Buah, buah, buah!

Posted in Antiproibizionismo, Leviatano, Psicopolitica con i tag , on febbraio 8, 2010 by cachorroquente

Dal British Medical Journal:

After a decade of decline, rates of pregnancy, birth, and abortion among US women aged 15 to 19 years rose in 2006, the most recent year for which data are available.

The figures are given in a report from the independent Guttmacher Institute in New York, which used data from the US National Center for Health Statistics, the Centers for Disease Control and Prevention, the Census Bureau, and its own data on abortions.

The institute attributed the rise in pregnancies, births, and abortions to the “abstinence only” sex education policy promoted by the administration of George W Bush, who left office in January 2009.

Heather Boonstra, the institute’s senior public policy associate, described the trend as “deeply troubling.” She said, “It coincides with an increase in rigid ‘abstinence only until marriage’ programmes, which received major funding boosts under the Bush administration. A strong body of research shows that these programmes do not work.”

Cachorro Quente

Le radici dell’Europa e la moussaka

Posted in Uncategorized on febbraio 1, 2010 by cachorroquente

Volevo commentare da Fabristol, con cui sono totalmente d’accordo, ma è venuto fuori questo post.

Quella delle “radici giudaico-cristiane” è una formuletta ipocrita. Se vogliamo parlare di radici, dovremmo trovare un fattore che sposi tutte le anime della nostra civilizzazione, accontentando pagani (bè quelli sono tutti morti), cristiani, ebrei e non religiosi (teisti o atei). Partendo da questa premessa è evidente (a chiunque voglia pensarci) che il minimo comune denominatore è greco.

a) il concetto geografico stesso di Europa è, ovviamente, greco. In Grecia, con Erodoto prima e Aristotele poi, nasce anche l’idea di polarità Oriente-Occidente su cui si fonda la nostra identità culturale

b) la civiltà romana, che ha unificato buona parte dell’attuale Europa, aveva di fatto una cultura ellenizzata. Per quanto avanzata fosse la loro letteratura, per quanto orgogliosi fossero delle proprie tradizioni non esisterebbero Catullo, Cicerone o Seneca senza i loro modelli greci (Saffo, Demostene, gli stoici…).

c) la prima dispersione geografica in Europa degli ebrei avviene nelle città greche del bacino del Mediterraneo. Verosimilmente, un ebreo di Taranto e uno di Sidone parlavano tra di loro in greco.

d) il cristianesimo si diffonde in Europa attraverso le comunità ebraiche ellenizzate. I vangeli sono scritti in greco. L’istituzionalizzazione del cristianesimo avviene nell’Asia Minore ellenistica, non a Roma.

e) anche i musulmani, che tutto sommato fanno parte della storia europea (hanno abitato per secoli la penisola iberica, la Sicilia e i Balcani) si sono sovrapposti a preesistenti società greche o grecizzate (l’Egitto tolemaico e l’impero bizantino).

Questa ipotesi di lavoro può essere facilmente messa alla prova utilizzando le semplici nozioni che si sono acquisite al liceo. Tutto può essere fatto risalire ai greci; da chi abbiano imparato i greci, non è dato saperlo (al di là delle influenze di persiani e antichi egizi che però sono extra-europei per definizione). Quindi dovremmo scrivere sulla costituzione “radici ellenistiche”; sostituire l’Inno alla Gioia con questo; e soprattutto indebitarci fino al collo coi cinesi per salvare la pericolante economia greca, evidentemente fondamentale per la preservazione della nostra stessa identità.

Oppure, siccome stiamo parlando di una costituzione e non di un trattato di storia, potremmo lasciar perdere questa solenne cazzata delle radici e parlare di principi e di diritti (per quanto mi riguarda, non servirebbe nulla di tanto più arzigogolato di così).

Poi se uno vuole credere che la nostra civiltà è nata a Gerusalemme e non ad Atene, ne ha il sacrosanto diritto.

Cachorro Quente

Pesce d’aprile per il fisco itaGliano!

Posted in Le tasse sono un furto, Leviatano, Libertarismo, Movimento Libertario, giustizia con i tag , , , , on gennaio 30, 2010 by z3ruel

Ieri mattina al Palazzo di Giustizia di Pordenone s’è svolto il secondo atto del processo che vede come protagonista il nostro eroe Giorgio Fidenato. Il vostro z3ruel non poteva mancare, così, sopravvissuto al freddo becco della cittadina Friulana ed alla digestione a mano armata del baccalà con la polenta, eccomi qui a presentarvi un breve report della giornata. Oltre all’aggiornamento dell’evoluzione processuale ci son anche delle belle news sulle prossime iniziative del Movimento Libertario (a proposito, non fate i braccina, tesseratevi, o quanto meno cercate di dare un piccolo contributo economico per sostenere le nostre battaglie!).

Allora, il giudice Riccio Cobucci, dopo avere sentito attentamente le parti per l’ultima volta, ha previsto l’arrivo della sentenza per il 1 aprile. In quella data sapremo se la richiesta di Fidenato riguardo all’incostituzionalità della norma che prevede il sostituto d’imposta, presentata dagli avvocati Longo ed Elnekave, verrà valutata palesemente infondata (in tal caso vorrà dire che ce la saremo presa in quel posto, anche se vi preannuncio che abbiam già in serbo un’eventuale contromossa…) o se la palla verrà passata alla Corte Costituzionale. Il prossimo appuntamento è in primavera, niente freddo polare, per cui cercate d’esser presenti fuori dal tribunale per fare sentire il vostro appoggio all’agronomo friulano! Se poi dovessimo riuscire ad arrivare fino a Roma…

Ma ora veniamo al ML. Per restare in tema sostituto d’imposta, ci tengo a farvi sapere che l’iniziativa chiedi il lordo in busta paga! ha avuto un buon successo. Ci son giunte una sessantina di copie delle richieste fatte da altrettanti lavoratori dipendenti ai propri datori di lavoro per avere l’intero importo del proprio stipendio lordo (il “vero lordo”, naturalmente). Diciassette arrivano addirittura dalla stessa azienda. I moduli sono stati allegati alla memoria difensiva di Fidenato. Per questa estate Leonardo Facco sta organizzando un seminario per i giovani che avrà come tema la disobbedienza civile, con la partecipazione di Nicola Iannello, Paolo Bernardini, Carlo Staganaro, Carlo Zucchi (ed altri che ora non ricordo). Pensiamo che sarà il primo di una lunga serie di appuntamenti destinati a ragazzi al di sotto dei trenta. Quando avrò qualche info in più vi farò sapere. Siamo anche pronti col lancio dell’iniziativa per le prossime elezioni regionali: vendiamo il nostro voto per Giorgio Fidenato. Si tratta di un’idea mutuata dall’ATR (Americans for Tax Reform). In pratica il ML s’impegna a sponsorizzare qualsiasi candidato che sia disposto a firmare un contratto che prevede il sostegno dello stesso alla battaglia giudiziaria intrapresa da Giorgio. Ci sono anche delle novità che riguardano la struttura del movimento, un nuovo modo per auto finanziarsi, e la seconda grande sfida allo stato canaglia: il nostro AD, il buon Leo, ha deciso di cedere la proprietà della Leonardo Facco Editore al Movimento Libertario. Le pubblicazione della casa editrice diventeranno la nostra fonte primaria per racimolare fondi, e naturalmente non abbiamo intenzione di versare neanche un euro dei soldi che ricaveremo dalle vendite al fisco. L’operazione è ancora in fase di studio, ma verrà portata a termine durante l’anno appena cominciato. Sempre sul fronte della libertà, e sempre grazie a Fidenato ed al vice-presidente di FuturAgra (Silvano Dalla Libera), siam lieti di annunciarvi che in ItaGlia è finalmente possibile coltivare mais OGM. I due hanno vinto il ricorso presentato al Consiglio di Stato contro il mancato adeguamento della legislazione itaGliana alle direttive europee che permettono la semina del granturco transgenico. Lo stato non può opporsi, ed i due agricoltori hanno reso pubblica la volontà di essere i primi a piantare questo tipo di coltura nel nostro paese. Appuntamento a fine aprile per la semina! Le semenze verranno acquistate in Spagna, dove questa qualità di granturco si usa ormai da diversi anni. Il debutto del nuovo mais in ItaGlia sarà oggetto di un documentario curato da Marcello Mazzilli. Settimana prossima Fidenato sarà a Milano per illustrare per bene quello che ha intenzione di fare. Il giorno dovrebbe essere martedì 2 febbraio, ma al momento non so ancora luogo ed ora (entro domenica aggiornerò il post).

Insomma, non si può dire che siam qui a pettinare le bambole, d’altro canto, come dice sempre il Leo, “la libertà non è gratis” ;-)

Ed ora qualche link sulla giornata di ieri:

Qui un articolo di Paolo Bernardini;

Qui un articolo de Il Messaggero Veneto;

Qui video con Leo che intervista Giorgio;

Qui un articolo di Carlo Zucchi sul mais e sul processo;

Qui video-intervento del Leo sul mais OGM;

AGGIORNAMENTO: Domattina, martedì 2 febbraio, alle ore 10.30, FUTURAGRA terrà un confrenza stampa a Milano presso “IL CIRCOLO DELLA STAMPA, Palazzo Serbelloni in CORSO VENEZIA N.16.

All’incontro saranno presenti i dirigenti dell’associazione di agricoltori che, lo scorso 19 gennaio, HA VINTO IL RICORSO PRESSO IL CONSIGLIO DI STATO in merito alla possibilità diseminare OGM a partire dal prossimo mese di Aprile 2010.

Alla conferenza parteciperanno Silvano Dalla Libera, Duilio Campagnolo e Giorgio Fidenato.

Confermata anche la presenza di Leonardo Facco, Amministratore delegato del Movimento Libertario, che da sempre sostiene la libertà di scelta e di intrapresa degli agricotori realitavemente ai tanto deprecati Organismi Geneticamente Modificati.

-z3ruel

Avatar e l’ipotesi Pandora

Posted in Cinema, Neuroscienze on gennaio 22, 2010 by j1nz0

Sono andato a vedere Avatar con l’idea di trovarmi di fronte ad un superfilm poliedrico dalle mille interpretazioni. In realtà da questo punto di vista sono rimasto deluso. Sia chiaro, Avatar è davvero una gioia per gli occhi, probabilmente un capolavoro, ma l’idea che possa essere definito un film separatista e multiculturale, progressista e reazionario, alfa e omega, tutto e il suo contrario francamente non sta in piedi. La stampa in queste settimane ha dilapidato fiumi di inchiostro nel delineare interpretazioni contrapposte per questo film, ma secondo me il colossal di Cameron esprime in maniera inequivocabile sentimenti di tolkieniana memoria: netta separazione razziale, unificazione sotto l’egida di valori etici assoluti transculturali, legame con la terra madre, scetticismo verso il progresso, ecc… Altre chiavi interpretative esigono salti logici che non possono essere colmati agevolmente. L’integrazione razziale ad esempio non avviene mai nel film, se non con sistemi drastici (che non posso rivelare per non dare anticipazioni), nè avviene l’accettazione del progresso.

Di certo l’aspetto meno discusso, ma più entusiasmante del film è quello biologico e antropologico (o na’vilogico, mettiamola così) in cui vengono descritte le numerose specie che popolano Pandora, nonchè le tradizioni dei Na’vi (gli umanoidi blu) in maniera entusiasmante. L’idea che colpisce di più è l’approccio evolutivo che caratterizza Pandora, un pianeta che si evolve come un macro-organismo, o meglio come un’enorme rete neurale alla quale tutti gli esseri viventi sono connessi in un enorme network di interazioni (una sorta di ipotesi Gaia estrema). Per assolvere a questa necessità, gli esseri che popolano il pianeta, Na’vi in particolare, hanno evoluto una sorta di appendice biologica, la quale consente loro di connettersi ai centri di download delle informazioni, sparsi per tutto il pianeta, nonchè di creare legami inter ed intraspecifici. In tutto questo, mi è suonata strana l’ipotesi di Fabristol, che nega la possibilità che degli umanoidi come i Na’Vi possano essersi evoluti con le forme di H. sapiens in un pianeta apparentemente diverso dalla Terra come quello descritto da Cameron. A mio parere, potrebbe esserci la possibilità che questo evento si verifichi anche su Pandora. Ma di questo avrò modo di parlare in altra sede.

-J1nz0

Tös fömåga

Posted in Etica, Leviatano, Politica con i tag , on gennaio 20, 2010 by cachorroquente

E’ difficile trovare una notizia che più di questa sia atta a mettere in crisi tutto il fondamento teorico dell’affirmative action (con tutte le riserve possibili verso un articolo sulla Svezia con l’intestazione “Berlino”, scritto da un giornalista che forse non ha mai messo piede a Stoccolma).

Cioè, non è che ci voglia il politologo del secolo per rendersi conto che il principio alla base delle quote (“rosa” o etniche che siano) è intrinsecamente discriminatorio, da qualunque parte lo si guardi (anche condividendo gli intenti progressivi, che dire del bianco non abbiente scavalcato dal nero di uguale o superiore estrazione sociale?). La storia giornalisticamente gustosa delle donne tenute fuori dagli atenei svedesi per garantire l’equità tra i sessi si limita a renderlo palese anche all’osservatore distratto.

Però voglio fare un passo indietro. Io faccio, seppur in forma embrionale, il medico internista. Buona parte del mio lavoro (cioè, escluso il tempo che dedico a fare l’assistente sociale, o il burocrate, o a litigare con gli specialisti) consiste nell’intervenire in maniera grossolana e ignorante, attraverso farmaci di cui si conosce solo parzialmente il meccanismo d’azione, su un organismo estremamente complesso e fondamentalmente sconosciuto. Il principio guidante è decidere (con le armi spuntate della ricerca di base e dell’evidence based medicine) quali meccanismi di compenso della fisiologia umana sono virtuosi e quali nel lungo termine patogeni.

Insomma, condivido l’ingrato e frustrante ruolo che si sono attribuiti tutti i governi e gli stati della Terra. E d’altra parte, qualche volta si combina (noi medici, intendo) pure qualcosa di buono (more often than what could be expected by chance alone, come si suol dire; o almeno spero).

Tirando le fila del discorso: 9 volte su 10 (o 99 volte su 100) le quote saranno dei tentativi violenti totalmente inefficaci verso il problema di integrazione a monte, o ridicolizzati (come nel caso svedese) dalle potenzialità di trasformazione autonoma della società. Ma non si possono considerata sbagliate a prescindere, “solo” perchè sono inique. La vita è iniqua; le persone sono continuamente discriminate, anche nella società più libera e priva di pregiudizi, in base al loro aspetto fisico, al loro carattere, alla loro intelligenza; e se l’ars governandi si affinasse tanto da permettersi pennellate delicate di affirmative action, un cinese in più in quell’università, una donna in più in quell’amministrazione comunale, microinterventi iniqui per favorire processi virtuosi, o forse anche azioni più energiche per sbloccare situazioni di stallo, ci troveremmo di fronte a un male tollerabile come il fastidio che si infligge ai paziente somministrando un farmaco.

Cachorro Quente

P.S. sì, lo so, in questo post manca un dettaglio: il momento in cui spiego perchè dovrebbe essere prioritario che un certo numero di insegnanti o deputati sia donna o di origine africana o quant’altro. Speravo di avervi distratti con le tette, seguendo il luminoso esempio della redazione di Studio Aperto.

La patente di Liberale

Posted in Blogosfere, Libertarismo, allucinazioni, maledetti on gennaio 15, 2010 by j1nz0

Sono un nostalgico dei vecchi tempi della blogosfera. Vi ricordate il periodo in cui girò il tormentone della patente di liberalismo? A ripensarci mi commuovo. Si trattava di qualche anno fa, quando tutti quanti avevano iniziato a definirsi liberali, compresi dipietristi, postfascisti, e socialistume vario. Bastava far notare ad un qualunque individuo in rete che le sue idee c’entravano con il liberalismo come gli iceberg nel Sahara, che subito questi si inalberava replicando: “Chi sei tu per assegnare patenti di liberalismo?”. Era un periodo davvero magico. Magico in quanto per essere liberali non occorreva attenersi ai principi del liberalismo: bastava tirare fuori dal cilindro storie di patenti.

-J1nz0

Failed State

Posted in Uncategorized on gennaio 10, 2010 by cachorroquente

Non saprei dirlo meglio quindi mi limito a citare Phastidio:

Quando, tra alcuni decenni, storici, antropologi ed archeologi realizzeranno il post mortem dell’Italia, una cosa balzerà immediatamente agli occhi: la costante di una classe politica di ipnotizzatori, e di una cittadinanza ipnotizzata. Come definire altrimenti il caso di un ministro dell’Interno che, di fronte all’ennesimo scempio di legalità in una località del Mezzogiorno, il cui consiglio comunale è stato sciolto per mafia, con la criminalità organizzata trionfante che prima guida l’immigrazione clandestina poi la rigetta, non trova di meglio che criticare duramente la legislazione scritta sotto dettatura del partito del ministro medesimo?

Il che mi porta a un editoriale sul caso Rosarno di Panebianco; il quale, dopo aver tracciato un improbabile collegamento tra chi raccoglie pomodori in condizione di schiavitù e le scuole elementari che non espongono il Presepe a Natale (un’emergenza nazionale, con ministri del governo che trascorrono il loro prezioso tempo a scovare in giro per l’Italia i finti educatori), parla di reato di clandestinità:

Un certo numero di magistrati, ad esempio, ha deciso che il reato di clandestinità è in odore di incostituzionalità. Immaginiamo che la Corte costituzionale si pronunci domani con una sentenza favorevole alla tesi di quei magistrati. Bisognerebbe allora mandare a memoria la data di quella sentenza perché sarebbe una data storica, altrettanto importante di quelle dell’unificazione d’Italia e della Liberazione. Con una simile sentenza, la Corte stabilirebbe solennemente che ciò che abbiamo sempre creduto uno Stato non è tale, che la Repubblica italiana è una entità «non statale». Che cosa è infatti il reato di clandestinità? Nient’altro che la rivendicazione da parte di uno Stato del suo diritto sovrano al pieno controllo del territorio e dei suoi confini, della sua prerogativa a decidere chi può starci legalmente sopra e chi no. Se risultasse che una legge, regolarmente votata dal Parlamento, che stabilisce il reato di clandestinità, è incostituzionale, ne conseguirebbe che la Costituzione repubblicana nega allo Stato italiano il tratto fondante della statualità: la prerogativa del controllo territoriale.

Nello specifico, l’argomentazione è un non sequitur. La “rivendicazione al pieno controllo del territorio e dei suoi confini” non passa necessariamente attraverso il diritto penale. Se la Slovenia decidesse di conquistare Trieste e Gorizia (senza una strenua opposizione da parte mia, by the way), lo stato italiano manderebbe l’esercito a sparare contro i soldati sloveni ed eventualmente a prenderli prigionieri, mica la polizia per arrestarli e processarli per “reato di invasione”.

Ma non è questo il punto. Se crediamo alla legittimità di uno stato, questa non dipende (solo) dalla prerogativa del controllo territoriale, ma dall’applicazione della rule of law. In alcune regioni del nostro meridione, il “ventre molle dell’Europa” attraverso cui passa la cocaina diretta a Milano, Parigi o Berlino, e in cui degli africani clandestini vivono in condizioni inumane, sottoposti alla tirannia dei caporali e oggetto di tiro a segno da parte della popolazione locale, la rule of law è un miraggio, a prescindere dal problema della clandestinità. Con buona pace di Panebianco e di Maroni più che al Texas invaso dai clandestini noi assomigliamo al nord del Messico, zona di transito degli stessi in mano ai narcotrafficanti.

Buon 2010.

Cachorro Quente

Saldi mortali

Posted in Libertarismo, Psicopolitica, allucinazioni, maledetti on gennaio 6, 2010 by j1nz0

Non avevo mai vissuto i saldi in maniera intensiva. Quest’anno, tuttavia, ho deciso di cimentarmi in una tre giorni di shopping forsennato, tra periferia, centro e centro commerciale, alla caccia del superaffare, che puntualmente non è arrivato. Ma in sostanza, devo ammettere che la delusione per le scarpe e le felpe mancate è stata superata dal valore educativo dell’esperienza, che mi ha permesso di giungere ad una semplice riflessione: i saldi sono un rituale. Ho maturato questa convinzione nelle varie pause in cui ero lì ad attendere, negozio dopo negozio, mentre venivo sballottato tra vere e proprie maree umane che si alzavano e abbassavano in relazione al successo del marchio franchisizzato. I saldi sono una cosa davvero spiacevole, per chi come me ha una punta di agorafobia, ma credo alla fine non faccia piacere a nessuno essere costretto ad arrampicarsi su una folla di gente con il coltello trai denti, pronta a vendere cara la pelle per scippare al prossimo l’articolo più coveniente. Il mal di testa e un certo senso di nausea costituiscono il punto d’arrivo per i novizi, un senso di spossatezza finale rappresenta invece condizione comune anche per i più esperti. Eppure quando ci sono i saldi sono tutti contenti, tutti scendono in strada, tutti affollano i centri commerciali, ecc… D’altronde è meglio stancarsi a morte per qualche giorno piuttosto che cacciare fuori i soldi per comprare i capi non a saldo. E quando poi la crisi economica è in agguato, la benda del pirata calata sull’occhio è la conditio sine qua non per tuffarsi nella marea.

E, a questo punto, mi chiedevo perchè fosse necessario tutto questo. Perchè è necessaria l’orda di persone, la stanchezza, il mal di testa, i commessi che sbraitano, la gente che ti cammina sopra, la guerra per il parcheggio…? Se ci pensate bene una semplice liberalizzazione dei saldi eviterebbe tutto ciò, riempendo le strade mediamente tutto l’anno, creando più dinamismo sul mercato, evitando il deserto iniziale e la marea finale. Apparentemente il fatto che i saldi non siano liberi non ha alcun senso, in realtà mi sono convinto che la politica crei queste situazioni per definire un rituale di massa, per creare una sorta di occasione popolare in cui le emozioni vengano di colpo slegate, per dare una botta di dopamina a chi nella folla riesce a sottrarre l’articolo più conveniente al vicino. E’ una specie di lotteria orwelliana in cui tutti si sentono di colpo più vivi.

-J1nz0

Buone Feste dal Residenclave!

Posted in Uncategorized con i tag on dicembre 24, 2009 by z3ruel

Visto che i miei soci non hanno ancora provveduto, ci penso io. Post di auguri di Natale da un ateo affatto devoto. Non poteva capitarvi di peggio, o forse no, perché come la zia Ayn, anche a me il periodo natalizio non dispiace affatto. Vi auguro, anche a nome di Jinzo e Cachorro Quente, un buon Natale, un gran fine anno, ed un felice anno nuovo. Che il 2010 faccia schifo giusto il necessario e nulla più ;-)

Per quel che mi riguarda, mi rileggerete da dopo il 5 gennaio. Nella lista dei buoni propositi per l’anno che viene ho messo anche un po’ più di costanza nel contribuire all’aggiornamento di Snow Crash… sperem (^_^).

-z3ruel

“Yes, of course. A national holiday, in this country, cannot have an exclusively religious meaning. The secular meaning of the Christmas holiday is wider than the tenets of any particular religion: it is good will toward men—a frame of mind which is not the exclusive property (though it is supposed to be part, but is a largely unobserved part) of the Christian religion.

The charming aspect of Christmas is the fact that it expresses good will in a cheerful, happy, benevolent, non-sacrificial way. One says: “Merry Christmas”—not “Weep and Repent.” And the good will is expressed in a material, earthly form—by giving presents to one’s friends, or by sending them cards in token of remembrance . . . .

The best aspect of Christmas is the aspect usually decried by the mystics: the fact that Christmas has been commercialized. The gift-buying . . . stimulates an enormous outpouring of ingenuity in the creation of products devoted to a single purpose: to give men pleasure. And the street decorations put up by department stores and other institutions—the Christmas trees, the winking lights, the glittering colors—provide the city with a spectacular display, which only “commercial greed” could afford to give us. One would have to be terribly depressed to resist the wonderful gaiety of that spectacle.”

- Ayn Rand, The Objectivist Calendar, Dec. 1976

Love, love, love

Posted in Psicopolitica, Religioscepsi, allucinazioni con i tag , , on dicembre 15, 2009 by cachorroquente

But it was all right, everything was all right, the struggle was finished. He had won the victory over himself. He loved big brother

(George Orwell, “1984″)

Grazie di cuore ai tantissimi che mi hanno mandato messaggi di vicinanza e di affetto. Ripeto a tutti di stare sereni e sicuri. L’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio

(Silvio Berlusconi, dall’Ospedale San Raffaele di Milano, 15 dicembre 2009)

Cachorro Quente