Energia Cognitiva

Carlotta è poco portata per i test cognitivi. La metti di fronte ad un Touch Screen, le chiedi di scegliere tra due figure differenti quella che corrisponde ad uno stimolo campione e lei comincia a premere lo schermo freneticamente dove cavolo le pare. Sarebbe il caso di dire che è un po’ somarona, se non fosse che Carlotta è una piccola scimmia cappuccina del genere Cebus apella. Insomma per guadagnarsi la ricompensa finisce a schiacciare spesso a caso, accontentandosi dei pochi rinforzi che le scendono quando imbrocca fortuitamente la soluzione giusta. Altre volte invece si fa molto paracula ed assume una strategia del tutto procedurale in base alla quale sceglie sempre la carta posizionata a sinistra e continua per tutta la sessione a premere da quella parte, senza curarsi minimamente di quello che vede. Alla fine in base a questo trucchetto la nostra scimmietta si prende il 50% dei pellet, ma allo stesso tempo compie inutilmente il 50% dei movimenti, ossia impiega la metà della sua energia fisica per ottenere in cambio il nulla. Evidentemente l’energia cognitiva che il cebo dovrebbe spendere allo scopo di elaborare un ragionamento astratto, cioè formare una regola di comportamento basata sulla acquisizione di una categoria concettuale (in questo caso l’identità e la differenza) costa ad esso molto più che consumare notevoli risorse fisiche. Ciò suggerisce che, almeno nelle scimmie cappuccine, l’energia fisica sia senza dubbio più “spendibile” di quella mentale. Tuttavia, mediante differenti forme di strategie cognitive, si può forzare la scimmia ad investire in energia mentale, facendo in modo di rendere economicamente svantaggioso l’approccio procedurale. Uno studio comparato potrebbe effettivamente mettere in luce come gli esseri umani gestiscano queste forme di energia rispetto alle scimmie. E’ possibile in qualche modo indurre gli esseri umani a compiere scelte economiche privilegiando il risparmio dell’una o dell’altra forma di energia? Si può dunque fare in modo, magari mediante strategie comunicative, che una persona scelga di andare nella azienda con il parcheggio ampio a due passi da casa e paghi di più i prodotti, piuttosto che in un negozio lontanissimo e dai prezzi super-economici?

6 Risposte a “Energia Cognitiva”

  1. Un nuovo blog? :-|

  2. Splinder era divenuta davvero insopportabile.

  3. Ohhh che bello Jinzo finalmente una piattaforma seria, anche se ti consiglio vivamente di sfruttare WordPress con un tuo spazio web e un tuo dominio. In ogni caso complimenti per il trasloco.
    A presto

  4. Grazie Nilo, ci penserò. A presto!!

  5. Interessante questa considerazione mi pare che tu ricalchi la teoria della scelta razionale, applicat entro una chiave economica ma con in più l’ambito etologico-neuronale in chiave di fisica termodinamica dei corpi e dei sistemi.
    Non è che vuoi fondare una nuova sociologia?.
    Scherzo ovviamente!.
    Ciao LucaF.

  6. Trattasi di neuroeconomia, diciamo… ;-)

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