altro in assoluto, per il semplice motivo che l’obiettivo finale per cui si costruisce l’etica è l’autoconservazione e quindi ritengo che ci sia qualcosa che permetta di conservare meglio se stessi di qualche altro comportamento.
Ciao!
Dicembre 28, 2007 a 12:05 pm
ot:

Auguri a te!
Dicembre 28, 2007 a 12:12 pm
Grazie!
Dicembre 28, 2007 a 1:06 pm
Jinz ma perchè non trasformiamo San Marino in un residentclave? Come minimo arriveremmo ad una crescita economica maggiore dell’italia intera!!!!!
Dicembre 28, 2007 a 1:43 pm
Provocazione relativista: se nessuno crede e obbedisce ad un dato sistema etico, esso vale più che carta straccia?
Dicembre 28, 2007 a 2:31 pm
Ciao Jinzo,buone feste!
Ad ogni modo secondo me la domanda non è quanto grossa abbia sparato la cazzata questo tal uomo. La domanda è CHI CAZZO E’ MASSIMO FINI??????!?!??!?!??!
Dicembre 28, 2007 a 3:31 pm
@StatoMinimo:
Sarebbe il Residenclave dove la truffa è ritenuta legale? Tranquillo è già così.
@Liberista:
E’ un giornalista dalle idee davvero inquietanti.
@Nihil:
Solo se riesci a dimostrare che in un sistema in cui la cultura dice di credere che 2+2 faccia 3, 2+2 faccia realmente tre. Cioè prendendo due sassi e mettendocene altri due hai un numero di sassi sufficienti al massimo a formare un triangolo.
Dicembre 28, 2007 a 4:02 pm
La cosa più triste è il razzismo ignorante di questo individuo, che scambia la recente barbarie talebana per “tradizione afghana”, tradizione che lui certo non conosce, visto che si limita a fare propaganda alle idee della destra comunitarista francese di cui è tributario: se prendi il libro “Il male americano” di De Benoist ci trovi tutte le boiate che ripete instancabilmente Massimo Fini
Dicembre 28, 2007 a 4:07 pm
Off-topic: Ho visto che hai linkato il mio blog: ricambio!
E… potresti sostituire il “liberale classico” con “anarco-capitalista”? Eh sì, temo che il grande passo sia avvenuto.
E per quanto riguarda il “puntuto”, beh, sì, suppongo sia appropriato.
Dicembre 28, 2007 a 4:13 pm
@Retore:
Sì infatti, anche stamattina continuava con questa boiata della tradizione afghana…. E tutti in studio che annuivano come cretini. Ero indubbio sulla sua appartenenza politica, comunque. Grazie a te ho confermato quello che già presagivo.
@Maurizio:
Mi pareva il minimo.
Evviva, il grande passo è avvenuto. Cambio immediato. E ovviamente c’è anche il passaggio di classe. Trasferito in cortecce frontali.
Dicembre 28, 2007 a 4:17 pm
Sto ridendo. (A causa del nuovo tooltip/didascalia che mi hai magnanimamente affibbiato
)
Dicembre 28, 2007 a 4:23 pm
Sganasciati pure.
Dicembre 28, 2007 a 4:47 pm
@Jinzo: Il paragone non regge. Se non credi alle regole matematiche, le tue piramidi crollano - senza bisogno che venga Euclide ad abbatterle. Se non credi al sistema etico di Tizio, a meno che Tizio non intervenga personalmente, non subirai alcuna conseguenza.
Dicembre 28, 2007 a 4:54 pm
L’affermazione riportata, così com’è, è priva di senso.
Bisognerebbe chiarire innanzitutto cosa sono i “valori dell’Occidente”. Si riferisce a valori laici o religiosi? Cattolici o protestanti? Politici? Economici? Di stampo Liberista o Socialista? Verrebbe da domandarsi cosa intendesse con il termine “Occidente”.
In secondo luogo la frase presenta un non chiarito parallelo tra l’espressione “quei popoli” ed il termine “talebani” come se ci fosse un indissolubile legame semantico tra i talebani e quei popoli. Ovvero tra una fazione politica fondamentalista afghana e l’intera cultura di un’area geografica. Chiaramente è una forzatura priva di fondamento. D’altronde, in mancanza di tale legame, la frase cessa di avere relazioni tra le sue parti.
Detto questo, la relazione tra etica e cultura è molto stretta. I comportamenti che in un dato ambito culturale rappresentano per esempio il rispetto per l’altro, altrove possono significare l’opposto. Ciò non implica una diversità di valori fondamentali, ma solo un diverso modo di rappresentarli, un diverso linguaggio.
Le religioni presentano in modo dogmatico ed estremo tali differenze, spesso identificandole con gli stessi valori fondamentali, identificandoli nella loro rappresentazione esteriore.
Per questo i conflitti politici ed economici tra culture differenti, portati sul terreno religioso, esplodono improvvisamente come conflitti di culture e valori opposti.
Dicembre 28, 2007 a 5:00 pm
@Nihil:
Se non credo alle regole matematiche le piramidi crollano, ma solo se sono un egizio in vena di grandi opere. Se sono un uomo primitivo che non sa nemmeno seppellire i morti non ho bisogno di tali regole, sebbene 2+2 faccia sempre 4. Se non credo in un’etica razionale potrebbe ugualmente non succedermi nulla, ammesso che io mi trovi nella cerchia dei druidi che offrono agli dei delle vittime in sacrificio. Le cose cambiano se sono invece tra le vergini sacrificali, il che è un po’ come essere un faraone che, pur avendo un pessimo rapporto con Euclide, si dà alle costruzioni.
Insomma, le leggi etiche, al pari di quelle matematiche, possono o meno essere utilizzate, a seconda della situazione. Ma ciò non significa che perdano valore, in qualsivoglia tempo o realtà.
Dicembre 28, 2007 a 5:36 pm
Il mio punto è che un druido delle tue etiche razionali se ne può fregare altamente e, a meno che la rivoluzione non sia alle porte, non ha alcun motivo per fare altrimenti. Per lui, appunto, non hanno valore.
Dicembre 28, 2007 a 6:05 pm
Massimo Fini è un pazzo eccentrico, che tuttavia ha diritto di dire quello che gli pare…non però sulla televisione pubblica, appunto pagata da tutti, ma solo per fare gli interessi - anche culturali - di pochi…che sono poi tutti di sinistra…
Dicembre 28, 2007 a 7:00 pm
Innanzitutto buone feste a tutti…
Conosco troppo poco Massimo Fini per poter esprimere il mio pensiero su di lui e sul suo “Movimento Zero”, ma mi sfugge il nesso con il tag “sinistrati”. Potresti infatti scoprire che il coordinatore di questo movimento in Campania, Mario Francesco De Marco, è il fondatore del circolo “Il Solco” (ispirato alle idee di Julius Evola), mentre in Liguria lo è Alberto Rosselli, storico revisionista autore di diversi libri e saggi editi da case editrici della Destra Radicale. E si potrebbe andare avanti citando il caso di Pavia, con il coordinatore Gianmatteo Rona già candidato sindaco per il cartello “Alternativa Sociale” di Alessandra Mussolini. E comunque in più occasioni Fini si è definito un “antimodernista” “oltre la destra e la sinistra”.
Dicembre 28, 2007 a 8:35 pm
Pur non condividendo affatto le opinioni di Massimo Fini, sono comunque perplesso sulla tua affermazione secondo la quale esisterebbe un un’etica assoluta, potrei comprendere se parlassi di “etica oggettiva” (pur avendo comunque dei dubbi), dando un senso empirico/fattuale (sinonimo di “controllabile”) al termine “oggettivismo”, così come avviene nella scienza.
Invece, che si possa conoscere qualcosa di assoluto, mi pare improbabile, essendo la ragione umana comunque limitata e fallibile.
Ciao
Dicembre 28, 2007 a 8:46 pm
Volevo scrivere: “dando un senso empirico/fattuale (sinonimo di “controllabile”) al termine “oggettivo”, così come avviene nella scienza.”
Pardon
Dicembre 28, 2007 a 9:37 pm
Viste le scemenze che si sentono dire ogni giorno sulla televisione pubblica, Massimo Fini è già il meno peggio.
Vorrei far notare che la televisione pubblica è pagata anche da quelli che la pensano come Fini, e dato che in televisione va gente come Marco Rizzo non vedo che senso abbia censurare Fini.
Far parlare un cretino in televisione è il modo migliore per pubblicizzare il suo stato di minorato mentale.
Dicembre 28, 2007 a 10:30 pm
Il discorso non porta a voler censurare Massimo Fini. Lui è libero di dire ciò che pensa. Semmai, ci dovrebbe essere un tantino di pluralismo in più. Ovvero, sarebbe necessario riportare anche voci opposte.
In tv, nella pubblica ed anche in quella privata (perfino in quella berlusconiana), prevalgono (direi travolgono/prevaricano…) quelle idee, mentre per le altre c’è poco spazio. Troppo poco, rispetto alla realtà dei fatti ed alla penetrazione nella popolazione di tali visioni delle cose.
Inoltre, venendo al dunque delle dichiarazioni di Massimo Fini, concordo con Aleks, che nel suo commento sottolinea il non-sense della frase riportata.
Non esiste alcun collegamento logico, come giustamente riporta Aleks.
Ma soprattutto non si può affermare che noi stiamo imponendo con la forza i nostri valori a chicchessia. Dove e come questo avverrebbe? I Paesi occidentali sono intervenuti per difendersi dagli attacchi altrui e per sanzionare regimi dittatoriali che non rispettavano le regole di convivenza pacifica con gli altri Paesi, non per imporre i propri valori.
I talebani, inoltre, sono realmente ed attivamente partecipi della volontà dei fondamentalisti islamici (da Al Qaeda ad Hamas, a tutte le organizzazioni simili) di imporre la loro visione del mondo ed i loro costumi agli “infedeli”, fuori da ogni regola o legge liberale o democratica.
Invece, secondo i benpensanti ed i pacifisti a senso unico, i Paesi occidentali dovrebbero consentir loro di fare qualsiasi cosa, perchè altrimenti stiamo imponendo loro i nostri valori……
Nicola R - Liberalista
Dicembre 29, 2007 a 9:16 am
@Aleks:
Credo intenda i valori comunemente associati alle democrazie occidentali. Cioè la pseudolibertà in cui viviamo ad esempio noi europei.
“Detto questo, la relazione tra etica e cultura è molto stretta. I comportamenti che in un dato ambito culturale rappresentano per esempio il rispetto per l’altro, altrove possono significare l’opposto. ”
Quello che non capisco è come sia possibile che 2+2=4 in un dato ambio culturale e 3 “altrove”.
@Nihil:
Anche il sovrano di una popolazione primitiva può fregarsene altamente della logica matematica. Ma prima o poi sul ponte che ha costruito senza leggi dovrà pur passarci, così come il druido si troverà in una situazione in cui le vergini saranno finiti ed i suoi compagni vorranno sacrificare lui.
Insomma, rifiutare un’etica razionale alla fine ti porta ad essere ammazzato senza motivo, così come rifiutare l’uso della logica matematica di porta ad inevitabili disastri.
Dicembre 29, 2007 a 9:34 am
@Camelot:
Io credo che il problema vada risolto alla radice semplicemente trasformando la rai in una tv privata. A quel punto può dire ciò che vuole: se la vedrà poi con la gente che cambia canale facendo crollare gli ascolti.
@Alessandro:
Il tag mi è sorto spontaneo per il semplice motivo che non trovo realmente alcuna differenza tra quello che dice Massimo Fini e ciò che si può ascoltare in una sezione di Rifondazione Comunista qualunque.
@IlLaicista:
Se qualcosa è oggettivo credo che sia anche assoluto. L’etica è assoluta in quanto è un prodotto della mente umana. Noi deduciamo l’etica semplicemente a partire dal principio di sopravvivenza dell’essere. E’ una costruzione del tutto aprioristica ed esterna a qualunque contingenza. Ciò non può che renderla assoluta. Il fatto che in alcune epoche storiche tali principi non siano emersi è perfettamente compatibile con il fatto che l’uomo ha sopravvissuto senza la logica matematica per secoli. Ma anche nei secoli non-illuminati le leggi della matematica erano vere e sempre lo saranno.
E’ ovvio che tali leggi etiche devono essere scoperte dall’uomo con l’uso della ragione. Il realismo morale di cui parlava Maurizio consiste nel continuare a ricercare i principi assoluti che possano essere messi a fondamento dell’etica.
@Pietro:
Ciao e benvenuto. La tua linea è ragionevole, ma credo che il problema possa essere meglio risolto alla radice privatizzando la Rai.
@Liberalista:
Tra le altre cose credo che imporre dei valori a forza sia realmente difficile. Tuttavia, anche se fosse, non ci troverei nulla di scandaloso, per il semplice motivo che lapidare una adultera o impiccare un omosessuale non si può fare, nemmeno se è scritto sul Corano, per il semplice motivo che sulla terra conta il diritto secondo ragione e non secondo Dio.
Dicembre 29, 2007 a 10:10 am
Massimo Fini è un conservatore, nel senso stretto del termine. Difende il conecetto di tradizione e schifa l’idea che una nazione possa imporre la propria ad un’altra. Non mi sembra poi così assurdo. Poi che scelga un esempio poco calzante, potrebbe essere l’unico suo difetto formale, per ora.
p.s.: cmq Massimo Fini mi dispiace alquanto, ma tra tute le sue affermazioni, questa è ancora la meno pesante.
Dicembre 29, 2007 a 10:18 am
@Priedavat:
Ciao e benvenuto/a.
Sono del parere che la tradizione sia nulla altro che una immensa scusa da parte dello stato, cioè di chi possiede il monopolio della forza, per vessare i cittadini costringendoli a determinati atteggiamenti sotto minaccia. Difendere la tradizione spesso e volentieri può voler dire schierarsi dalla parte degli assassini.
Dicembre 29, 2007 a 11:16 am
[son maschio]
addirittura? Ne sei convinto? Quali mai tradizioni perniciose abbiamo ereditato, per esempio, noi italiani? Ora come ora, quale tradizione ci sta minacciando?
Dicembre 29, 2007 a 11:27 am
Quella clericale potrebbe essere una. Prendi il concetto di famiglia tradizionale. La famiglia tradizionale, ente morale certamente di indubbio valore, si configura di fatto come un ente pubblico in virtù del quale numerosi parassiti si arrogano il diritto di derubare la restante parte della cittadinanza. E tutto ciò viene giustificato tramite l’ariete ideologico della “tradizione”.
Può questa forma di tradizione giustificare il furto? Può negare diritti alle coppie omosessuali?
Dicembre 29, 2007 a 11:48 am
Vedi anche tu però che non è la tradizione che “fa del male”, ma l’utilizzo che si fa della stessa. La tradizione, in sè, è solo memoria.
Dicembre 29, 2007 a 12:25 pm
Concordo pienamente. Non è la tradizione che deve essere combattuta, ma lo stato che la usa per violare la libertà altrui. In una società realmente libera probabilmente la tradizione guiderebbe il comportamento della maggior parte degli individui impedendo che la società stessa si disgreghi. Certamente, chi non vuole seguire la tradizione sarebbe libero di non farlo e molte ingiustizie sarebbero risparmiate.
Ovviamente, in tutto questo parliamo di tradizione occidentale. Qui da noi la tradizione possiamo dire che si accorda con la ragione in maniera accettabile. In Iran invece la tradizione è del tutto irrazionale. Dunque quella tradizione non può che essere combattuta, che sia lo stato o il cittadino privato ad usarla.
Dicembre 29, 2007 a 2:17 pm
Ma prima o poi sul ponte che ha costruito senza leggi dovrà pur passarci, così come il druido si troverà in una situazione in cui le vergini saranno finiti ed i suoi compagni vorranno sacrificare lui.
Senza offesa, Jinzo, mi chiedo se tu abbia visto troppi film Disney da piccolo. Nella realtà il cattivo non viene sempre punito.
Dicembre 29, 2007 a 2:34 pm
Già che parli del cattivo mi fa pensare che tu abbia abbandonato il relativismo.
Dicembre 29, 2007 a 9:05 pm
Ogni tanto uso anche l’espressione “decidere con il cuore”, non vuol dire che io creda che il cuore abbia neuroni. Stai un po’ svicolando, comunque
Dicembre 30, 2007 a 9:09 am
Non credo, d’altronde se il cattivo non viene mai punito ciò non implica che abbia qualche forma di ragione. E’ solo una contingenza. Prendi lo stato ad esempio. Noi ci facciamo schiavizzare dallo stato perchè siamo semplicemente dei vigliacchi che scambiano la libertà per un po’ di tranquillità fasulla in più. Ma nessuno può affermare secondo ragione che lo stato abbia il diritto di derubarci, ad esempio. Il cattivo resta spesso impunito dunque, ma senza dubbio resta pure “il cattivo”.
Dicembre 30, 2007 a 10:18 am
Ma sopratutto chi è massimo fini?
Dicembre 30, 2007 a 10:50 am
Un giornalista leader di un movimento con discreta fama in internet.
Dicembre 30, 2007 a 2:59 pm
Ignoro quale sia l’ideologia della destra comunitarista francese, ma noto che Massimo Fini, nelle sue esternazioni sul Resto del Carlino, si mostra prono davanti a qualunque ras compaia nelle cronache settimanali -Castro, Chavez, Al Zarqawi eccetera- e, ça va sans dire, ferocemente antiamericano. E’ proprio vero che gli estremi si toccano, o meglio, che nella statolatria e nel culto dell’ “uomo forte” si annullano tutte le distinzioni tra destra e sinistra…
Dicembre 30, 2007 a 3:18 pm
Una volta sostenni questa tesi e un imbecille mi diede del qualunquista….
Dicembre 31, 2007 a 12:22 am
Non credo, d’altronde se il cattivo non viene mai punito ciò non implica che abbia qualche forma di ragione. E’ solo una contingenza. [...] Il cattivo resta spesso impunito dunque, ma senza dubbio resta pure “il cattivo”.
Ok, ma “essere il cattivo” significa soltanto che ci sono alcune persone che pensano che tu debba essere punito. Quindi essere tale ha solo qualche rilevanza se queste persone possono esercitare del potere su di te.
Dicembre 31, 2007 a 9:34 am
Il che è paragonabile al fatto che esista una cultura che dice che 2+2=3. Se tutti ignorano che 2+2=4 continueranno a vivere così, attribuendo magari il crollo dei ponti all’intervento divino funesto….
Ciò tuttavia non fa sì che 2+2 sia realmente uguale a 3. Insomma l’etica, così come la matematica, si fonda su principi razionalmente validi in maniera universale, non su quello che dice la maggioranza. Che qualcuno decida di ignorarli selettivamente non li rende meno validi. Spetta agli illuminati che hanno colto questi principi recarsi da tali popolazioni primitive e spiegare loro come stanno le cose. Altrimenti tali popolazioni rimarranno semplicemente insiemi di esseri subumani.
Essere il cattivo significa al contrario negare che 2+2 faccia 4 o ignorarlo. Anche tra gli zulù africani che ignorano la matematica, le leggi matematiche sono sempre valide, così come l’etica razionale. Semplicemente per il fatto che si basano su principi che nessun uomo, in quanto tale, ha la facoltà di negare.
Gennaio 2, 2008 a 1:32 am
“Altrimenti tali popolazioni rimarranno semplicemente insiemi di esseri subumani.”
Vale a dire…? “Subumano” è un po’ ambiguo. (Questo è il punto chiave: cos’è che necessariamente succede se una società e/o un individuo ignora l’etica standard?)
Gennaio 2, 2008 a 11:08 am
Quello che succede se ignora la matematica, può non succedere nulla, come può crollare tutto. Nel caso non succedesse nulla si produrrebbe una società fondata sull’ingiustizia, così come si produrrebbe una società in cui il crollo dei ponti è attribuito a Dio. In entrambe i casi le giustificazioni a questi disastri sono irrazionali.
Subumano significa che ignori i principi su cui si fonda la ragione umana. Ergo rispetto a chi questi principi ha compreso sei inferiore. Cosa che ci permette di dire che la cultura del fondamentalismo islamico è in assoluto una cultura inferiore alla nostra.
Gennaio 10, 2008 a 10:33 am
“l’etica, così come la matematica, si fonda su principi razionalmente validi in maniera universale”
Il punto è che un conto è credere nell’esistenza di un’etica assoluta, e un conto è credere che un uomo solo la possa conoscere senza avere il minimo dubbio al riguardo. In parole povere, secondo me aveva ragione S. Agostino: bisogna salvare il relativismo gnoseologico come condizione di tolleranza, ma dobbiamo parimenti rifiutare ogni visione scettica che neghi l’esistenza di valori assoluti.
Per restare nell’esempio da te citato su Massimo Fini, dobbiamo per forza convenire che quell’affermazione sia inaccettabile (poichè equivale a dire che ogni cosa ha la stessa dignità di un’altra e che tutto è relativo) ma dobbiamo anche ricordare che “assolutismo etico” non significa assolutizzare la propria opinione, ma ricercare la Verità in modo dialettico.
Gennaio 10, 2008 a 10:35 am
Infatti io sono un relativista epistemologico ed un assolutista etico. Concordo con il finale: trattasi del realismo morale di cui si parlava in precedenza.
Gennaio 10, 2008 a 10:39 am
Quanto ho detto sopra ti dovrebbe convincere che non è la ragione a fondare l’oggettività del giudizio (come diceva Kant) poichè uomini diversi, usando la ragione, possono arrivare a giudizi diversi.
L’assolutezza e l’oggettività sono concetti parzialmente metafisici, connessi all’idea di Archè e di Logos (vedi Parmenide ed Eraclito). Non si può parlare in termini assoluti senza fare della metafisica.
Gennaio 10, 2008 a 10:48 am
“Non si può parlare in termini assoluti senza fare della metafisica.”
Infatti io faccio derivare l’etica da una deduzione aprioristica, che di conseguenza possiede carattere metafisico. Partendo dal fatto che un essere “è” allo scopo di “esistere” e non allo scopo di annullarsi, da qui si deriva un’etica fondata su principi razionali che permettano il raggiungimento di questo postulato. Naturalmente è la ragione a scoprire tali principi. Ciò porta a considerare che la ragione umana non sempre riesce a raggiungerli ed implica la continua ricerca della verità come assoluto.
Gennaio 10, 2008 a 10:57 am
Allora sottoscrivo in pieno
Gennaio 10, 2008 a 11:10 am
Su queste cose si fa una fatica incredibile a spiegarsi. Mi paicerebbe essere linkato dal movimento arancione, comunque.
Gennaio 10, 2008 a 11:42 am
Più che relativismo la chiamerei posizione dietro-sociologica sinistrata di propaganda ideologica.
Il relativismo mi pare concetto relativo alla pluralità dell’espressione del pensiero e di liberi stili di vita privati.
Qui parliamo di propaganda pubblica con i soldi del contribuente, entro una lettura della storia che eroizza il sacrificio terroristico, come prassi per la conservazione della communitas primordiale sociale.
Così almeno è intepretabile ribaltando l’assioma in chiave controsociologica, verso la rappresentazione qualificante tipicamente clero-marxista ovvero di una realtà reazionariamente illiberale e patetica, che manipola lo spazio e il tempo della storia per indirizzare il tutto entro una critica della società capitalistica e occidentale moderna (entro l’ipotesi bislacca del postmodeno di critica, profezia e ipotesi al contempo) di una realizzazione di un ritorno al passato.
Il relativismo esce dalle concezione idealiste e trascedenti ponendosi quale forma di rapporto libero con nozioni, concetti e idee, in termini non assoluti; ma certamente non sfacciatamente ideologico stranianti (a differenza del tentativo non riuscito sinistrato degli ultimi decenni).
LucaF.
Gennaio 10, 2008 a 11:50 am
“Il relativismo mi pare concetto relativo alla pluralità dell’espressione del pensiero e di liberi stili di vita privati.”
Non direi: il relativismo è il miglior modo per cedere alle dittature di ogni sorta, dando credito a tiranni di ogni specie.
Gennaio 10, 2008 a 12:50 pm
Il relativismo interpretato in questo caso entro l’ottica dei principi liberali libertari, non alla sua ideologizzazione clericale o marxista, interpretativa e applicata.
Ma piuttosto come condizione sine qua non.
Il problema è capire di quale registro stiamo parlando, di quello liberale o se di quello marxista e clericale.
LucaF.
Gennaio 10, 2008 a 12:52 pm
Non esiste un relativismo etico interpretato entro l’ottica dei principi liberali.
Gennaio 10, 2008 a 1:55 pm
La condizione di non esistenza non è un dato qualificabile e quantificabile, o come diresti tu non è una condizione per rinunciare alla sua sperimentazione.
Insomma non c’è creiamola, d’altronde le cose innate non mi sono mai piaciute.
(Logicamente nella frase mi riferivo al buon senso del libertario e delle libere scelte che non danneggino il prossimo, insomma l’esatto opposto della sociologia di Giddens e Beck della consequenzialità sociale comunitaria.
Come vedi devo dare sociologia il mese prossimo, per la serie studia il tuo nemico per abbatterlo con le sue stupidate anche se in questo caso l’affermazione sulla relazione relativista libertaria è una mia idea).
LucaF.
Gennaio 10, 2008 a 2:58 pm
“La condizione di non esistenza non è un dato qualificabile e quantificabile, o come diresti tu non è una condizione per rinunciare alla sua sperimentazione.”
Cioè, non ho capito, sperimentando il relativismo possiamo arrivare un giorno a considerare che esso sia valido?
Gennaio 10, 2008 a 5:35 pm
E’ vero! Scusa ma avevo messo il tuo link tempo fa, poi aggiornando la pagina devo aver fatto casino. Comunque ora ho provveduto, scusa per l’inconveniente.
Gennaio 10, 2008 a 5:46 pm
Ma figurati. Grazie a te!