Il Punto di Rottura

Posted in Laicità, Politica on Novembre 11, 2009 by j1nz0

disgregazione0xaIn termini di cultura liberale, come credo abbiate ormai tutti capito, in questo Paese le speranze sono praticamente settate su cifre da 0,periodico. Il popolo non ne vuole sapere minimamente di accettare responsabilità e i politici son ben felici di sfruttare questa forma mentis per continuare a schiacciare i propri servi (cioè il popolo). Così, consapevoli di queste premesse, i pochi liberali rimasti intraprendono l’attività dell’approssimazione e cercano di valutare le circostanze per poter appoggiare questo o quel candidato, con la mente sempre rivolta all’unico obiettivo possibile: limitare i danni. E dunque vorrei spendere qualche parola sul caso Fini, che da qualche mese a questa parte viene dipinto come alternativa a questo centro destra clericale e socialista.

Fini piace alla sinistra per le sue aperture sull’immigrazione, sui diritti delle coppie gay, sulla fecondazione assistita, ecc… E quindi è divenuto fortemente inviso a quel nucleo clericale che è ampiamente rappresentato nel PDL. Curiosamente, anche sul sito di Libertiamo, i cui rappresentanti hanno dimostrato in più occasioni il loro apprezzamento per il presidente della Camera, diverse persone non hanno lesinato di attaccare Gianfranco Fini, definendolo in alcuni casi arrivista, opportunista, privo di idee, ecc… Personalmente a me del fatto che Fini sia un arrivista non frega assolutamente nulla, per carità, d’altronde in politica tutti lo sono per antonomasia, così come tutti sono vittime del conflitto di interessi. Nè mi interessa delle sue posizioni politiche, che, ahimè, scommetto ancora una volta non c’entrino nulla con il liberalismo. Quello che è importante è il fatto che il nostro stia destabilizzando audacemente il PDL, battendo su uno dei punti di rottura più sensibili: la bioetica. La speranza di fondo è che il PDL vada in frantumi e che dai cocci si generi una cultura politica conservatrice, alternativa a quella del PDL. Una cultura, per capirci, che non abbia nulla a che vedere con il Partito Popolare Europeo, ma che faccia capo all’ECR. E chissà, magari salterà fuori che il presidente della Camera colmi il suo vuoto ideologico con un po’ di liberalismo, giusto per fare le scarpe a Berlusconi. D’altronde il liberalismo è lì, in bella mostra sul mercato della politica italiana… Chissà che qualcuno non lo raccolga per far fuori i suoi avversari politici…

-J1nz0

Le anime belle

Posted in Uncategorized on Novembre 5, 2009 by cachorroquente

[Parental Guidance: post praticamente travagliano. Siete avvisati]

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Da ormai diversi anni sono consapevole di un inconfessabile segreto che mi riguarda: sono un’anima bella. Altrimenti, perchè mi sentirei chiamato in causa ogni qual volta questa irripetibile ingiuria viene fatta balenare?

Oggi ne ho avuto un’ulteriore conferma, meritandomi per l’ennesima volta questa qualifica, e con il bollino del Wall Street Journal (e scopro anche come si dice in inglese: high-minded crusader). Cosa ho fatto? Mi sono rallegrato per la condanna in contumacia, pur simbolica, agli agenti della CIA che hanno rapito a Milano l’imam Hassan Mustafa Osama Nasr, detto Abu Omar, e l’hanno piazzato in una carcere egiziana dalla quale è uscito quattro anni dopo senza che fosse mossa nessuna accusa specifica nei suoi confronti.

Evidentemente, a sentire il Wall Street Journal, per proteggere vite umane (italiane oltre che americane, si specifica) è fondamentale mandare a puttane l’habeas corpus (che è la traduzione latina di: “cavillo per anime belle”). Anzi, la citazione precisa è:

It’s unclear why Mr. Nasr was rendered to Egypt rather than arrested by the Italians, or what danger intelligence officers saw in continuing to leave him at liberty. But regardless of the particulars, it would be a mistake for Europe’s high-minded crusaders to rejoice at yesterday’s convictions.

Ricorda un po’ La Russa sul caso Cucchi, e tradurrei così: non sappiamo perchè i servizi segreti italiani e americani abbiano dovuto violare la legge, ma sicuramente avevano i loro ottimi motivi. I magistrati italiani dovrebbero capirlo e non rompere i coglioni, e invece

we now have prosecutors and judges convicting American agents for “kidnapping” a man whom even Mr. Spataro [il PM, n.d.CC] wants to see in jail.

Che bizzarro; è come se un giudice americano fosse contrario all’esecuzione sommaria di una persona accusata di omicidio, o a rinchiudere a vita nella propria cantina una persona condannata all’ergastolo.

Spataro, ci ricorda l’articolo del WSJ, “si è fatto le ossa dando la caccia alle Brigate Rosse”. Aggiungo io: senza mai usare la tortura e senza caricare dei semplici sospetti in un furgoncino e poi in un aereo diretto al Cairo. Forse proprio per questo ce l’ha tanto con la CIA: tutta invidia.

Pescando sempre dalla rassegna stampa americana che ci offre JimMomo, passiamo al Washington Post. Quest’ultimo, per smascherare noi anime belle europee e anti-bushiane, ci ricorda che la pratica delle extraordinary rendition è stata introdotta da Clinton. Un’amministrazione che passerà alla storia per i suoi successi nella lotta al terrorismo.

Ci sarebbero tante cose da dire, e sicuramente anche tante obiezioni da muovere all’operato della magistratura italiana (non ho una conoscenza capillare del caso Abu Omar, mi sono attenuto ai principi fondamentali, o almeno spero), ma volevo concludere con due considerazioni generali. La prima è che noi in Italia viviamo in uno stato di soggezione verso il resto del mondo e consideriamo la Stampa Estera una sorta di divinità, ma alla fine i rincoglioniti sono dappertutto, anche al Wall Street Journal; consolante. La seconda è che se si dà potere a un soggetto questo lo eserciterà; è legittimo non struggersi per il destino di un fondamentalista islamico (ricordiamo però che a Guantanamo è finita gente molto meno coinvolta nel terrorismo dell’imam di Milano), ma storicamente la libertà di azione delle agenzie governative non è direttamente proporzionale al numero di vite umane salvate. Semmai il contrario.

Cachorro Quente

L’uomo della folla vs l’uomo qualunque

Posted in Psicopolitica, allucinazioni, perversioni on Novembre 5, 2009 by j1nz0

UQV

Una delle cose più grottesche in questo Paese è ascoltare dipendenti del settore pubblico che si lamentano perchè alcuni colleghi politicamente agganciati li hanno surclassati indebitamente sul posto di lavoro. Ed è tutto uno stracciarsi le vesti in nome della meritocrazia, dei valori individuali e della libertà, per poi puntualmente dichiarare il proprio voto per la sinistra, che del parassitismo è da sempre tra le principali responsabili. D’altronde al tifoso della politica italiana non occorre ottenere un beneficio reale, per carità, altrimenti tenterebbe per lo meno di aprire un libro di teoria politica o di economia; al contrario, l’uomo della folla cerca il simbolo, la sciarpa colorata in nome della quale prevaricare l’altro, la telefonata a Radio Radicale nel filo diretto senza filtri post elettorale in cui mandare a fare in culo l’altra parte, per poi tornare a mangiare merda e a maledire il governo nel proprio miserevole posto di lavoro. E si scende in piazza contro Berlusconi, per reclamare il posto fisso di operatore del call center; oppure con Berlusconi, per le riforme sempre sbandierate e subito dopo rimandate alla successiva legislatura per chiudere l’accordo con le corporazioni amiche. Non partecipate al gioco degli arruffa-popolo? Allora siete dei beceri qualunquisti, aggettivo che assunse una connotazione negativa quando i tiranni si accorsero che l’uomo qualunque, di fronte a valori come equità, posto fisso, giustizia sociale, patriottismo, aveva la facoltà di scrollare le spalle.

-J1nz0

Ma sì, beliamo dinnanzi al crocifisso

Posted in Leviatano, Politica, giustizia con i tag , , on Novembre 4, 2009 by z3ruel

La mia indole, alle volte, mi porta a pensare che i nostri governanti siano dei gran maestri nello spostare l’attenzione dell’opinione pubblica su faccende che hanno un impatto relativamente scarso sulla vita dei sudditi del Bel Paese. In tutta onestà, però, è molto più facile che non ci sia nulla di pilotato, e che la vera causa della perdita di tempo, risorse, ed ingrossamento di fegati a gogò vada ricercata nei meccanismi ineliminabili legati alla democrazia. Il continuo scontro per imporre le nostre scelte individuali al prossimo ne è un chiaro esempio (per una completa disamina dell’argomento vi rimando alla serie di post del buon LibertyFirst, Demarcomachia). Insomma, i politici fanno il loro gioco, e “noi” come un gregge belante gli andiamo dietro.

Chi va col gregge, può solo inseguir culi

Chi va col gregge, può solo inseguir culi

E’ da ieri pomeriggio che perdiamo gran parte del nostro tempo a parlare della sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che, accettando il ricorso di una cittadina italiana di origine finlandese, ha deciso che i crocifissi appesi ai muri delle aule delle scuole pubbliche dovranno sparire. Ora, sarà che non sono un ateo integralista (nel senso che, il più delle volte, quando leggo qualcosa a proposito delle iniziative dell’UAAR, mi vien da pensare “ma che cazzata”), sarà che quella dei pupazzetti del Cristo in croce in classe nella mia scala delle priorità è ben distante dalle prime posizioni, ma quando è cominciato tutto il can-can attorno a questa sentenza mi son detto “ma c’è bisogno di fare tutto ’sto casino?!? è davvero un problema così importante?”. Detto questo, entrando nel merito della questione, mi trovo d’accordo con le parole che i giudici della corte hanno utilizzato per giustificare la loro decisione, anche se al sottoscritto, la visione del crocifisso ben in vista sopra alla lavagna non ha mai dato noia. Fosse per me le scuole pubbliche non esisterebbero, ma se proprio dobbiamo continuare a mantenerle in piedi, non riesco a capire perché mai quello che è un simbolo religioso debba essere esposto in un luogo pubblico creato allo scopo di educare i ragazzi. Non è questione d’esser contrari all’applicazione di una norma introdotta dal regime fascista (una delle motivazioni addotte dal mitico Bordin nel suo Stampa e Regime di stamane), o alle tradizioni; è piuttosto una questione di libertà: com’ho sempre giudicato illiberali le leggi di quegli stati che impediscono ai propri cittadini di portare il velo, mi pare altrettanto scorretto esporre il simbolo d’un culto (per quanto maggioritario nel nostro paese) in un ambiente costruito per ospitare individui che credono in religioni differenti (o in nessuna in particolare). In questo mondo dominato da ideali fallaci come l’egualitarismo e le pari opportunità imposte dall’alto tramite affermative actions, se non provvedessimo a spogliare le pareti delle aule scolastiche dai crocifissi, ci ritroveremmo fra qualche tempo ad avere a che fare con gruppi di pressione che spingeranno per l’esposizione dei propri simboli religiosi affianco al tradizionale Gesù in croce.

Forse la cosa più buffa della faccenda è stato vedere come l’intero arco parlamentare (con davvero pochissime eccezioni – qualche battitore libero di qua e di là), senza distinzioni di colore, si sia schierato contro la sentenza, chi appellandosi alle “radici cristiane dell’Europa e del nostro paese” (PdL ed UDC), chi tirando in ballo la difesa delle tradizioni (PD! e Lega, dimenticando le posizioni anticlericali d’un tempo che ormai sembra davvero lontano).

Tirando le somme, mentre tutto quel che conta non cambia, la polemica politica e mediatica attorno al crocifisso proseguirà sicuramente tenendo occupato il popolino nell’attesa di nuovi sviluppi. A questo punto sarei curioso di sapere, nel caso ci fosse qualcuno meno ignorante di me in materia di legislazione europea ed italiana, come possa essere risolta la controversia con la EU (se non ci si adegua alla sentenza si va incontro a procedura di infrazione con relativa sanzione?) e con lo Stato del Vaticano (nel caso si decidesse di dar retta all’Unione Europea ci sarebbe bisogno di rimetter mano al concordato?).

“Noi non siamo uno Stato laico, ma concordatario, come sancito dall’articolo 7 della Costituzione, e che quindi ha rinunciato ad alcune delle sue prerogative” – Nicola Lettieri (giudice e rappresentante italiano presso la Corte di Giustizia Europea)

-z3ruel

PS Ecco, avevo detto non a caso d’essere ignorante. Apprendo ora che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo non ha nulla a che fare con la EU, ma fa parte del Consiglio d’Europa. Per cui, immagino che non ci siano sanzioni in arrivo per l’Italia (a parte il risarcimento dovuto alla ricorrente). Domando scusa per l’errore.

Ora Giorgio ha bisogno di noi!

Posted in Eventi, Le tasse sono un furto, Leviatano, Libertarismo, Movimento Libertario, Politica con i tag , , on Ottobre 31, 2009 by z3ruel

Copio e incollo un comunicato stampa importantissimo del Movimento Libertario:


apple_citata_in_tribunaleCari Amici, il 19 novembre 2009 ci troveremo tutti in piazza Giustiniani,7 a Pordenone per sostenere il nostro amico Giorgio Fidenato. Tutti voi conoscete la battaglia di Giorgio per l’abolizione del sostuto di imposta. In quella giornata il tribunale del lavoro si esprimerà sulla competenza o meno in materia e noi auspichimo che decida che la questione va riportata alla Corte Costituzionale.

Sarebbe veramente una grande vittoria per il Movimento Libertario e per tutti coloro che ritengono che l’istituto del sostituto di imposta sia una forma di vessazione nei confronti degli imprenditori. Non solo. Il sostituto di imposta non permette al dipendente di conoscere il vero valore del proprio lavoro e lo pone in conflitto con il datore di lavoro stesso, quando non ve ne sarebbe ragione. Lavoratori e imprese sono vessati nello stesso modo dallo Stato. spendaccione e iper-burocratico, e la battaglia contro le tasse è una battaglia di entrambe le categorie.

Al termine del processo ci sposteremo nel vicino Hotel Santin (viale delle Grazie 9 – 33170 PD) per una conferenza stampa e poi, chi vorrà, potrà trattenersi a pranzo dove continueremo ad aggiornarvi sulle nostre iniziative e a raccoglire i vostri contributi. Il pranzo avrà un costo di 20 euro tutto incluso ed è necessario dare l’adesione in anticipo.

Per chi volesse dormire all’hotel antin il costo delle camere singole è 47 €, e per la doppia 64€. Colazione inclusa. Telefono hotel 0434 520443.

Potete dare l’adesione per il pranzo e/o comunicare la vostra partecipazione scrivendo a info@libertari.org o telefonando al 328-9711975.

Io ci sarò sicuramente, molto probabilmente andando e tornando in giornata. Se qualcuno della zona di Milano volesse uno strappo si faccia avanti. Essere lì numerosi è davvero importante, sia per la singola iniziativa del nostro Giorgio, sia per la crescita del ML. Cercate di essere presenti!

“I am free, no matter what rules surround me.  If I find them tolerable, I tolerate them; if I find them too obnoxious, I break them.  I am free because I know thatI alone am morally responsible for everything I do.”  ~Robert A. Heinlein, The Moon is a Harsh Mistress

-z3ruel

Venti grammi

Posted in Antiproibizionismo, Leviatano, giustizia, maledetti con i tag , on Ottobre 30, 2009 by z3ruel

tumblr_ks8ntvyeCu1qz8sa3o1_500In Italia, checché ne dica la letteratura scientifica, la dose letale di hashish è 20 grammi. Sono piuttosto sconcertato. Ho appena visto le foto del cadavere di Stefano Cucchi. Leggere le notizie che raccontavano della sua assurda morte faceva già male, ma vedere le immagini di come il suo già esile corpo sia stato conciato, rende davvero l’idea di cosa possa essere successo al Cucchi dal momento in cui è finito “sotto custodia” delle forze dell’ordine. Non dev’essere stato facile per la famiglia decidere di rendere pubblici gli scatti della salma del proprio figlio. Eppure, credo che sia stata una scelta saggia. La gente deve vedere cosa può accadere a chi finisce nelle mani dello stato. La cosa più tragica è che questo ragazzo di 31 anni è stato arrestato per il possesso di 20 g di fumo; non che se fosse stato un serial killer avrebbe meritato di finire a quella maniera, sia chiaro. Non è il primo caso di maltrattamenti da parte delle forze dell’ordine che hanno portato al decesso del soggetto sottoposto ad arresto (e chissà quanti, avendo avuto conseguenze meno gravi del decesso, sono rimasti sconosciuti). In questa vicenda si aggiunge dell’assurdo all’assurdo. Parlo di come la famiglia di Stefano sia stata tagliata fuori, di come sia stato impossibile per i suoi cari sapere cosa gli stava succedendo, di come lo abbiano fatto crepare solo come un cane. Ora stiamo a vedere come procederanno le indagini della magistratura. Di certo i precedenti non lasciano troppe speranze per chi chiede giustizia.

Qui trovate la conferenza stampa dell’Associazione A Buon Diritto (che fa parte della galassia radicale) tenuta da Manconi con la partecipazione della famiglia del Cucchi.

Qui le foto.

-z3ruel

Domanda di propaganda

Posted in Le tasse sono un furto, Leviatano, Libertarismo, Politica, maledetti con i tag , on Ottobre 29, 2009 by z3ruel

suicide_bunnyIl Ministero della Propaganda ha colpito ancora. Martedì scorso, in 22 città italiane, si sono registrati una serie di blitz degli scagnozzi del Tesoro (Guardia di Finanza ed ispettori dell’Agenzia delle Entrate) nelle sedi delle banche svizzere operanti nel nostro paese ed in alcuni istituti che hanno “la colpa” di operare con intermediatori finanziari elvetici. E’ impensabile che l’enorme mole di dati raccolti durante questo show possa venire veramente analizzata alla ricerca di chissà quali irregolarità. Fra l’altro, le agenzie delle banche svizzere che risiedono nel territorio italiano sono soggette alle medesime regole degli altri istituti di credito, sono sotto la vigilanza della Banca d’Italia e difficilmente saranno così sprovvedute da tenere informazioni riguardanti conti off-shore dei loro clienti. Per lo più esse svolgono l’importante lavoro di appoggio per le imprese italiane che fanno affari nella Confederazione. I modi scelti dalle autorità italiane per svolgere questi accertamenti hanno lasciato esterrefatte le controparti elvetiche, che hanno mostrato il proprio disappunto chiedendo un incontro con i nostri rappresentanti diplomatici in Svizzera. Qual è allora il vero obiettivo di questo sguinzagliamento di cani pubblicizzato ed amplificato dai media? Non sarà mica una mossa del nostro ministro in calzamaglia per cercare di mettere un po’ di paura a chi detiene capitali all’estero e spingerli ad “approfittare” dello scudo fiscale? La mia opinione sul provvedimento atto a richiamare i soldi di chi ha potuto portarli in luoghi più sicuri rispetto all’inferno fiscale italiano già la conoscete. Per di più, se mi trovassi nella fortunata situazione di essere proprietario di risparmi tenuti lontano dalle mani del nostro fisco vorace, non sceglierei di certo di riportarli in questo paese per sottoporli ad una tassazione più elevata ed alimentare la macchina liberticida dello stato italiano. Penso sempre di più che il prof. Alessandro Vitale abbia davvero ragione quando afferma che “il nostro, è un paese irriformabile”. La stragrande maggioranza della gente non si pone neppure per un secondo la domanda “ma perché, chi può, evade/elude e porta il frutto del proprio lavoro nei cosiddetti paradisi fiscali?”. Convinti della bontà del ragionamento “se tutti pagassero le tasse, pagheremmo tutti di meno”, di certo non sorprende che oramai si viva in un clima da “vicino delatore”. Invece di incazzarsi per la violazione delle proprie libertà personali, di scandalizzarsi per l’uso improprio degli autovelox piazzati prima delle dogane che separano l’Italia dalla Svizzera (vengono messi lì per registrare le targhe di chi varca il confine!), e di comprendere che la notizie dell’ennesimo vip finito sotto le grinfie dell’Agenzia delle Entrate non sia null’altro che l’ultima trovata dello stato canaglia per metterci gli uni contro gli altri, di distrarre l’attenzione dal nostro vero nemico: lo stato. Sinceramente non ho davvero idea di come si possa uscire dal vicolo oscuro nel quale ci siamo cacciati. La propaganda anti-evasore prosegue, e prosegue perché, fondamentalmente, è la ggggente a richiederla. La mentalità dello schiavo ha vinto, così, piuttosto che pensare a trovare una via di fuga, si parteggia perché chi conserva un briciolo di libertà in più venga catturato. La spesa pubblica è in continuo aumento, e ci ritroviamo con una schiera di giornalai che, paradossalmente, definisce come partito della spesa quei pochi che propongono una riduzione dell’IRAP (una delle tasse più assurde del mondo – si paga persino sugli interessi passivi e va ad incidere anche sul costo del lavoro, disincentivando le assunzioni) da coprire chiudendo un minimo il rubinetto dell’abbeveratoio clientelare statale (l’idea di Baldassarre di sostituire i finanziamenti a pioggia con deduzioni e detassazioni non è affatto malvagia), e definisce partito del rigore quello capitanato da Tremonti ed i difensori dello status quo. La democrazia è una merda, perché, grazie alla retorica de “lo stato siamo noi”, è riuscita ad invertire la percezione della gente rispetto a coloro i quali ci derubano dei nostri guadagni. Una volta agli esattori si riservavano piume e pece, ora invece s’invoca il loro intervento e non ci si indigna neppure quando la GdF punta alle mance dei camerieri!

“We do not commonly see in tax a diminution of freedom, and yet it clearly is one” – Herbert Spencer

-z3ruel

Jekyll e Hyde

Posted in Parassitocrazia, Psicopolitica, Sinistrati, maledetti on Ottobre 20, 2009 by j1nz0

Jekyll & Hyde Swedish 1 sheetFacciamo conto che uno lavori in un call center, un lavoro che in tutta franchezza non pretende alcuna forma di specializzazione e che necessita di un periodo di formazione all’incirca pari ad un mese. Ora immaginiamo che un’azienda italiana, già gravata da crisi economiche, strette creditizie, tassazioni ignobili ed altre amenità sia costretta a sposare i propri operatori, garantendo loro un posto fisso dal valore economico senza ombra di dubbio demenziale. Estendiamo ora questo discorso a tutti i cosiddetti “lavori non specializzati” e cerchiamo di esprimere alcune considerazioni sull’idea espressa dal nostro ministro dell’economia e applaudita da un’opposizione che ha raggiunto i massimi storici per idiozia e cioè che il posto fisso costituisca ad oggi un valore. Ora, se Huerta de Soto sosteneva tempo fa che l’unico modo per uscire dalla crisi fosse la riduzione del costo del lavoro per le industrie, combattere la precarietà come battaglia ideologica è un ottimo modo per diffondere la disoccupazione: più tasse sul lavoro per i ricchi, meno guadagni, meno risparmi, meno investimenti, meno lavoro. Non si scappa, chi pretende di affondare i ricchi per difendere i poveri mira semplicemente ad affossare entrambi per eleggere il proprio stipendio. D’altra parte, sono sempre più convinto che la specializzazione e la competenza dei lavoratori vada a costituire l’unico modo per combattere la precarietà, in quanto sul lungo termine minimizza i costi per le imprese. Ad esempio, per formare un ingegnere informatico ci vogliono probabilmente anni e questo rappresenta il modo migliore per tenersi il posto in una compagnia, se non addirittura per ricattare la stessa sul mercato. Ma la crociata dei socialisti di destra e di sinistra, mirata a concedere un privilegio a chi è fuori dal mercato, è semplicemente un modo per punire tutti in maniera indiscriminata (tranne i politici che fanno queste assurde leggi in difesa del posto fisso, ovviamente). L’unica speranza è che il governo faccia esattamente quello di cui lo accusa Francheschini: predicare bene in pubblico e razzolare male in Parlamento. Probabilmente il modo migliore per favorire l’unica politica sociale che funziona: la crescita economica.

-J1nz0

Clash of civilizations – the amatrician way.

Posted in Politica, Religioscepsi, allucinazioni, papisti con i tag , , on Ottobre 19, 2009 by cachorroquente

battle_ottomansHo commentato nel post precedente la proposta di Urso, mi limito a citare il parere da Tripoli del ministro dell’Economia Mohammed Al Huweji: “La proposta evidenzia come tra Libia ed Italia non ci sono differenze”.

Divertenti anche (bè, dipende dal vostro tipo di senso dell’umorismo) le reazioni di Zaia e di Maroni.

Ora, voglio premettere che non ho nessuna clemenza verso il terrorismo e nessuna simpatia nei confronti di qualsiasi tipo di islamismo politico, e che non penso che nessuno debba autocensurarsi per tutelare la sensibilità religiosa di questo o quello. Però provo a identificarmi; diciamo che sono un giovane egiziano, e arriva il mio cugino integralista a dirmi: “In Italia un ministro ha proposto di rendere l’educazione cattolica obbligatoria per gli studenti musulmani”. Io penso: “Che stronzata”, però quando sento il mio altro cugino che fa il pizzettaro a Milano, e mi conferma la notizia, è tanto strano se io (che vivo in un altro paese, che non posso sapere che questo è il ministro dell’agricoltura di un partito di cazzari) radicalizzo la mia visione dello scontro di civiltà?

E passiamo al più sottile Maroni.

Se la proposta servisse a migliorare l’integrazione saremmo tutti d’accordo, ma questo è certamente il modo più sbagliato per farlo [perchè] mentre l’ora di religione cattolica è rappresentata dalla Chiesa, con valori precisi che si possono trasmettere, l’imam interpreta il Corano liberamente: non c’è un messaggio chiaro da trasmettere.

Chiarissimo. La motivazione razionale dell’ora di religione non è che dal 1929 viviamo in un sistema clericale, ma che la struttura gerarchica del Vaticano lo rende un modello educativo imprescindibile. Il discorso potrebbe valere anche per il Komintern e l’interpretazione degli scritti di Karl Marx, ma vabbè, non sottilizziamo. Io però a questo punto sottoporrei a rigorosa verifica tutti gli insegnanti di religione; non sia mai che non si attengano alla rigorosa lettura del Vangelo offertaci dai padri della Chiesa, e che qualcuno indulga in idee devianti dall’ortodossia… e se i nostri figli finissero nelle mani di un ariano, di un cataro, di un albigese? Di qualcuno che nega la duplice natura del Cristo o osa mettere in dubbio la transustanziazione?

Addavenì Torquemada!

Cachorro Quente

Breviario di Gilgamesh

Posted in Religioscepsi, allucinazioni on Ottobre 19, 2009 by j1nz0

980Tempo fa mi imbattei in una puntata di Porta a Porta nella quale una teenager di fede islamica residente in Italia raccontava del suo rapporto con la religione e con la società occidentale. In sostanza, con grande fermezza, la giovane ci spiegava che lei era solita evitare di festeggiare con i suoi coetanei, per il semplice motivo che le feste fra ragazzi “si sa come vanno a finire”, alludendo con questa espressione ad eventuali sviluppi erotici ed a qualche possibile sfumatura orgiastica. In questo modo, dunque, giustificava fieramente le proibizioni che la famiglia e che la sua religione le imponevano. La cosa curiosa che mi è sembrato di capire, è che nel rispetto della propria religione i musulmani evitano di frequentare persino occasioni in cui potenzialmente qualcosa potrebbe accadere e questo, se permettete, mi sembra patetico per un adulto, alienante per un ragazzo.

Il fatto è che la percezione della religione per i cattolici e per gli islamici è un tantino diversa. Se prendete i pochi ragazzi cattolici che ad oggi si dicono praticanti ed osservate la loro vita parrocchiale, vi accorgerete che questi ultimi il più delle volte usano la religione proprio per costruire una vita sociale, spesso anche per costruire relazioni tra di loro, spesso anche per essere sorpresi nel ripostiglio della chiesa  ed essere di conseguenza sbattuti fuori da qualche energumeno di prete. Senza dubbio i nostri ragazzi hanno evoluto una concezione della religione che tutto sommato si accorda con la vita occidentale, una concezione moderata, senza la quale il cattolicesimo non potrebbe probabilmente esistere. Quelli islamici, pur vivendo qui, parlando italiano, ecc… scelgono di non scegliere, esibiscono con orgoglio i simboli di sottomissioni, ammettono placidamente che 2+2 fa 5 perchè lo ha detto Allah, ecc… Dunque, di fronte a tutto ciò, la proposta di Urso mi sembra un tantino fuori luogo, mica perchè abbiamo necessità di convertire gli islamici, ma perchè abbiamo il dovere di proteggerci dalla deriva multiculturale. Più che una proposta, infatti, servirebbe una domanda: esiste l’islam moderato?

-J1nz0