Tre kg di ossa

Pubblicato su Libertarismo il Maggio 8, 2008 da j1nz0

Discutevo giorni fa con una mia amica a proposito dei limiti di un sistema sanitario totalmente privatizzato, franchisizzato, ecc…. Questa credo si tratti della sfida più difficile per un libertario, in quanto si tratta di una pars construens davvero complessa, mentre noi, per vocazione, siamo molto più abili a distruggere. E per quanto riguarda il sistema pubblico, naturalmente, il compito disgregatorio è semplice come rubare le caramelle ad un bambino. La sanità italiana è un ricettacolo di parassiti, corrotti, servi dei politici e dei burocrati, che in cambio di soldi pubblici a gogò ci rendono indietro topi di fogna, marciume, code interminabili, trattamenti disumani. E tutto senza il minimo imbarazzo… Tanto se sbaglia lo stato, la colpa non è mai di nessuno. Quanto ai limiti delle assicurazioni private, la mia amica mi contesta le seguenti cose:

1) Una assicurazione privata non ha alcun interesse ad assicurare un povero, i poveri pagano meno dei ricchi, ma si ammalano come loro.

Che i poveri si ammalino quanto i ricchi potrebbe essere vero, ma è anche vero che le spese sanitarie ingenti si hanno in media una sola volta nella vita. I poveri dunque pagano le loro somme proporzionalmente al loro stipendio e l’assicurazione copre le spese ingenti dei casi limite (che so io, trapianto di fegato) mediante i soldi che incassa dai ricchi. Il sistema assicurativo funziona con una curva gaussiana per cui i pochi poveri pagano meno, i pochi miliardari pagano tantissimo e i molti borghesi fanno da tampone. Economicamente è meglio avere 1000 clienti che pagano 300 euro l’anno di assicurazione per 50 anni, piuttosto che non averli per niente. Poi se uno di questi necessiterà di un intervento a cuore aperto l’assicurazione tamponerà con i soldi dei ricchi. Ma se nessuno necessiterà di ciò l’assicurazione avrà semplicemente incassato. Oltretutto, per evitare le patologie ultracostose, alle assicurazioni conviene pure tenere sotto-controllo i propri pazienti il più possibile.

2) Le assicurazioni private non hanno alcun vantaggio ad assicurare gli anziani:

Non è vero. Anzi, è vero il contrario. Le assicurazioni private, in una società gerontocratica come questa, si fanno battaglia sul mercato degli anziani. I giovani possono tranquillamente scegliere di non assicurarsi e di pagare di volta in volta le loro visite. D’altronde a molti ragazzi conviene direttamente pagare la visita di controllo piuttosto che farsi un’assicurazione da 1000 euro l’anno. Quindi le assicurazioni private guerreggiano proprio sugli anziani. E il problema diventa dunque quello di ottenere più soldi, più clienti, ecc… spendendo meno. Di conseguenza si cercherà di tirare a lungo gli anziani il più possibile e nel contempo di creare contratti che spingano la gente ad assicurarsi prima e a pagare per lungo tempo. Certamente se uno pretende di assicurarsi a 90 anni senza aver mai versato un euro per tutta la vita non credo abbia diritto ad una assicurazione privata. E’ un po’ come uno che evade il fisco e vuole i servizi lo stesso (cosa che nel regime pubblico è la regola più che l’eccezione, naturalmente). Questi casi limite che hanno risparmiato una vita intera i soldi dell’assicurazione possono anche pagarsi le spese mediche a proprie spese dai 90 anni in poi. Tanto anche le case mediche non assicurative tendono a farsi concorrenza sul mercato per ottenere questa fascia di clientela.

3) I superpoveri non hanno possibilità di ottenere l’assicurazione nè di pagarsi le spese mediche direttamente.

Queste fasce di popolazione, ai margini della società, devono imparare a servirsi dei servizi di carità privata. Invece di dare inutili fondi agli ospedali pubblici in beneficienza, che puntualmente vengono dilaniati da burocrati e politicanti vari, sarebbe opportuno darli direttamente a questo genere di persone.

4) I malati di patologie rare non vengono assicurati:

Se un individuo sviluppa la patologia rara dopo aver ottenuto l’assicurazione privata, l’assicurazione è costretta a tenerselo. Se il tizio la sviluppa prima di farsi l’assicurazione, torno a dirlo, il ragionamento è eticamente paragonabile a chi pretende di essere impiegato in una azienda di facchini e manca delle braccia. Libertà=responsabilità. Ti prendi la libertà di non avere spese e quindi il rischio di ammalarti e non essere rimborsato delle future spese. Ma in tutti i casi ci sono sempre le compagnie non assicurative in lizza sul mercato.

Come è bella la città

Pubblicato su Parassitocrazia il Aprile 26, 2008 da j1nz0

Nicola R. mi avverte che il PLI ha deciso di supportare, dopo un primo turno astensionista, il candidato del partito democratico Francesco Rutelli, in quanto dotato di formazione politica liberale.  Evidentemente con questa affermazione si fa riferimento al periodo radicale di Rutelli, quello che seguiva il suo incipit vaticano e che nel contempo precedeva il suo rientro nelle schiere bianche. Tuttavia Rutelli fu segretario radicale nel periodo antecedente alla svolta liberista degli anni ‘90,il che significa che di liberale non aveva proprio nulla. Al contrario, quando “Er cicoria” uscì dalle schiere del partito radicale, nel momento in cui questo faceva voto di non-partecipazione diretta alla vita politica, divenendo Partito Radicale Transnazionale, si candidò nelle cosiddette liste Verdi, Arcobaleno ed altre amenità di questo genere, insieme a personaggi provenienti da Democrazia Proletaria. Ma a prescindere da questo e cioè dal fatto che Rutelli non ha basi liberali, credo che in fondo basti fare un giro per le periferie di Roma per rendersi conto di quale sia la realtà. Se volete il sottoscritto si offre di farvi da guida in un tour notturno per il mio quartiere. Vi verranno mostrate le seguenti attrazioni allestite dal regime sinistrato a Roma: le puttane minorenni con cui i poliziotti si fermano a scherzare, gli zingari arboricoli stipati nelle foreste, gli autovelox illegali per riempire le casse del comune, i ghetti criminali tollerati, i burocrati parassiti che vessano i cittadini, le campagne elettorali vinte a colpi di nomine, la spazzatura, le opere pubbliche iniziate e mai concluse…. Come si suole dire: Venghino siori, venghino…

Rest in Greenpeace

Pubblicato su Politica, Sinistrati il Aprile 17, 2008 da j1nz0

Con la scomparsa della sinistra arcobaleno, oltre all’esclusione della componente comunista dal Parlamento, ritengo opportuno salutare con grande giubilo la scomparsa dell’altra parte della cosiddetta sinistra antagonista: i Verdi. Dopo anni di battaglie totalmente dominate da un’ideologismo quasi religioso, contro qualunque straccio di dimostrazione scientifica, contro qualsivoglia forma di ragionamento economico, finalmente il popolo italiano ha deciso di mettere fine alla loro propaganda ecofondamentalista. Ma il fatto più curioso è che la loro scomparsa viene accompagnata dai questi articoli, un po’ come la salamoia che scioglie il nemico di Roger Rabbit. Almeno formalmente, le “politiche energetiche” (virgolettato di rigore) basate sulla merda di vacca, sugli ettari di silicio, sui mulini a vento, cedono il passo a quello che osiamo definire Realismo Energetico.

Terza repubblica

Pubblicato su Politica il Aprile 16, 2008 da j1nz0

Sin dai primi momenti che seguono i risultati delle elezioni, in questo Paese, si ripete sempre il classico esilarante copione inscenato dall’orda di personaggi che sbraitano sui media a causa della dittatura che verrà. Da almeno una decina di anni a questa parte, inoltre, la strizzata di cistifellea risulta sempre più violenta al crescere della demenzialità delle argomentazioni espresse da tali individui ogni volta. E c’è gente che continua a minacciare di abbandonare l’Italia, come se qualcuno avesse interesse nel trattenerla, sbavando e vomitando le solite patetiche invettive contro il ben noto regnante che dal ‘94 ha infranto il loro sogno di potere. Ma oggi, gli sconfitti, dovrebbero al contrario essere felici, perchè il Paese che il parrucchino va a governare oggi è un Italia priva di estremisti, dove la gente ha scelto di privilegiare un approccio economico più che utopico. Un paese pseudoamericano nella forma politica, con due grandi schieramenti contrapposti, uno conservatore ed uno riformista, che vogliamo rafforzare ancor di più con il referendum, sperando di scolpire definitivamente la lapide alle ideologie anacronistiche. I perdenti che oggi continuano ancora a sbraitare sono gli sconfitti dalla storia, ma per questi, a differenza dei democrats italiani, non c’è alcuna possibilità di rivincita. Buon viaggio a tutti, dunque, nella terza repubblica, quella americana. Noi liberali continueremo a lottare, dentro il futuro partito repubblicano, affinchè le nostre idee prevalgano sulla attuale maggioranza conservatrice dello schieramento e affinchè un giorno anche noi possiamo candidare il nostro Ron Paul.

Commenti elettorali

Pubblicato su Uncategorized il Aprile 14, 2008 da j1nz0

Apro questo post per eventuali commenti sulle previsioni ed i rilievi elettorali, in collegamento al liveBlogging di Andrea.

Resa dei conti

Pubblicato su Politica il Aprile 13, 2008 da j1nz0

Camera:                               

 

 

 

 

 Senato: 

Provincia di Roma:                                                         

 

Consiglio comunale di Roma:                                                                                                      Giovanni Quarzo (PdL - RL)    

             

Come guadagnare mettendo su un partito (PLI)

Pubblicato su Parassitocrazia, Politica, parassiti il Aprile 9, 2008 da j1nz0

In questi giorni sto cercando di convincere quei liberali che si vogliono astenere a votare per il PLI. Certamente come voto di protesta sono convinto che valga molto più del non-voto. Ma credo che smetterò di fare propaganda per questo partito, perchè, nonstante il vecchiume di fondo, i richiami a Giolitti, Cavour ed altri insulsi personaggi di sortia, ci sono delle questioni inerenti al partito liberale che non posso di certo trascurare e che nel contempo giudico di una gravità inaudita. Dall’analisi dei fatti, appare chiaro che il PLI non abbia alcun interesse per la campagna elettorale, che come suo solito sta trascurando nella sua interezza. A parte gli spazi mediatici che sono stati naturalmente chiusi per la formazione di De Luca, credo sia ormai evidente l’assenza di qualunque forma di cartellonistica in giro per le strade. Persino su internet il sito è lasciato totalmente allo sbando. Mi dispiace per Olifante, candidato nelle liste del PLI, al quale auguro comunque di farcela, tuttavia sono sempre più convinto che il PLI miri semplicemente all’1%, cioè al rimborso elettorale. E dal momento che il rimborso per una campagna elettorale inesistente è di certo superiore alla spesa, torniamo nuovamente al cancro partitocratico denunciato dai radicali per anni e sottolineato nuovamente qualche giorno fa da Radio Radicale: il finanziamento pubblico ai partiti e la legge-truffa sui rimborsi. Insomma votare per il PLI significa avallare tutto questo, cioè consentire ad un gruppo di sconosciuti di utilizzare un’ideologia come il liberalismo per tentare di mettere le mani sui soldi dei contribuenti. Inutile dire che tutto questo è intollerabile. Avete tre giorni di tempo, a partire da domani, per convincermi a votare PdL.

Credibili e cretini

Pubblicato su Leviatano, Parassitocrazia, Politica il Aprile 8, 2008 da j1nz0

L’elettore medio del centro-destra è convinto che Berlusconi questa volta taglierà le tasse in maniera seria. Tuttavia, nonostante ciò venga sbandierato in tutti i comizi del popolo della Libertà, nonchè nel programma di tale partito, sono sempre più convinto del fatto che i tagli, anche in questo caso, si limiteranno all’1%, il che è comunque rispettabile rispetto al rincaro della dose che fisiologicamente seguirebbe la vittoria del PD, ma guai a dire che sia “sufficiente” e ancor più “utile” per questo Paese. Il programma del PdL, che in certe parti sembra anche molto positivo, contiene un blocco sociale veramente ripugnante ed interamente basato sulla spesa. Ciò che a molti di noi risulta incomprensibile è l’enorme contraddizione che si genera nel momento in cui si parla contemporaneamente di taglio alle tasse e di regalini fiscali alle famiglie, di riduzione delle aliquote per tutti e allo stesso tempo di detrazioni per certi gruppi di individui con valore “sociale”. Appare chiaro che, mentre il PD e la sinistra innalzano come feticcio ideologico per derubarci il concetto di giustizia sociale, il PdL fa lo stesso, servendosi al contrario del totem familista. Il risultato, in tutti i casi, è equivalente: c’è da ambo le parti una redistribuzione della ricchezza di impronta totalmente demagogica. Queste politiche interventiste infatti si costituiscono come la merce di scambio che i politici mettono sul piatto in cambio di voti; ma alla fine sono inutili, se non dannose, perchè impediscono la drastica riduzione fiscale necessaria in questo paese, aumentano la spesa a dismisura e favorendo il parassitismo. Il PdL, nonostante la buona volontà dei quattro gatti liberisti che figurano nelle sue liste, è un partito che non serve all’Italia, e mandarlo al governo, con questo sistema elettorale illiberale e partitocratico, è assolutamente privo di senso. A meno che non si voglia citare il discorso del turarsi il naso, il che significa riproporre il copione che per 50 anni ha imperversato in questo Paese: marcire lentamente con la DC per evitare la catastrofe rossa.

PropaGandhi

Pubblicato su Leviatano il Aprile 7, 2008 da j1nz0

Il popolo italiano è una massa di caproni e questo credo sia chiaro a tutti. Gente che sbraita contro le ingiustizie e arriva a chiedere la testa del re, ma poi continua a votare e a sostenere i propri aguzzini politici, con tanto di slogan demenziali sbandierati ai quattro venti nelle sedi più bizzarre. Dal parrucchiere, al supermercato, in farmacia, in ascensore, nella pausa sigheretta: l’italiano medio ha il vizio di inalberarsi. E tifa. E spara anatemi ideologici, senza pensare alle conseguenze nefaste che produce il rimedio stesso che lui pone. La campagna elettorale è un concentrato di tutto questo, è il sipario che si apre sul teatro della psicopatologia italiota. Ed è il momento in cui il disgusto per l’ignoranza della gente indottrinata dai politici si fa sentire più forte. Me ne sto in silenzio sempre più spesso quando si parla di politica ultimamente, e, se invitato a parlare, faccio resistenza nonviolenta. Oggi ad esempio si parlava di mafia, al lavoro. Ho sentito una singolare teoria in stile Roberto Fiore, secondo cui per salvare il meridione dalla mafia si dovrebbe inviare l’esercito. Cioè, in due parole, secondo questa curiosa interpretazione, per combattere la criminalità organizzata, che comunemente si organizza proprio accordandosi con la politica, la politica stessa dovrebbe inviare il proprio braccio armato per combattere se stessa. Non so se è chiaro il giro di parole, fatto sta che è una minchiata. E per un attimo, di fronte a questo, ho pensato di tirare in ballo la soluzione anarcocapitalista alla criminalità organizzata, con tutto il pippone friedmaniano che mi sono ormai stancato di ripetere ad oltranza. Ma alla fine ho concluso che parlare di depoliticizzazione, associazioni di difesa e tribunali privati sarebbe stato con buona probabilità inutile: la gente deve tifare e belare, perchè fa sangue e rende vivi. Ho ormai concluso che sia opportuno assecondarla, per poi ovviamente prenderla per il culo.

Liberali: serve astenersi?

Pubblicato su Libertarismo, Politica con i tag, il Aprile 2, 2008 da j1nz0

Sono giorni che continuo il mio ascolto silenzioso. Guardo le tribune politiche pomeridiane quando capita, quattro salti su Porta a Porta, Radio Radicale alla sera. Scrivo poco, ultimamente, perchè la nausea è veramente forte. Ascolto i comizi del PdL incuriosito da mercatismo e dazi. Sento di anarchia sull’etica e partito della vita, di liberismo e Alitalia, di taglio della spesa e bonus bebè. Quando parlano gli esponenti del PD cambio direttamente canale: il tempo, specialmente in questo periodo, scarseggia. Mi ascolto Leo Facco sempre più spesso, invece. Riesce sempre a strapparti una risata, l’editore libertario, con le sue brutalità pronunciate con aplomb britannica; e forse, al giorno d’oggi, è la persona che si occupa di politica realmente più credibile in circolazione, tant’è che l’idea di iscrivermi al clan libertario di Roma mi salta spesso in mente in questi giorni. Tuttavia la strada del nonvoto che Facco porta avanti su Enclave mi sembra poco efficace, primo perchè sono certo che alla fine la maggior parte degli “iscritti” al partito dell’astensione, vedi V-day di Grillo, votano comunque (e votano comunista); secondo perchè di fatto le astensioni non hanno significato politico: possono essere confuse tranquillamente con i comportamenti dei menefreghisti che preferiscono andare al mare, fascisti, libertari o comunisti che siano. Per dare un reale significato politico all’astensione, al contrario, l’unica via è il voto di protesta. Laddove non ci sono candidati laici e liberali in posizione precaria nelle liste del PdL, ritengo opportuno votare il PLI. In Veneto, invece, dopo l’intervista di Pagliarini al ML, credo si possa votare ”La Destra” al Senato: tanto, bene che va, verrà eletto solo Pagliarini che è capolista (cosa comunque proibitiva).